Scommesse sportive con bitcoin: perché il conto di gioco resta chiuso alla cripto

Updated Ottobre 2026
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Chi cerca un bookmaker che accetti bitcoin arriva a questa pagina con un progetto preciso: pagare con una moneta che non passa da una banca, aprire un conto senza consegnare documenti, prelevare quando vuole. In Italia quel progetto si scontra con un fatto poco pubblicizzato: chi ha una concessione ADM (ex AAMS) non accredita il conto di gioco in criptovaluta, e chi propone criptovaluta al pubblico italiano non ha una concessione. Le due cose non stanno insieme. Quel che resta non è la scelta tra due modi di pagare, ma la scelta tra due regimi giuridici con conseguenze molto diverse su soldi, dati e tutele.

Una moneta fisica di bitcoin accanto a uno smartphone con una schedina sullo schermo, su un tavolo scuro
Il blocco genesi di Bitcoin è stato estratto il 3 gennaio 2009 dal suo creatore pseudonimo, Satoshi Nakamoto.

*Dati verificati al 31 Ottobre 2026; le concessioni dei bookmaker citati sono state confrontate con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM.*

Blockchain, pseudonimato e portafoglio: cosa cambia davvero al tavolo delle scommesse {#blockcha}

Bitcoin nasce come idea di moneta senza intermediario. Il white paper viene pubblicato il 31 ottobre 2008 da Satoshi Nakamoto, pseudonimo la cui identità reale non è mai stata verificata, e il primo blocco viene estratto il 3 gennaio 2009. Da allora la rete registra ogni trasferimento in un registro pubblico, convalidato da un meccanismo di consenso a prova di lavoro (proof of work) basato sull’hashing SHA-256. Un blocco nuovo arriva in media ogni dieci minuti circa, l’offerta totale è limitata a 21 milioni di monete e l’emissione si chiuderà intorno al 2140, con la ricompensa di mining che si dimezza ogni 210.000 blocchi — un meccanismo che il mercato chiama «halving» e che partiva da 50 BTC per blocco.

Il registro è pubblico, il nome sul conto è italiano

Chi si avvicina alle criptovalute per scommettere cerca quasi sempre due cose: velocità e riservatezza. La prima arriva. La seconda, in Italia, no.

Un indirizzo bitcoin non porta scritto il nome di chi lo usa, e questo è il senso vero della parola «pseudonimato»: il registro mostra che una somma si è spostata da un indirizzo a un altro, non chi c’è dietro. È una distinzione che nella comunicazione dei siti offshore scompare, sostituita dall’idea di un anonimato pieno che la tecnologia non offre. Se un indirizzo viene collegato a una persona — accade, e accade con una certa regolarità quando quei fondi passano per un punto di scambio che applica le regole antiriciclaggio — tutto il suo storico è lì, leggibile da chiunque, per sempre.

Il punto però non è tecnico. Su un conto di gioco italiano la riservatezza non è mai stata parte dell’offerta, e non lo diventerà per via di una criptovaluta. Un conto di gioco richiede l’identificazione piena: registrazione con documento, oppure SPID e CIE secondo le procedure che l’operatore mette a disposizione. BetFlag, per esempio, rinvia esplicitamente alle procedure di identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione classica. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano, come le pagine degli operatori stesse indicano. Il motivo è giuridico: l’età minima di 18 anni è un principio di tutela dei minori, la concessione impone di escluderli dal gioco, e un conto intestato a un soggetto non identificato non rispetta né l’una né l’altra condizione. Nessun sistema di pagamento aggira un obbligo che nasce dall’identità dell’intestatario.

Perché il portafoglio che funziona all’estero non si porta dentro

Qui conviene smontare un’aspettativa che circola molto. Chi cerca «bitcoin wallet per scommettere» immagina un portafoglio collegato al bookmaker, come si collega un conto PayPal. Non funziona così da nessuna parte, e in Italia non funziona due volte.

I canali che le pagine di confronto mostrano presso i concessionari ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti nei punti vendita. Un portafoglio cripto non compare in questo elenco. E la lista degli strumenti, per ogni singolo operatore, è quella e solo quella che l’operatore scrive nei propri termini: nessuna pagina di confronto, inclusa questa, può aggiungere un metodo che l’operatore non dichiara.

C’è poi un canale che vale la pena conoscere perché è nato per il conto di gioco e non per il conto corrente: i punti vendita ricariche. L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 li disciplina — ADM tiene un registro di tabaccai e ricevitorie che accreditano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti, fino a 100 € a settimana in totale. Non pagano vincite e non consentono prelievi: versano e basta. La registrazione al registro costa 100 € l’anno.

Il contante in tabaccheria, quindi, esiste e ha un tetto. Il bitcoin, che sulla carta è più comodo, non esiste. La differenza non sta nella tecnologia: sta nel fatto che un punto vendita ricariche è un soggetto censito, identificato e tracciato, e una transazione su rete pubblica no.

Cosa dice il decreto, e cosa non dice ancora nessuno

Il quadro normativo non vieta la criptovaluta nel gioco a distanza. Non la nomina affatto. Il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, elenca all’art. 6, comma 1 i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione — scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo — e non contiene alcuna disciplina dei mezzi di pagamento. Nessuna norma nota indica quali strumenti siano approvati per alimentare un conto di gioco. Lo stato della materia è questo: non regolato.

Serve aspettare che si definisca? No, e non è necessario. Il criterio pratico è l’elenco dei metodi che l’operatore pubblica nei propri termini, perché è quello che l’operatore stesso è disposto a onorare in caso di contestazione, ed è quello che determina tempi e condizioni di prelievo. Se un metodo non compare lì, non c’è — qualunque cosa si legga in giro.

L’art. 22 e la stretta sui prestatori di pagamento

Vale la pena citare una disposizione che pochi lettori conoscono, perché mostra in che direzione si muove il legislatore. L’art. 22, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire che i prestatori di servizi di pagamento trattino denaro di gioco per conto di operatori privi di concessione. La data di entrata in vigore non è confermata.

Se e quando quella norma diventa operativa, l’effetto pratico per un operatore offshore non è una multa: è la chiusura del canale attraverso cui il denaro entra ed esce. Una piattaforma senza concessione che oggi si regge su carte e bonifici si troverebbe con un conto di gioco raggiungibile solo per via indiretta, che è il modo più efficace di rendere inutile un sito. Per il giocatore italiano la conseguenza è speculare: soldi che stanno su una piattaforma del genere stanno su un conto che nessuno ha l’obbligo di movimentare.

I criteri: quali numeri guardare prima di aprire un conto di gioco {#fondamen}

Prima di guardare dieci schede conviene decidere cosa si sta guardando. La concessione è il primo filtro, e non è una formalità: è la condizione che fa esistere tutto il resto. Se manca, non esistono RUA, vigilanza ADM, strumenti di limite obbligatori né un foro italiano dove litigare.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Satoshi Nakamoto ha pubblicato il white paper di Bitcoin il 31 ottobre 2008.

La concessione è per sito, non per azienda

Questo è il punto che quasi nessuna pagina di confronto spiega. ADM pubblica l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza»: 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Una stessa società può possederne diverse — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione è concessa per sito, non per azienda, e questo cambia il modo di verificare: non basta sapere che un marchio è di un gruppo autorizzato, bisogna che quel sito preciso sia nella lista.

La concessione arriva per gara pubblica, non è una licenza aperta. Chi vince la gara può gestire uno o più dei giochi dell’art. 6, comma 1 per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Tra i requisiti: una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5). Le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3). La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

L’elenco ADM non ha una colonna per i giochi

E qui casca la seconda certezza che il lettore credeva di avere. Un nome nell’elenco non dimostra che quel sito offra scommesse sportive. Un concessionario può detenere il diritto alle scommesse, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. L’elenco non ha una colonna per i giochi. Che un sito proponga un palinsesto sportivo lo dimostra il sito stesso — e la sua app.

Il «palinsesto», per la legge, è il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM (art. 2, lett. s). Si può giocare solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato, e ADM li autorizza uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata contenga il palinsesto di un singolo operatore, non è dato sapere in anticipo: si legge dall’operatore.

Stessa cosa per le scommesse su eventi simulati, che l’art. 2, lett. v) definisce come eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato. Sono ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive, e nei siti degli operatori compaiono sotto la voce «Virtuali». L’ippica è invece due cose distinte nella legge: le scommesse su corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i «giochi di ippica nazionale» della lett. c) — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — che richiedono una concessione propria.

Quattro colonne che smettono di contare se ne manca una

Se la concessione manca, non ha senso discutere del resto. Se c’è, il resto si ordina con una logica di conseguenze, non di preferenze.

Il numero di concessione e il nome del concessionario: sono scritti nei termini dell’operatore stesso, e sono ciò che permette di ritrovare esattamente la sua riga nell’elenco di ADM. Utile perché il concessionario raramente coincide con il marchio — Bwin è gestito da Eurobet Italia, Lottomatica da Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò sono Azzurri Limited.

L’identificazione richiesta all’apertura: se l’operatore offre SPID e CIE, il conto nasce validato e non rischia la sospensione a 30 giorni. Se offre solo il modulo con copia del documento, i tempi li detta la verifica.

Il limite di deposito scelto in registrazione: è l’unico tetto che il giocatore si dà, perché un tetto statutario in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non è noto. La concessione fissa il principio — limiti di importo depositabile in un periodo definito, stabiliti dal concessionario secondo l’età e il comportamento del giocatore, su protocolli approvati da ADM (art. 15, comma 1, lett. b) — ma la cifra la sceglie chi apre il conto.

Il palinsesto e i mercati realmente disponibili: è la colonna che distingue due operatori ugualmente autorizzati, e si legge solo dalle loro pagine e app.

Il metro di questa pagina, dichiarato

Gli operatori che seguono sono dieci marchi con concessione ADM e sito .it, elencati con il numero di concessione e il concessionario, e giudicati solo su ciò che i fatti coprono: palinsesto, mercati, funzioni dell’app, strumenti di gioco responsabile, termini dell’offerta di benvenuto. Nessuno di loro è indicato come migliore in assoluto, e nessuno prende il posto di una verifica personale: l’elenco di ADM è pubblico e va letto riga per riga.

Due avvertenze di lettura. La prima: l’elenco dei concessionari non esaurisce il mercato, esistono altri concessionari oltre a questi dieci, e un marchio che non compare in queste schede non è per ciò stesso privo di concessione. La seconda: si confrontano qui solo le voci su cui esistono fatti, e dove una voce manca non si colma il vuoto con una stima. Il posto di una stima è un numero che qualcuno ha scritto, e un numero scritto da chi non lo sa è peggio di uno spazio vuoto.

Dieci concessionari ADM a confronto: concessione, conto e termini

La tabella raccoglie l’unica cosa che ADM pubblica per ogni riga dell’elenco, cioè il legame tra numero di concessione, società concessionaria e sito, e vi affianca quello che i termini degli operatori dichiarano sul tema di questa pagina, cioè i metodi con cui si alimenta il conto di gioco.

Marchio Numero di concessione ADM Società concessionaria Cosa dichiarano i termini sul pagamento
Eurobet 16012 Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Canali di ricarica dichiarati dall’operatore nei propri termini; nessun accredito in criptovaluta
Betfair 16028 Betfair Italia S.r.l. Canali di ricarica dichiarati dall’operatore nei propri termini; nessun accredito in criptovaluta
SNAI 16032 Snaitech Spa Canali di ricarica dichiarati dall’operatore nei propri termini; nessun accredito in criptovaluta
Goldbet 16009 Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Canali di ricarica dichiarati dall’operatore nei propri termini; nessun accredito in criptovaluta
William Hill 16044 William Hill Malta Plc Canali di ricarica dichiarati dall’operatore nei propri termini; nessun accredito in criptovaluta
StarCasinò 16026 Azzurri Limited Canali di ricarica dichiarati dall’operatore nei propri termini; nessun accredito in criptovaluta
Planetwin365 16007 Pwo S.p.a. Canali di ricarica dichiarati dall’operatore nei propri termini; nessun accredito in criptovaluta
Lottomatica 16010 Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Canali di ricarica dichiarati dall’operatore nei propri termini; nessun accredito in criptovaluta
NetWin 16035 Netwin Italia S.p.a. Canali di ricarica dichiarati dall’operatore nei propri termini; nessun accredito in criptovaluta
Sisal 16020 Sisal Italia S.p.a. Canali di ricarica dichiarati dall’operatore nei propri termini; nessun accredito in criptovaluta

La colonna dei pagamenti dice una cosa sola, ed è la cosa più importante di questa pagina: nessuno dei dieci dichiara di accettare criptovaluta. Il resto della colonna non aggiunge nulla, e non lo aggiungeremmo nemmeno se lo spazio fosse più largo — i canali di ricarica li pubblica ciascun operatore nei propri termini, e sono lì che si leggono, metodo per metodo.

La quarta colonna è deliberatamente monotona, e il lettore ha il diritto di sapere perché. Goldbet e Lottomatica condividono lo stesso concessionario, Goldbet Better Organization Italy: due righe distinte nell’elenco ADM, un’unica società dietro, e questo è il modo più chiaro per mostrare che la concessione si legge per sito. Eurobet Italia gestisce tre siti autorizzati, e solo uno dei tre compare in questa scheda.

Chi vuole usare la tabella come si usa un registro, cioè partendo dal numero di concessione e andando a cercare la riga corrispondente nell’elenco pubblicato da ADM, ha in mano il controllo più solido che esista su un bookmaker italiano. Chi non ha voglia di farlo può limitarsi a leggere i termini dell’operatore: la concessione va dichiarata lì, con il numero.

Legge italiana, concessione e siti non AAMS: cosa rischia chi sbaglia piattaforma {#normati}

Un bookmaker che serve giocatori italiani ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza. È concesso per sito e gestito su un dominio .it proprio. L’elenco pubblicato da ADM è l’intero esame di chi la possiede: non c’è un altro test, e non c’è una via intermedia.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Bitcoin usa un meccanismo di consenso a prova di lavoro (proof of work) basato sull'hashing SHA-256 per convalidare le transazioni.

Il mercato dice ancora AAMS, l’autorità si chiama ADM

Il nome che circola è AAMS, e continua a circolare perché il mercato ha vent’anni di abitudine. L’autorità oggi è l’ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che le pagine degli operatori e la stampa scrivono «ADM (ex AAMS)» — e il cambio di nome non è un dettaglio da poco: chi cerca «siti scommesse bitcoin non aams» sta cercando, nell’italiano corrente, esattamente la categoria che questa sezione sta per descrivere, e la descrive con il nome che l’autorità ha oggi.

Il testo di riferimento è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, in vigore dal nuovo regime del 13 novembre 2025. Le concessioni sono «concessioni» assegnate con gara pubblica, non licenze aperte: non si comprano, si vincono, e durano al massimo nove anni senza rinnovo.

Cosa si può giocare, con la condizione attaccata

Il gioco principale è la scommessa sportiva a quota fissa, e la legge prevede anche il totalizzatore. Se qualche marchio online offra i totalizzatori sportivi, non è dato sapere. Il palinsesto — eventi approvati uno per uno da ADM — è la gabbia dentro cui ogni giocata deve stare: non si scommette su un evento che non sia stato autorizzato.

Il live lo offrono tutti i grandi operatori. Le regole di ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono note, e non esiste qui un elenco dei mercati live. Il betting exchange è ammesso come gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e); art. 2, lett. u): il giocatore può essere puntatore o bancatore e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, ricadendo il prelievo sul concessionario; quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è noto — Betfair è descritta come la prima, con la concessione 16028.

Sulle scommesse relative a eventi che coinvolgono minori esiste un provvedimento del direttore di ADM che richiama il DM 111/2006, il cui contenuto non è noto. Se il palinsesto includa gli esport non è noto.

Perché un bookmaker con concessione chiede SPID o il documento

La domanda arriva puntuale da chi cerca riservatezza, e la risposta non è un capriccio dell’operatore. L’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» tra i principi; le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco; la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Un conto di gioco è per definizione intestato a un maggiorenne identificato.

Da qui la doppia strada: registrazione con modulo e copia del documento, oppure SPID — e CIE, che Goldbet offre tramite un fornitore SPID — come metodi di identificazione che alcuni operatori mettono a disposizione. Senza SPID il conto deve essere validato entro 30 giorni, altrimenti è sospeso e i prelievi bloccati, come le pagine degli operatori indicano. Trenta giorni passano in fretta quando si aspetta la prima vincita.

I limiti che il conto porta con sé

L’art. 15, comma 1 prevede un pacchetto di strumenti: limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, stabiliti dal concessionario secondo l’età e il comportamento del giocatore su protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già all’iscrizione, l’abbassamento che ha effetto immediato e i sette giorni di attesa per alzarlo. Il senso dell’asimmetria è tutto qui: chi vuole spendere meno non aspetta, chi vuole spendere di più sì. La cifra che ADM fissa nella gara non è nota, e non è la stessa cosa del limite che il giocatore si dà.

Admiralbet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la stessa regola temporale: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

Il dovere di informazione dell’art. 15, comma 2 completa il quadro: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.

L’autoesclusione e il registro che la rende efficace

L’RUA — Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018 — blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale fisiche. È il pezzo che rende l’autoesclusione qualcosa di diverso da una promessa: chi entra nel registro non può riaprire altrove, perché la richiesta viaggia con lui.

L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore. Un sito di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

C’è una conseguenza che vale la pena dire con nettezza. Un sito privo di concessione non è collegato alla RUA: chi si è autoescluso è lì senza protezione, e la sua richiesta non ha alcun effetto su quella piattaforma. È il caso in cui la differenza tra un operatore autorizzato e uno che non lo è smette di essere una questione burocratica.

Il muro della pubblicità e le offerte di benvenuto

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87 (conv. L. 96/2018), è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione.

Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). ADM aggiunge che la pubblicità a operatori privi di concessione può attirare provvedimenti di AGCOM sui mezzi.

Lo stato dell’applicazione, secondo la stampa di settore nel 2025 e nel 2026: AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla notifica del divieto). Una proposta, non legge: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni — esito non noto, divieto in vigore alla data di verifica.

Per i bonus la regola è un’altra, e conviene non confonderle. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza di un’offerta. Nessun tetto statutario ai bonus e nessun tetto ai requisiti di puntata è noto: importi, requisiti di rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore, e solo da lì. «Bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, non una categoria di legge.

La tassazione: chi paga, e chi non dichiara

L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato) è del 20,5 % se la raccolta è su rete fisica e del 24,5 % se è a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote (prima erano il 43 % e il 47 %); le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto.

Per il giocatore la conseguenza è la più gradevole della pagina: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le incassa e non si dichiarano, perché il prelievo ricade sul concessionario. È un’imposta alla fonte: si riceve l’importo netto e non si compila nulla. La cosa è riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026 e non risulta confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi conviene consultare un commercialista per il proprio caso.

Vincite da siti non autorizzati o esteri: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per siti registrati od ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione va assunta come andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Cosa rischia chi gioca su un sito senza concessione

Qui la pagina smette di essere una guida e diventa un avviso, perché la differenza tra le due zone è di natura, non di grado.

Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; fornitori di accesso a internet e prestatori di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.

Il blocco lavora a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini (ordine del 24 settembre 2025, come riportato dalla stampa di settore), gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati».

E poi c’è il lato del giocatore, che quasi nessuno racconta. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa la cita il 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero.

Il confronto onesto sta in due elenchi. Una concessione ADM porta con sé l’RUA, la vigilanza di ADM, strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com non autorizzato non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, per come ADM stessa lo scrive, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono, compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere — e una licenza straniera in Italia non ha alcun valore — e quella zona va descritta per come è: senza protezione. Nessun marchio vi viene nominato, e nessun dettaglio su depositi o bonus vi viene offerto, perché una pagina che descrive un’offerta illegale finisce per promuoverla.

Prevenzione e tutela: gli strumenti che valgono solo su un conto autorizzato

Una cosa è aver diritto a un limite di deposito. Un’altra è che qualcuno lo rispetti. La tutela del giocatore in Italia non è un consiglio di prudenza lasciato alla buona volontà: è una condizione della concessione, ed è per questo che esiste solo dove esiste la concessione.

Gli strumenti obbligatori, e chi li impone

L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca ciò che un concessionario deve mettere a disposizione di chi apre un conto: limiti di tempo, di spesa e di perdita decisi dal giocatore; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, stabiliti dal concessionario secondo l’età e il comportamento del giocatore, su protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.

Nessuno di questi strumenti è facoltativo, e nessuno di questi strumenti è trasferibile: su un sito non concesso, non esistono perché nessuno li impone. È l’argomento più forte della pagina, e non ha bisogno di toni gravi.

La routine di chi si dà un limite: cosa succede, in che ordine

Il momento in cui un limite si rivela utile non è quello in cui lo si sceglie, ma quello in cui pesa. Vale la pena seguirne la sequenza.

All’apertura del conto si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già in fase di iscrizione, e la scelta va fatta in quel momento o poco dopo, non quando serve. Se il limite viene abbassato, ha effetto immediato. Se lo si vuole alzare, occorre attendere sette giorni. Admiralbet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, applicando la stessa regola: un limite ridotto ha effetto subito, uno aumentato dopo 7 giorni. Chi apre il conto con un limite alto per comodità e conta di abbassarlo in corsa scopre che la parte facile del meccanismo è quella che protegge, e la parte lenta è quella che serve a chi vuole spendere.

Se il problema supera il tetto periodico, il passo successivo è la pausa o l’autoesclusione. bet365 comprende tra i propri strumenti periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Le condizioni di Admiralbet, dal canto loro, prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 una durata da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Il gradino finale è il registro. Chi entra nell’RUA non viene bloccato su un sito: viene bloccato su tutti quelli autorizzati, e anche sulle sale fisiche. La domanda utile da farsi prima è quindi dove si vuole essere bloccati, perché la risposta corretta è «ovunque». L’autoesclusione su un sito che non è collegato al registro non protegge da nulla.

La sede legale della tutela: dove si litiga

Un limite violato, un prelievo negato, un conto chiuso senza spiegazione: sono tutte situazioni in cui conta avere qualcuno a cui rivolgersi. Un concessionario ADM è vigilato da ADM e risponde in Italia, davanti a un’autorità italiana, con termini e condizioni scritti in italiano e leggibili prima di firmare. Un operatore estero risponde nella propria giurisdizione, davanti a un’autorità che in Italia non ha alcun titolo, e la sua licenza straniera qui non produce effetti.

È il punto che il lettore non vede mai nelle pubblicità dei siti offshore, e non è un cavillo giuridico. È la differenza tra un reclamo che qualcuno esamina e un reclamo che nessuno riceve.

Il dovere di informazione e chi lo paga

L’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un tetto di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi stabiliti da una commissione governativa. È una cifra piccola, e il tetto la rende ancora più piccola, ma il principio non è banale: il gioco autorizzato finanzia per obbligo l’informazione sul gioco stesso. Un operatore senza concessione non ha questo obbligo, e non ha nemmeno una commissione che gli dica di cosa parlare.

Concessione, app e mercati: i dieci marchi uno per uno

L’ordine che segue è quello delle schede degli operatori così come sono state raccolte, e non esprime una graduatoria. Ogni scheda riporta il numero di concessione e il concessionario, i fatti verificabili sul palinsesto e sui mercati, gli strumenti di conto e di tutela dove esistono, e un giudizio finale. Dove una voce non è coperta, non è coperta: non ci sono colonne vuote da riempire con una stima.

Eurobet: il palinsesto più largo della lista, fino agli eventi di spettacolo

Eurobet opera con la concessione ADM n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, su Eurobet.

L’app Eurobet Sport copre calcio, tennis e basket, ma non si ferma lì: Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf, scacchi. E poi la parte che difficilmente un lettore immagina in un bookmaker: eventi di spettacolo — musica, cinema, tv, reality show — e di politica, con le elezioni.

Quella larghezza è la cosa che distingue il marchio nella lista, ed è anche quella che va letta con più attenzione. Un palinsesto che arriva alla politica e ai reality è un palinsesto che sta dentro l’approvazione di ADM evento per evento, il che significa che la sua ampiezza non dipende dall’entusiasmo dell’operatore ma dalle autorizzazioni che riceve. Per chi scommette, il vantaggio è la possibilità di trovare un mercato su una partita di volley o su un torneo di golf senza cambiare conto. Il costo è che la profondità su un singolo grande mercato — il calcio — non è misurabile da questa scheda: gli eventi di spettacolo non dicono nulla su quanti mercati abbia una partita di Serie A.

L’apporto della scheda alla domanda di questa pagina è netto: Eurobet ha una concessione regolare e un palinsesto variegato, e come gli altri otto marchi di questo elenco non accredita il conto di gioco in criptovaluta. Chi cerca bitcoin per scommettere non lo trova qui, e non lo trova nemmeno nel vicino.

Betfair: il marchio con un exchange alle spalle

Betfair opera con la concessione ADM n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l., su Betfair.

L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. È un catalogo costruito su mercati derivati, non solo sul risultato: chi vuole giocare il numero di gol o una combinazione di esiti trova la voce pronta.

Il dettaglio che cambia la lettura del marchio è un altro, e non è nell’app. Il betting exchange è ammesso dalla legge come gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e); art. 2, lett. u): il giocatore può essere puntatore o bancatore e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, con il prelievo che ricade sul concessionario. Betfair è descritta come la prima a operare l’exchange, con la concessione 16028; quali marchi lo gestiscano oggi e con quali commissioni non è noto.

Una puntata minima da 200 centesimi non è una curiosità tecnica. È il tipo di regola che decide se un exchange è utilizzabile con il proprio modo di giocare, perché su quella piattaforma il minimo per entrare in una posizione è una condizione operativa, non un consiglio. Chi gioca tagli piccoli lo verifica prima di aprire il conto; chi cerca la criptovaluta per non passare dall’identificazione la trova anche qui, cioè non la trova.

SNAI: mercati granulari e la schedina che si chiude prima

SNAI opera con la concessione ADM n. 16032, intestata a Snaitech Spa, su Snai.

L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

I mercati sui tiri in porta e sui cartellini sono la parte interessante, perché sono mercati che vivono di statistica e non di pronostico sul risultato: interessano a chi segue una partita, non a chi indovina un vincitore. Il Cash Out, dal canto suo, è una funzione che va capita per quello che è — una chiusura anticipata a una quota che il bookmaker decide, non un rimborso e non una vincita garantita. Il suo valore dipende dal momento e dall’andamento dell’evento, e il bookmaker applica il proprio margine anche lì.

In questa scheda, come nelle altre, il tema della pagina resta senza risposta: il conto si alimenta con i canali che SNAI pubblica nei propri termini, e nessuno di essi è una criptovaluta. Chi cerca un modo per pagare in bitcoin su Snai.it sta cercando un metodo che il sito non dichiara.

Goldbet: la doppia anima, e la funzione che quasi nessuno nomina

Goldbet opera con la concessione ADM n. 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), su Goldbet.

L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.

Il dato che vale la pena estrarre da questa scheda non è il catalogo, che è quello standard di un grande operatore italiano, ma l’identificazione. Goldbet offre anche la registrazione tramite CIE, attraverso un fornitore SPID, accanto alla registrazione classica. È la strada più rapida per avere un conto validato senza rischiare la sospensione a 30 giorni, e per un lettore che apre il primo conto è la differenza tra iniziare a giocare subito e iniziare a giocare tra qualche settimana.

Il resto lo dice la concessione: Goldbet Better Organization Italy compare due volte in questo elenco, qui e alla voce Lottomatica. Due siti, un concessionario. È il promemoria più concreto che la concessione si legge per sito — e che verificare un marchio senza verificare il dominio non è verificare nulla.

William Hill: il bonus che arriva subito e quello che aspetta i documenti

William Hill opera con la concessione ADM n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc, su William Hill.

Il Benvenuto Sport di William Hill accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.

Questa scheda è la più chiara dell’elenco sul rapporto tra identificazione e denaro, e vale la pena leggerla come una lezione sul metodo di apertura del conto. Il bonus con SPID arriva subito. Quello con la registrazione manuale è più piccolo e condizionato all’invio dei documenti entro 96 ore. La differenza tra 10 € e 5 € è minima; la differenza tra ricevere il bonus al momento della registrazione e riceverlo solo dopo aver mandato i documenti non lo è, ed è la parte che il lettore dovrebbe guardare.

Il bonus di verifica, per come è descritto, è un credito che si sblocca con una condizione di tempo precisa. Quattro giorni sono pochi per chi ha già i documenti a portata di mano e sono niente per chi li cerca, e chi lascia la pratica a metà non ottiene né i 10 € né i 5 €.

StarCasinò: casinò nel nome, sportbook nell’app

StarCasinò opera con la concessione ADM n. 16026, intestata a Azzurri Limited, su StarCasinò.

L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Il marchio è casino-first, e va detto chiaramente perché cambia il pubblico a cui si rivolge: chi arriva qui lo fa di solito per le slot e trova il palinsesto sportivo come reparto accanto, non come casa. Per un lettore che vuole la scommessa sportiva come attività principale, questo si traduce in un’app dove lo sport non è il centro dell’esperienza — e la struttura della piattaforma conta più del catalogo quando si passa molto tempo su una schermata.

Per il resto, la concessione è regolare e la società di riferimento è Azzurri Limited, la stessa che compare per Betsson.it. Un altro caso di gruppo che gestisce più siti autorizzati, un altro promemoria che il dominio va verificato.

Planetwin365: l’etichetta calcistica più riconoscibile del gruppo

Planetwin365 opera con la concessione ADM n. 16007, intestata a Pwo S.p.a., su Planetwin365.

L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Il dettaglio che pesa nella scelta è la granularità dell’elenco calcistico: Serie B, Coppa Italia e Serie C in un catalogo unico significano che il marchio ha preso sul serio il mercato domestico, non solo le vetrine internazionali. Chi segue le categorie minori lo nota subito, perché è lì che si misura se un bookmaker conosce il pubblico italiano. I più di 20 sport con risultati in diretta fanno il resto, e sono anche la funzione che rende possibile seguire un mercato senza aprire una seconda schermata.

L’ombra è la solita: nessuna indicazione di pagamenti in criptovaluta. Chi vuole alimentare il conto con bitcoin trova qui la stessa porta chiusa che trova altrove, e la trova per la stessa ragione.

Lottomatica: quote e streaming, sotto lo stesso concessionario di Goldbet

Lottomatica opera con la concessione ADM n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), su Lottomatica.

L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Lo streaming è la voce che vale più delle altre in questa scheda, perché nell’era del live la possibilità di vedere l’evento dentro l’app cambia il modo di giocare: si entra e si esce da una posizione guardando quello che succede, invece di aspettare il risultato finale. È anche una funzione che il concessionario paga e che quindi non compare su ogni piattaforma.

Il lettore attento avrà notato il numero: 16010, e la stessa società di Goldbet. Chi apre un conto su Lottomatica e uno su Goldbet sta, dal punto di vista della concessione, trattando con lo stesso concessionario su due siti diversi. Utile saperlo prima di immaginare due interlocutori dove ce n’è uno.

NetWin: il bonus reale al 100 %, e la procedura che lo condiziona

NetWin opera con la concessione ADM n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a., su Netwin.

L’offerta Sport-50 di NetWin è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.

«Bonus reale» è il termine dell’operatore, e qui vale la pena prenderlo sul serio in senso tecnico. Un bonus del 100 % del primo deposito fino a 50 € significa che chi versa il massimo riconosciuto ottiene un credito di importo pari; chi versa meno ottiene meno, e il tetto lavora a 50 €. Ma le due condizioni scritte accanto contano più della percentuale rivolta in grande: il conto verificato e il deposito minimo di 20 €.

Il conto verificato è la condizione che riporta alla sezione sull’identificazione. Chi apre il conto e versa con la registrazione ancora in attesa non ha un conto verificato, e l’offerta non si applica. Il deposito minimo di 20 € non è alto, ma esclude chi voleva iniziare con 10. Su quale mercato il credito vada speso, e con quali requisiti di rigioco, lo dicono i termini dell’operatore: importi, requisiti di puntata e quote minime vengono da lì per ogni marchio, e nessun tetto statutario li governa. Il giudizio su questa offerta dipende da una sola cosa — quanto vale il credito una volta che lo si è trasformato in giocate.

Sisal: un catalogo enorme e il negozio come estensione del conto

Sisal opera con la concessione ADM n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a., su Sisal.

I numeri qui sono i più alti dell’elenco: Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Sisal Matchpoint per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. Con l’app si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino; una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente.

La rete fisica è la cosa che nessun altro marchio di questa lista porta nello stesso modo, e cambia il profilo del giocatore a cui il conto conviene. Per ricevere il bonus di benvenuto Sisal bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Chi passa dall’app al punto vendita per ricaricare o prelevare trova un canale che non richiede il passaggio dal bonifico, e chi gioca in negozio trova nell’app il modo di controllare la schedina senza aspettare.

Il rovescio è nella natura del canale: un prelievo al punto vendita richiede di andarci, e un conto che vive di ricariche in negozio vive anche dell’orario di apertura del negozio. Per chi gioca d’abitudine da casa, con orari suoi, il vantaggio si assottiglia.

Come verificare la concessione di un bookmaker, passo per passo

La verifica è breve, e chi la salta si affida alla parola di chi ha interesse a non essere controllato.

Si apre l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM. Si scorre fino alla riga con il numero di concessione che l’operatore dichiara nei propri termini — nell’elenco verificato il 25 ottobre 2026 ci sono 52 righe, con codici da 16000 a 16051 — e si controlla che alla riga corrisponda esattamente il sito .it su cui si sta per giocare e la società indicata come concessionaria. Non il gruppo, non il marchio, non un sito gemello: quel dominio.

Se il numero dichiarato dall’operatore non compare, o compare abbinato a un dominio diverso, la verifica è finita lì. Se compare, si è stabilito che quel sito è autorizzato a operare in Italia, che è la cosa che conta, e non si è stabilito nulla di più: l’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi che il sito offra scommesse sportive lo mostra il sito stesso, con il suo palinsesto e la sua app.

Il controllo si estende in due direzioni che l’elenco non copre. La prima è l’offerta: che il bonus di benvenuto sia un credito o un rimborso, con quali requisiti di puntata e con quale quota minima, sta nei termini dell’operatore e solo lì, perché nessun tetto statutario governa né l’importo né i requisiti. La seconda è il metodo di pagamento: la lista delle ricariche e dei prelievi ammessi è quella che l’operatore pubblica nei propri termini, e non esiste una fonte terza che possa integrarla. Un metodo di pagamento che un operatore non dichiara è un metodo che quell’operatore non onora.

C’è poi un controllo che non si fa una volta sola. Gli aggiornamenti dell’elenco e degli ordini di inibizione escono con regolarità, e i domini oscurati nel 2026 si contano a decine o centinaia per aggiornamento. Chi tiene un conto attivo per anni non ha bisogno di rifare la verifica ogni mese, ma ha motivo di rifarla ogni volta che cambia qualcosa nella vita dell’operatore — un cambio di società, un nuovo dominio, una nuova app.

Domande frequenti su scommesse, bitcoin e concessioni italiane

Si può pagare con criptovalute su un sito di scommesse in Italia?

Presso i concessionari ADM non risulta un metodo di ricarica in criptovaluta: i canali pubblicati nei loro termini sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti nei punti vendita. La materia non è disciplinata: nessuna norma nota indica quali strumenti siano approvati. Fa fede l’elenco dell’operatore.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si prende il numero di concessione che l’operatore dichiara nei propri termini e lo si cerca nell’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM, controllando che alla riga corrisponda il sito .it esatto e la società concessionaria. La concessione è per sito: un dominio autorizzato non rende autorizzato il gemello. E l’elenco non dice quali giochi il sito offra.

Perché un bookmaker con concessione chiede l’identificazione con documento o SPID?

Perché la legge italiana tutela i minori e fissa a 18 anni l’età per giocare, e le condizioni di concessione impongono di escluderli: un conto di gioco è intestato a un maggiorenne identificato. Si registra con documento oppure con SPID, e CIE dove è offerta. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si scegli un limite di deposito settimanale o mensile; le pagine degli operatori ne mostrano uno già all’iscrizione, l’abbassamento ha effetto immediato e l’aumento richiede sette giorni. La cifra che ADM fissa nella gara non è nota, e un tetto statutario in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non risulta. Alcuni operatori chiedono anche limiti di ricarica, spesa e tempo.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Offrire gioco in Italia senza concessione è illegale: quei domini finiscono nell’elenco dei siti inibiti che ADM pubblica con la Guardia di Finanza, sono esposti al blocco DNS e non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso resta senza protezione. ADM cita la legge 401/1989: anche chi partecipa alle scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta unica ricade sul concessionario: si riceve l’importo netto. La cosa è riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi conviene consultare un commercialista. Vincite da siti esteri andrebbero dichiarate come redditi diversi.

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