Scommesse sugli esports: il calendario dei tornei e quello che paghi davvero
Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026, con le concessioni verificate sull’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza.

Nessun operatore può aggiungere una partita al proprio palinsesto perché la ritiene interessante. Il palinsesto è il programma di eventi e di tipi di giocata che il concessionario prepara e che ADM approva, e si scommette soltanto su ciò che è dentro quel programma. Questa è la prima cosa da mettere in chiaro quando si parla di scommesse sugli esports, perché sposta la domanda: non «quale sito ha i videogiochi», ma «cosa è stato autorizzato, e che cosa resta fuori».
Sul punto la disciplina italiana è netta e la ricerca non lascia margini: non è dato sapere se il palinsesto approvato comprenda gli esports. Non c’è una riga di legge che li nomini, non c’è un elenco pubblico dei titoli ammessi. Quello che si può verificare è un’altra cosa, e sta nelle app e nei termini dei concessionari: che cosa ciascun operatore scrive di offrire. È lì che va cercata la risposta.
Il lettore che arriva su questa pagina cerca di solito tre cose insieme: quanto si può vincere, dove si gioca, se è legale. Le prime due sono le più facili da confondere, perché un montepremi da decine di milioni di dollari fa sembrare grande anche una quota da 1,50 su un’eliminatoria di gruppo. La terza è quella che conta di più, e ha una risposta breve: in Italia si gioca solo con chi ha una concessione, e la concessione si legge su un elenco pubblico. Il resto di questa pagina serve a far funzionare quella risposta nella pratica.
Calendario, titoli e tornei che muovono il mercato
La parola «esports» copre una categoria amplissima, e vale la pena partire dalla definizione più asciutta: si tratta di competizioni che usano i videogiochi, quasi sempre sfide multigiocatore organizzate tra giocatori professionisti, da soli o in squadra. Il resto — il montepremi, il palco, la telecronaca — è contorno industriale.

Il catalogo dei titoli che il pubblico segue è più stabile di quanto si immagini. Tra i più popolari ci sono League of Legends, Dota 2, Counter-Strike, Valorant, Overwatch, Call of Duty, Fortnite, Rocket League e StarCraft. Sono nove giochi che coprono generi molto diversi — sparatutto a squadre, MOBA, picchiaduro di carte, battle royale — e questo è esattamente il punto: non esiste un «mondo esports», esistono ecosistemi separati con regole di gioco, durate di partita e ritmi di calendario che non si assomigliano.
La stagione agonistica si appoggia a pochi appuntamenti principali. Tra i tornei più importanti figurano il campionato del mondo di League of Legends, The International di Dota 2, l’Evolution Championship Series (EVO) per i picchiaduro e l’Intel Extreme Masters. Chi scommette su questi eventi lo fa dentro finestre concentrate: sono tornei a eliminazione o a gironi brevi, non campionati che si distendono per mesi.
Poi c’è la scala economica, ed è qui che i numeri diventano difficili da ignorare. The International 2021 di Dota 2 ha avuto un montepremi superiore a 40 milioni di dollari USA, il più alto nella storia degli esports a quel tempo. Un premio di quella dimensione non rende più probabile un esito: rende soltanto più affollato il campo e più aggressivo il gioco, perché in ballo ci sono cifre che cambiano la carriera di una squadra.
L’evoluzione recente ha spostato il baricentro verso eventi-contenitore che riuniscono più giochi in un solo cartellone. L’Esports World Cup 2026 si svolge dal 6 luglio al 23 agosto 2026 a Parigi, con un montepremi di 75 milioni di dollari USA e 24 giochi; l’edizione 2025 aveva un montepremi di 71,5 milioni di dollari USA. La crescita è reale ma non vertiginosa, e il dato interessante è un altro: 24 giochi in un unico evento significano 24 mercati diversi con squadre, formati e orari differenti. Per chi scommette è una comodità — un solo periodo dell’anno in cui il palinsesto esports si riempie — e insieme una trappola, perché la copertura informativa su ciascun titolo si diluisce.
Sul piano sportivo, il Team Falcons ha vinto l’Esports World Cup Club Championship nel 2025, difendendo il titolo del 2024. È l’unica nota di continuità che un lettore curioso potrebbe usare come contesto, e vale la pena ricordare cos’è: una squadra forte l’anno prima resta forte l’anno dopo, non perché gli esports siano prevedibili, ma perché gli organici vincenti tendono a restare insieme.
Perché il calendario conta più della classifica
La differenza pratica tra scommettere su esports e scommettere su calcio sta nella densità di informazione disponibile in un dato momento. Un campionato nazionale produce decine di partite a settimana, con formazioni note, statistiche pubbliche e una stampa specializzata che copre ogni squadra. Un torneo esports internazionale produce un grafico a eliminazione con squadre che si incontrano raramente, su patch di gioco che cambiano il bilanciamento tra un evento e il successivo.
Da qui una conseguenza concreta: le quote su una partita di gruppo di un torneo minore sono costruite su una base informativa più sottile, e il bookmaker lo sa. Non è un’accusa: è il modo in cui si formano i prezzi in un mercato poco liquido. Per il lettore significa che il margine implicito su un titolo di nicchia tende a essere più largo di quello su una partita di calcio di Serie A, e che una quota che sembra generosa può semplicemente riflettere la difficoltà di stimare.
C’è anche un effetto di orario. I tornei che si giocano in Nord America o in Asia cadono in fasce notturne italiane, e chi vuole seguire live si trova a scommettere quando il mercato è più volatile e la propria attenzione è più bassa. Non è un dettaglio secondario: è la ragione per cui un numero maggiore di giocatori preferisce il pre-match sugli esports rispetto al live, anche quando il live è disponibile.
I dieci operatori con concessione ADM a confronto
Il punto di partenza è un elenco, non un’opinione. Tutti e dieci i marchi considerati qui compaiono nel registro pubblico dei concessionari ADM, ognuno con un proprio sito .it e un codice di concessione. La concessione è rilasciata per sito, non per azienda, ed è assegnata con gara pubblica: non è una licenza aperta che chiunque può richiedere pagando una quota.
Vale la pena leggere con attenzione la colonna del concessionario, perché quasi mai coincide con l’insegna. Eurobet fa capo a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale; Sisal a Sisal Italia S.p.a.; William Hill a William Hill Malta Plc; Planetwin365 a Pwo S.p.a.; Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., nota come GBO Italy; bet365 a Hillside (New Media Malta) Plc; Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited, la stessa società dietro due insegne diverse; Betfair a Betfair Italia S.r.l.; SNAI a Snaitech Spa. Un marchio conosciuto non è una garanzia di chi risponde delle regole.
Due avvertenze prima della tabella, e sono le stesse che la disciplina impone. L’elenco ADM non ha una colonna per i giochi: un nome sull’elenco dimostra che quel sito può raccogliere gioco a distanza, non che offra scommesse sportive. E la presenza di un marchio in un confronto non è una concessione. L’elenco non esaurisce il mercato: altri concessionari esistono, e un marchio che non compare qui non è per questo privo di autorizzazione.
| Marchio | Numero di concessione e concessionario | Cosa dicono i termini del marchio |
|---|---|---|
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica |
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | oltre 1.000 eventi al giorno, più di 15.000 eventi live e diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket |
| William Hill | ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | freebet settimanale da 5 € per la stagione di Serie A fino a 100 € con multipla di almeno 20 €, almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0 |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | principali campionati italiani ed europei, coppe continentali e più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; mercati su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live |
| Betsson | ADM n. 16027, Azzurri Limited | pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata |
| Betfair | ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più una sezione Supercombo a quote maggiorate |
| SNAI | ADM n. 16032, Snaitech Spa | singole, multiple e sistemi, con risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, più la funzione Cash Out |
Cosa dice, e cosa non dice, la colonna del concessionario
Il numero di concessione è la cosa più utile della tabella e anche la più fraintesa. Serve a un solo scopo: permettere di ritrovare il marchio sull’elenco ADM e verificare che quel sito specifico sia autorizzato. Non dice nulla su quanto sia largo il palinsesto, su quanto paghi un prelievo o su come sia gestita un’autoesclusione.
L’abbinamento tra marchio e società è invece la parte che nessuna pubblicità mette in evidenza. Due insegne concorrenti sulla stessa pagina — Betsson e StarCasinò — fanno capo alla stessa società, Azzurri Limited. Non è un illecito né una sorpresa in un mercato a gara pubblica, ed è anzi normale: un concessionario può detenere più siti. Ma per il lettore cambia una cosa che conta, cioè che la solidità societaria dietro i due marchi è la stessa e la differenza tra i due si gioca sul prodotto, non sul proprietario.
C’è poi una questione di portata, e riguarda la terza colonna in modo diretto. Nessuno dei termini citati in tabella nomina gli esports, nessuno elenca titoli come League of Legends o Counter-Strike, nessuno promette un mercato dedicato ai videogiochi. Quella colonna dice cosa un operatore offre nel proprio catalogo sportivo, e per il lettore che cerca specificamente gli esports è una mezza risposta: la parte sportiva c’è, la parte videoludica va cercata altrove — dentro l’app, nella sezione del palinsesto, prima di versare un euro.
Il margine che paghi su ogni quota
Qui conviene fare un po’ di aritmetica, perché è l’unico modo per capire quanto costa davvero una scommessa. Prendiamo un mercato illustrativo a due esiti, con entrambe le quote a 1,90: non è un prezzo quotato da nessuno, è l’esempio con cui si misura il meccanismo. Sommando gli inversi delle due quote — 1/1,90 più 1/1,90 — si ottiene circa 1,0526. La quota di puntate che quel mercato restituisce è quindi all’incirca il 95 %, e il margine che il bookmaker trattiene è la differenza, cioè intorno al 5 %. Il margine reale di un mercato esports dipende da quante volte le due quote si discostano da questo esempio, e in un mercato a due esiti con prezzi più sbilanciati lo scostamento cambia il risultato: il margine si colloca in una banda attorno a quel valore, non a una cifra secca.
Quello che il numero significa per chi legge è semplice e vale la pena dirlo senza girarci intorno: su cento euro giocati su quel mercato, il ritorno medio atteso è di circa 95 €, indipendentemente dall’esito. Una quota da 1,90 su un mercato a due esiti simmetrici non è generosità, è il prezzo standard di un prodotto che trattiene qualcosa su ogni lato. Se il margine sale — come tende a fare su mercati poco liquidi, e i tornei esports di nicchia lo sono — il ritorno medio scende e la stessa sensazione di «quota interessante» costa di più.
E qui va detto l’errore più comune: confrontare due siti guardando solo la quota più alta. Il prezzo che conta è quello del mercato completo, perché il margine si misura sull’insieme degli esiti, non su quello che scegli. Un operatore che offre 1,95 sul favorito e 1,75 sull’altro può avere un margine peggiore di uno che offre 1,90 e 1,90. Guardare solo il lato che ti interessa è il modo più rapido per pagare di più convinti di pagare di meno.
Il conto finale, per chi vuole portarselo a casa: il margine è l’unica voce che si applica a ogni singola giocata, prima di qualsiasi bonus e prima di qualsiasi tassa. Il bonus di benvenuto arriva una volta. Il margine si paga sempre.
Fondamenti: come funziona una scommessa e cosa si può giocare
Prima di guardare i singoli operatori serve il vocabolario, perché i termini cambiano il significato di un’offerta. Una singola è una giocata su un solo esito. Una multipla mette insieme più pronostici in un unico biglietto, e la quota finale è il prodotto delle singole quote. Un sistema è una costruzione intermedia, in cui più combinazioni dello stesso gruppo di pronostici vengono giocate insieme.

Il conto della vincita è il punto di partenza di tutto. Con una giocata di 10 € a quota 1,85, il ritorno in caso di esito favorevole è 18,50 €, cioè 10 € moltiplicati per 1,85; il guadagno netto è 8,50 €, perché la puntata rientra nel ritorno. Su una multipla il meccanismo è identico, ma la quota unica si forma moltiplicando le quote delle singole selezioni: tre pronostici a 2,00 danno una quota totale di 8,00, e 10 € restituiscono 80 €. È la stessa aritmetica che rende lusinghiera ogni multipla e che la rende anche la forma di gioco più difficile da centrare.
Sui mercati la cassetta degli attrezzi è più ampia di quanto il calcio suggerisca. Il bookmaker Betsson dichiara pre-match e live su migliaia di eventi con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Betfair propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con una sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate. SNAI aggiunge il risultato esatto, il numero di goal, i tiri in porta, i cartellini e i rigori, e offre singole, multiple e sistemi. Sisal mette in campo la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni.
Alcune funzioni sono ormai trasversali e vale la pena conoscerle per nome. Il Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca, e compare sia nell’app SNAI sia nell’offerta Sisal. La My Combo di SNAI consente di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. Sono strumenti che aumentano le opzioni e, insieme, il numero di decisioni da prendere con lucidità.
Cosa significa «evento simulato»
C’è una categoria che merita una riga a parte perché viene spesso confusa con gli esports, e la confusione costa. La disciplina italiana definisce come «scommesse su eventi simulati» quelle su avvenimenti sportivi, ippici e non, generati al computer e mostrati con animazione o con la ripresa di un evento reale pre-registrato. Sono ammesse all’interno di una concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori le raccolgono in una sezione «Virtuali».
Sisal, per esempio, dichiara un Virtual con oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte. Il numero è impressionante e non è la stessa cosa di un torneo esports. Un evento simulato non ha squadre reali, non ha forma, non ha infortuni: ha un generatore. Chi confonde le due categorie sta confrontando una competizione osservabile con un prodotto software, e il margine che paga non è necessariamente lo stesso.
La distinzione conta anche per un motivo pratico. Su un torneo esports reale si può fare analisi: guardare partite precedenti, conoscere i roster, seguire le patch. Su un evento simulato non c’è nulla da analizzare, e l’unica leva del giocatore è il prezzo. Chi si avvicina a una sezione «Virtuali» pensando di giocare esports sta pagando un margine su un prodotto che non ha nemmeno l’illusione di un vantaggio informativo.
La concessione ADM: cosa cambia davvero per chi gioca
La cornice è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, sul riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Il regolatore è ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che sui siti e sui vecchi documenti compare ancora come «ADM (ex AAMS)» — e il mercato continua a dire «AAMS», abitudine che sopravvive a ogni riforma.
Il meccanismo è quello di una gara, non di uno sportello. Le concessioni sono assegnate con gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. L’art. 6, comma 3 fissa in non più di nove anni la durata della concessione, senza rinnovo, e l’art. 6, comma 5 mette tra i requisiti l’impegno ai limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara. I termini della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3).
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. Una società può detenerne diversi: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. È la prova più chiara che la concessione è per sito e non per azienda.
Perché l’elenco ADM non basta a dire «scommesse sportive»
L’elenco ADM non ha una colonna per i giochi, e questa assenza è la cosa più importante da capire in tutta la sezione. Un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. Un nome sull’elenco dimostra che quel sito può raccogliere gioco a distanza: non dimostra che offra scommesse sportive.
La verifica che funziona è un’altra, e la fanno gli operatori stessi. I concessionari indicano il proprio numero di concessione e la propria società nei termini e condizioni. È lì che si controlla, ed è esattamente il dato riportato nella tabella degli operatori più sopra. Chi vuole verificare in modo indipendente trova il marchio sull’elenco ADM e confronta il codice con quello nei termini del sito.
Quattro nomi che circolano molto nelle ricerche — Unibet, Betway, 1xBet e 22bet — non compaiono tra le 52 righe dell’elenco al 25 ottobre 2026. È un fatto, non un giudizio sul prodotto, e ha una conseguenza precisa che vale la pena spiegare adesso: un sito .com che accetta giocatori italiani senza concessione non è collegato al RUA, non è soggetto alla vigilanza di ADM, non è tenuto a mettere a disposizione gli strumenti di limite obbligatori e non offre un foro italiano per una controversia. È descritto come zona non protetta, e su questo la pagina non fa sconti.
Il palinsesto e il limite che nessun operatore può aggirare
Torniamo al punto da cui siamo partiti, perché ora ha un nome tecnico. L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa può essere accettata solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner, come riporta la stampa di settore.
Quali sport e quali tipi di giocata stiano nel palinsesto, però, non è dato sapere. E qui sta la risposta alla domanda di chi cerca scommesse sugli esports: il palinsesto approvato non è pubblico nel dettaglio, e la verifica concreta di ciò che un operatore offre sugli esports resta il suo sito e la sua app. Chi promette che «gli esports sono nel palinsesto ADM» sta affermando qualcosa che nessun documento pubblico conferma.
L’ippica merita una nota perché è l’unico settore in cui la legge distingue due cose che il pubblico chiama allo stesso modo. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’art. 6, comma 1, lett. a). I «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté — richiedono una concessione propria. Se un marchio raccolga online i totalizzatori di ippica nazionale è cosa non nota.
Sul betting exchange la disciplina è esplicita: è ammesso come gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u), il giocatore può essere puntatore o bancatore e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è descritta come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Betfair è descritta come la prima a portare l’exchange in Italia, con la concessione 16028: sulla commissione e sugli altri marchi che oggi lo offrono non c’è qui materiale.
Chiude il quadro dei limiti un dato spesso ignorato: un tetto statale in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non è noto. Gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore si impone e il limite di deposito che sceglie in registrazione. Detto altrimenti, il tetto che conta è quello che decidi tu, e la legge chiede all’operatore di farti decidere.
Limiti, autoesclusione e tutele: il costo delle regole
Qui la prospettiva cambia, perché la disciplina sui limiti non è un elenco di buone intenzioni: è una serie di vincoli con date, attese e conseguenze. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede l’autolimitazione su tempo, spesa e perdita; i limiti agli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; i messaggi automatici su durata e spesa; gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
L’età è fissata a 18 anni. L’art. 3, comma 1, lett. a) nomina la «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18. Il conto di gioco richiede l’identificazione completa, e le strade pratiche sono due: il modulo con copia di un documento oppure SPID. BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. Goldbet passa alla CIE attraverso un fornitore SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori.
Il limite di deposito è la parte che produce gli effetti più concreti, perché ha una asimmetria precisa. In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale al momento dell’iscrizione: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Admiralbet va oltre e chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la stessa asimmetria: riduzione subito, aumento dopo 7 giorni.
Quell’attesa è una decisione di politica pubblica, non una scortesia dell’operatore. Serve a impedire che una serata storta si trasformi nell’alzata di un limite per recuperare. Chi trova la regola irritante stia tranquillo: sta dalla parte giusta del fastidio.
Quale sia la cifra del limite di deposito che ADM stabilisce nella gara non è noto. Restano i limiti che il giocatore si dà, che sono gli unici che può verificare nel proprio conto.
Sull’autoesclusione il quadro è cambiato di recente e vale la pena essere precisi, perché è l’unico strumento che agisce su scala di sistema. Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale sul territorio. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Un sito di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026.
L’effetto pratico è quello che rende il RUA diverso da ogni altro strumento: non serve rifarlo su ogni sito. La sua scelta blocca tutte le piattaforme autorizzate in una volta. E ha un rovescio della medaglia altrettanto importante: i siti senza concessione al RUA non sono collegati, quindi un giocatore autoescluso lì non è protetto. Chi pensa di «girare» l’autoesclusione cercando un .com non sta aggirando una regola. Sta uscendo dall’unico sistema che lo stava tenendo fuori.
Restano gli obblighi informativi e gli strumenti dei marchi. L’art. 15, comma 2 prevede che ogni concessionario spenda lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi stabiliti da una commissione governativa. Tra gli strumenti di bet365 figurano periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Il numero vale la pena di essere letto adesso, non quando serve.
Vale anche la pena dire cosa questi strumenti non fanno. Un limite di deposito non limita quanto del saldo già presente viene giocato, e un avviso sull’attività di gioco non ferma nessuno. Sono manopole, non freni automatici: chi vuole un blocco vero ha un solo strumento a disposizione, ed è l’autoesclusione.
Pubblicità, tutele e tasse: la parte che pesa sul conto
C’è una regola che sorprende sempre il lettore italiano, e riguarda tutto ciò che si legge intorno al gioco. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Il decreto, va detto, non vieta il gioco: promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). ADM aggiunge che la pubblicità a operatori privi di concessione può attirare provvedimenti di AGCOM sui mezzi che la ospitano.
Lo stato applicativo, al momento della verifica, è quello di una regola in vigore ma contestata. La stampa di settore riferisce che nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta, non una legge: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, il cui esito non risulta; alla data della verifica il divieto è in vigore.
Sui bonus il divieto non tocca l’esistenza dell’offerta, solo la sua pubblicizzazione. «Bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e non è noto alcun tetto statale ai bonus né ai requisiti di rigioco: importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. Vale la pena fermarsi su questa conseguenza, perché è la più interessante della sezione: in assenza di un tetto legale, la variabile che distingue un’offerta da un’altra è interamente contrattuale, e sta al giocatore leggerla.
Chi paga la tassa, e chi la dichiara
Sul fisco la prima cosa da capire è da che parte sta l’imposta. L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non risulta): 20,5 % se incassata sulla rete fisica e 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite, come riporta la stampa di settore. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote (prima erano il 43 % e il 47 %); le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: è la formula della tassazione alla fonte, il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa, non confermata su una pagina dell’amministrazione fiscale; su questo conviene consultare un commercialista.
Il quadro cambia del tutto con i siti non autorizzati, e la differenza è tale che vale la pena leggerla due volte. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza detrazioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730, con l’aliquota IRPEF applicata non nota. In sintesi: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Sul versante penale l’impianto non lascia spazi di interpretazione. Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e quella dei siti inibiti, entrambe pubbliche; i fornitori di accesso a internet e di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco agisce a livello di DNS e alcuni provider sono più lenti; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono da decine a centinaia di domini ciascuno, e i mirror ricompaiono entro poche ore. La parola per il risultato è «oscurati».
E poi c’è la legge 401. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, citata da ADM il 28 febbraio 2024, stabilisce che la Legge 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e che anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. È la regola sul lato del giocatore, come ADM stesso la enuncia; l’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro un giocatore non risultano. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.
Il confronto onesto, quindi, non è tra un sito comodo e uno scomodo. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano per le controversie. Un marchio .com non autorizzato non porta nessuna di queste cose, è soggetto al blocco DNS e, come afferma ADM, espone il giocatore a una sanzione penale.
Le ricariche: come si muove il denaro dentro il conto
I pagamenti hanno una regola peculiare che vale la pena conoscere prima di scoprirla per caso. L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche», e ADM tiene un registro di questi punti — tabaccai, ricevitorie. Ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né rimborsare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.
Le modalità che le pagine di confronto mostrano presso i concessionari ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney). L’elenco di ciascun operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la posizione è aperta, e non è nota una norma che nomini i canali ammessi. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; la sua entrata in vigore non è confermata.
Il tetto dei 100 € settimanali in contanti è la parte che sfugge a quasi tutti, e ha un effetto preciso: chi ricarica soprattutto in tabaccheria non ha un canale per versare somme più grandi in una volta, e finisce per distribuire le ricariche sulla settimana. Per chi gioca cifre piccole è una comodità. Per chi pensa di usare il contante come metodo principale su importi importanti, è un vincolo strutturale.
I dieci bookmaker ADM: cosa offrono e a chi conviene
Da qui in avanti la pagina fa quello che una pagina di confronto deve fare: prendere i dati di ciascun marchio e dire cosa valgono, uno per uno. Nessuno dei dieci ha un’offerta esports dichiarata nei termini consultati; su alcuni di essi, anzi, sul punto non c’è alcuna informazione, e in quei casi non si afferma né si nega — si scrive il marchio per quello che i suoi dati mostrano.
Eurobet: il palinsesto più largo d’Italia, e non solo di sport
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale è la società dietro il marchio, con la concessione ADM n. 16012 sul sito Eurobet. Il dato che colpisce non è la profondità su un singolo sport, è l’ampiezza della lista. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).
Quella lista dice due cose insieme. La prima è che il catalogo è costruito per chi scommette su tutto, non per chi segue un titolo con continuità: la presenza di scacchi e di eventi politici non nasce da una domanda di massa, nasce dalla logica di un palinsesto largo che deve coprire ogni fascia di pubblico. La seconda è che la quota di catalogo dedicata ai videogiochi non emerge dai termini, e per un lettore che cerca esports è la parte che resta da verificare dentro l’app.
Per un giocatore che alterna calcio, motori e sport minori, questa larghezza è un vantaggio reale: un solo conto, una sola identificazione, un solo saldo. Per chi cerca specificamente mercati su un titolo esports, invece, l’ampiezza non è una promessa.
Il verdetto: la concessione 16012 e una larghezza di palinsesto che pochi eguagliano fanno di Eurobet la scelta di chi vuole un unico conto per tutto il catalogo sportivo; chi arriva cercando solo videogiochi deve aprire l’app e controllare la sezione prima di decidere, perché è lì che si trova la risposta, non nei termini.
Sisal: mille eventi al giorno e la diretta streaming
La concessione è la ADM n. 16020, in capo a Sisal Italia S.p.a., sul sito Sisal. I numeri che l’app dichiara sono i più alti del gruppo: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.
Il numero da leggere con attenzione è il secondo, non il primo. Quindicimila eventi live non sono quindicimila partite: sono la somma di tutti i mercati aperti contemporaneamente su tutti gli incontri in corso, e la diluizione è la cifra caratteristica di un’offerta costruita per il gioco in diretta. Lo streaming gratuito è il pezzo che rende quella scelta coerente, perché guardare la partita mentre si scommette è il modo in cui il live acquista senso.
Sul versante delle giocate, Sisal propone la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il bonus di benvenuto richiede di essere titolari di un conto di gioco, di registrarsi sul sito o dall’app e di effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.
Chi legge la composizione dell’app trova una cosa utile su cui ragionare: scommesse, ippica, casinò e Tipster nello stesso posto. È comodo e non è neutro. Un conto che si apre per le scommesse e si trova il casinò a un tocco di distanza è un conto in cui il saldo si muove tra prodotti con margini diversi.
Il verdetto: 15.000 mercati live e lo streaming gratuito su quattro sport fanno di Sisal la casa più naturale per chi vuole scommettere durante la partita; il prezzo di quella comodità è un’app in cui scommesse, casinò e ippica convivono, e chi ha un limite di spesa dovrebbe impostarlo prima di esplorare il resto.
William Hill: la freebet settimanale che premia chi gioca grosso
Il marchio fa capo a William Hill Malta Plc, con la concessione ADM n. 16044 su William Hill. L’offerta è la più strutturata del gruppo sul fronte della continuità: l’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.
Le tre condizioni vanno lette insieme, perché il numero che sembra generoso è l’ultimo. Una quota totale minima di 10.0 significa che i cinque eventi devono avere, in media, una quota intorno a 1,58 ciascuno, e la probabilità che una multipla così composta vada a buon fine è bassa per costruzione — è la matematica delle multiple, non una scortesia. Aggiungiamo che la freebet ha un tetto di 100 € raggiungibile solo accumulando settimane, e che il premio è una freebet, non denaro: la puntata non rientra in caso di vincita.
Il conto che conviene farsi è quindi doppio. Da una parte la multipla da 20 € con cinque eventi a quota totale 10.0 è la condizione per entrare, e il costo di quella condizione è la probabilità di perderla. Dall’altra una freebet da 5 € settimanali vale molto meno del suo valore nominale, perché la puntata non torna: su una quota di mercato normale il valore atteso di quella freebet è una frazione di 5 €. Chi gioca già multiple da 20 € con cinque eventi non cambia nulla e incassa il premio. Chi non le gioca sta cambiando il proprio modo di scommettere per un bonus settimanale.
Il verdetto: l’Extra Bet Club è un premio per chi ha già l’abitudine della multipla a cinque eventi, non un incentivo a prenderla; il tetto di 100 € e la natura di freebet rendono il ritorno reale molto più piccolo del numero in vetrina, e chi punta su un solo evento non ha nulla da guadagnarci.
Planetwin365: più di venti sport e i risultati in diretta
Pwo S.p.a. è la società, con la concessione ADM n. 16007 su Planetwin365. Il catalogo dichiarato copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
C’è una scelta di posizionamento in quella lista, e riguarda il calcio italiano. Coppa Italia e Serie C non sono campionati che ogni bookmaker mette in primo piano: sono competizioni a basso volume di puntate, con margini tipicamente più larghi, e offrirle segnala un palinsesto costruito per il tifoso che vuole giocare la partita della propria squadra anche quando è di categoria inferiore. Le oltre 20 tipologie di sport fanno il resto.
Il limite, per chi cerca esports, resta lo stesso degli altri: dai termini non emerge una sezione dedicata ai videogiochi, e la verifica passa dall’app. La presenza dei risultati in diretta è però un elemento utile per chi gioca pre-match, perché consente di seguire l’evoluzione di una giornata senza cambiare schermata.
Il verdetto: con più di 20 sport e un’attenzione al calcio minore italiano che pochi hanno, Planetwin365 vale l’apertura per chi costruisce il proprio palinsesto sulle competizioni nazionali; l’assenza di una sezione esports dichiarata lo lascia fuori dai radar di chi cerca solo titoli videoludici.
Lottomatica: GBO Italy e la scommessa che segue la partita
La concessione è la ADM n. 16010, in capo a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., nota come GBO Italy, sul sito Lottomatica. Il marchio è un caso interessante dal punto di vista societario: l’insegna è tra le più note d’Italia, la società dietro è una sigla che pochi lettori riconoscerebbero.
Il catalogo dichiarato copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. L’insieme è quello di un operatore generalista con una spinta chiara sul live — quote aggiornate, risultati, streaming nello stesso flusso.
Nella lista di operazioni c’è un dettaglio pratico che non tutti menzionano: tra i metodi di identificazione, Goldbet passa alla CIE attraverso un fornitore SPID. Per chi non ha ancora attivato SPID ma ha la carta d’identità elettronica, è una scorciatoia che evita il caricamento del documento.
Sul fronte esports vale la stessa cautela degli altri marchi: dal catalogo sportivo dichiarato i videogiochi non emergono, e la sezione va cercata nell’app. La combinazione di live, streaming e sport principali suggerisce un prodotto costruito per il tifoso tradizionale, non per lo spettatore di tornei internazionali di videogiochi.
Il verdetto: Lottomatica è la scelta di chi vuole un operatore generalista con un buon apparato live e la possibilità di identificarsi con la CIE via SPID; per chi cerca mercati esports, la concessione 16010 garantisce l’autorizzazione ma non promette nulla sul palinsesto videoludico.
bet365: licenza 16030 e la Champions come vetrina
Hillside (New Media Malta) Plc è la società, con la concessione ADM n. 16030 su Bet365. Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.
La partnership con la Champions è la parte più visibile dell’offerta e non è una decorazione: per un marchio straniero che opera in Italia è il modo più efficace di costruire familiarità sportiva senza pubblicità diretta, che il Decreto Dignità vieta. Il catalogo che ne risulta è internazionale — ippica, boxe, freccette e tennis accanto al calcio — e si rivolge a chi segue sport anglosassoni che in Italia trovano meno spazio.
C’è un secondo elemento che riguarda ADM e non bet365 come marchio: a settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, e bet365 è indicato dalla stampa di settore come il primo partner dell’evento. È un esempio utile di come funziona il palinsesto — un evento alla volta, autorizzato, con un operatore che lo apre per primo — e mostra che l’elenco degli eventi approvati si muove.
Gli strumenti di gioco responsabile del marchio comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Sul fronte esports valgono le stesse cautele già dette per gli altri: nessun titolo videoludico compare nell’elenco dei mercati dichiarati.
Il verdetto: la concessione 16030 e l’apparato internazionale di bet365, con lo sponsor della Champions e una copertura ampia su sport che in Italia si trovano raramente, ne fanno la scelta di chi guarda oltre il campionato italiano; sui videogiochi, però, il marchio non dichiara nulla e la verifica resta dentro l’app.
Betsson: mercati combo su migliaia di eventi
La società è Azzurri Limited, che opera anche StarCasinò, con la concessione ADM n. 16027 su Betsson. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
La lista dei mercati è quella di un bookmaker completo e la combinazione è significativa: 1X2 e Under/Over coprono il gioco di base, marcatori aggiunge la dimensione del singolo giocatore, i combo uniscono più letture della stessa partita. Per chi proviene dal calcio e vuole capire come si costruisce un mercato, è un catalogo leggibile.
Il fatto che la stessa società gestisca anche StarCasinò non è un dettaglio da ignorare. Significa che la solidità societaria dei due marchi è comune e che la differenza tra loro si gioca interamente sul prodotto: Betsson è posizionato come sportsbook con casinò annesso, StarCasinò è un casinò con sportsbook. Chi sceglie tra i due sta scegliendo un’app, non un proprietario.
Sugli esports, anche Betsson, dai termini non dichiara una sezione dedicata. La presenza di mercati combo su migliaia di eventi è però il tipo di struttura in cui una sezione esports, se esiste, vivrebbe naturalmente.
Il verdetto: con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo su migliaia di eventi, Betsson è il più leggibile dei due marchi di Azzurri Limited per chi vuole un catalogo di mercati completo; chi preferisce il casinò dovrebbe guardare l’altro sito della stessa società, avendo chiaro che il proprietario è lo stesso.
StarCasinò: il casinò con il bookmaker dentro
Anche StarCasinò fa capo ad Azzurri Limited, con la concessione ADM n. 16026 su StarCasinò. Il marchio nasce chiaramente come prodotto di casinò, e questo si legge nella struttura stessa del catalogo: l’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Detto senza giri di parole: questa è la carta del gruppo su cui il soggetto di questa pagina — le scommesse sugli esports — ha meno appoggio. Il posizionamento è quello di un casinò online a cui è stato aggiunto un sportsbook, e su un marchio così costruito la parte sportiva è un’appendice, non il centro del prodotto.
Questo non ne fa un’offerta sbagliata. Ne fa un’offerta per un lettore diverso: chi cerca slot e Live Casinò e vuole anche poter giocare una scommessa ogni tanto trova tutto in un unico posto, con una sola registrazione e un solo conto. Chi apre un conto con l’idea di scommettere su tornei di videogiochi sta andando nel posto meno adatto tra i dieci considerati.
Il verdetto: StarCasinò è un casinò prima di tutto, e il suo sportsbook serve a completare l’offerta per chi è già dentro per le slot; chi cerca esports o anche solo un catalogo sportivo ampio ha, nella stessa società, un’alternativa più coerente.
Betfair: exchange e Supercombo a quote maggiorate
Betfair Italia S.r.l. è la società, con la concessione ADM n. 16028 su Betfair. L’app Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
Il marchio è l’unico dei dieci per cui la disciplina italiana ha una previsione esplicita di prodotto. Il betting exchange è ammesso come gioco separato: il giocatore può essere puntatore o bancatore e il concessionario si limita a mettere in contatto i due in forma anonima. La documentazione del marchio è descritta come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla perché il prelievo cade sul concessionario. Betfair è descritta come la prima a portare l’exchange in Italia, con la concessione 16028.
C’è un motivo per cui una puntata minima bassa come 200 centesimi conta più di quanto sembri. Su un exchange il giocatore non gioca contro il bookmaker ma contro altri giocatori, e la soglia minima determina quanto è accessibile il mercato. Una struttura a incrementi di 50 centesimi consente un controllo fine dello stake che su un bookmaker tradizionale non esiste.
Sull’esito di questa pagina, però, va detta la verità: dai mercati dichiarati non emerge alcuna sezione esports. La Supercombo con quote maggiorate è l’elemento più interessante del catalogo, ma è costruita su mercati combo generalisti.
Il verdetto: con la concessione 16028 e un exchange regolato dalla legge italiana, Betfair è l’unico dei dieci pensato per chi vuole fare il prezzo invece di subirlo, e la soglia minima contenuta lo rende accessibile anche a chi parte con poco; per gli esports, però, il catalogo dichiarato non dice nulla.
SNAI: sistemi, Cash Out e My Combo
Snaitech Spa è la società, con la concessione ADM n. 16032 su Snai. L’app Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.
La presenza dei sistemi è il tratto che distingue questa offerta. Sul mercato italiano i sistemi sono una forma di gioco tradizionale — più combinazioni dello stesso gruppo di pronostici giocate insieme — e non tutti i bookmaker li trattano con la stessa cura. Accanto ci sono i mercati di dettaglio, risultato esatto e tiri in porta in testa, che sono quelli che premiano chi guarda le partite invece di chi legge le classifiche.
C’è poi la My Combo, che permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. È il tipo di funzione che rende una multipla costruibile senza cambiare mercato, e che sulla carta è la più vicina a ciò che servirebbe per costruire un biglietto su più titoli esports.
Il Cash Out completa il quadro: chiudere prima della fine dell’evento è particolarmente utile in un mercato come quello videoludico, dove un vantaggio può ribaltarsi su una singola azione.
Il verdetto: con sistemi, risultato esatto, tiri in porta e My Combo multi-sport nello stesso biglietto, l’offerta 16032 è la più flessibile per chi costruisce giocate complesse senza uscire da un unico conto; il limite è che il catalogo dichiarato non nomina alcun videogioco, e anche qui la verifica resta dentro l’app.
Come si verifica una concessione e cosa resta fuori
La verifica è più semplice di quanto sembri e si fa in tre passaggi. Si prende il numero di concessione dichiarato dall’operatore nei propri termini — quelli riportati nella tabella degli operatori qui sopra. Si cerca il marchio sull’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza. Si confronta il codice. Se corrisponde, il sito è autorizzato a raccogliere gioco a distanza in Italia.
Il secondo passaggio è quello che sfugge più spesso. Trovare il marchio sull’elenco non dice quali giochi quel concessionario offra: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un operatore può detenere in qualsiasi combinazione scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, exchange e bingo. L’elenco dice che il sito è legittimo, non che fa ciò che il lettore sta cercando.
Sul fronte esports la verifica è quindi doppia, e la seconda parte non ha un documento pubblico. Il palinsesto approvato da ADM contiene il programma degli eventi e dei tipi di giocata, ma quale sport e quali tipi di giocata vi figurino non è noto. La traccia concreta restano il sito e l’app del singolo operatore, dove la sezione dedicata — se c’è — è visibile prima di versare un euro.
C’è infine la categoria che non va confusa con quella reale, e va tenuta a mente prima di giocare. Gli eventi simulati sono eventi sportivi e ippici generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale pre-registrato, ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive e raccolti negli operatori in una sezione «Virtuali». Sisal ne dichiara oltre 3.000 al giorno. Non sono esports: non hanno squadre reali, forma o infortuni. Chi apre una sezione «Virtuali» pensando di scommettere su un torneo di videogiochi sta pagando un margine su un prodotto che nessuna analisi può migliorare.
Il blocco dei domini completa il quadro dal lato opposto. ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene la lista dei siti legali legati ai concessionari e quella dei siti inibiti, entrambe pubbliche; i fornitori di accesso a internet e di pagamento che violano un ordine sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. Il provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini, ma i mirror ricompaiono entro poche ore: il blocco è una barriera, non una garanzia che un sito non si trovi.
Domande frequenti sulle scommesse esports
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Si scommette solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato da ADM, definito dalla legge come il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e autorizzato dall’Agenzia. Quali sport e quali tipi di giocata vi figurino non è noto, e gli esports non sono nominati. La verifica concreta è il sito o l’app dell’operatore.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si prende il numero di concessione e la società che l’operatore dichiara nei propri termini, si cerca il marchio nel registro pubblico dei concessionari ADM e si confronta il codice. L’elenco non indica però quali giochi il concessionario offra: la concessione è per sito e la sua presenza non dimostra un’offerta di scommesse sportive.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota decimale: 10 € a quota 1,85 restituiscono 18,50 €, con 8,50 € di guadagno netto, perché la puntata rientra nel ritorno. Su una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un’unica quota finale, e la stessa formula si applica all’importo giocato.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato. Su un mercato illustrativo a due esiti a 1,90 e 1,90 la somma è circa 1,0526, la quota di puntate restituita è intorno al 95 % e il margine è la differenza, circa il 5 %. Il valore reale varia con lo sbilanciamento dei prezzi.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica cade sul concessionario e la somma arriva netta. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione fiscale: conviene consultare un commercialista.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale al momento dell’iscrizione. La legge prevede anche autolimitazioni su tempo, spesa e perdita. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
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