Cartellini scommesse 2026 — punti, moltiplicatori e regole ADM spiegati senza giri di parole
Aggiornato al 31 Ottobre 2026; concessioni e codici confrontati con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli).

Un cartellino giallo vale un punto. Due gialli valgono tre. Un rosso diretto ne vale due. Chi si siede davanti a una schedina convinto di aver capito si ferma già alla seconda riga, perché nel mercato dei cartellini la scala di punteggio non è una convenzione del gioco, è una clausola contrattuale scritta dal bookmaker — e cambia da mercato a mercato, a volte dentro lo stesso operatore. William Hill assegna un punto al giallo e due al rosso, con un tetto di tre punti per giocatore; nel mercato che conta solo i gialli, il doppio giallo vale due punti e il rosso sparisce dal conteggio. Sono tre mercati diversi con tre sistemi di conteggio diversi, e il terzo è quello che frega: chi gioca una soglia «over 3,5 cartellini» su un mercato solo-gialli scopre a referto chiuso che l’espulsione al 90′ non gli ha dato nulla.
Dietro le regole c’è un mercato che in Italia non è libero. Un operatore che serve il pubblico italiano ha bisogno di una concessione ADM, rilasciata per sito e per singolo sito, e una partita si può giocare solo se sta nel palinsesto approvato dall’Agenzia. Il resto — il bonus di benvenuto che promette il raddoppio, la quota «maggiorata», il cash out che sembra una via di fuga — è materiale del concessionario, e si legge con la calcolatrice in mano.
Il formato del mercato: come si legge un cartellino prima di puntarlo
Il mercato dei cartellini non si compra al supermercato. Non esiste un «numero di cartellini» ufficiale come esiste il risultato finale, perché il cartellino non è un fatto del gioco: è una decisione arbitrale che la schedina trasforma in dato contabile. Da lì discendono tre cose che il lettore paga ogni volta che gioca questa tipologia, e tutte e tre hanno a che fare con chi decide.

La prima è che il conteggio non è uniforme. William Hill, l’unico degli operatori esaminati per cui il regolamento dei cartellini sia leggibile per intero, distingue almeno tre mercati: il conto a punti con giallo 1 e rosso 2 e tetto di 3 per giocatore, il conto dove il doppio giallo con rosso fa 3 punti e il rosso diretto 2, e il conto dei soli gialli, dove il doppio giallo fa 2 punti e nessun rosso entra nel totale. Chi confronta due quote sui cartellini senza verificare su quale dei tre si sta giocando confronta due cose diverse. Non è una sottigliezza da addetti ai lavori: è la differenza tra una scommessa e un’altra.
La seconda è l’esclusione dal perimetro. Il mercato riguarda soltanto i giocatori in campo. Restano fuori l’espulsione dalla panchina — e l’allenatore, e il preparatore atletico che si accende — e qualunque cartellino comminato dopo il triplice fischio. Chi guarda la partita in tv e conta i cartellini che ha visto sventolare ha un perimetro più largo di quello che la schedina gli paga.
La terza è la fonte del referto. William Hill liquida risultato, marcatori e cartellini sui dati del sito ufficiale della manifestazione; solo quando questi non sono disponibili si passa ai dati di un operatore statistico esterno e, in casi particolari, alla registrazione video del match. Nella pratica significa che un cartellino a margine che il tuo occhio ha registrato, e che il sito ufficiale non riporta, non è un cartellino. Le gerarchie di fonte esistono per evitare contestazioni, non per darti ragione.
Cosa costa questo mercato rispetto a un 1X2
Qui la matematica è più importante che altrove. Il margine che il concessionario trattiene è la differenza tra il 100 % e la quota di payout di quel mercato, cioè il rapporto tra uno e la somma degli inversi di tutte le quote di uno stesso esito. Su un esempio illustrativo — non una quota contrattata su una partita reale, ma una coppia di prezzi 1,90 / 1,90 sul mercato a due esiti — il payout è 1 diviso la somma di 1/1,90 più 1/1,90, che sta intorno al 95 %, e il margine è di conseguenza intorno al 5 %. La banda è stretta: la cifra cambia con il numero di esiti, e un mercato a due vie porta sempre un margine più basso del 1X2, che ne ha tre.
Il punto è che i cartellini non si comportano come il mercato principale. Su Serie A e Premier League le quote del 1X2 di un grande concessionario sono il prodotto più pubblicizzato e più sorvegliato dai competitor: cinque punti percentuali di margine sono la fotografia di un mercato a due esiti che l’operatore sa vendere bene. Sui cartellini la platea è più stretta, il book è più difficile da coprire e il margine tende a salire. Ma un mercato cartellini, nella stragrande maggioranza dei casi, è anch’esso a due esiti — una soglia, sopra o sotto — quindi il confronto con il 1X2 a tre vie non è nemmeno il più onesto. Meglio confrontarlo con un altro mercato a due esiti sullo stesso evento: se il totale cartellini mostra un payout sensibilmente inferiore a quello di una qualunque coppia a due vie del pre-match, la differenza non è il rischio dell’arbitro, è il prezzo della comodità.
Chi vuole verificare in proprio può prendere le due quote di uno stesso mercato cartellini e rifare il conto: nessuna delle due via d’uscita richiede un foglio di calcolo.
Come i bookmaker italiani costruiscono l’offerta
Il catalogo dei cartellini non è una voce uguale per tutti. Goldbet lo elenca accanto a 1X2, marcatori e numero di goal, e la superfice dell’offerta si estende a schedine live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport. SNAI colloca i cartellini tra tiri in porta, rigori, risultato esatto e numero di goal, e la funzione Cash Out permette di chiudere la schedina prima della fine dell’evento. Due operatori, due modi di incorniciare la stessa voce: uno la mette nel catalogo calcio, l’altro la mette accanto alle statistiche di partita.
Dove il mercato dei cartellini non compare nel regolamento, il punto di riferimento è il palinsesto giornaliero. La disponibilità del mercato varia in base alla singola partita, rendendo fondamentale verificare il palinsesto specifico prima di impostare la scommessa.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota
La regola è la stessa per un cartellino e per un marcatore, e sta scritta nel modo più asciutto possibile: la vincita lorda è la puntata moltiplicata per la quota.
Venti euro su una quota 2,50 restituiscono cinquanta euro lordi, di cui trenta di profitto netto. Se la quota è 1,50, venti euro diventano trenta lordi, dieci di guadagno. Nelle multiple le quote si moltiplicano tra loro in un unico prezzo: due selezioni a 2,00 valgono una multipla a 4,00, e venti euro promettono ottanta euro lordi — sempre che entrambe le selezioni passino.
La quota viene fissata quando la scommessa viene piazzata. Da quel momento non cambia più, nemmeno se il mercato si muove e nemmeno se il prezzo dei cartellini crolla cinque minuti dopo. È l’unico punto in cui il giocatore ha davvero il coltello dalla parte del manico, perché dopo il click ogni variazione è a suo carico.
Valutare i concessionari: i criteri della classifica
Mettere dieci operatori in fila richiede una scala, e la scala più onesta in un mercato concesso non è la generosità del bonus. È la verificabilità.
Il primo criterio è la concessione. ADM pubblica l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, con le concessioni assegnate tramite gara pubblica: 52 assegnazioni a 46 società su 93 domande nel bando di settembre 2025, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito dal 13 novembre 2025. L’Elenco letto il 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, e ogni riga è legata a un sito .it. Un nome sull’Elenco è il prerequisito, non la prova: l’elenco non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Chi vuole sapere se un concessionario accetta scommesse sportive lo scopre dal sito e dall’app dell’operatore, non dall’Elenco.
Il secondo criterio è la coerenza tra la concessione e il marchio. La concessione è per sito, non per società, e spesso il concessionario non porta il nome del marchio. Bwin è Eurobet Italia, Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò sono Azzurri Limited. Sono dettagli che contano poco finché tutto va bene e contano molto quando bisogna capire a chi si sta scrivendo.
Il terzo criterio è quello che il regolamento racconta. Su questo, la forbice tra operatori è ampia: c’è chi pubblica il regolamento dei cartellini con i punti, le esclusioni e la fonte di referto, e chi si ferma a dichiarare che il mercato esiste.
La panoramica dei dieci operatori
| Operatore | Concessione ADM e concessionario | Cosa dicono le condizioni dell’operatore sui cartellini |
|---|---|---|
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Nel regolamento del marchio il conteggio per punti cartellino non è pubblicato; l’app copre singole, multiple e sistemi e raccoglie le schedine in corso nella pagina My Bets |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Giallo 1 punto, rosso 2 punti, massimo 3 per giocatore; il doppio giallo con rosso vale 3 punti; nei mercati sui soli gialli il doppio giallo vale 2 punti e i rossi non contano |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Il mercato cartellini non figura tra i contenuti dichiarati dall’app, che copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP con quote in tempo reale e streaming |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Nelle scommesse proposte dal marchio figurano tiri in porta, rigori ed espulsioni; il conteggio per punti non è pubblicato |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Il mercato cartellini non è citato tra i contenuti dichiarati; le condizioni sono dettagliate su limiti di ricarica, di spesa e di tempo e sull’autoesclusione |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | Il mercato cartellini non è citato; l’offerta è pre-match e live su 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | Il conteggio per punti cartellino non è pubblicato; l’app dichiara eventi in diretta streaming con un palinsesto quotidiano di tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Il conteggio per punti cartellino non è pubblicato; tra i mercati figurano Esito Finale, Under/Over, Multigol, combo e la sezione Supercombo |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | Il conteggio per punti cartellino non è pubblicato; l’app copre i principali eventi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Il conteggio per punti cartellino non è pubblicato; le condizioni del bonus Sport-50 richiedono un giro di tre volte il deposito |
La colonna centrale è quella che fa il lavoro. Un codice di concessione dice che quel sito è autorizzato a raccogliere gioco a distanza in Italia; non dice quale gioco. Nessuna delle dieci righe è una raccomandazione, e nessuna delle dieci può essere letta come «questo operatore accetta scommesse sui cartellini»: le due cose sono verificabili in due posti diversi.
Da qui in avanti la lettura cambia. Il lettore che vuole capire quanto vale un operatore sui cartellini deve guardare tre cose: se il regolamento dei punti è pubblico e con quale conteggio, se la fonte di referto è dichiarata, e se il mercato compare nel palinsesto del giorno. Le dieci schede che seguono applicano quell’ordine.
I dieci concessionari della lista, uno per uno
Le dieci schede sono costruite sull’offerta così come l’operatore stesso la descrive nelle proprie condizioni e nelle proprie schede tecniche. Non sono un ranking, non sono una raccomandazione, e la presenza su questo elenco non è un giudizio sulla qualità del mercato cartellini, che per alcuni di questi marchi il catalogo pubblicato non nomina.
1. Eurobet: il regolamento del marchio resta cieco sui punti
La concessione è la n. 16012, in capo a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. L’apertura del conto passa dalle procedure di identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni: è la prima barriera, e in un mercato dove il conto di gioco richiede identificazione completa non è una formalità.
Sul lato prodotto l’app copre scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets. Il mercato cartellini non è però citato tra i contenuti dichiarati del marchio, e il conteggio per punti non è pubblicato. Per chi arriva su Eurobet cercando specificamente i cartellini questo è il punto cieco della scheda: il mercato può esistere nel palinsesto del giorno, ma non c’è un regolamento pubblico a cui appoggiarsi per sapere se un rosso diretto valga uno o due punti.
Il verdetto è che Eurobet è un conto solido con un catalogo ampio e nessuna documentazione pubblica sulla meccanica dei cartellini. Chi gioca prevalentemente singole sul risultato lo trova adeguato; chi vuole costruire una strategia a punteggio dovrà aprire il regolamento dell’operatore e — se non lo trova — trattare il mercato come opaco.
2. William Hill: l’unico che mette i punti per iscritto
Concessione n. 16044, William Hill Malta Plc. È il marchio per cui il regolamento dei cartellini è leggibile per intero, e questo cambia la natura della scheda: non si giudica l’offerta, si giudica una regola.
Il conteggio è esplicito. Nel mercato a punti il giallo vale un punto, il rosso due, con un massimo di tre punti per giocatore. Nel mercato «doppio giallo con rosso» il doppio giallo con espulsione vale tre punti e il rosso diretto due. Nei mercati che contano soltanto i gialli, William Hill assegna due punti al doppio giallo e non considera alcun rosso nel conteggio finale. Il perimetro è limitato ai giocatori in campo: espulsioni dalla panchina, allenatori, membri dello staff e cartellini comminati dopo la fine della partita non si contano. Il referto si basa sui dati del sito ufficiale della manifestazione; in assenza, sui dati di un operatore statistico esterno e, in casi particolari, sulla registrazione video del match.
Sul lato bonus il Benvenuto Sport è un bonus cash pari al cento per cento del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro sette giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno cinque selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Qui il margine di manovra è stretto per costruzione: una quota minima di 5.00 su cinque selezioni è un profilo di giocata che pochissimi cartellini possono assorbire, e il bonus non è pensato per chi fa schedine corte.
Il verdetto è che William Hill è l’unico dei dieci di cui si possa dire, con il regolamento in mano, come si comporta esattamente un cartellino giallo rispetto a un rosso. Chi gioca i punti cartellino sul serio parte da qui, e chi vuole il bonus per giocare i cartellini scopre subito che il requisito di cinque selezioni a quota 5.00 non è stato scritto pensando a lui.
3. Lottomatica: catalogo largo, cartellini non dichiarati
Concessione n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., nota come GBO Italy. Il marchio è uno dei due che la stessa società porta sul mercato italiano, accanto a quello storico di Goldbet, e questo rende il conteggio delle concessioni per società un esercizio più interessante della scheda singola.
L’offerta dichiarata copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. È un catalogo costruito sull’intrattenimento: la partita in diretta è il prodotto, la quota è il contorno. Il mercato dei cartellini non compare tra le voci dichiarate, e il conteggio per punti non è pubblicato.
Il verdetto è che Lottomatica è la scelta di chi vuole copertura live e una partita guardata mentre si gioca. Il cartellino non è il terreno su cui il marchio si presenta in pubblico, e chi lo cerca qui deve verificare nel palinsesto che il mercato sia davvero presente prima di costruirci una giocata.
4. Sisal: il catalogo acceso sull’evento singolo
Concessione n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. La funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.
Il perimetro delle espulsioni è la voce che interessa chi legge i cartellini: il marchio le nomina esplicitamente come mercato giocabile, senza però pubblicare la scala di punti che le governa. La differenza tra «le espulsioni sono giocabili» e «il rosso vale due punti» è la differenza tra sapere che il mercato esiste e sapere quanto vale una selezione.
Il verdetto è che Sisal è un catalogo a tutto tondo sull’evento singolo, con un cash out che in un mercato soggetto a referto arbitrale ha un valore pratico concreto. Resta il fatto che la meccanica dei punti non è documentata pubblicamente, e in un mercato dove due gialli e un rosso diretto possono valere la stessa cifra la meccanica è metà della scommessa.
5. AdmiralBet: gli strumenti di controllo invece del mercato
Concessione n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Le condizioni sono il pezzo forte di questa scheda, e non riguardano i cartellini.
Il marchio prevede l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo nove mesi. In registrazione viene chiesto di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato passa solo dopo sette giorni.
Il mercato dei cartellini non è citato tra i contenuti dichiarati. Il verdetto è che AdmiralBet è la scheda di chi mette il controllo davanti al prodotto: un giocatore che sa di dover fissare tetti settimanali trova qui un impianto di limiti dettagliato e un’autoesclusione con durate lunghe e revoca tracciata. Chi cerca il conteggio dei punti cartellino, invece, deve guardare altrove.
6. Betsson: la profondità pre-match, senza il mercato in vetrina
Concessione n. 16027, Azzurri Limited — la stessa società che porta sul mercato italiano anche StarCasinò. L’app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
È un catalogo da scommessa sportiva generalista, con una profondità pre-match che nella fascia alta dei concessionari è la norma e non l’eccezione. Il mercato cartellini non è citato tra le voci dichiarate, e il conteggio per punti non è pubblicato: il che, per un operatore con questo volume di mercati, è più una scelta editoriale che un’assenza.
Il verdetto è che Betsson è la scelta di chi vuole scegliere tra molti mercati sulla stessa partita senza uscire dal pre-match. Se il cartellino è il centro della tua scommessa, questo catalogo va verificato riga per riga prima di contarci.
7. Planetwin365: la diretta come prodotto principale
Concessione n. 16007, Pwo S.p.a. Il marchio offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo.
Il tennis tavolo in un palinsesto quotidiano dice molto sulla natura dell’offerta: è il tipo di evento che riempie i vuoti tra una partita di calcio e l’altra, e che vive di volumi più che di grandi nomi. Un palinsesto così orientato alla diretta ha un rapporto naturale con i mercati live e un rapporto più tiepido con i mercati statistici, che richiedono referto e regolamento. Il conteggio per punti cartellino non è pubblicato.
Il verdetto è che Planetwin365 è una piattaforma per chi scommette durante un evento e su sport minori, dove la diretta streaming conta più della profondità statistica. Il cartellino è esattamente il contrario: un mercato lento, che si chiude a referto e vive di regole pubblicate. Chi cerca quello non è nel posto giusto, e la scheda non finge il contrario.
8. Betfair: il marchio con la concessione più atipica
Concessione n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Tra i mercati proposti figurano Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con una sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate.
Betfair è però, tra i dieci, il caso giuridicamente più interessante. Il betting exchange — il «punta e banca» — è previsto dal diritto italiano come gioco separato: il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimamente. La documentazione del marchio riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e una lettura di stampa specializzata del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è materia non pubblica; Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.
Il verdetto è che Betfair è una scheda per chi vuole capire il mercato prima di giocarlo, non solo per chi vuole giocarlo. Un operatore che ti mette in contatto con un altro giocatore invece di farti da controparte ha una struttura di costi diversa — e in una pagina che parla di margini, questa è la differenza che conta.
9. StarCasinò: il concessionario che non nasconde l’anima casinò
Concessione n. 16026, Azzurri Limited. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Il marchio è dichiaratamente casino-first con un sportsbook di contorno, e questo ordine delle cose va detto perché cambia il pubblico: chi arriva qui per le slot trova un prodotto pensato per lui, chi arriva per i cartellini trova un reparto sportivo che l’operatore stesso presenta in secondo piano. Il conteggio per punti cartellino non è pubblicato.
Il verdetto è che StarCasinò è la scheda di chi cerca un conto unico per giocare di tutto, sapendo che la parte sportiva non è la vetrina. Per un mercato come il cartellino — che richiede un regolamento, non un’animazione — il punto di partenza migliore è un operatore che tratti lo sport come prodotto principale.
10. NetWin: il bonus dove il rigioco è la parte visibile
Concessione n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Le condizioni del bonus Sport-50 sono la specifica più dettagliata delle dieci schede: per sbloccarlo serve un giro di tre volte il deposito con denaro reale entro sette giorni, su multiple di almeno tre eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00, con esclusione di sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo.
Vale la pena leggere quelle esclusioni due volte, perché riguardano proprio il mercato dei cartellini. Un sistema utilizzato per massimizzare le combinazioni sui cartellini non conta ai fini del rigioco; le giocate live non contano; le schedine con cash out attivo non contano. In un mercato dove il cash out è uno degli strumenti più usati per chiudere una posizione sui cartellini, la coincidenza è sgradevole — ed è la ragione per cui il bonus va valutato per quello che serve a sbloccarlo, non per la cifra.
Il verdetto è che NetWin mette per iscritto i requisiti con un dettaglio superiore alla media, e nel farlo lascia scoperto il fianco: tre eventi a quota 2.00 sono una tipologia di giocata che con i cartellini si costruisce solo in casi molto specifici. Chi punta sui cartellini per abitudine deve guardare al rigioco prima che all’importo.
Come si legge la concessione di un operatore ADM
Il lettore che vuole verificare da sé un operatore ha due strumenti e un percorso.
Il primo strumento è l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, letto il 25 ottobre 2026: 52 righe, codici da 16000 a 16051, ogni riga legata a un sito .it. ADM è l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS. Il percorso è sempre lo stesso: si cerca il sito sulla lista, si verifica che il codice di concessione corrisponda a quello dichiarato nelle condizioni dell’operatore, e si legge il concessionario — che quasi mai è il marchio. L’Elenco non ha una colonna per i giochi: quella riga dice che il sito è autorizzato, non che cosa offre.
Il secondo strumento è il controllo incrociato con i siti inibiti. ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti inibiti, entrambi pubblici; ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. L’ordine del 24 settembre 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa specializzata, e i domini ricompaiono attraverso domini specchio nel giro di ore.
Il terzo passaggio è quello che nessun elenco sostituisce: leggere le condizioni dell’operatore, dove il concessionario dichiara la propria concessione e la propria società. È il documento che vale in una contestazione, non il posizionamento su una lista di comparazione. La presenza in una classifica non è una concessione, e vale la pena ripeterlo perché è l’errore più comune di chi confronta.
La cornice normativa: cosa può essere giocato e chi lo decide
Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze non sono aperte: sono concessioni assegnate tramite gara pubblica.

L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Sotto l’articolo 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. I requisiti includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno sui limiti di deposito che ADM fissa nel bando (art. 6, comma 5), e le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3).
Il palinsesto: la partita che non c’è non si gioca
L’articolo 2, lettera s) definisce il palinsesto come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipologie di scommessa predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa può essere presa solo su eventi che stiano nel palinsesto approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con un operatore come primo partner secondo la stampa specializzata. Quali sport e quali tipologie di scommessa il palinsesto contenga è materia non pubblica.
Il lettore deve tradurre questa riga in una conseguenza pratica. Il mercato cartellini che trovi su un concessionario non è garantito dal regolamento generale: è il risultato di una richiesta specifica del concessionario, autorizzata per un evento specifico. Lo stesso mercato può comparire su una partita di Serie A e sparire sulla partita di coppa della settimana dopo, senza che nulla sia cambiato nella documentazione del marchio. È il motivo per cui la verifica del palinsesto del giorno vale più della lettura del regolamento generale.
Il calcio è il core product, e la legge prevede anche il totalizzatore: se qualche marchio online offra totalizzatori sportivi non è dato sapere. Gli eventi simulati — art. 2, lett. v) — sono ammessi dentro la concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori portano una sezione «Virtuali». L’ippica è due cose separate: le scommesse sulle corse, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a), mentre i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — stanno alla lettera c) e richiedono una concessione propria. Se un marchio prenda totalizzatori di ippica nazionale online non è dato sapere. Il live è offerto da tutti i grandi operatori, ma le regole di ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono pubbliche. Se il palinsesto includa gli esport non è dato sapere. Un tetto statutario in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non esiste: gli strumenti che mordono sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito scelto in registrazione.
Il betting exchange e le regole per conto
Il betting exchange merita un passaggio separato perché è il solo gioco della lista in cui il concessionario non fa il banco. L’articolo 6, comma 1, lett. e) lo ammette come gioco a sé, e l’art. 2, lett. u) lo definisce: il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima di 200 centesimi con incrementi da 50 centesimi. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è materia pubblica.
Il dettaglio economico è quello che conta per un lettore che confronta: se sul vincitore non grava nulla e il prelievo cade sul concessionario, la struttura di costo dell’exchange è diversa da quella di un book che vende quote. Diversa non vuol dire automaticamente più conveniente, perché sull’exchange la controparte può essere un altro giocatore e la copertura di un mercato sottile come i cartellini non è scontata.
Chi non ha la concessione, e perché conviene saperlo prima
Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’articolo 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali e l’elenco dei siti inibiti, e i fornitori di accesso a internet e i prestatori di pagamento che disattendono un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. Il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori arrivano in ritardo. L’articolo 22, comma 1 prevede inoltre un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; la sua entrata in vigore non è confermata.
Sul fronte pubblicitario il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024 in una formulazione senza margini: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo. AGCOM vigila, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e di almeno 50.000 € per violazione. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, uno sulla responsabilità delle piattaforme e uno sulla notifica della misura. Una proposta di modifica per rimuovere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, non è legge, e al momento della verifica il divieto resta in vigore.
Per il giocatore la regola più scomoda è però un’altra, e sta nella Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, che ADM cita il 28 febbraio 2024: la legge prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Un operatore offshore accetta giocatori italiani e si presenta nei risultati di ricerca con una licenza straniera, che in Italia non ha alcun valore. Il conto che si apre lì non ha accesso al RUA, non ha la vigilanza di ADM, non ha gli strumenti di limite obbligatori e non ha un foro italiano. Nessuno di questi è un dettaglio tecnico: sono tutte le cose che servono nel momento in cui qualcosa va storto.
Cosa succede al conto: limiti, autoesclusione e tutele
La protezione del giocatore in Italia non è una questione di buona volontà dell’operatore. L’articolo 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede una serie di obblighi: limiti autodefiniti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana e otto ore al giorno. L’articolo 15, comma 2 aggiunge l’obbligo informativo: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.
L’età è fissata a 18 anni: l’art. 3, comma 1, lett. a) nomina la tutela dei minori tra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. L’identificazione è obbligatoria: un conto di gioco richiede identificazione completa, e gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento oppure con SPID; senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. SPID e CIE sono tra i metodi di identificazione che alcuni operatori mettono a disposizione.
Il limite di deposito: quanto si può impostare e da quando
Il lettore arriva qui con una domanda concreta: quanto posso depositare, e quanto ci metto a cambiare idea.
La risposta sta in due meccanismi che vanno tenuti separati. Il primo è il limite di deposito che il giocatore sceglie in registrazione, su base settimanale o mensile: le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale al momento dell’iscrizione, una riduzione che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare il limite. Il secondo è il limite di deposito che ADM fissa nel bando di gara e che il concessionario applica secondo l’età e il comportamento di gioco, con protocolli approvati dall’Agenzia. La cifra che ADM fissa nel bando non è pubblica.
Il giocatore deve capire l’asimmetria, perché è l’unico punto in cui il sistema è davvero pensato bene: abbassare un limite è immediato, alzarlo costa una settimana. Se ti accorgi di aver sbagliato, la correzione è gratis e istantanea; se ti accorgi di voler giocare di più, il sistema ti fa aspettare. Chi si è dato un limite basso la prima sera in cui si è iscritto per superare l’euforia della registrazione ha fatto la cosa giusta, e può sempre alzarlo dopo. Il contrario vale molto meno.
AdmiralBet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con riduzione immediata e aumento dopo sette giorni. È lo stesso meccanismo con tre parametri invece di uno, e la ricarica è il deposito effettuato in un punto vendita abilitato — non l’operazione con carta.
L’autoesclusione e il Registro Unico
L’autoesclusione è il livello successivo, e il sistema italiano ha una caratteristica che un operatore offshore non può replicare. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca l’accesso a tutte le piattaforme di gioco online con concessione ADM e alle sale fisiche. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo fissato dal giocatore.
AdmiralBet prevede l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo nove mesi. Le forme parziali di esclusione decorrono dal 1° febbraio 2026 secondo una testata specializzata, e i periodi e le forme sono quelli che le condizioni degli operatori e la pagina di ADM indicano.
Un sito senza concessione non è collegato al RUA. Qui la conseguenza è brutale: il giocatore che si autoesclude pensando di essersi tolto la possibilità di giocare può ancora aprire un conto su un .com offshore, perché nessuno glielo impedisce. L’autoesclusione è una tutela reale solo dove l’operatore è nel sistema, ed è per questo che vale la pena verificare la concessione prima di aprire il conto, non dopo.
Sul lato strumenti il quadro è completato da bet365, che comprende periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e che per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È l’unico numero che questa pagina nomina, ed è l’unico che serve in una giornata storta.
Quanto costa un bonus: il rigioco visto con i numeri
Un bonus di benvenuto non è denaro regalato. È un contratto con una condizione attaccata, e la condizione ha una forma precisa: devi far girare una somma un certo numero di volte prima di poter prelevare.
Qui la matematica è aritmetica pura, e va fatta sul caso italiano più dettagliato che il materiale offra. NetWin chiede per sbloccare il bonus Sport-50 un giro di tre volte il deposito con denaro reale entro sette giorni, su multiple di almeno tre eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00, escludendo sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo. Su un deposito di 50 € il turnover richiesto è di 150 €, che a 10 € di puntata per schedina fanno quindici schedine multiple entro sette giorni — tutte con almeno tre eventi, tutti a quota minima 2.00, nessuna live, nessuna con cash out attivo, nessuna in sistema.
Il numero dice due cose. La prima è che il vincolo non è il turnover, è il formato: quindici multiple da tre eventi sono quarantacinque selezioni, e il tempo per sceglierle bene non è quello di sette giorni. La seconda è che l’esclusione del live e del cash out rimuove proprio i due strumenti con cui un giocatore gestisce una multipla in corso. Chi accetta questo bonus si impegna a una disciplina specifica, e il valore vero sta nella quota minima per evento più che nell’importo.
Il costo medio del rigioco su un mercato a due esiti
Il secondo passaggio richiede un margine. Su un mercato a due esiti con quote identiche, un margine del 5 % è la fotografia di un prezzo normale; un margine del 7 % è la firma di un mercato sottile.
Il costo medio atteso di un rigioco è il turnover richiesto moltiplicato per il margine del mercato su cui si gioca. Su un turnover di 150 €, un margine del 5 % lascia al concessionario circa 7,50 € di margine teorico; un margine del 7 % ne lascia circa 10,50 €. In entrambi i casi si tratta di una stima media su molte giocate, non di un risultato che qualcuno incasserà davvero: nel singolo caso il giocatore o incassa il bonus o resta col rigioco a metà, e l’esito non è prevedibile.
Il confronto tra i due scenari è l’unica cosa che il lettore deve portarsi a casa. Il costo di sbloccare un bonus non dipende dall’importo promesso, dipende dal margine del mercato su cui il rigioco è costretto a passare e dal numero di vincoli che restringono la scelta. Più il formato è stretto, più il rigioco finisce su mercati dove il margine è alto — ed è esattamente il punto in cui un requisito di tre eventi a quota 2.00 smette di essere una formalità.
La forbice tra il bonus promesso e il bonus incassato
La stessa aritmetica si applica a William Hill, ma con un vincolo di formato che va letto nel dettaglio: il Benvenuto Sport è un bonus cash pari al cento per cento del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro sette giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno cinque selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale.
Una quota minima di 5.00 su cinque selezioni non è un requisito qualsiasi: è un profilo di giocata con una probabilità di riuscita che rende le tranche da 10 € un premio per una scommessa rischiosa, non un rimborso. E il cartellino non aiuta a costruirla: i mercati sui cartellini si muovono su quote basse — sono mercati a esito binario con probabilità spesso vicine al cinquanta per cento — e una selezione sui cartellini difficilmente arriva a 5.00. Chi cerca un bonus per giocare i cartellini deve quindi guardare altrove, oppure accettare che il bonus lo porti su un altro mercato.
Su questo punto una precisazione che riguarda l’intero mercato italiano: non esiste un tetto statutario ai bonus né un tetto statutario al rigioco. Importi, requisiti e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore, e il divieto del Decreto Dignità riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Chi promette un bonus a un amico sta pubblicizzando, e la regola vale per tutti allo stesso modo.
Fiscalità: chi paga l’imposta e chi non deve dichiarare nulla
Il giocatore italiano che vince con un concessionario ADM non paga imposte sulle vincite e non le dichiara, perché il prelievo cade sul concessionario: le vincite sono «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una lettura riportata dalla stampa specializzata nel 2024 e nel 2026 e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi vale la raccomandazione di sempre: per la propria posizione conviene consultare un commercialista.
Il meccanismo sta in capo all’operatore. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, prima del 43 % e del 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.
Il numero che un lettore farebbe bene a ricordare è il 24,5 %. È il prelievo che grava sulla raccolta a distanza, ed è il motivo per cui i concessionari italiani non regalano nulla: il margine del book e l’imposta dello Stato si sommano prima di arrivare alla quota che vedi sullo schermo.
Sul fronte opposto la posizione è diversa e va detta senza addolcirla. Le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri sono trattate dall’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d, TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili sotto l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza detrazioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va letta come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale».
Domande frequenti
Si può scommettere sui cartellini gialli e rossi con un solo mercato?
No. Il conteggio dei cartellini non è uniforme fra i mercati, e i mercati che sembrano uguali non lo sono. William Hill distingue il conto a punti — giallo 1, rosso 2, massimo 3 per giocatore — dal conto dei soli gialli, dove il doppio giallo vale 2 punti e nessun rosso entra nel totale. Prima di confrontare due quote verifica sempre su quale conteggio stai giocando.
Come si calcola la vincita di una scommessa?
La vincita lorda è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento del piazzamento. Venti euro a quota 2,50 restituiscono cinquanta euro lordi, trenta di profitto netto. Nelle multiple le quote si moltiplicano: due selezioni a 2,00 valgono una multipla a 4,00, e venti euro promettono ottanta euro lordi.
Come si vede dalle quote quanto trattiene un bookmaker?
Il margine è la differenza tra il 100 % e il payout di quel mercato, cioè il rapporto tra uno e la somma degli inversi di tutte le quote dello stesso esito. Su un esempio illustrativo a due esiti, quote 1,90 e 1,90, il payout è intorno al 95 % e il margine intorno al 5 %. Sui mercati a tre esiti il margine è più alto, e sui cartellini tende a salire ancora.
Come si verifica che un operatore abbia davvero la concessione ADM?
Si cerca il sito nell’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che il 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, e si confronta il codice con quello dichiarato dall’operatore nelle proprie condizioni. L’Elenco non ha una colonna per i giochi: la riga prova la concessione, non il tipo di offerta.
Quali limiti di deposito si impostano su un conto con concessione ADM?
In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni. Accanto c’è il limite fissato da ADM nel bando di gara e applicato dal concessionario secondo l’età e il comportamento di gioco, con protocolli approvati dall’Agenzia; la cifra del bando non è pubblica.
Le vincite delle scommesse sportive vanno dichiarate in Italia?
Con un concessionario ADM no: l’imposta è trattenuta alla fonte e il giocatore riceve la somma netta, senza dichiarazione. È una lettura riportata dalla stampa specializzata e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi per la propria posizione conviene consultare un commercialista.
Che cosa si rischia su un sito di scommesse senza concessione?
Tre cose diverse. Nessun accesso al RUA, quindi un’autoesclusione resta senza effetto su quel conto. Nessuna vigilanza ADM, nessun foro italiano e nessuno degli obblighi di tutela che l’art. 15, comma 1 impone ai concessionari. In più, secondo quanto dichiara ADM, il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi ai sensi della Legge 401/1989, art. 4.
La conclusione pratica: quello che resta da controllare prima di puntare
Due cose decidono il valore di una scommessa sui cartellini, e nessuna delle due è l’importo del bonus.
La prima è il conteggio. Un rosso vale due punti in un mercato e non esiste in un altro; un doppio giallo vale due punti nei soli gialli e tre punti nel conto a punti pieno. Chi non legge il regolamento del mercato che sta giocando non sta scommettendo su una soglia, sta scommettendo su una sua interpretazione della soglia. È l’errore che costa di più, e non è recuperabile: il referto è definitivo e la gerarchia delle fonti — sito ufficiale della manifestazione, poi dati statistici, poi la registrazione video — non ammette appelli da parte di chi guarda la partita in tv.
La seconda è la cornice. Una concessione ADM non è un bollino decorativo: porta con sé il RUA, la vigilanza, gli obblighi di limite e un foro italiano. Un marchio che non c’è non porta nulla di tutto questo, e secondo quanto dichiara ADM espone il giocatore a una sanzione penale. La verifica richiede tre minuti: una ricerca nell’Elenco pubblicato da ADM letta il 25 ottobre 2026, un confronto con il codice dichiarato dall’operatore, e un’occhiata all’elenco dei siti inibiti.
In mezzo resta il bonus, che è la parte più rumorosa e la meno decisiva. NetWin chiede tre volte il deposito entro sette giorni su multiple di tre eventi a quota minima 2.00, escludendo live e cash out; William Hill eroga tranche da 10 € su multiple di cinque selezioni a quota 5.00. Sono due contratti diversi, e in entrambi il valore sta nella quota minima e nel formato più che nell’importo: un requisito a quota 5.00 è un premio per una giocata rischiosa, non un rimborso. Chi puntualizza sui cartellini deve guardare al rigioco prima che alla cifra.
E poi c’è il margine, che questa pagina ha messo per iscritto una volta e che resta vero per ogni quota: su un mercato a due esiti con quote 1,90 e 1,90 il payout è intorno al 95 % e il margine intorno al 5 %; su un mercato a tre esiti sale, e sui cartellini tende a salire ancora di più. È il costo che nessun regolamento dichiara e che ogni schedina paga, e l’unico modo di ridurlo è sapere cosa si sta giocando — il conteggio, il perimetro, la fonte del referto — prima e non dopo.
Se questo è il livello di dettaglio che vuoi, allora William Hill è il punto di partenza, perché è l’unico dei dieci che rende leggibile la propria regola. Se il tuo orizzonte è la scommessa sulla partita in diretta, Lottomatica, Planetwin365 e Sisal costruiscono l’offerta su quel terreno e lo fanno bene. Se vuoi un conto unico per sport e casinò, StarCasinò non nasconde da che parte sta. Se infine ti interessa la robotta dell’imposta e del RUA, AdmiralBet è l’unico che ha messo per iscritto le durate dell’autoesclusione. Parlane con chi di dovere prima di muovere i soldi — e se il gioco smette di essere uno svago, il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 risponde.
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