AAMS scommesse in Italia 2026: chi ha davvero la concessione e chi no

Updated Ottobre 2026
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Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026, con licenze e numeri di concessione verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall'ADM e di.

C’è una domanda che vale più di tutte le altre quando si sceglie dove aprire un conto di gioco, ed è la meno pubblicizzata: chi ha il diritto di accettare la tua scommessa, e da chi lo ha comprato. In Italia la risposta non passa da un marchio, da un punteggio o da un banner. Passa da un foglio: la concessione, assegnata per singolo sito da ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, quello che il mercato continua a chiamare AAMS. Cinquantadue righe sull’elenco ufficiale, codici da 16000 a 16051, un solo dominio .it per riga. Fuori da quelle righe non esiste un bookmaker legale per chi gioca dall’Italia, esistono solo siti che accettano giocate italiane senza titolo e che l’Agenzia provvede a oscurare.

La scelta, quindi, non è tra dieci loghi. È tra percorsi. C’è la strada del concessionario, con il suo numero di concessione scritto nei termini del conto, il Registro Unico degli Autoesclusi che blocca ogni piattaforma autorizzata, la vigilanza dell’Agenzia e un foro italiano se qualcosa va storto. E c’è la strada del sito estero che compare in cima ai risultati di ricerca con una licenza di Malta o di Curaçao, che in Italia non vale niente, che non è collegato al RUA, che rischia di sparire dietro un avviso di oscuramento e che, come scrive ADM stessa, espone chi partecipa a quelle scommesse a un’ammenda e all’arresto fino a tre mesi. Due percorsi, un solo esito per il portafoglio: nel primo le regole sono scritte e verificabili, nel secondo sono quelle che il gestore decide di applicare quel mese.

Quello che segue non è un elenco di consigli. È la mappa dei due percorsi, con i numeri che li separano: come si legge una concessione, cosa copre davvero il RUA, quanto costa in media far girare un’offerta di benvenuto, e dieci operatori con concessione messi a confronto su ciò che i loro termini e le loro app dichiarano. Chi cerca un bookmaker per giocare in Italia trova qui gli strumenti per distinguere un titolo valido da un’insegna.

Come funziona il mercato delle scommesse con concessione ADM

Il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto in Italia soltanto da chi possiede una concessione dell’Agenzia: è la prima riga di qualsiasi discorso serio sul tema, e la si trova nero su bianco nelle FAQ dell’Agenzia, che rimanda proprio all’elenco dei concessionari autorizzati come unico strumento di verifica. Niente licenza, niente offerta legale. Non è una formalità, è il perno su cui ruota tutto il resto: vigilanza, strumenti di tutela, canali di pagamento, regime fiscale, possibilità di far valere un reclamo.

E qui arriva la prima sorpresa per chi si avvicina al settore pensando a un’autorizzazione generica. La concessione italiana non è una licenza aperta che si richiede e si ottiene pagando una tassa: è un titolo assegnato per gara pubblica. Il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024 e dedicato al riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, ha ridisegnato il meccanismo. All’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire da remoto con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; e bingo. Sette categorie, nessuna delle quali è automatica: il vincitore della gara può gestirne una o più di una, per un massimo di nove anni e senza rinnovo, come stabilisce l’articolo 6, comma 3.

Nove anni senza rinnovo sono un dettaglio che cambia la lettura di un’offerta. Un operatore che ha vinto la gara nel 2025 sa già quando il suo titolo scade, e sa che il capitale investito va recuperato in quella finestra. Non è cinismo: è aritmetica industriale. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Sette milioni per un titolo non si ammortizzano con margini sottili, il che spiega molte cose del modo in cui le offerte di benvenuto sono costruite.

I requisiti li fissa ancora l’articolo 6, comma 5: serve una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara. I termini della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata del titolo, come prevedono l’articolo 4, comma 3 e l’articolo 5, comma 3. Tradotto: chi entra oggi sa quali regole avrà per nove anni. Chi gioca oggi sa che il proprio bookmaker non potrà ritoccare unilateralmente il quadro fiscale o contrattuale a metà partita.

La concessione è per sito, non per azienda

Questa è la parte che quasi tutte le pagine di confronto salta, ed è quella che decide se un bookmaker è davvero autorizzato. Il titolo non appartiene al gruppo, appartiene al singolo sito. Una società può detenerne più di uno: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale, con una concessione per ciascun dominio.

L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Il concessionario, poi, quasi mai porta il nome del marchio. Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, mentre Betsson e StarCasinò rispondono entrambi ad Azzurri Limited. Chi apre un conto su Lottomatica e crede di averlo aperto con una società chiamata Lottomatica sbaglia di una ragione sociale: dietro c’è GBO Italy, e il contratto che si firma è con quella.

Che differenza fa in pratica? Ne fa due. La prima riguarda il reclamo: se il conto è aperto sul dominio sbagliato, o su un dominio che non compare nell’elenco, non c’è titolo a cui appellarsi. La seconda riguarda la scelta. Un gruppo che gestisce tre siti con tre concessioni può differenziare le offerte tra i domini, e chi confronta due marchi dello stesso gruppo non sta confrontando due aziende.

Punto, panoramica: i dieci operatori con concessione messi a confronto

Marchio Concessione ADM e concessionario Cosa dichiarano i termini o l’app sul gioco sportivo
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Accesso al conto anche con Touch ID e scommesse da mobile tramite l’app Matchpoint
SNAI n. 16032, Snaitech Spa Singole, multiple e sistemi, con risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, più Cash Out
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Apertura del conto con documento in .pdf, .jpg o .png oppure con SPID di livello 2; autoesclusione e limiti di ricarica, spesa e tempo
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali con varie tipologie, accanto a slot e Live Casinò
Betsson n. 16027, Azzurri Limited Pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, più la sezione Supercombo con mercati unici a quote maggiorate
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Bonus sul primo deposito riservato ai nuovi conti verificati
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Partner globale ufficiale della UEFA Champions League; calcio, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre e live
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Dal calcio a F1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi fino a eventi di spettacolo e politica

Un avvertimento che vale più di tutta la tabella: un nome su questo elenco dimostra il titolo, non l’offerta. L’elenco non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto sulle scommesse sportive, sul poker e sui giochi di abilità, sui giochi di tipo casinò, sul betting exchange e sul bingo. Che un marchio sia autorizzato non dice ancora che accetti scommesse sul calcio. Quello lo dicono il sito e l’app dell’operatore, e i numeri di questo confronto vengono proprio di lì e dalle condizioni contrattuali che ciascun brand pubblica.

Vale anche il contrario: l’elenco non è esaustivo del mercato. Altri concessionari esistono, e un marchio che non compare tra i dieci qui sotto non è per questo privo di licenza.

Normativa e vigilanza: come si verifica un bookmaker con concessione ADM

La verifica è più semplice di quanto la si racconti, e non richiede nessuna competenza tecnica. Si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza sul sito dell’Agenzia, si cerca il nome e si guarda il codice. Se il marchio che stiamo valutando non c’è, la partita è chiusa. Se c’è, resta da fare la seconda parte, quella che quasi nessuno fa: confrontare il dominio su cui stiamo per giocare con il dominio associato a quella concessione.

Perché la seconda parte è decisiva? Perché il titolo vive sul dominio, e i cloni vivono di confusione. Un sito che imita la grafica di un concessionario e raccoglie depositi su un dominio diverso non ha titolo, e l’elenco non lo copre.

Il numero di concessione nei termini del conto

Il secondo controllo lo fa il bookmaker per voi, e sta scritto dove nessuno legge: nelle condizioni del conto di gioco. Un operatore con titolo valido dichiara il proprio numero di concessione e la propria ragione sociale nel contratto. AdmiralBet, per esempio, scrive nei propri termini di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il sito AdmiralBet. Il numero coincide con quello dell’elenco, il dominio anche. È esattamente così che si fa una verifica completa: elenco più contratto.

Se i due controlli non combaciano, o se nessuno dei due dà un risultato, non serve un terzo controllo. Serve un altro bookmaker.

Sul fronte dell’identificazione, il conto di gioco richiede l’identificazione piena. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia del documento oppure con SPID; BetFlag rimanda, accanto alla registrazione classica, alle procedure con SPID e con CIE, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. AdmiralBet accetta il fronte e il retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure l’accesso con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. Chi non usa SPID deve sapere che il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati.

Cosa si perde in un sito senza concessione

Qui il discorso smette di essere tecnico e diventa pratico, e conviene essere diretti: un sito privo di concessione non espone a un rischio astratto, espone a rischi che si materializzano in ordine preciso.

Il primo è l’oscuramento. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 stabilisce che ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza, redige la lista dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, rendendo pubbliche entrambe sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Finanza. I provider che non eseguono l’ordine di inibizione pagano da 30.000 € a 180.000 € per violazione, e i domini inibiti vengono reindirizzati a una pagina di avviso. Il blocco opera a livello DNS e qualche provider resta indietro; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia alla volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. Il verbo che il settore usa è «oscurati», e descrive bene la situazione: il sito c’è e non c’è.

Il secondo rischio è quello che ADM stessa mette per iscritto, e riguarda il giocatore, non l’operatore. Nel comunicato del 28 febbraio 2024 l’Agenzia ricorda che la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, articolo 4, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e aggiunge che anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti. Ma la regola lato giocatore è quella, e viene dall’autorità che la applica, non da un concorrente.

Il terzo è la protezione che svanisce. Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoesclusosi resta senza rete proprio nel momento in cui l’aveva chiesta. Non c’è vigilanza ADM, non ci sono gli strumenti di limite obbligatori previsti dall’articolo 15, comma 1 del decreto, non c’è un foro italiano davanti al quale portare una contestazione. L’articolo 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore è indicata come non confermata.

Il quadro si completa con una nota fiscale che vale la pena leggere due volte. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo è a carico del concessionario, che versa l’imposta unica: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi va accompagnata da un consiglio banale e serio: consultare un commercialista. Sugli operatori, la partita è diversa e riguarda il prelievo sulle scommesse a quota fissa, disciplinato dall’articolo 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se incassata sulla rete fisica e 24,5 % se incassata a distanza, calcolato sulla differenza tra le somme giocate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’ammontare incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Il rovescio della medaglia, per chi gioca su un sito estero, è peggiore. La risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come redditi diversi ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. In sintesi, e senza che questo sia consulenza fiscale: vincite su siti esteri andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate. Un bookmaker italiano con concessione, da questo punto di vista, non è soltanto più tutelato. È anche più semplice.

Pubblicità, bonus e il decreto che nessuno cita negli annunci

Il Decreto Dignità, articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la Legge 96/2018, è in vigore. ADM lo richiama nel comunicato del 28 febbraio 2024 citando il testo: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse manifestazioni sportive, culturali o artistiche, trasmissioni televisive o radiofoniche, stampa quotidiana e periodica, pubblicazioni in genere, affissioni e internet. L’applicazione spetta ad AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Poi ci sono i fatti che tolgono al divieto l’aria di una norma scolpita nella pietra. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto. Il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. E c’è una proposta, non una legge: un emendamento di Forza Italia alla manovra per il 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni. L’esito non risulta. Alla data di verifica il divieto è in vigore.

Vale la pena separare due cose che vengono spesso confuse. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non esiste un tetto statale all’importo di un bonus di benvenuto né un tetto ai requisiti di puntata, quindi ammontari, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. E non esiste nemmeno un tetto legale in euro alle puntate sulle scommesse sportive: gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore si impone e il limite di deposito che sceglie in registrazione.

Su un punto conviene fermarsi, perché è quello che il giocatore paga in prima persona. William Hill precisa che per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Cento euro per giocata sono un tetto, e un tetto cambia la matematica di chi pensa di liberare un bonus grosso puntando grosso.

Prevenzione e tutela: RUA, limiti di deposito e autoesclusione

Il terzo percorso è quello che si scopre per ultimo e conta più di tutti gli altri messi insieme, perché interviene nel momento in cui il gioco smette di essere un passatempo. Si compone di due ingranaggi: il limite di deposito che il giocatore sceglie quando apre il conto e l’autoesclusione registrata nel RUA. Il primo è una manopola che si gira prima di iniziare. Il secondo è un interruttore, e una volta abbassato non lo si rialza quando si vuole.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
La richiesta di autoesclusione si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto.

L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti che ogni concessionario deve mettere a disposizione: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Lo stesso articolo, al comma 2, impone a ciascun concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa.

Il limite di deposito si sceglie, e non si alza in un giorno

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. È una frase che sembra amministrativa e invece è la regola più utile del sistema. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato entra in vigore dopo 7 giorni.

Sette giorni sono un’intera settimana di ripensamento, e funzionano come un freno deliberato: chi vuole alzare il tetto dopo una serata storta deve aspettare, e nella maggior parte dei casi non lo farà. Il rovescio è ovvio, e vale la pena dirlo perché nessun operatore lo scrive nella pagina di benvenuto: il limite di deposito protegge dal versamento impulsivo, non dalla puntata impulsiva, perché non tocca ciò che è già sul conto. Un giocatore che deposita 50 € al mese e li punta tutti in una sera non ha violato nessun limite, e nessun sistema si accorge di lui.

AdmiralBet spinge il meccanismo un passo più in là e in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la stessa asimmetria: riduzione immediata, aumento dopo 7 giorni. Tre manopole invece di una, e quella sul tempo è la più interessante perché non ha equivalenti in gran parte dei mercati regolamentati. Il limite di tempo è anche l’unico che intercetta il gioco che non passa dal deposito.

La cifra del limite di deposito che ADM fissa nella gara non è nota, e non è una lacuna da riempire con un’ipotesi: la soglia che conta per il lettore è quella che sceglie lui, e la sede in cui verificarla è il modulo di registrazione prima di confermare l’apertura del conto.

Autoesclusione nel RUA: come funziona e quanto dura

Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è l’ingranaggio di sistema: blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e anche le sedi fisiche. Non è una funzione di un bookmaker, è un registro dell’Agenzia, e questa differenza è la ragione per cui vale la pena usarlo invece di cancellare l’app.

Le forme dell’autoesclusione sono tre, e la scelta conta. Può essere trasversale, cioè rivolta a tutti i concessionari con blocco dell’apertura di nuovi conti; può riguardare un singolo concessionario; oppure una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. Per chi ha un problema che riguarda il calcio e non la lotteria, la terza opzione è quella chirurgica, e non è prevista da tutti i regimi europei.

Le durate sono la parte che sorprende. L’autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi; quella a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza. Il limite dei 270 giorni è un tetto alla durata scelta, non un periodo di prova: nessuno decide per il giocatore quanto lontano andare, e chi si esclude per il massimo si esclude davvero. La revoca a nove mesi per la forma indeterminata è la porta di rientro, ed è lenta per costruzione.

Le condizioni di AdmiralBet fotografano il passaggio tra due regimi: i termini prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, mentre dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Chi si era escluso per 90 giorni nel vecchio sistema aveva un margine inferiore a chi può sceglierne 270 oggi.

Fondamenta della tutela: cosa blocca il RUA e cosa non bloccano le app

Durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile. Quest’ultima parte è quella che salva il giocatore dall’errore di non escludersi per paura di perdere i soldi già versati: il saldo esce, il conto resta chiuso.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
L'autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi.

E qui si vede il confine esatto tra la strada protetta e quella che non lo è. Un sito senza concessione non è collegato al RUA: un giocatore autoesclusosi che apre un conto lì non viene fermato da nessuno, e quella porta resta aperta esattamente nel momento in cui serviva chiusa. È il motivo per cui conviene non avere nulla su piattaforme non autorizzate nemmeno in via provvisoria.

Sul resto, gli strumenti sono distribuiti in modo diseguale. Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. L’app Sisal Matchpoint per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile, il che aggiunge una comodità e toglie un attrito: nessuna app è uno strumento di tutela, ma una che chiede un’impronta digitale prima di ogni sessione è almeno un promemoria.

La richiesta di autoesclusione si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco. Due canali, entrambi gratuiti, entrambi indipendenti da quanto si è depositato e da quanto si è vinto.

Criteri di valutazione e classifica dei dieci bookmaker con concessione

Dieci operatori, un solo elenco di partenza. La domanda è come passare da una lista di numeri di concessione a una scelta, e la risposta sta in quattro criteri che non hanno tutti lo stesso peso.

Il primo è la corrispondenza tra concessione e dominio. Un marchio presente nell’elenco che gira su un dominio diverso da quello abbinato alla riga non è verificato, e questo criterio da solo elimina le imitazioni prima ancora di guardare le quote.

Il secondo è l’ampiezza del palinsesto. L’articolo 2, lettera s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi e tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e si può scommettere solo sugli eventi che vi compaiono: ADM aggiunge gli eventi uno per uno, e a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di scommessa contenga il palinsesto di un singolo operatore non è dato sapere in anticipo, ed è la ragione per cui la profondità dichiarata da ciascun marchio diventa un’informazione utile.

Il terzo è il costo dell’offerta. Non l’importo, il costo: quanto rigioco richiede, quale quota minima vale, quali tetti si applicano alla vincita del bonus. Un bonus grande con rigioco severo vale meno di un bonus piccolo con condizioni leggere.

Il quarto è la vicinanza tra ciò che il marchio è e ciò che il marchio fa. Alcuni operatori del gruppo sono a vocazione casinò con un bookmaker accanto, altri hanno il prodotto sportivo come cuore dell’offerta. Chi scommette tre volte l’anno su un evento la vede in modo diverso da chi ha un conto aperto da dieci anni.

Un criterio che non entra nella lista è il marchio più conosciuto. Cinquantadue concessioni per quarantasei società significano che il mercato è affollato di nomi, e i quattro nomi più cercati dai giocatori italiani — Unibet, Betway, 1xBet e 22bet — non compaiono tra le 52 righe dell’elenco letto il 25 ottobre 2026. Non è un dettaglio da poco: la notorietà e l’autorizzazione sono due cose diverse, e la seconda si verifica in un minuto.

Sisal: il conto che si apre con un’impronta

Il percorso che Sisal propone passa tutto da un gesto solo. L’app Matchpoint per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile: la biometria sostituisce le credenziali e il deposito resta a un tocco di distanza.

C’è una logica precisa dietro una scelta così, e non è soltanto comodità. Sisal è uno dei marchi con la rete di punti vendita più capillare del Paese, e la sua scommessa è che il giocatore che alterna ricevitoria e telefono non debba mai incontrare una barriera d’ingresso. La concessione è la n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a., e il dominio è il suo.

Chi paga il prezzo di questa impostazione è il giocatore che cerca un prodotto profondamente diverso dallo sport. Qui i mercati non sono il punto, l’accesso lo è: per chi apre il conto per giocare ogni tanto su una partita, l’impronta digitale e la coerenza con il marchio fisico valgono più di un palinsesto ricchissimo.

SNAI: il bookmaker che ha costruito la schedina più completa

SNAI costruisce la propria offerta sul contenuto della giocata, non sulla porta d’ingresso. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Concessione n. 16032, Snaitech Spa.

Risultato esatto e numero di cartellini sono mercati da giocatore esperto: chi li sceglie sa già cosa sta comprando e sa che il margine del bookmaker su quei mercati è più largo che sull’esito finale. Il Cash Out aggiunge un’opzione che molti confondono con una tutela: chiudere prima significa incassare il valore corrente della giocata, che dopo un gol subito è poco e dopo un gol segnato è meno di quanto si sarebbe portato a casa aspettando. Non è un’assicurazione, è una seconda quotazione.

Il profilo è chiaro: a SNAI si va per la varietà della giocata singola, non per la caccia alla quota più alta sul 1X2.

AdmiralBet: il marchio che ha scritto la tutela nei termini

AdmiralBet è l’unico operatore di questa lista la cui carta offre materiale diretto su concessione e strumenti di gioco responsabile, e i suoi termini sono la fonte più dettagliata del gruppo. Concessione n. 16048, Admiral Bet S.r.l., dominio Admiralbet.it: il titolo è dichiarato nel contratto con tanto di numero, e combacia con l’elenco dell’Agenzia.

L’apertura del conto è la parte più interessante per chi vuole capire come lavora. Si registra con il modulo classico caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. Chi sceglie SPID salta la digitazione dei dati e la validazione dei documenti, e si porta a casa anche l’identificazione forte richiesta per il conto di gioco. Chi sceglie il caricamento manuale deve ricordarsi dei 30 giorni per la validazione, oltre i quali il conto viene sospeso e i prelievi bloccati.

Poi ci sono gli strumenti, e qui AdmiralBet fissa un’asticella che gli altri non raggiungono: in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con riduzione immediata e aumento dopo 7 giorni. Tre dimensioni, tre orizzonti temporali. Aggiungiamo l’autoesclusione che, dal 1° febbraio 2026, va da 7 a 270 giorni oppure è a tempo indeterminato con revoca possibile dopo 9 mesi, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia.

Il verdetto non riguarda la quota, riguarda la trasparenza. Chi cerca un operatore che metta per iscritto il proprio titolo e i propri limiti, e non soltanto il proprio bonus, qui trova il contratto più leggibile del confronto.

StarCasinò: il bookmaker dentro un casinò

StarCasinò non nasconde la propria natura. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Concessione n. 16026, Azzurri Limited, lo stesso concessionario di Betsson.it.

Questa doppia anima è l’informazione più utile della scheda. Un marchio che vive di casinò organizza lo sport come prodotto di accompagnamento: sufficiente per il giocatore che vuole puntare sul derby mentre gira tra le slot, meno interessante per chi confronta i mercati su un campionato minore, perché quel lavoro richiede una redazione dedicata al palinsesto sportivo.

Il punto che vale la pena segnalare riguarda il RUA. Chi ha un conto su StarCasinò e decide di autoescludersi blocca anche l’accesso al casinò, e non solo alle scommesse, a meno che non scelga la forma per singola categoria di gioco. Per chi ha un problema che riguarda le slot, la forma trasversale è quella che serve.

Betsson: il palinsesto largo con il marchio casinò alle spalle

Betsson sceglie il volume. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Concessione n. 16027, Azzurri Limited.

Migliaia di eventi significano una cosa precisa: la profondità non sta nei grandi campionati, che tutti coprono, ma nelle partite che gli altri non quotano. Chi cerca un mercato su un torneo minore o una partita di seconda fascia trova qui più probabilità di trovarci una quota, ed è un vantaggio concreto che nessun bonus sostituisce.

Il prezzo di quella ampiezza è la dispersione. Un palinsesto enorme rende più difficile orientarsi, e i mercati combo sono quelli su cui il margine dell’operatore tende a essere meno generoso perché la combinazione è costruita internamente. Chi gioca su Under/Over e sui marcatori trova pane per i propri denti; chi cerca la quota secca sull’esito finale ha alternative più affilate.

Lottomatica: il marchio con lo streaming dentro la schedina

Lottomatica punta sull’integrazione tra evento e giocata. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Concessione n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a.

Il dettaglio della ragione sociale è quello che quasi nessuno nota: chi apre un conto su Lottomatica.it firma con GBO Italy, non con una società chiamata Lottomatica. Non cambia nulla nella sostanza del titolo, cambia tutto in caso di contestazione formale.

Lo streaming accanto ai mercati live è la funzione che sposta più il comportamento del giocatore, e non sempre in meglio: vedere la partita mentre si scommette riduce la distanza tra la decisione e la puntata, e il live è il contesto in cui la quota si muove più in fretta. La lista dei campionati coperti è però tarata sul grande pubblico, con F1 e MotoGP a completare il calcio: chi segue sport di nicchia resta fuori.

Betfair: il mercato dove il margine non è del bookmaker

Betfair è il caso a parte, e vale la pena dirlo senza girarci intorno. L’app Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Concessione n. 16028, Betfair Italia S.r.l.

Il punto è che il betting exchange è una categoria di gioco separata nel decreto, prevista dall’articolo 6, comma 1, lettera e): il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in modo anonimo. La documentazione di Betfair è indicata come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa di settore del 2024 riporta che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere; Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.

Chi trova in questa meccanica il proprio posto cerca una cosa diversa dalla quota: cerca la possibilità di fare il banco, o di incassare su un risultato senza che qualcuno abbia costruito un margine dentro il prezzo. Chi non ha mai usato un exchange troverà l’interfaccia meno familiare di una schedina tradizionale.

NetWin: il bonus dichiarato con i suoi numeri

NetWin è l’unico operatore del gruppo i cui termini di benvenuto siano descritti con tutti gli elementi. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e l’inserimento del codice promo al primo versamento. Concessione n. 16035, Netwin Italia S.p.a.

La parola da guardare è «bonus reale». Un bonus reale è denaro accreditato sul conto, non una freebet, e questo cambia il modo in cui si calcola il valore: una freebet il cui importo non viene restituito in caso di vincita vale meno della sua faccia; un credito reale vale la sua faccia meno le condizioni di rigioco che lo accompagnano. Fino a 50 € è un’offerta modesta, e il tetto basso è anche la sua qualità principale, perché un tetto basso limita quanto si può perdere inseguendo il rigioco.

Il deposito minimo di 20 € è la seconda condizione da leggere, e non è banale: chi versa meno non accede all’offerta, e lo scopre solo dopo aver configurato il conto. Il conto deve essere verificato, il che riporta al passaggio dei documenti o dello SPID.

bet365: il partner della Champions e la pausa che manca agli altri

bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Concessione n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc.

La lista degli sport è quella di un operatore internazionale con una cultura dell’ippica e degli sport anglosassoni dentro il prodotto, e si sente. Chi cerca copertura su boxe, freccette o tennis trova qui una profondità che i marchi orientati al calcio italiano non hanno.

La parte più interessante però non è il palinsesto. Gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Il periodo di pausa è lo strumento che gli altri marchi di questa lista non dichiarano: una sospensione breve e reversibile, diversa dall’autoesclusione registrata nel RUA, che serve a chi vuole fermarsi un pomeriggio senza bruciare nove mesi di accesso. Va detto che le pause brevi sono anche lo strumento più facile da aggirare, e chi ha un problema serio non è lì che trova risposta.

Eurobet: il palinsesto che esce dallo sport

Eurobet ha una caratteristica che nessun altro marchio di questa lista possiede allo stesso livello. L’app Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Concessione n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, che gestisce anche Bwin e Gioco Digitale con concessioni proprie.

Le scommesse su scacchi, su un festival musicale o su un’elezione sono una categoria che il grande pubblico non conosce e che esiste perché il palinsesto ammette eventi non sportivi, purché approvati. Per il giocatore che trova il calcio noioso è una via d’uscita reale; per chi cerca liquidità e margini stretti è l’opposto, perché su un mercato con pochi giocatori il bookmaker si difende con un margine più largo.

Vale la pena notare una conseguenza della struttura societaria: chi ha conti su Eurobet e su bwin ha due rapporti distinti con lo stesso concessionario, e un’autoesclusione per singolo concessionario li chiude entrambi. Un’autoesclusione per categoria di gioco, invece, colpisce solo il prodotto scelto.

Quanto costa far girare un’offerta: il conto che nessun banner mostra

Un’offerta di benvenuto ha un prezzo, e il prezzo non è quello che si legge nell’annuncio. Prendiamo un esempio con numeri tondi e un mercato a due esiti.

Immaginiamo un giocatore che si è dato un limite di deposito di 100 € a settimana e decide di puntare tutti quei 100 € una volta sola, su un mercato a due esiti quotato 1,90 per l’uno e 1,90 per l’altro. Sono cento euro che girano una volta, in un’unica scommessa. La quota di restituzione di quel mercato si legge con la formula 1 diviso la somma degli inversi delle quote dei tre esiti — qui due: 1 diviso (1/1,90 + 1/1,90), che dà poco meno di 97,4 %. Il margine del bookmaker è quello che resta, quindi circa 2,6 %.

Fin qui il prezzo sembra innocuo. Poi arriva il rigioco, ed è lì che il conto cambia. Un bonus di benvenuto va giocato secondo il requisito previsto dalle normative ADM e dai termini dell’operatore, e ogni passaggio sul mercato paga il margine. Se il requisito chiede di far girare l’importo del bonus cinque volte — un’ipotesi di lavoro, non una condizione di un operatore specifico — il turnover richiesto è di 500 €, che su puntate da 100 € significa cinque scommesse. Il costo atteso di quel percorso è il turnover moltiplicato per il margine del mercato, cioè 500 € per il 2,6 % del mercato a due esiti a 1,90 e 1,90: circa 13 €. Con dieci passaggi il travaglio raddoppia e il costo atteso arriva intorno ai 26 €; con venti passaggi siamo intorno ai 52 €.

Il numero da portare a casa non è 13 o 52 €, è la banda: su un requisito di rigioco contenuto, far girare un bonus da poche decine di euro costa nell’ordine di una decina di euro; su un requisito severo, il costo atteso può superare l’importo del bonus stesso. E il numero dipende dal margine del mercato su cui si gioca, non dal bonus: puntare su un mercato più caro, come il risultato esatto di una partita di Serie A, alza il costo atteso di ogni singolo passaggio in proporzione.

Tre cose vanno dette con chiarezza, perché è qui che gli annunci perdono il contatto con la realtà. La prima: è una stima statistica, non una previsione. È la media su molte scommesse nelle condizioni descritte, e a nessun singolo giocatore andrà così — qualcuno chiuderà in positivo, qualcuno perderà tutto il deposito, e il giocatore medio pagherà la banda che abbiamo calcolato. La seconda: il calcolo assume che si giochino soltanto l’importo del bonus e i suoi rigiri, senza rilanciare di tasca propria, ed è l’assunzione che rende la cifra un limite inferiore. La terza: le quote di 1,90 sono un esempio aritmetico, non un prezzo quotato da qualcuno.

Da qui discendono due regole pratiche. La prima: prima di scegliere un’offerta, si leggono il requisito di rigioco e la quota minima che conta, perché un requisito che ammette solo quote da 1,80 in su esclude i mercati più sicuri e più economici. La seconda: un tetto alle vincite del bonus vale più di un importo generoso. William Hill precisa che per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €: un tetto per giocata che limita quanto si può liberare in un colpo solo, e quindi allunga il percorso verso il prelievo.

Il divieto di pubblicità del Decreto Dignità ha spostato questa aritmetica fuori dalla vista. Poiché non si può pubblicizzare il gioco su nessun mezzo, compreso internet, le informazioni che il giocatore riceve passano dai termini contrattuali e dalle app, e leggere i termini è diventato il modo di informarsi. Sgradevole per chi scrive offerte. Utile per chi le valuta.

Domande frequenti sulle scommesse con concessione ADM

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e si cerca il marchio, controllando il dominio abbinato alla riga. Poi si confronta il numero di concessione dichiarato dall’operatore nei termini del conto di gioco. Se elenco e contratto combaciano, il titolo è verificato.

Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?

Perché la concessione è assegnata al singolo sito, non all’azienda. L’elenco dell’Agenzia lega ogni riga a un dominio .it, e un gruppo può detenerne diversi: Eurobet Italia gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale con concessioni distinte. Il dominio è parte del titolo, non una scelta di marketing.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi è il registro dell’Agenzia che blocca ogni piattaforma autorizzata in Italia e le sedi fisiche. L’autoesclusione può essere trasversale, per singolo concessionario o per categoria di gioco, dura fino a 270 giorni o è indeterminata, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. AdmiralBet chiede anche limiti su ricarica, spesa e tempo di gioco, giornalieri, settimanali e mensili, con la stessa asimmetria.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoesclusosi resta senza protezione, non ha gli strumenti di limite obbligatori né un foro italiano. È soggetto all’oscuramento DNS e, come ricorda ADM citando la Legge 401/1989, chi partecipa a quelle scommesse è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo è a carico del concessionario: è una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, quindi conviene consultare un commercialista. Le vincite da siti esteri andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate.

Cosa distingue le due strade, e quale scegliere

Il mercato italiano delle scommesse con concessione ha una virtù rara: si può verificare con due clic. Un elenco pubblico sul sito dell’Agenzia, un numero scritto nei termini di ciascun operatore, e un confronto tra i due. Nessun altro mercato regolamentato offre una prova così semplice dell’esistenza di un titolo, e questo rende la mancata verifica, da parte di chi gioca, difficile da giustificare.

Su quella base poggia tutto il resto, e vale la pena ripercorrerlo per quello che è. Cinquantadue concessioni assegnate a settembre 2025 per nove anni senza rinnovo, a circa 7 milioni di euro ciascuna. Un titolo legato al singolo dominio, non al marchio. Un elenco che non dice quali giochi un operatore possa offrire, perché la concessione copre scommesse, poker, abilità, casinò, exchange e bingo in qualsiasi combinazione, e solo il sito mostra cosa c’è davvero. E quattro nomi che tutti cercano — Unibet, Betway, 1xBet, 22bet — assenti dalle 52 righe lette il 25 ottobre 2026.

Sul versante della tutela la scelta è ancora più netta. Il limite di deposito si sceglie in apertura, si abbassa in un istante e si alza dopo sette giorni. L’autoesclusione nel RUA blocca ogni piattaforma autorizzata, le sedi fisiche comprese, dura fino a 270 giorni o a tempo indeterminato, e nella forma indeterminata si revoca solo dopo almeno nove mesi. Durante l’esclusione i prelievi restano possibili: il saldo esce, il conto no. Chi gioca su un sito non autorizzato rinuncia a tutto questo, e ADM lo dice senza giri di parole quando ricorda che il partecipante a scommesse di operatori non concessionari rischia ammenda e arresto fino a tre mesi.

Poi c’è la terza strada, quella che nessun banner racconta, perché il Decreto Dignità non permette di raccontarla: il costo. Un bonus non è denaro gratuito, è un percorso con un pedaggio. Far girare poche decine di euro su un mercato a due esiti costa atteso intorno alla decina di euro con un requisito contenuto, e può superare l’importo del bonus stesso con un requisito severo. La differenza tra un’offerta buona e una cattiva non sta nella cifra in grande, sta nel numero di volte che quella cifra deve girare e nella quota minima ammessa.

Da questa mappa discendono indicazioni diverse per lettori diversi, ed è giusto darle separate. Chi vuole vedere la partita mentre gioca trova in Lottomatica lo streaming dentro l’app, e in bet365 la profondità su ippica, boxe e tennis. Chi cerca la varietà della giocata singola ha in SNAI i mercati sul risultato esatto e sui cartellini, con il Cash Out per chiudere prima. Chi vuole costruirsi da sé i limiti trova in AdmiralBet le tre manopole su ricarica, spesa e tempo, il titolo dichiarato nel contratto e l’autoesclusione aggiornata. Chi vuole capire come funziona un prezzo, invece di subirlo, guarda l’exchange di Betfair. Chi vuole un bonus descritto con tutti i suoi numeri parte da NetWin e dai suoi 20 € di deposito minimo. Chi cerca sport che gli altri non quotano va su Betsson o su Eurobet, e chi vuole una pausa breve senza bruciare l’accesso trova in bet365 i periodi di pausa. Chi vuole il casinò accanto allo sport ha StarCasinò, e chi vuole l’accesso con un’impronta ha Sisal.

Un’ultima cosa, e riguarda il momento della scelta più che il bookmaker. Il numero di concessione si controlla prima di versare, non dopo. Il limite di deposito si imposta mentre si compila il modulo, quando è ancora una decisione presa a mente fredda, e non quando serve. E i termini si leggono almeno fino alla voce del requisito di gioca, perché è lì che il bonus smette di essere un regalo e diventa un contratto. Chi fa queste tre cose gioca in un mercato regolato, sorvegliato e con un foro dove discutere. Chi non le fa gioca nel mercato che credeva di aver scelto, che spesso è quello che gli è stato raccontato.

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