Pronostici sulle scommesse sportive, dal margine al prelievo

Updated Ottobre 2026
Licensed
usAvailable in US
Fast payouts
18+ Only
Want more predictions?
Join our Telegram channel
Join

Il margine di un bookmaker non compare da nessuna parte nel palinsesto. Non è una voce di costo, non è una commissione, non è scritto in nessun regolamento: è già dentro la quota, e per questo un giocatore può passarci sopra per anni senza accorgersene. Una partita con due esiti possibili quotati 1,90 e 1,90 non restituisce il 100 % di quanto è stato puntato sul mercato: ne restituisce il 95 %. Il resto resta al concessionario, ogni volta, vincente o perdente che sia il singolo giocatore.

Un quaderno aperto con quote scritte a mano, una calcolatrice e una matita su un tavolo di legno
Le condizioni di Admiralbet prevedono l'autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia.

Da lì parte tutto il resto. Chi cerca un pronostico sicuro sta cercando una cosa che non esiste; chi cerca un pronostico utile sta cercando una quota che il margine non ha ancora mangiato. La differenza fra le due ricerche è l’intero contenuto di questa guida, che non contiene un solo risultato previsto, non indica una partita e non promette un euro. Contiene invece i conti: quanto trattiene un mercato, quanto costa davvero sbloccare un bonus, quanto tempo passa fra la richiesta di prelievo e i soldi sul conto, e chi risponde se qualcosa va storto.

Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026, verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

Prima di leggere una quota: quanto resta in tasca al bookmaker

Il mercato più semplice che esista è quello a due esiti. Non è il calcio — l’1X2 ha tre esiti e un pareggio che nessuno vuole mai — ma un incontro di tennis o una sfida a due in cui o vince uno o vince l’altro, senza terze vie. Su un mercato così, con entrambi i lati a 1,90, la quota non racconta la probabilità: racconta la probabilità più il ricarico.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.

Un evento con due esiti e quota 1,90 da entrambe le parti si legge così. La probabilità implicita di ciascun esito è 1 diviso 1,90, cioè circa il 52,6 %. Sommate, le due probabilità fanno circa il 105,3 %. Quello 0,3 in più è la parte che il mercato si tiene: la quota non è costruita per pagare il 100 % delle puntate, è costruita per pagarne una fetta. Nello specifico, la quota restituita in caso di vincita è 1 diviso la somma delle probabilità implicite, quindi 1 diviso 1,0526, cioè circa il 95 %. Il margine è il complemento: circa il 5 %, e non è mai un numero esatto perché le quote reali non sono mai due 1,90 identici su un mercato vero.

Il risultato va letto come una banda, non come una cifra puntuale. Con due esiti a 1,90 il margine sta intorno al 5 %; con due esiti a 1,85 sale oltre l’8 %; con due esiti a 1,95 scende sotto il 3 %. Il bookmaker non sceglie il margine una volta per tutte, lo calibra: più un mercato è liquido e più la concorrenza lo tiene basso, più un mercato è di nicchia e più il ricarico si allarga. È il motivo per cui la stessa partita può costare il 3 % su un mercato e il 12 % su un altro, e il motivo per cui chi punta abitualmente su mercati esotici paga, senza vederlo, un pedaggio più caro di chi si limita all’esito finale.

Il punto economico è presto detto. Il margine non è una tassa sul giocatore sfortunato: è una tassa su ogni puntata, incassata sul volume. Un giocatore che punta mille volte 10 € su un mercato al 5 % ha lasciato al banco, in media, circa 500 € prima ancora di sapere se è in attivo o in passivo. Ecco perché il pronostico che «esce» non è la variabile decisiva nel lungo periodo: la variabile decisiva è il prezzo a cui lo si compra. Un pronostico eccellente giocato a una quota che incorpora il 12 % di margine vale meno di un pronostico mediocre giocato al 2 %.

La probabilità implicita, e perché la quota non è una previsione

Vale la pena smontare un equivoco che sta alla base di quasi tutte le ricerche su questo tema. La quota non è l’opinione del bookmaker su chi vince. È il prezzo a cui il bookmaker è disposto a tenere l’altro lato della scommessa, e quel prezzo tiene conto di quanto denaro è già arrivato su ciascun esito, di quanto costerebbe coprirsi, e del margine.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull'attività di gioco e auto esclusione.

Chi legge 1,50 e pensa «probabilità del 66 %» ha fatto il conto giusto ma con il dato sbagliato, perché quel 66 % include la fetta del banco. La probabilità implicita vera, depurata dal margine, è sempre un po’ più bassa. La differenza non è enorme su una singola giocata — è il costo di una pizza su cento giocate — ma è esattamente la differenza fra un conto in attivo e un conto in passivo per chi gioca con continuità.

Da qui nasce il concetto di scommessa di valore, che è l’unica cosa che un pronostico può ragionevolmente produrre. Una scommessa è di valore quando la quota offerta è più alta di quella che corrisponderebbe alla probabilità reale dell’esito, una volta tolto il margine. Non è una scommessa che vince: è una scommessa pagata bene. Può perdere dieci volte di fila e restare una buona scommessa, così come una quota bassissima su una favorita può vincere dieci volte di fila e restare un cattivo affare. Nessun pronostico, per quanto costruito bene, conosce il risultato di una partita: la forma recente, le statistiche, le probabili formazioni e la quota stessa sono strumenti per stimare una probabilità, non per leggerla nel futuro.

La calcolatrice non fa pronostici, fa conti

Chi cerca un calcolatore di pronostici cerca quasi sempre la cosa sbagliata: un congegno che dica quale squadra vince. Un calcolatore serio fa un lavoro più modesto e più utile: prende una quota, la converte in probabilità implicita, somma le probabilità di tutti gli esiti del mercato e mostra quanto resta fuori. Serve a rispondere a una domanda che il palinsesto non risponde mai, cioè quanto costa quel mercato.

Lo stesso ragionamento si applica al rendimento di una multipla, che è la forma di scommessa in cui il margine pesa di più e in cui quasi nessuno se ne accorge. Le quote delle singole selezioni si moltiplicano fra loro in un unico prezzo, e anche i margini si moltiplicano per approssimazione: una multipla di quattro eventi presi su mercati al 5 % non porta con sé il 5 % di ricarico, ne porta uno sensibilmente più alto, perché ogni passaggio trattiene la sua parte. È il motivo per cui le promozioni costruite sulle multiple sono sempre più generose di quelle costruite sulle singole: costano meno a chi le offre, perché il giocatore paga il conto in anticipo dentro il prezzo.

Quanto ci mettono i soldi ad arrivare, e cosa succede quando non arrivano

Un conto di gioco non è un conto corrente, e la differenza si sente tutta nel momento in cui si prova a riportare a casa qualcosa. In Italia il circuito dei pagamenti di un concessionario è regolato due volte: dalle norme sul gioco e dalle regole antiriciclaggio che riguardano il sistema finanziario in generale. Il risultato pratico è che il giro dei soldi è più lento e più tracciato di quanto un giocatore si aspetti al momento della registrazione.

Il punto di partenza è la ricarica. Accanto ai metodi ordinari che ogni operatore elenca nei propri termini — carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher — esiste in Italia un canale che non ha equivalenti in molti altri mercati: i punti vendita ricariche. Tabaccai e ricevitorie tengono un registro presso ADM e possono accreditare sul conto di gioco del cliente, su sua richiesta e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti, ma entro un tetto preciso: 100 € a settimana complessivi. La stessa norma dice con chiarezza cosa quei punti non possono fare: non pagano vincite e non restituiscono saldo. Chi entra in tabaccheria convinto di poter uscire con i soldi in mano ha letto male la regola; il punto vendita è una porta d’ingresso, non d’uscita. L’iscrizione al registro, per completezza, costa al punto vendita 100 € l’anno.

Sul lato opposto, il prelievo. Qui la variabile che pesa più di tutte non è la velocità dichiarata dall’operatore ma lo stato del conto, e in particolare la sua verificabilità. Un conto di gioco richiede un’identificazione piena; chi si registra con il modulo classico e la copia di un documento deve completare la validazione entro 30 giorni, altrimenti l’account viene sospeso e i prelievi bloccati, come indicano le pagine degli operatori. Chi si registra via SPID o CIE si porta dietro un’identità già verificata e si risparmia il passaggio più noioso. La lezione è poco eccitante ma vale più di qualsiasi pronostico: la partita si prepara prima, all’apertura del conto, non quando si prova a incassare.

Ricariche, portafogli elettronici e il vincolo che pochi leggono

C’è poi un dettaglio che appartiene al mondo dei bonus più che a quello dei pagamenti, ed è il più costoso dei due: molti operatori escludono determinati metodi di deposito dal diritto all’offerta di benvenuto. William Hill, per esempio, esclude espressamente i primi depositi effettuati con Revolut, bonifico, Skrill, Paysafecard, Entropay, voucher o Neteller. Chi ricarica con uno di questi strumenti non sta commettendo un errore, sta semplicemente rinunciando a un bonus di cui non ha letto le condizioni — e scoprendolo dopo, quando il bonus non arriva, è già troppo tardi per rifare il deposito.

La lezione qui è di sequenza, non di prodotto: prima si legge quali strumenti il bonus accetta, poi si scegle il metodo, poi si deposita. Chi fa il contrario paga una distrazione con l’intero valore dell’offerta.

Va detto infine che la partita dei pagamenti non si gioca solo sui tempi, ma sulla certezza del destinatario. Un prelievo da un concessionario ADM si muove dentro un perimetro vigilato, con un rapporto contrattuale italiano e un referente identificato. Un prelievo da un sito privo di concessione si muove dentro le regole che quel sito stesso si è dato, in una giurisdizione che l’ordinamento italiano non riconosce. È un tema su cui vale la pena tornare quando si parla di chi è autorizzato a raccogliere scommesse in Italia, e a quel punto la questione smette di essere tecnica e diventa molto concreta.

Il conto che non si vede: quanto tempo vale la vostra attenzione

C’è un costo che nessun operatore scrive da nessuna parte ed è la ragione per cui questa sezione viene prima delle altre. Un prelievo che arriva in un giorno e un prelievo che arriva in tre giorni sono la stessa cifra, ma non lo stesso fastidio, e il fastidio ha un prezzo per chi gioca con regolarità. Vale la pena trattare la velocità di accredito come una caratteristica del prodotto al pari della quota su un mercato: non fa vincere nulla, ma determina quanto spesso si ha a disposizione il proprio denaro.

App e dispositivi: il banco sta in tasca, con le conseguenze del caso

Il telefonino ha spostato il banco dal bancone al salotto, e il cambiamento non è solo logistico. Chi scommetteva dal computer doveva alzarsi; chi scommette dal divano non deve fare nulla. La differenza fra le due cose, per chi ha il controllo del proprio gioco, vale più di qualsiasi funzione.

Sul piano tecnico le applicazioni dei concessionari italiani hanno raggiunto una completezza che non lascia quasi più nulla al sito desktop. Le sezioni che seguono guardano cosa offrono in concreto: quanto è largo il palinsesto, cosa si può seguire in streaming, quali strumenti di costruzione della giocata sono disponibili e — la voce che conta di più per il lettore di questa guida — quanto la comodità dell’app rende più facile perdere il controllo di quanto si sta spendendo.

Un palinsesto che non finisce mai: la scelta non è un vantaggio

La larghezza dell’offerta viene venduta come un beneficio e in parte lo è, ma ha un rovescio poco discusso. Eurobet Sport copre calcio, tennis e basket, ma anche Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e arriva a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv, reality show — e di politica, elezioni comprese. Lottomatica porta Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP con quote e risultati in tempo reale. Sisal dichiara oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live. Sono numeri enormi, e la tentazione di leggere «più eventi» come «più occasioni» è precisamente il punto in cui il margine smette di essere una curiosità matematica.

Ogni evento in più è un mercato in più su cui è possibile lasciare una puntata. Un palinsesto sterminato non aggiunge valore atteso a chi gioca: aggiunge occasioni di giocare, e le occasioni, per un giocatore che non ha un piano, sono il modo in cui il margine si incassa. Chi apre l’app la sera con l’idea di «dare un’occhiata» ha già perso il primo punto della partita — e la partita non è contro il bookmaker.

Detto questo, la larghezza serve a due categorie precise di lettori: chi segue sport che gli altri operatori coprono a malapena, come il tennis tavolo o gli eventi di nicchia, e chi vuole seguire in diretta cose che non hanno nulla a che vedere con il calcio. Per loro un palinsesto come quello di Eurobet è un vantaggio reale, non un’etichetta.

Streaming, statistiche e biglietti costruiti in casa

Gli strumenti che affiancano il palinsesto sono la parte più utile delle app, purché li si usi per informarsi e non per giocare di più. Sisal offre la diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Planetwin365 trasmette in streaming eventi sportivi con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. bet365 mette insieme decine di migliaia di mercati live con la Diretta TV su centinaia di migliaia di eventi l’anno, calcio, NBA e NFL compresi, statistiche sportive, notifiche personalizzate e un Live Golf Tracker. Lottomatica accompagna quote e risultati in tempo reale con lo streaming per giocare live seguendo la partita.

Sul fronte della costruzione della giocata, bet365 propone le Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live. SNAI mette a disposizione My Combo, che combina più pronostici sulla stessa partita e permette di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto con una quota unica. Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con una sezione Supercombo di combo e mercati unici a quote maggiorate, e copre anche le scommesse live con live streaming dei propri eventi; Betfair Exchange Scommesse permette depositi e prelievi delle vincite, il live streaming di calcio, tennis e basket e grafici per monitorare in tempo reale l’andamento delle quote.

Il Bet Builder è la funzione che merita più diffidenza, e la merita per ragioni aritmetiche prima che moralistiche. Impacchettare cinque mercati della stessa partita dentro un unico prezzo li fa sembrare un prodotto solo: la quota unica è alta, il biglietto è corto, la lettura è semplice. Ma ogni mercato aggiunto porta con sé il proprio ricarico, e la correlazione fra esiti della stessa partita — un attaccante che segna e una partita con molti gol non sono eventi indipendenti — spinge l’offerta nella direzione più conveniente a chi la costruisce. Il Bet Builder non è un imbroglio: è un prodotto confezionato, e come tutti i prodotti confezionati costa più della somma degli ingredienti comprati separatamente.

Goldbet resta un buon esempio di catalogo tradizionale ben fatto: 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. Sono mercati leggibili, con margini che il giocatore può stimare da solo con la calcolatrice, ed è una virtù sottovalutata.

Il virtuale, e il suo posto nella classifica dei costi

Il virtuale merita una riga a parte perché è il prodotto che più assomiglia a un gioco e meno a una scommessa, pur essendo legalmente una scommessa sportiva su eventi simulati. Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e affianca all’app anche ippica, giochi di casinò e Sisal Tipster. SNAI propone oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, fra cui calcio virtuale con clip reali, corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, insieme a scommesse live e streaming gratuito.

La questione del virtuale non è la legalità, che c’è, ma la frequenza. Una partita virtuale dura pochi minuti e ce ne sono migliaia al giorno: è la struttura ideale per trasformare una serata in cento giocate, e cento giocate moltiplicano il margine per cento. Chi si avvicina al virtuale per gioco, con una cifra decisa in anticipo, sta facendo una cosa diversa da chi lo usa per «recuperare» una serata storta. Il secondo caso è il modo in cui si perde più velocemente possibile, ed è bene saperlo prima di aprire la sezione.

Le piattaforme su cui tutto questo gira

Nessuna delle app descritte sopra è un ambiente neutro. StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa accanto a slot e Live Casinò: è un operatore nato sul casinò che ha aggiunto il bookmaker, e per chi arriva dal calcio la differenza si sente nel modo in cui l’app ti mette davanti i giochi. Le applicazioni dei grandi concessionari italiani sono invece costruite attorno alla scommessa, con il casinò come seconda porta.

La differenza conta per un motivo pratico: la sezione che si apre per default, i pop-up, il modo in cui il saldo è presentato — tutto questo determina quanto spesso si finisce a giocare a qualcosa che non si era deciso di giocare. Un’app ben fatta per il calcio non è necessariamente un’app rispettosa di chi la usa, ma un’app costruita su un prodotto diverso lo è ancora meno.

Costruire un pronostico: bankroll, analisi e il limite dell’analisi

Un pronostico si costruisce in un ordine preciso, e l’ordine conta più dei singoli pezzi. Prima si sceglie quanto si è disposti a perdere, poi si sceglie su cosa puntare, poi — solo alla fine — si guarda la quota. Chi inverte i primi due passaggi e comincia dalla quota ha già consegnato la decisione a chi la quota la scrive.

Il primo passo è la dimensione del gioco. Non esiste una regola che vada bene per tutti, ma esiste un principio: la cifra che si mette sul tavolo deve essere tale per cui perderla tutta non cambia nulla nella vita di chi la perde. Chi punta cifre che gli servono non sta scommettendo, sta cercando di risolvere un problema con un metodo che non funziona. Il secondo passo è la quota per singola giocata: una cifra fissa, indipendente da quanto ci si sente sicuri, perché la sensazione di sicurezza è esattamente il segnale peggiore su cui basare una puntata più grande. Il terzo passo è il limite complessivo — quanto si è disposti a lasciare sul conto in un mese — ed è il passo che quasi nessuno fa spontaneamente, ma che gli operatori italiani chiedono già in fase di registrazione.

Forma, statistiche, formazioni: quello che un’analisi può e non può dire

Un’analisi sensata guarda poche cose e le guarda bene: la forma recente delle due squadre — non il risultato, ma il modo in cui è arrivato; le statistiche strutturali, come i gol fatti e subiti in casa e fuori, il numero di tiri, il possesso; le probabili formazioni, perché un attaccante assente sposta una stima di parecchi punti percentuali; il contesto, cioè il calendario e la posta in palio. Messe insieme, queste informazioni producono una stima di probabilità. Non producono una certezza.

Il limite è strutturale e vale la pena dirlo senza addolcirlo. Tutto quello che un’analisi può fare è avvicinare la stima alla probabilità vera; tutto quello che una quota può fare è offrire un prezzo su quella probabilità. Se la stima è giusta e la quota è più alta di quanto la stima giustifichi, allora c’è valore. Se la stima è giusta e la quota è più bassa, non c’è niente da fare: si salta la giocata. Il buon giocatore, in questo senso, è quello che rinuncia molto. Chi punta su tutto non sta analizzando, sta riempiendo il tempo.

Il fattore che nessuna analisi cattura è l’evento imprevedibile: l’espulsione al decimo minuto, il rigore sbagliato, il rimpallo. Non è un difetto dell’analisi, è la natura dell’evento sportivo. Per questo una serie di scommesse di valore può chiudersi in perdita anche su un campione ampio, e per questo nessuna strategia di puntata trasforma una sequenza sfortunata in una vincita. Chi sostiene il contrario sta vendendo qualcosa.

La Serie A, l’Europa e la trappola del campionato più seguito

I mercati più liquidi d’Italia sono quelli del campionato nazionale e delle coppe europee, ed è lì che la concorrenza fra concessionari produce i prezzi migliori. Un mercato molto seguito ha margini più stretti perché nessun operatore vuole restare fuori dal volume; un mercato di nicchia ha margini più larghi perché il volume è basso e il rischio di sbagliare il prezzo è alto. Chi punta abitualmente su Serie A ed Europa League paga, a parità di esito, meno di chi punta su un campionato esotico o su un mercato secondario.

Il paradosso è che i mercati più convenienti sono anche quelli su cui è più difficile avere un vantaggio, perché tutti li guardano e le informazioni sono già nel prezzo. Il margine basso compensa in parte la difficoltà, ma non la cancella. Nei mercati di nicchia accade l’opposto: è più facile trovare un prezzo sbagliato, ma il pedaggio per entrare è più alto. Non esiste il posto in cui è facile e conveniente insieme, ed è una buona notizia per chi cerca di capire come funziona il gioco, una cattiva per chi cerca la scorciatoia.

Un’ultima nota su come si legge un pronostico trovato in rete, gratis o a pagamento. Il prezzo di un pronostico non dice nulla sulla sua qualità, e la gratuità non è un difetto: un pronostico gratuito è semplicemente un contenuto che qualcuno usa per portare traffico verso un operatore o un servizio. Il criterio di valutazione resta uno solo, e non è la fonte: è se la quota consigliata, al momento in cui la si legge, esiste davvero sul mercato. Un pronostico che cita una quota non più disponibile è un pronostico che nessuno può giocare. Un pronostico che non cita alcuna quota non è verificabile, e quindi non è né buono né cattivo: è nulla.

Il conto del margine su un pronostico che «esce»

Vale la pena chiudere il cerchio con i numeri già messi sul tavolo. Supponiamo un giocatore che punti 10 € su un mercato a due esiti con quote 1,90 e 1,90, mille volte, sempre sulla stessa parte. Il margine di quel mercato è intorno al 5 %, quindi il valore atteso di ogni singola puntata è negativo di circa 50 centesimi. Su mille puntate, la perdita attesa è intorno ai 500 €, e si tratta di una stima media su un numero ampio di giocate, non di una previsione su un singolo giocatore, che potrebbe chiudere in attivo o in passivo molto più profondo. Se lo stesso giocatore usasse una multipla di quattro selezioni prese su mercati di quel tipo, ogni passaggio aggiungerebbe il proprio ricarico al prezzo finale; è il meccanismo che rende ambiziose le promozioni sulle multiple e prudenti quelle sulle singole.

Il conto si chiude con una constatazione poco piacevole: la quota non è il premio per aver indovinato, è il prezzo pagato per poter provare. Chi la tratta come un premio finisce per giocare troppo; chi la tratta come un prezzo comincia a scegliere.

La classifica: dieci operatori con concessione ADM a confronto

Mettere dieci nomi in fila non è una classifica se prima non si dice in base a cosa sono stati messi in fila. Qui il criterio è la trasparenza del costo: quanto un operatore dichiara dei propri termini, quanto margine lascia leggere, quanto strumenti mette a disposizione di chi vuole porsi un limite, e quanto di tutto questo è verificabile da chiunque attraverso l’elenco ADM.

Il primo dato comune a tutti è la concessione. Ogni brand in questa lista è un concessionario autorizzato al gioco a distanza con un proprio sito .it e un codice di concessione. Il concessionario, però, raramente porta il nome del brand: dietro Eurobet c’è Eurobet Italia, dietro Lottomatica c’è Goldbet Better Organization Italy, e dietro sia Betsson sia StarCasinò c’è Azzurri Limited. È un dettaglio che sfugge a quasi tutti e che conta nel momento in cui si deve reclamare qualcosa, perché il contratto è con la società, non con l’insegna.

Il secondo dato comune è che la concessione non dice nulla su cosa l’operatore offra. L’elenco ADM non ha una colonna per i giochi: un concessionario può avere diritto a scommesse sportive, poker e skill games, giochi di tipo casinò, betting exchange e bingo in qualsiasi combinazione. Un nome sull’elenco, da solo, non dimostra che quell’operatore accetti scommesse sportive. Lo dimostrano il suo sito e la sua app. E una presenza in una lista come questa non è una concessione: sono due piani diversi, e vale la pena non confonderli.

Il terzo dato comune è che questa lista non è il mercato. I concessionari autorizzati sono più di quelli esaminati qui, e un brand assente da queste schede non è per questo privo di licenza.

panorami

Brand Concessione ADM e concessionario Cosa dicono i termini dell’operatore
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket
SNAI n. 16032, Snaitech Spa My Combo combina più pronostici sulla stessa partita e unisce più My Combo su match o sport diversi in un biglietto con quota unica
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Bonus Sport-50 sbloccabile con un giro di 3 volte il deposito in 7 giorni su multiple di almeno 3 eventi, quota minima 2,00 per evento e quota totale di almeno 10,00
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+ per combinare i mercati più popolari, pre evento e live
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Mercati di calcio da 1X2 a marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali
Betsson n. 16027, Azzurri Limited Registrazione con Fun Bonus Sport da 50 € in totale, documento entro 30 giorni, rigioco su multiple di almeno 8 eventi prematch con quota minima 1,50
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. Eventi sportivi in diretta streaming con un palinsesto quotidiano di tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dal calcio e dal basket fino a F1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, con eventi di spettacolo e di politica
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. In registrazione richiede un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile

Il margine di questi dieci operatori non si legge nella tabella, e non è una dimenticanza: nessuno dei termini pubblica il margine di un mercato, e chi lo calcola lo fa partendo dalle quote del giorno. La tabella raccoglie quello che un operatore dichiara di sé, che è una cosa diversa dalla sua convenienza. Il lettore che cerca il prezzo migliore deve andare sul palinsesto e fare il conto con la calcolatrice; la tabella gli dice dove guardare e a chi appartiene ciò che sta guardando.

Criteri, e cosa significano per il portafoglio

Il criterio che pesa più di ogni altro, per chi guarda al costo, è la leggibilità dei requisiti. Un’offerta con requisiti lunghi e chiari è più onesta di un’offerta con requisiti brevi e vaghi, anche se la prima costa di più in apparenza. NetWin, per esempio, scrive con precisione cosa serve: un giro di 3 volte il deposito entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi, quota minima 2,00 per evento e quota totale di almeno 10,00, con esclusione di sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo. È una descrizione che si può verificare e che nessuno può fraintendere; allo stesso modo Betsson dichiara un Fun Bonus Sport da 50 € in totale, con documento da inviare entro 30 giorni e rigioco su multiple di almeno 8 eventi prematch con quota minima 1,50.

Il secondo criterio è la presenza di strumenti di limitazione propri dell’operatore. Alcuni concessionari li mettono al centro del processo di registrazione, altri li tengono in una pagina interna. La differenza non è estetica: uno strumento che si incontra quando si apre il conto viene usato molto più spesso di uno che bisogna andare a cercare.

Il terzo criterio è la copertura del mercato su cui si punta davvero. Un operatore con un palinsesto enorme e un’app mediocre serve peggio di un operatore con un palinsesto medio e un’app solida, perché la maggior parte delle giocate avviene da telefono.

I dieci operatori, uno per uno

StarCasinò: il casinò che accetta scommesse

StarCasinò è un operatore nato sul casinò che ha aggiunto il bookmaker. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò. La concessione è la n. 16026, intestata ad Azzurri Limited, la stessa società che compare dietro Betsson: un dettaglio che vale la pena ricordare quando si confrontano le due offerte, perché due insegne diverse possono rispondere alla stessa struttura.

Il punto da valutare non è la qualità dello sport, che c’è, ma la gerarchia dei prodotti. Chi apre l’app per una scommessa su una partita di campionato si trova in un ambiente costruito attorno a qualcos’altro, con il casinò a un tocco di distanza e la stessa economia del gioco applicata a prodotti con margini molto più alti di quelli di un 1X2. Non è un difetto tecnico, è una caratteristica del posizionamento, e la si può leggere come preferenza: chi cerca un bookmaker puro starà probabilmente meglio altrove.

Sisal: il palinsesto più largo, e la diretta inclusa

Sisal dichiara nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Aggiunge oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. La concessione è la n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a.

La diretta streaming gratuita è la parte dell’offerta che vale più di quanto sembri, per un motivo che non ha nulla a che vedere con il piacere di guardare la partita: seguire un evento dal vivo significa poter prendere decisioni informate invece di indovinare, e significa anche vedere in tempo reale quanto la propria posizione si stia muovendo. Il rovescio è che 15.000 eventi live sono, nello stesso tempo, 15.000 occasioni di giocare. Un operatore che mette così tanta carne al fuoco è un buon posto per chi ha già un piano e un limite, meno per chi apre l’app senza sapere cosa cerca.

SNAI: il biglietto costruito in casa

SNAI propone oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, fra cui calcio virtuale con clip reali, corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, oltre a scommesse live e a un’offerta di streaming gratuito. Il pezzo forte dichiarato è My Combo, che permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. Concessione n. 16032, Snaitech Spa.

My Combo è la funzione che distingue SNAI e, insieme, quella che richiede più attenzione. Comporre un biglietto unico su più partite è comodo e rende la quota finale invitante, ma è anche il formato in cui il giocatore perde più facilmente il conto di quante selezioni ha davvero in gioco. Con oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, SNAI è anche l’operatore che rende più semplice passare dal calcio simulato alla giocata successiva in pochi minuti.

NetWin: requisiti scritti con il righello

NetWin è il caso più interessante della lista per chi guarda ai costi, perché le sue condizioni sono esplicite fino all’insofferenza. Il bonus Sport-50 richiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2,00 per evento e quota totale di almeno 10,00; sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo sono esclusi. Sbloccata quella fase, la promozione chiede un ulteriore rigioco di 1 volta in una multipla di almeno 4 eventi con quota minima 1,50 per evento e quota totale di almeno 5,00, solo sul mercato Esito Finale, entro 3 giorni. Esiste anche una versione dell’offerta, SPORT100, con bonus pari al 50 % del primo deposito fino a 100 €, giro di 4 volte in 15 giorni su almeno 3 selezioni con quota minima 1,80 e rigioco di 1 volta in 3 giorni. La concessione è la n. 16035, Netwin Italia S.p.a.

La doppia fase è il punto che va letto con calma. Non basta completare il primo giro: il secondo rigioco ha requisiti diversi, un mercato unico ammesso e un tempo molto più stretto, 3 giorni invece di 7. Chi pianifica la prima fase senza accorgersi della seconda si trova con un bonus che scade mentre sta ancora giocando il primo requisito. Requisiti così dettagliati sono, paradossalmente, una forma di rispetto: dicono esattamente dove si finisce, e chi legge capisce cosa sta comprando.

bet365: strumenti che fanno giocare di più

bet365 porta in dote la profondità tecnica più evidente del gruppo: decine di migliaia di mercati live nell’app, la Diretta TV con centinaia di migliaia di eventi l’anno — calcio, NBA e NFL compresi — statistiche sportive, notifiche personalizzate e Live Golf Tracker. Sul lato dell’offerta, Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live. Sul gioco responsabile, il quadro è quello che ci si aspetta da un grande operatore internazionale: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con l’indicazione, per i residenti in Italia, del Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Concessione n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc.

Gli strumenti sono completi, e proprio per questo vanno collocati al posto giusto: sono una rete di sicurezza, non un piano. Un periodo di pausa si attiva quando ci si accorge del problema; un limite di versamento si sceglie quando il problema non c’è ancora, ed è quello il momento in cui sceglierlo. Le notifiche personalizzate, dal canto loro, sono una funzione ambigua: avvisano di quello che succede e, nello stesso tempo, riportano il giocatore dentro l’app nel momento in cui succede qualcosa di interessante.

Goldbet: il catalogo tradizionale fatto bene

Goldbet punta su un catalogo di calcio leggibile: 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. Concessione n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., la società che sta anche dietro Lottomatica: vale la pena tenerlo presente, perché due marchi diversi nella stessa lista possono appartenere allo stesso gruppo.

Per un lettore che vuole capire quanto gli costa giocare, un catalogo così è un vantaggio concreto: sono mercati con regole comprensibili e margini stimabili con la calcolatrice, senza funzioni che nascondono il prezzo dentro un pacchetto. Un operatore che non ti vende un prodotto complicato non ti sta facendo un favore, ma nemmeno ti mette in difficoltà.

Betsson: un bonus in dieci rate settimanali

Il Bonus Registrazione sport di Betsson è un Fun Bonus Sport da 50 € in totale, erogato in 10 € alla validazione del conto e 10 € ogni lunedì per 4 settimane, con documento da inviare entro 30 giorni dalla registrazione. Va rigiocato una volta entro 3 giorni su multiple di almeno 8 eventi prematch con quota minima 1,50 e si converte in Real Bonus per un massimo di 10 €. Concessione n. 16027, Azzurri Limited, la stessa società dietro StarCasinò.

Il tetto di conversione è il numero che decide il valore reale dell’offerta: 50 € dichiarati, 10 € convertibili. Chi legge «bonus da 50 €» e immagina 50 € di gioco si sta sbagliando di un fattore cinque. Il requisito sulle multiple di almeno 8 eventi prematch con quota minima 1,50 è, per di più, il tipo di condizione che spinge verso biglietti lunghi, e i biglietti lunghi sono quelli in cui il margine composto lavora più a lungo contro il giocatore.

Planetwin365: streaming quotidiano e niente fronzoli

Planetwin365 offre eventi sportivi in diretta streaming con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. Concessione n. 16007, Pwo S.p.a. È un operatore orientato alla copertura sportiva, con una proposta che punta sulla varietà degli eventi in diretta, ideale per chi cerca una programmazione quotidiana estesa oltre i campionati di calcio principali. Chi lo valuta dovrebbe partire dal suo palinsesto, che è la cosa su cui si può giudicare.

Per un lettore attento ai costi, un operatore con meno attrezzature promozionali è spesso un operatore con meno occasioni di distrazione. Uno streaming quotidiano di tennis e tennis tavolo è una proposta chiara per chi segue quegli sport e non ha bisogno di altro.

Eurobet: tutto, comprese le elezioni

Eurobet Sport copre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. Concessione n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, la società che gestisce anche Bwin e giocodigitale.

La varietà è la proposta e, insieme, la sua trappola. Un operatore che accetta scommesse su un reality show ha trasformato il proprio palinsesto in un intrattenimento continuo, e i mercati di spettacolo non hanno né la liquidità né la trasparenza di un mercato calcistico. Per chi cerca eventi che nessun altro copre, Eurobet è una risposta concreta; per chi si limita al calcio, la stessa ampiezza è rumore di fondo.

AdmiralBet: i limiti chiesti all’apertura del conto

AdmiralBet è l’operatore della lista che mette i limiti dentro il processo di registrazione. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Le condizioni prevedono anche l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Concessione n. 16048, Admiral Bet S.r.l.

Chiedere i limiti mentre si apre il conto è una scelta che vale più di qualsiasi pagina di gioco responsabile, perché intercetta il giocatore nel momento in cui è ancora lucido. L’asimmetria fra i 7 giorni per alzare un limite e l’immediatezza per abbassarlo è la parte da capire: l’operatore rende facile stringere e lento allargare, ed è la direzione giusta.

Chi può raccogliere scommesse in Italia, e chi non può

Il primo test dell’affidabilità di un bookmaker è anche il più semplice: la concessione. In Italia l’offerta di gioco a distanza richiede una concessione rilasciata da ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta «ADM (ex AAMS)» al primo riferimento, perché il mercato continua a dire «AAMS». La concessione è per sito, non per azienda, e si ottiene per gara pubblica, non per richiesta.

Il quadro normativo è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, simulati compresi, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Lo stesso articolo, al comma 3, fissa la durata massima della concessione in nove anni senza rinnovo, e fra i requisiti richiede una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara (comma 5); i termini della concessione e il regime fiscale restano fissati per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3).

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime avviato il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Una stessa società può detenerne più di uno — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e giocodigitale — ed è la ragione per cui «un’azienda, una licenza» è un’idea sbagliata.

La concessione non dice cosa puoi giocare

L’elenco ADM non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo in qualsiasi combinazione, ed è la sua offerta effettiva — sito e app — a dire cosa propone davvero. Un nome sull’elenco, di per sé, non dimostra che quell’operatore accetti scommesse sportive, e la presenza in una lista comparativa non è una concessione. Sono piani distinti, e la confusione fra i due è probabilmente l’errore più diffuso fra chi cerca un bookmaker affidabile.

Alcune assenze dall’elenco vanno notate: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono fra le 52 righe alla data di verifica. Non è una condanna, è un fatto verificabile, e va letto come tale: chi offre gioco a distanza a giocatori italiani senza concessione opera illegalmente.

Cosa si può scommettere, e cosa decide ADM

Il prodotto centrale è la scommessa sportiva a quota fissa; la legge prevede anche il totalizzatore, ma non è dato sapere se qualche brand online offra oggi totalizzatori sportivi. L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa può essere presa solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026, come riporta la stampa di settore, ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner. Quali sport e quali tipi di giocata contenga il palinsesto non è dato sapere in anticipo.

Gli eventi simulati sono una categoria a sé, definita dall’art. 2, lett. v): scommesse su eventi simulati al computer, sportivi, ippici e di altro tipo, mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato. Sono ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L’ippica, invece, è due cose diverse: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), mentre i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté, di tipo totalizzatore — richiedono una concessione propria. Se un brand accetti oggi totalizzatori di ippica nazionale online, non è dato sapere.

Le scommesse live sono offerte da ogni grande operatore, ma le regole ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono note, e non esiste qui un elenco dei mercati live disponibili. Il betting exchange è ammesso come gioco separato — art. 6, comma 1, lett. e), e art. 2, lett. u): il giocatore può fare il puntatore o il banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario; quali brand gestiscano oggi un exchange e quali siano le regole di commissione non è dato sapere. Sulle scommesse relative a eventi con minori esiste un provvedimento del direttore di ADM che cita il DM 111/2006, di contenuto non noto; sugli esports non è noto se il palinsesto li includa. Un tetto statutario in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non è noto: gli strumenti che vincolano sono l’autolimitazione del giocatore e il limite di deposito che egli stesso sceglie in registrazione.

La lista dei siti inibiti e il livello del blocco

ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene due elenchi pubblici: quello dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti di cui è inibito l’accesso. Gli internet service provider e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.

Il blocco lavora a livello DNS e qualche provider è più lento di altri: un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia ciascuno, e i mirror ricompaiono in poche ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati». Un blocco che si aggira in poche ore non è una protezione del giocatore, è un ostacolo per chi non ha gli strumenti tecnici per aggirarlo: chi cerca un sito non autorizzato lo trova comunque, e lo trova senza nessuna delle tutele che il sistema italiano prevede.

Il lato del giocatore, che è quello che conta di più

Qui la norma diventa scomoda e va scritta senza ammorbidirla. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stesso la cita il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero. E aggiunge, nella stessa formulazione, che anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. È la regola sul lato del giocatore così come ADM la enuncia; l’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.

Il confronto onesto, per chi cerca un bookmaker affidabile, è questo. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, strumenti di limitazione obbligatori e un foro italiano competente per qualsiasi controversia. Un brand .com privo di concessione non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, come afferma ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere, che in Italia non hanno alcun valore. La zona offshore è, per definizione, non protetta: nessun marchio, nessun dettaglio sui metodi di deposito, nessun bonus vale il prezzo di un conto che l’ordinamento italiano non riconosce.

Resta un avvertimento tecnico che vale la pena ripetere perché riguarda il cuore di questa pagina: tutto quanto scritto sopra sulla vigilanza, sui limiti e sull’autoesclusione vale per gli operatori con concessione ADM. Un brand offshore gira sulle proprie regole interne, e le regole interne di un soggetto che non risponde ad ADM non sono verificabili da nessuno.

Limiti, autoesclusione e gli strumenti che proteggono davvero il conto

Il sistema italiano di tutela è più strutturato di quanto un giocatore immaginino, e funziona perché alcune delle sue parti non dipendono dalla buona volontà dell’operatore.

Il riferimento è l’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024, che prevede: autolimitazioni su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, stabiliti dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. Non sono raccomandazioni: sono obblighi del concessionario.

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale al momento dell’iscrizione, un abbassamento che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzarlo. La figura del limite di deposito che ADM stabilisce nella gara non è nota. Il limite di deposito, però, non è un limite di spesa: un giocatore che deposita una volta a settimana e punta tutto in una sera ha rispettato formalmente il proprio limite e non ha limitato nulla. È il buco che nessun sistema chiude al posto del giocatore.

RUA: cosa blocca davvero l’autoesclusione

Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è lo strumento più efficace del sistema, e va capito bene. L’iscrizione al RUA blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e anche le sale fisiche. Non è una funzione di un singolo operatore: è un elenco nazionale, e questo è il motivo per cui l’autoesclusione presso un concessionario ADM ha un effetto che va oltre quel concessionario.

L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore. Una fonte di stampa di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, e che periodi e forme sono quelli che i termini degli operatori e la pagina di ADM indicano. Il punto pratico è che l’autoesclusione parziale permette di escludersi da un prodotto e non da un altro — dal casinò e non dalla scommessa sportiva, per esempio — ed è una soluzione pensata per chi ha un problema localizzato.

Il limite del sistema sta nel suo perimetro. I siti privi di concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso che si rivolge a un operatore senza concessione non è protetto da nulla: il suo nome non compare in nessun elenco che quel sito consulti. È il motivo per cui l’autoesclusione, per funzionare, richiede che il giocatore resti dentro il perimetro legale. Detto in modo diretto: l’autoesclusione è uno strumento vero, ma vale quanto vale il bookmaker su cui è attivata.

Informazione e pubblicità: cosa è vietato e cosa cambia

L’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra che non sposta gli equilibri del mercato, ma è un obbligo e va registrato come tale.

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla L. 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024 nella sua formulazione integrale: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». La vigilanza è di AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e un minimo di 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3).

Il quadro applicativo è fluido. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla notifica del divieto). Una proposta — un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni — è allo stato una proposta, non una norma, e il divieto è in vigore alla data di verifica.

C’è una distinzione che va tenuta ferma, perché viene continuamente fraintesa: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus. Nessun tetto statutario ai bonus e nessun tetto al rigioco è noto, quindi importi, requisiti di puntata e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. È il motivo per cui due offerte che sembrano identiche nel nome — «bonus di benvenuto» — possono costare una il doppio dell’altra.

Bonus e free bet: cosa resta davvero in tasca

Un bonus non è denaro regalato, è denaro vincolato. La differenza fra le due cose è quasi sempre il rigioco, e il rigioco è la voce che i materiali promozionali mettono in fondo. La domanda da farsi davanti a qualsiasi offerta è una sola: quanto devo giocare, a quali condizioni e in quanto tempo per trasformare questa cifra in qualcosa che posso prelevare?

La struttura tipica ha quattro elementi. Il primo è la base di calcolo del rigioco, che può essere il bonus, oppure bonus più deposito, e che cambia il conto in modo netto. Il secondo è il moltiplicatore: un giro di 3 volte non è un giro di 10 volte. Il terzo è la quota minima per scommessa ammessa: una quota minima di 2,00 restringe molto il campo rispetto a 1,50, perché esclude tutte le quote basse. Il quarto è il tempo: 3 giorni e 30 giorni sono esperienze diverse. A questi si aggiungono le esclusioni — sistemi, antepost, live, scommesse con cash out attivo — che riducono ulteriormente lo spazio in cui il requisito si può soddisfare.

Il rigioco, spiegato con i numeri

Prendiamo la promozione di Betsson che richiede il rigioco su multiple lunghe. Una condizione così non è particolarmente severa sul moltiplicatore, ma è severa sulla struttura: otto eventi per biglietto significa che ogni giocata ammessa è una multipla lunga, con tutti i problemi di margine composto visti più sopra. Il requisito, in altre parole, non chiede solo di giocare una certa cifra: chiede di giocarla in un formato sfavorevole.

Diverso il caso di NetWin, dove il requisito chiede un giro di 3 volte il deposito entro 7 giorni su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2,00 per evento e quota totale di almeno 10,00. Qui il moltiplicatore è basso, ma la quota minima per evento e la quota totale minima spingono il giocatore verso biglietti con esiti improbabili, che è un modo elegante di dire esiti improbabili. Un requisito di quota minima alta è, dal punto di vista del costo, più oneroso di un requisito di moltiplicatore alto.

C’è poi un tetto che quasi nessuno legge: su William Hill l’importo massimo di bonus utilizzabile per ogni scommessa sportiva è di 100 €, il bonus vale solo per le scommesse a quota fissa ed è valido 7 giorni dal rilascio. Le freebet sono erogate come bonus con vincite ridotte, quindi in caso di vincita si incassa solo la vincita netta, senza la parte di stake.

Cosa vale davvero una free bet

Il calcolo del valore di una free bet è il passaggio che distingue chi legge la promozione da chi la usa. Una free bet il cui stake non viene restituito in caso di vincita non vale il suo importo nominale: vale il suo importo moltiplicato per la differenza fra la quota e 1, diviso la quota, e ancora moltiplicato per la quota di payout del mercato su cui si gioca. Una freebet da 5 € giocata a quota 2,00 su un mercato che restituisce il 95 % delle puntate vale, in media, circa 2,38 €, non 5 €. La metà del valore dichiarato si perde nel momento in cui la si gioca, e non per una clausola nascosta: per l’aritmetica.

Da questo segue una regola pratica che vale la pena tenere a mente. Più alta è la quota su cui si gioca una free bet, più aumenta il valore atteso, perché la quota alta compensa la mancata restituzione dello stake. Ma più alta è la quota, più bassa è la probabilità di incassare, e il valore medio si realizza solo su un numero ampio di tentativi. Chi gioca una free bet una volta sola non sta realizzando il valore medio: sta prendendo un biglietto della lotteria con un prezzo calcolato.

Le offerte della lista, lette dal lato del costo

Le condizioni promozionali descritte dagli operatori di questa lista hanno strutture molto diverse, e la differenza è esattamente ciò che si paga.

BetFlag propone un bonus scommesse senza deposito da 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto: i 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione. I 200 Fun Flag arrivano in quattro tranche da 50, una ogni due giorni; ogni tranche richiede 400 Fun Flag di puntate — un fattore otto — con quota minima 5.00 su Sport4Fun, e si converte in un Bonus Sport da 1 € a 25 €.

Il punto interessante è che un bonus senza deposito non è gratis per nessuno: costa al giocatore un documento, un numero di cellulare verificato e un’indirizzo e-mail, oltre all’obbligo di giocare una scommessa a quota totale minima 5.00 entro tre giorni. Chi si registra su dieci operatori per raccogliere dieci bonus senza deposito ha consegnato dieci volte i propri dati e ha dieci account da gestire, ciascuno con la propria scadenza.

William Hill offre un Benvenuto Sport in cui il bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Il bonus cash scade dopo 7 giorni e diventa prelevabile dopo una giocata su multipla di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00; i primi depositi con Revolut, bonifico, Skrill, Paysafecard, Entropay, voucher o Neteller non danno diritto all’offerta. L’operatore propone anche l’Extra Bet Club, che assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.

Qui il vincolo che pesa di più non è il moltiplicatore, che non c’è, ma la quota minima di 5.00 e la struttura in tranche da 10 €: per liberare 50 € di bonus servono cinque giocate ammesse, ciascuna su una multipla di almeno cinque selezioni con quota minima 5.00, il tutto entro 7 giorni. È il tipo di requisito che sembra leggero se letto in fretta e che nella pratica esclude quasi tutte le giocate ordinarie.

La tabella dei costi, dove i numeri ci sono

Operatore Tipo di offerta Base del rigioco e condizione di quota Tempo e ciò che il giocatore paga
NetWin Bonus Sport-50 Giro di 3 volte il deposito, multiple di almeno 3 eventi, quota minima 2,00 per evento, quota totale almeno 10,00 7 giorni, poi rigioco di 1 volta su multipla di almeno 4 eventi, quota minima 1,50, solo Esito Finale
Betsson Fun Bonus Sport Rigioco di 1 volta su multiple di almeno 8 eventi prematch, quota minima 1,50 Documento entro 30 giorni, rigioco entro 3 giorni, conversione in Real Bonus fino a 10 €
BetFlag Bonus senza deposito da 10 € + 200 Fun Flag Un’unica scommessa con quota totale minima 5.00; ogni tranche di Fun Flag richiede 400 Fun Flag di puntate con quota minima 5.00 Giocata entro 3 giorni dall’attivazione, attivazione entro 30 giorni dalla registrazione
William Hill Benvenuto Sport con bonus cash al 100 % fino a 50 € Deposito minimo 20 €, tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 Deposito entro 7 giorni, bonus valido 7 giorni, massimo 100 € di bonus per scommessa

Le quattro righe non si confrontano con una sola cifra, e chi prova a farlo sbaglia. Un giro di 3 volte con quota minima 2,00 e un rigioco di 1 volta con quota minima 1,50 su otto eventi non stanno sulla stessa scala: il primo chiede meno fatturato, il secondo chiede un formato di giocata molto più specifico. L’unica grandezza che li rende confrontabili è il costo atteso del rigioco, cioè il fatturato richiesto moltiplicato per il margine dei mercati su cui quel fatturato va fatto.

Proviamo a calcolare il costo di un’offerta

Ecco il passaggio che vale più di tutte le considerazioni precedenti, e che nessun materiale promozionale fa al posto del lettore.

Immaginate un conto con un fatturato richiesto di 300 € da giocare su un mercato con margine intorno al 5 %, come quello dei due esiti a 1,90 di cui si è parlato all’inizio. Il costo atteso del rigioco è 300 € per il 5 %, cioè circa 15 €. Non è una perdita certa: è il costo medio del fatto di aver giocato 300 € su quel mercato, su un numero ampio di situazioni. Il giocatore può chiudere quella fase in attivo, in pareggio o in perdita molto più profonda; quello che non può fare è evitare il pedaggio, che viene incassato dal mercato a ogni passaggio.

Se lo stesso fatturato andasse fatto su mercati con margine intorno al 10 % — il caso tipico di un mercato secondario o di una multipla lunga — il costo atteso salirebbe a circa 30 €, il doppio, a parità di tutto il resto. È il motivo per cui il formato della giocata è una variabile economica al pari dell’importo: due requisiti che chiedono la stessa cifra possono costare uno il doppio dell’altro.

E ora il confronto che chiude il conto. Un’offerta con 300 € di fatturato su un mercato al 5 % costa in media 15 € e restituisce, come valore della free bet, una cifra che dipende dalla quota con cui la si gioca. Un’offerta che chiede 1.000 € di fatturato sullo stesso mercato costa in media 50 €. La prima può avere un senso, la seconda solo se il valore del bonus è dello stesso ordine di grandezza del suo costo. Quando il costo atteso del rigioco supera il valore medio dell’incentivo, l’offerta non è un regalo mal confezionato: è un prodotto che si compra pagando.

Restano due avvertenze che non stanno in nessun calcolo. La prima è che il costo atteso è una media su molte giocate e non descrive il risultato di nessuna di esse: chi gioca il requisito una volta sola può uscirne in attivo e chi lo gioca cento volte può chiudere in perdita. La seconda è che il rigioco è un moltiplicatore di occasioni. Un requisito che impone 300 € di fatturato impone anche un numero di giocate, e le giocate in più sono esattamente la cosa da cui molti giocatori vorrebbero proteggersi. Un bonus che spinge a giocare di più fa il contrario di quello che un limite di deposito cerca di fare.

Domande frequenti sui pronostici e sulle scommesse sportive

Che cos’è una scommessa di valore e perché nessun pronostico è davvero sicuro?

Una scommessa di valore è una giocata la cui quota supera quella corrispondente alla probabilità reale dell’esito, una volta tolto il margine del bookmaker. Nessun pronostico è sicuro perché una partita ha esiti che nessuna analisi controlla: la forma, le statistiche e le formazioni migliorano la stima, non eliminano l’incertezza. Una buona scommessa può perdere, una cattiva può vincere.

Come si riconosce dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si prende un mercato completo e si sommano le probabilità implicite di tutti i suoi esiti, cioè 1 diviso ciascuna quota. Se la somma supera 1, l’eccedenza è il ricarico: su due esiti a 1,90 la somma è circa 1,053 e la quota restituita è circa il 95 %, per un margine intorno al 5 %. Più la somma si allontana da 1, più caro è il mercato.

Come si calcola la vincita di una scommessa partendo da puntata e quota?

La vincita si ottiene moltiplicando la puntata per la quota: 10 € a quota 1,90 restituiscono 19 €, di cui 9 € sono il profitto netto. Nella multipla le quote delle selezioni si moltiplicano fra loro in un unico prezzo. Attenzione al margine: la quota non è la probabilità dell’esito, è la probabilità più il ricarico del bookmaker.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, dove ogni riga riporta un codice di concessione e un sito .it. La concessione è per sito, non per azienda, e l’elenco non ha una colonna per i giochi: un nome sull’elenco non dimostra, da solo, che quell’operatore accetti scommesse sportive. Lo dimostrano il suo sito e la sua app.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Per le vincite pagate da un concessionario ADM la stampa di settore riferisce che l’imposta è trattenuta alla fonte: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla, perché il prelievo grava sul concessionario. La posizione non è confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi conviene consultare un commercialista. Diversa è la situazione delle vincite da siti esteri.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e l’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede autolimitazioni su tempo, spesa e perdita, limiti sugli importi depositati fissati dal concessionario e messaggi automatici sulla durata e sulla spesa. Un limite abbassato ha effetto immediato, mentre per alzarlo serve un’attesa di sette giorni.

Contenuto creato dal team «Migliore App»