Siti di scommesse non AAMS in Italia: la scelta che nessuno ti spiega
Sotto la voce «non AAMS», «siti esteri», «bookmaker stranieri» c’è una sola cosa, e vale la pena dirla senza girarci intorno: un’offerta priva di concessione ADM. Nessun marchio che accetta giocatori italiani con una licenza di Curaçao, di Malta o di Anjouan ha titolo per farlo, e nessuno di quei titoli vale qualcosa davanti a un’autorità italiana. Il resto della questione è una scelta fra due strade con costi molto diversi, e questo è il punto da cui parte tutto.

31 Ottobre 2026 — dati verificati sulla lista dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicata da ADM e sui registri degli operatori.
I fondamenti: cos’è un bookmaker non AAMS e come funziona il blocco
La sigla è rimasta in bocca a tutti, anche se AAMS non esiste più come amministrazione autonoma. Oggi il regolatore si chiama ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e la formula che si legge sui documenti ufficiali è «ADM (ex AAMS)». Il mercato continua a usare la vecchia sigla perché è quella che la gente cerca; le regole, invece, sono cambiate parecchio, e non solo di nome.

Quello che distingue un operatore regolare da un sito «non AAMS» non è la nazionalità della società, né la lingua dell’interfaccia, né il fatto che il dominio finisca in «.it» o in «.com». È un pezzo di carta: la concessione per il gioco a distanza, rilasciata da ADM per un singolo sito e legata a quel sito. ADM blocca dal 2007 i siti privi delle autorizzazioni previste e ripete da allora che soltanto i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. La lista pubblica dei concessionari autorizzati al gioco a distanza è il test completo su chi ce l’ha: chi non compare fra quelle righe non ha titolo, e non c’è una spiegazione alternativa da cercare.
Vale anche la pena smontare un’idea che circola spesso, cioè che «essere presenti su un comparatore» equivalga a una qualche forma di legittimazione. Non è così: la presenza in una classifica è una scelta editoriale di chi la pubblica, non un’attestazione di ADM. L’unico elenco che conta è quello dell’Agenzia.
Cosa cambia, in concreto, fra un .it con concessione e un .com senza
La differenza non è soltanto burocratica. Un operatore con concessione italiana gira dentro un perimetro preciso: è iscritto all’elenco dei concessionari, sta sotto la vigilanza di ADM, deve offrire gli strumenti di limitazione previsti dall’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 — autolimiti su tempo, spesa e perdita, limiti di deposito, messaggi automatici su durata e spesa, autoesclusione — e risponde davanti a un giudice italiano. Un brand offshore, in Italia, non porta nulla di tutto questo. Non è una questione di simpatia o di antipatia: è la fotografia di due posizioni giuridiche diverse, e la seconda non prevede contropartita.
Un dettaglio che sfugge a quasi tutti: il concessionario non coincide quasi mai con il marchio. Bwin.it fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica.it a Goldbet Better Organization Italy, Betsson.it e Starcasino.it alla stessa Azzurri Limited. La società vera si legge nella riga di licenza delle condizioni d’uso, e leggerla è il modo più rapido per capire chi risponde di cosa se qualcosa va storto con un prelievo.
Il blocco dei domini illegali non è un avviso teorico. L’ADM inibisce i domini che offrono o sponsorizzano gioco illegale e li reindirizza verso una pagina con un’avvertenza, che segnala come il sito richiesto sia sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. Chi offre connettività Internet è tenuto a consultare in modo costante l’elenco dei siti inibiti, un obbligo che poggia sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.
Il reindirizzamento cambia indirizzo, il meccanismo no
Una novità recente riguarda la forma del blocco, non la sua sostanza. Dall’aprile 2026 i siti inibiti vengono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione: la migrazione non ha spento il vecchio sistema mentre entrava in funzione quello nuovo. L’ultimo elenco dei siti inibiti era aggiornato al 13 ottobre 2026, e le liste si aggiornano di continuo.
Chi ha provato a raggiungere un indirizzo bloccato sa come finisce: si apre la pagina istituzionale, non il sito. La parola che il settore usa per il risultato è «oscurati», e descrive esattamente quello che accade a livello di risoluzione dei nomi. Qui però c’è la parte che nessuno racconta volentieri: il blocco lavora a livello DNS, alcuni fornitori di connettività arrivano in ritardo sull’aggiornamento, e i mirror ricompaiono nel giro di poche ore sotto un dominio nuovo. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, e gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia alla volta. Il gioco del gatto col topo non è un difetto del sistema: è il sistema.
Perché i domini bloccati si moltiplicano comunque
Il punto tecnico spiega anche il punto editoriale. Se il blocco non è mai definitivo, allora l’argomento «tanto funziona ancora» non è un argomento: è la descrizione di una finestra temporale che si chiude senza preavviso, spesso nel momento peggiore, cioè quando c’è un saldo da prelevare. Un dominio che risponde oggi può essere inibito domani, e la pagina di avvertenza di ADM non offre alcun percorso per recuperare quanto è rimasto sul conto.
C’è poi la parte che riguarda i terzi, e che vale la pena conoscere perché è l’unica della vicenda con un numero preciso. Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata. La cifra non è un massimale teorico: è una forbice che si applica per violazione, e questo spiega perché gli intermediari italiani tendano a prendere sul serio la consultazione dell’elenco.
Chi paga, alla fine, il conto del blocco
Una considerazione vale la pena di farla ad alta voce, perché è quella che l’utente scopre tardi. Se un prestatore di servizi di pagamento non deve trattare denaro di gioco per conto di operatori senza concessione — l’art. 22, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 prevede una regolamentazione concordata con la Banca d’Italia proprio su questo, con entrata in vigore non confermata — allora la strada più semplice per versare e per incassare da un sito estero è anche la più fragile. Non serve immaginare scenari: basta leggere le condizioni. Il rischio di credito verso un soggetto che non ha titolo per raccogliere quel gioco ricade interamente su chi ha depositato.
Il quadro normativo è cambiato in modo strutturale nel 2024 e non si torna indietro. Il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, ha riscritto il settore: le concessioni non sono licenze aperte ma concessioni attribuite con gara pubblica. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro ciascuna su nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito «.it». Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. La concessione è per sito, non per azienda, ed è un dettaglio che cambia il modo di leggere qualsiasi confronto.
La normativa: cosa rischia chi scommette su un sito senza concessione
Qui la discussione si sposta dalle regole di mercato alle conseguenze personali, e conviene andarci con la massima precisione possibile, senza aggiungere un grammo di dramma a ciò che ADM ha già messo per iscritto da sé.
La regola che arriva fino al giocatore
L’art. 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401 punisce chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettati all’estero, con l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda. ADM, in un comunicato del 28 febbraio 2024, ha chiarito che la stessa norma non si ferma davanti al bancone: «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È l’Agenzia stessa a dirlo, non un commentatore, e questo cambia il peso della frase.
Due cose restano ignote, e vanno dette come tali: l’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento concreto contro un giocatore. Nessuno dei due dati è disponibile, e un articolo che fingesse di conoscerli starebbe inventando. La regola esiste, è scritta, è stata ribadita dall’autorità competente; quanto venga applicata è una domanda diversa, e la risposta onesta è che non si sa.
Nello stesso comunicato ADM ricorda che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. È il motivo per cui in Italia non si trova pubblicità di siti esteri: il canale è stato chiuso a monte, e chi cerca quelle offerte le trova soltanto per via organica o per passaparola.
Perché una licenza straniera non protegge nulla
Curaçao, Malta, Anjouan: sono i tre titoli che ricorrono di più nelle pagine dei siti esteri, e nessuno dei tre ha valore in Italia. Non è un disprezzo verso quei regimi — hanno le loro regole e i loro controlli — è che l’ordinamento italiano non li riconosce come titolo per raccogliere gioco da giocatori italiani. Un sito può essere perfettamente in regola nel paese che gli ha rilasciato la licenza e restare, per l’Italia, privo delle autorizzazioni necessarie.
Questa è la parte che le pagine promozionali omettono sempre. Un sigillo colorato in fondo alla home dice qualcosa sul rapporto fra quel sito e la sua autorità di origine; non dice niente sul rapporto fra quel sito e il giocatore italiano. E il rapporto che conta davvero, quando c’è un saldo da incassare, è il secondo.
Vale anche la pena chiarire che la partita doppia fra «siti legali» e «siti inibiti» è pubblica. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legato ai concessionari e quello dei siti con accesso inibito, entrambi consultabili sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. Chi vuole verificare un nome non ha bisogno di intermediari: gli elenchi sono lì, e il tempo di lettura è di pochi secondi.
Il Decreto Dignità e il bonus: due cose che vengono confuse
C’è un equivoco che continua a circolare, e riguarda il rapporto fra il divieto pubblicitario e i bonus di benvenuto. Sono due cose diverse. L’art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, vieta «qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo» — comprese manifestazioni sportive, trasmissioni radiotelevisive, stampa quotidiana e periodica, affissioni e internet. Il decreto è in forza, e AGCOM lo applica con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Il divieto riguarda la comunicazione, non l’esistenza dell’offerta. Un concessionario può ancora erogare un bonus di benvenuto, e può pubblicare messaggi sociali o di gioco responsabile che portino il suo logo, come prevedono l’art. 3, lett. l) e m) e l’art. 15, comma 3. Non esiste invece un tetto statutario né ai bonus né ai requisiti di puntata, il che significa che ammontare, rigioco e quota minima vengono dalle condizioni contrattuali di ciascun operatore, e vanno letti lì.
Sul fronte applicativo, la storia recente è meno lineare di quanto sembri. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale il minimo fisso di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, uno sulla responsabilità delle piattaforme e uno sulla necessità di notifica del divieto. Esiste inoltre una proposta — un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, per esempio sulle sponsorizzazioni — la cui sorte non risulta definita. Alla data di verifica, il divieto è in vigore, e su quello si decide.
La tassa che il giocatore non vede
Sui siti con concessione ADM il prelievo c’è, ma lo paga l’operatore. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa — D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato — è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra stake e vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, mentre le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. La proposta contenuta nel «Decreto Sport» di portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se le somme accreditiate come bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.
Sul lato del giocatore, la posizione cambia radicalmente a seconda di dove ha giocato. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo è a carico del concessionario: è quanto riporta la stampa di settore nel 2024 e nel 2026, con la formula «tassate alla fonte», cioè il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. La precisazione è riportata dalla stampa e non risulta confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi conviene consultare un commercialista prima di prendere la cosa come definitiva.
Per le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri, invece, c’è un documento preciso: la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è che non c’è ritenuta e che serve una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione va riassunta così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Prevenzione e tutela: gli strumenti che esistono solo dove c’è la concessione
Il capitolo della tutela è quello che separa davvero le due strade, e non per ragioni retoriche. Gli strumenti di protezione del giocatore in Italia non sono raccomandazioni di buona educazione: sono obblighi che gravano sul concessionario, e che quindi esistono in quanto qualcuno è tenuto a fornirli. Fuori da quel perimetro non c’è nessuno tenuto a niente.

Il conto di gioco e l’identificazione
Un conto di gioco richiede l’identificazione piena. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento oppure con SPID; BetFlag rinvia alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e Goldbet mette a disposizione anche la CIE attraverso un fornitore SPID. Admiralbet accetta il caricamento di fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure l’accesso con SPID di livello 2, che richiede un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e l’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» fra i principi del settore.
C’è una conseguenza pratica di queste regole che vale la pena di conoscere prima di aprire un conto: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano, come indicano le pagine degli operatori. Trenta giorni sembrano tanti e non lo sono, soprattutto per chi apre il conto in vista di un evento specifico e rimanda il caricamento del documento. Chi ha SPID o CIE fa prima e non ci pensa più.
Il limite di deposito lo sceglie il giocatore
Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le condizioni di Admiralbet chiedono di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e stabiliscono un’asimmetria che conviene capire bene: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La logica è evidente e funziona: abbassare la soglia è sempre possibile, alzarla richiede una pausa di riflessione che dura una settimana. È l’unico caso in cui un ritardo amministrativo lavora a favore del giocatore.
L’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 mette nero su bianco l’intero catalogo: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario secondo l’età e il comportamento del giocatore sulla base di protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Il limite di deposito che ADM fissa nella gara non è noto: quello che il giocatore vede e imposta è il proprio.
Vale la pena notare che nessuno di questi obblighi ha un corrispettivo nel mondo offshore, perché non esiste un’autorità che possa imporlo a un soggetto che non ha titolo per operare in Italia.
Il RUA, l’autoesclusione e il perimetro che la contiene
Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è lo strumento più potente del sistema e anche il più facile da fraintendere. L’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta. Non è un blocco volontario su un singolo conto: è una sbarra che scende su tutto il perimetro legale.
I tempi, però, sono in movimento. Le condizioni di Admiralbet prevedevano l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Un sito di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono proprio dal 1° febbraio 2026. Chi legge una scadenza vecchia su una pagina non aggiornata si trova con un’informazione sbagliata, e la differenza fra 90 giorni e 270 è esattamente il tipo di dettaglio che va verificato sul momento.
Qui arriva il punto che chiude il cerchio, e va detto in modo diretto: i siti privi di concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che si registra su un sito estero non è protetto da nulla, perché il registro contiene i concessionari e non contiene quello che non può contenere. Per chi ha un problema di controllo, questa non è una sfumatura: è la differenza fra uno strumento che funziona e un elenco di buoni propositi.
Accanto a questo, l’art. 15, comma 2, impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, con un tetto di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Non è beneficenza: è un obbligo, e la sua esistenza dipende ancora una volta da un’autorità che possa pretendere il rispetto di qualcosa.
Cosa dicono gli operatori al giocatore
Il modo in cui un operatore parla della tutela dice molto su come la considera. bet365 elenca fra i propri strumenti di gioco responsabile periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Il numero è lo stesso per tutti, ovviamente, ma non tutti lo mettono dove si vede.
Un giocatore che vuole capire quanto un operatore prenda sul serio questa parte può fare una verifica semplice: aprire le condizioni, cercare la sezione sui limiti e leggere se le regole sono scritte con i tempi e le conseguenze, o soltanto enunciate come valori aziendali. La prima categoria è utile, la seconda è arredamento.
Valutazione e criteri: come si legge una classifica di bookmaker con concessione
Una premessa che vale per tutta la parte che segue, e che conviene fissare adesso. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza non ha una colonna per i giochi. Un nome su quella lista dimostra che quel sito ha titolo per raccogliere gioco a distanza, non che il suo palinsesto comprenda le scommesse sportive: un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto su scommesse, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, scommesse exchange e bingo. Chi vuole sapere se un operatore offre davvero scommesse calcistiche lo scopre dal sito e dall’app dello stesso operatore, non dalla lista.
La conseguenza per chi confronta è immediata: prima si verifica la concessione, poi si guarda il prodotto. Invertire l’ordine porta a innamorarsi di un palinsesto che appartiene a un sito che non ha titolo per offrirlo.
I criteri che ho usato per ordinare questa lista
I marchi che seguono sono dieci concessionari presenti sull’elenco di ADM con un proprio sito «.it», e le informazioni sul loro prodotto sportivo sono quelle che le condizioni e le schede degli operatori dichiarano. Non è una classifica e non è un consiglio: la concessione è rilasciata per sito, l’elenco non distingue i giochi, e ogni offerta è descritta soltanto per come l’operatore stesso la presenta.
Ho ordinato i profili su quattro cose che un lettore può verificare da sé. La prima è il codice di concessione e la società che lo detiene, perché è l’unico dato che non cambia con la pubblicità. La seconda è l’ampiezza del palinsesto sportivo come l’operatore lo descrive. La terza è cosa le condizioni dicono sul tema di questa pagina, cioè limiti, autoesclusione e identificazione: su questo punto le schede non sono uguali, e la differenza è informativa. La quarta è il modo in cui si apre il conto, perché la procedura di registrazione è la prima cosa che un lettore incontra e l’unica da cui non si può prescindere.
panorami
| Marchio | Numero di concessione ADM e concessionario | Cosa dicono le condizioni dell’operatore sul tema |
|---|---|---|
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | — |
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | — |
| Betsson | ADM n. 16027, Azzurri Limited | — |
| SNAI | ADM n. 16032, Snaitech Spa | — |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | — |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Strumenti di gioco responsabile: pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco, autoesclusione; per i residenti in Italia il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 |
| Goldbet | ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | — |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | — |
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Autoesclusione da 7 a 270 giorni o indeterminata con revoca dopo 9 mesi; in registrazione limite massimo di ricarica, spesa e tempo di gioco; limiti ridotti attivi subito, aumentati dopo 7 giorni; RUA esteso a tutte le piattaforme autorizzate |
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Apertura conto con identificazione via SPID e CIE accanto alla registrazione classica |
Le colonne raccontano una cosa che vale più di qualsiasi commento: sulla terza non c’è quasi nulla da mettere, e non perché gli altri operatori non abbiano strumenti di tutela — gli obblighi dell’art. 15 valgono per tutti i concessionari — ma perché le loro condizioni, così come sono pubblicate, non articolano il tema con la stessa precisione. Il trattino non è un giudizio sul prodotto: è la fotografia di quanto è esposto nel documento che il giocatore può leggere prima di versare.
La colonna dei concessionari, invece, è quella che conviene guardare due volte. Azzurri Limited compare due volte, su StarCasinò e su Betsson: due marchi distinti, due siti distinti, un solo soggetto giuridico dietro. Non è un’anomalia né un problema — la concessione è legata al sito, e un’azienda può gestirne più di uno — ma è esattamente il motivo per cui la verifica va fatta sul singolo sito e non sul gruppo.
Come si legge il numero di concessione
Il codice a cinque cifre non è una decorazione. Va da 16000 a 16051 nell’elenco letto il 25 ottobre 2026, e ogni riga è legata a un solo sito «.it». Trovarlo nelle condizioni d’uso dell’operatore, tipicamente nella parte finale del documento, è la verifica più rapida che esista: se il numero c’è e la riga corrispondente esiste nell’elenco di ADM, il titolo è confermato.
Un test che vale la pena di fare una volta per tutte e poi ripetere solo quando serve: aprire i due elenchi pubblici — quello dei concessionari e quello dei siti inibiti — e cercare il nome. Cinque minuti, nessun intermediario, e la risposta è definitiva nel senso in cui in questa materia si può essere definitivi.
Va detto anche cosa l’elenco non garantisce. Un concessionario che detiene il diritto sulle scommesse sportive resta comunque soggetto al palinsesto: l’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocate predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa si può prendere solo su eventi inseriti nel palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo quanto riporta la stampa specializzata. Quali sport e quali tipi di giocata stiano dentro un singolo palinsesto non è dato sapere in anticipo; si legge sul sito dell’operatore, giorno per giorno.
Il quadro dei prodotti legali, comunque, è ampio. L’art. 6, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 elenca i giochi offribili a distanza con concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, simulati compresi, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; e bingo. Ai sensi dell’art. 6, comma 3, i vincitori della gara possono gestirne uno o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo, e fra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno sui limiti di deposito che ADM fissa nella gara, ai sensi dell’art. 6, comma 5.
Due precisazioni che riguardano i prodotti di nicchia. Le scommesse su eventi simulati — definite dall’art. 2, lett. v) come scommesse su eventi sportivi, ippici e altri generati al computer e mostrati tramite animazione o un evento reale preregistrato — stanno dentro la concessione per le scommesse sportive, e infatti i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». Il betting exchange è un gioco a sé, previsto dall’art. 6, comma 1, lett. e) e definito dall’art. 2, lett. u): il giocatore può fare la parte del giocatore o del banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di settore del 2024 afferma che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario; quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere, e Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028.
Un limite statutario in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non è noto. Gli strumenti che vincolano davvero sono gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito che lui stesso sceglie alla registrazione. È una differenza importante rispetto a chi immagina un tetto fissato per legge: in Italia il tetto lo mette il giocatore.
I dieci concessionari, uno per uno
StarCasinò: un casinò con il bookmaker dentro
StarCasinò opera con la concessione ADM n. 16026, intestata ad Azzurri Limited, sul proprio sito «.it». La scheda dell’app dichiara la possibilità di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Il nome dice già l’ordine delle priorità. Il prodotto è costruito attorno al casinò, e il bookmaker vive dentro quella struttura: chi arriva da qui per le scommesse sportive troverà il necessario, ma non troverà un ambiente pensato prima per quello. Per chi cerca un confronto sul palinsesto calcistico, questo è un punto da mettere sul piatto.
Sul tema che interessa questa pagina, StarCasinò è anche l’occasione per ricordare che la concessione è per sito: la stessa Azzurri Limited detiene la concessione n. 16027 su Betsson.it, e si tratta di due siti con due codici diversi. Chi verifica deve cercare il codice del sito che ha davanti, non quello del gruppo. Il profilo si adatta a chi vuole tenere casinò e scommesse nello stesso conto e non ha esigenze particolari sul lato sportivo. Chi invece cerca un palinsesto profondo farà meglio a guardare altrove.
Sisal: il palinsesto che fa numeri
Sisal Italia S.p.a. detiene la concessione ADM n. 16020 sul sito Sisal.it. La propria app dichiara oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. L’app Sisal Matchpoint permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile.
Le due cifre del palinsesto sono le più alte che compaiono in questa rassegna, e vanno lette per quello che sono: volumi dichiarati dall’operatore, non certificati da terzi. Restano comunque un indicatore di scala. Per chi scommette spesso e live, la differenza fra qualche centinaio e più di mille eventi quotidiani è la differenza fra cercare e trovare.
Fra le giocate proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il cash out è uno strumento che vale la pena capire prima di usarlo: chiuderla prima significa accettare la quota che il bookmaker propone in quel momento, che incorpora il margine, non il valore della giocata.
Il profilo è quello di un operatore con un’offerta sportiva ampia e una presenza storica sul territorio. Chi cerca varietà di mercati e dirette da guardare senza pagare un abbonamento separato trova qui la combinazione più completa della lista.
Betsson: due marchi, un proprietario
Betsson opera con la concessione ADM n. 16027 di Azzurri Limited sul sito Betsson.it. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
La cosa più interessante di questo profilo non è il prodotto: è la struttura societaria. Betsson e StarCasinò condividono lo stesso concessionario, pur avendo concessioni numerate separatamente e siti distinti. Chi legge l’elenco di ADM e non conosce le carte può credere di avere davanti due aziende diverse; ne ha davanti una. Non cambia nulla sul piano delle tutele — ogni sito risponde per la propria concessione — ma cambia il modo in cui si legge la concentrazione del mercato italiano, dove 52 concessioni sono andate a 46 società.
Il catalogo di mercati dichiarato è quello standard di un bookmaker internazionale di medie dimensioni, senza eccentricità. Il profilo si adatta a chi vuole un’interfaccia familiare e non ha bisogno che l’operatore sia italiano nella proprietà. Sulla trasparenza del rapporto fra marchi del gruppo, però, le condizioni d’uso restano il posto dove guardare.
SNAI: il cash out come funzione centrale
SNAI opera con la concessione ADM n. 16032, intestata a Snaitech Spa, sul sito Snai.it. L’app Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.
La combinazione è quella classica italiana: singola, multipla, sistema. Il sistema è la giocata che distingue chi ha imparato a scommettere da chi ha appena iniziato, perché moltiplica le combinazioni possibili all’interno della stessa schedina e quindi moltiplica anche il costo. Con i mercati sulle statistiche — tiri, cartellini, rigori — SNAI copre quella fascia di scommettitori che non si accontenta dell’1X2 e cerca il dettaglio.
Il cash out compare anche qui, come in Sisal, e la logica è la stessa: è uno strumento utile per chiudere una posizione e sbagliato per chi lo usa come sostituto di una strategia. Chi cerca un operatore con una presenza storica e un sistema di giocate consolidato troverà qui il suo punto di riferimento.
Eurobet: il palinsesto più largo che c’è qui
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale detiene la concessione ADM n. 16012 sul sito Eurobet.it. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, come le elezioni.
La lista degli scacchi e delle elezioni merita una riflessione, perché dice qualcosa sul modo in cui il palinsesto viene costruito. Sono mercati che non hanno alcun rapporto con la competenza sportiva: chi scommette su un reality show non sta applicando una conoscenza, sta esprimendo un’opinione. È un prodotto legittimo e regolato come gli altri, ma è anche il tipo di mercato in cui il margine del bookmaker pesa più che altrove, perché non esiste un modello di riferimento che aiuti a stimare la probabilità reale.
Sul piano societario, Eurobet Italia è l’esempio più chiaro di un’azienda che detiene più concessioni: gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. Chi cerca bwin e trova questo profilo ha la spiegazione sotto gli occhi. Chi cerca una copertura sportiva che sconfina spesso oltre il campo di gioco, dalla musica alla politica, qui trova una profondità che altrove non è scontata.
bet365: il partner globale che parla italiano
bet365 opera con la concessione ADM n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, sul sito Bet365.it. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.
La società è maltese e questo è un punto da non fraintendere: essere una società con sede in Malta non significa operare senza titolo italiano. La concessione n. 16030 esiste, è intestata a Hillside, ed è quello che conta. Il nome dello sponsor globale è marketing; il numero di concessione è la sostanza.
Sul lato della tutela, bet365 è l’operatore che in questa lista articola meglio il tema. Elenca fra i propri strumenti di gioco responsabile periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Il profilo si adatta a chi vuole un bookmaker internazionale con un catalogo ampio e un’attenzione documentata agli strumenti di controllo. Chi cerca la presenza fisica sul territorio italiano o un’assistenza costruita su misura per il mercato locale trova altrove una risposta più diretta.
Goldbet: la schedina tradizionale, aggiornata
Goldbet Better Organization Italy S.p.a., abbreviata GBO Italy, detiene la concessione ADM n. 16009 sul sito Goldbet.it. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.
Il bonus di benvenuto è nominato così come lo nomina l’operatore, e va letto con le condizioni accanto: entità, requisiti di rigioco e quota minima vengono dalle condizioni contrattuali, perché in Italia non esiste un tetto statutario né ai bonus né ai requisiti di puntata. Un bonus che sembra generoso e richiede centinaia di giocate a quota alta prima di poter prelevare non è generoso: è un impegno.
Sull’identificazione, Goldbet mette a disposizione anche la CIE attraverso un fornitore SPID. È un dettaglio pratico che conta per chi apre il conto oggi: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni o viene sospeso con i prelievi bloccati. Il profilo si adatta a chi conosce la schedina tradizionale e vuole ritrovarla in versione digitale senza cambiare abitudini.
Planetwin365: copertura di campionati, non di disciplina
Planetwin365 opera con la concessione ADM n. 16007, intestata a Pwo S.p.a., sul sito Planetwin365.it. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
La scelta è chiara: profondità sul calcio invece che ampiezza su tutto. Chi segue la Serie C o la Coppa Italia sa quanto sia raro trovare un’offerta seria su quelle competizioni, e questo è il punto in cui Planetwin365 si distingue dagli operatori che concentrano tutto sui grandi campionati. Di contro, le oltre 20 tipologie di sport dichiarate indicano uno sport diverso dal calcio coperto in modo più sottile.
Il profilo si adatta a chi scommette soprattutto sul calcio italiano e vuole trovare i mercati anche dove le competizioni sono di nicchia. Chi cerca profondità sull’hockey o sul cricket non è il pubblico di questo operatore.
AdmiralBet: le condizioni più esplicite del gruppo
Admiral Bet S.r.l. detiene la concessione ADM n. 16048 sul sito Admiralbet.it. Il conto di gioco si apre con la registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente.
Sul tema di questa pagina AdmiralBet è l’operatore che mette in chiaro più cose. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Sul RUA, le condizioni prevedevano l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Quella finestra da 7 a 270 giorni è il dato più interessante del profilo, ed è anche il più facile da leggere male. Una pagina non aggiornata può riportare ancora i 30, 60 e 90 giorni di prima; le condizioni attuali dicono altro. Chi apre oggi il conto lo fa sotto il regime nuovo, e chi vuole sapere esattamente cosa ha firmato deve leggere il testo vigente, non quello che trova nei commenti di un forum.
Che l’autoesclusione valga su tutte le piattaforme autorizzate è la parte che conta davvero, perché è l’unico strumento in questa materia che non si può aggirare restando dentro il perimetro legale. Va ricordato, però, che il perimetro è quello: un sito senza concessione non è collegato al RUA, e l’autoesclusione smette di funzionare appena si esce dall’elenco di ADM. Il profilo si adatta a chi vuole che i propri limiti siano impostati nel modo più vincolante e documentato possibile.
BetFlag: registrazione come collo di bottiglia
Betflag S.p.a. detiene la concessione ADM n. 16008 sul sito Betflag.it. Per aprire il conto il sito rinvia alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Il tema centrale di questo profilo è la porta d’ingresso. Se il conto va validato entro 30 giorni senza SPID, oppure si apre subito con SPID o CIE, allora la scelta del metodo di registrazione è la prima decisione pratica del giocatore, prima ancora del tipo di scommessa. Chi ha lo SPID attivo e lo usa per aprire il conto non si troverà con un prelievo bloccato tre settimane dopo, e questo è un vantaggio che non ha niente a che vedere con le quote.
La scheda non articola altri aspetti del rapporto con il giocatore, e questo lascia il lettore con una verifica da fare sulle condizioni. Il profilo si adatta a chi ha già SPID o CIE attivi e vuole aprire il conto in pochi minuti senza passare dal caricamento dei documenti.
Quanto costa, davvero, girare su un’offerta senza concessione
Questa è la parte in cui conviene abbandonare gli aggettivi e mettere in fila i numeri, perché è l’unico posto in cui la scelta fra le due strade diventa misurabile. Il riferimento non è un’offerta specifica — sui siti senza concessione questa pagina non ne descrive nessuna, e non ne nomina alcuna — ma un giocatore-tipo che dedica alle scommesse una cifra fissa ogni settimana.
Prendiamo un caso illustrativo: un giocatore sceglie alla registrazione un limite di deposito di 100 € a settimana e quella cifra viene puntata una volta, su un mercato a due esiti proposto a quota decimale 1,90 per entrambe le opzioni. Quello che segue è un esempio costruito su un limite di deposito che il giocatore si dà, non un prezzo quotato da nessun operatore.
Una giocata da 100 € su una quota di 1,90 paga, se vince, 190 € in totale, cioè 90 € di profitto netto. Su un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 la somma dei reciproci è 1/1,90 + 1/1,90, che corrisponde a una quota di equilibrio di 1,0526: il margine del bookmaker è di circa il 5,26 % e la parte di ogni unità puntata che il mercato restituisce in media è del 94,74 %.
Da qui si ricava il costo atteso. Se il giocatore punta 100 € a settimana su quel mercato, il turnover settimanale è di 100 € e il costo medio atteso dell’operazione è 100 € × 5,26 %, cioè circa 5,26 € a settimana. Su un anno, senza cambiare abitudini e restando su quel mercato, la stima sta intorno ai 273 €, sempre in media e sempre a parità di condizioni.
Il punto da tenere fermo è che questa è una stima statistica, non un conto che si presenta a qualcuno. È la media su un numero molto grande di giocate ripetute nelle stesse condizioni: dice quanto costa in media l’esercizio, non quanto perderà o guadagnerà questo giocatore in una singola settimana, in cui il risultato può essere qualsiasi cosa. Chi legge il 5,26 % come una tassa fissa sul proprio divertimento ha capito la struttura del gioco; chi lo legge come una previsione su di sé ha capito male.
Perché il margine è la lente giusta per questa scelta
Il margine è la voce che questo articolo può quantificare, e non è un caso. Il resto del conto, sui siti senza concessione, non è quantificabile con la stessa precisione in euro. La sanzione per chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari è fissata dalla legge come ammenda più arresto fino a tre mesi, ma l’importo in euro dell’ammenda non è noto. Le vincite ottenute su siti esteri andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, senza ritenuta e per l’intero importo ricevuto senza deduzioni, ma l’aliquota IRPEF applicata non è nota: la banda è quella, il numero esatto no.
Messi accanto, i due conti non stanno sullo stesso piano. Da una parte c’è il 5,26 % di margine su un mercato a due esiti, che è un numero certo e dichiarato. Dall’altra ci sono un’amenda di importo ignoto, una dichiarazione fiscale senza ritenuta e un prelievo che dipende dalla disponibilità di un prestatore di servizi di pagamento che non sta violando l’art. 22, comma 1, del D.Lgs. 41/2024. Chi considera il secondo pacchetto a costo zero sta contando solo il costo che vede.
Dove il conto cambia forma
C’è un’ultima cosa che il calcolo non dice e che va aggiunta a mano, perché riguarda la natura del rischio e non la sua misura. Il costo atteso di 5,26 € a settimana presuppone che il giocatore incassi quando vince. Su un sito con concessione ADM questo passaggio è una procedura ordinata, con un conto identificato e un’eventuale contestazione che si porta davanti a un giudice italiano. Su un sito senza concessione quel passaggio dipende dalla permanenza in rete del dominio, e il dominio può essere inibito con un aggiornamento dell’elenco, senza preavviso e senza un percorso di recupero.
Il conto, insomma, non è «5,26 % contro zero». È un costo medio misurabile contro un costo medio non misurabile più una probabilità di perdere l’intero saldo per ragioni che non hanno nulla a che fare con l’esito delle partite. Per chi scommette somme che può permettersi di perdere completamente, il secondo pacchetto resta comunque una scelta; per chi non può, il confronto è già deciso.
Domande frequenti sui siti di scommesse senza concessione ADM
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
I rischi sono di tre ordini e si sommano. Il sito può essere inibito con un aggiornamento dell’elenco, e i mirror ricompaiono nel giro di ore ma il saldo resta dov’era. La licenza straniera non vale in Italia, quindi non c’è un’autorità a cui rivolgersi. E, come dichiara ADM, il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Il test è l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, dove ogni riga ha un codice da 16000 a 16051 e un solo sito «.it». Serve il codice del sito che si ha davanti, non quello del gruppo. La conferma sta anche nelle condizioni d’uso dell’operatore, che dichiarano il numero di concessione e la società.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, raccoglie le autoesclusioni e le estende a ogni sito di gioco online autorizzato nel Paese, qualunque sia il concessionario presso cui sono state richieste. Dal 1° febbraio 2026 le durate vanno da 7 a 270 giorni, oppure sono indeterminate con revoca possibile dopo 9 mesi. I siti senza concessione non vi sono collegati.
Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?
L’art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet compreso. AGCOM applica una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il divieto riguarda la comunicazione, non l’esistenza dei bonus.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile. AdmiralBet chiede in più un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato per un limite ridotto e dopo 7 giorni per uno aumentato. L’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 impone autolimiti su tempo, spesa e perdita.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo è a carico del concessionario secondo quanto riporta la stampa di settore: conviene consultare un commercialista. Per i siti esteri, la risoluzione n. 141/E del 2010 dell’Agenzia delle Entrate le tratta come redditi diversi.
La scelta resta una, e non è fra due offerte
Il mercato italiano delle scommesse regolate non è piccolo e non è chiuso: 52 concessioni assegnate nella gara di settembre 2025 a 46 società, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025, e dieci marchi con prodotto sportivo descritto in questa pagina. Chi cerca un’alternativa ai concessionari non cerca un’offerta migliore: cerca un’offerta che sta fuori da un sistema di tutele costruito pezzo per pezzo — obblighi sui limiti, registro delle autoesclusioni, imposta che paga l’operatore, conto identificato — e che per questo non ha un’autorità alle spalle.
La parte che vale la pena di ripetere, perché è quella che i siti esteri non scrivono, è che il costo non si esaurisce nel margine. Un margine del 5,26 % su un mercato a due esiti è la parte misurabile e la si paga comunque, con o senza concessione. Il resto — la sanzione che ADM stessa descrive, la dichiarazione fiscale per l’intero importo senza deduzioni, il saldo che dipende dalla sopravvivenza di un dominio — non si misura in anticipo e non si recupera dopo.
Per chi scommette per divertimento con cifre contenute, la differenza pratica sta nella testa più che nel portafoglio: i limiti che il giocatore si dà alla registrazione su un concessionario esistono perché qualcuno li ha imposti al concessionario, e la stessa cosa vale per l’autoesclusione, che smette di funzionare nel momento in cui si esce dall’elenco di ADM. Per chi ha un rapporto con il gioco che non controlla più, quella è l’unica riga della pagina che conta davvero. Sui dieci marchi della lista, le condizioni che articolano meglio questa parte — tempi dell’autoesclusione, limiti impostati alla registrazione, strumenti dichiarati con nome e numero — sono le stesse che vale la pena leggere prima di aprire un conto, e non dopo.
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