Scommesse sui cavalli 2026: dove giocare, quanto costa e che cosa resta in tasca

Updated Ottobre 2026
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Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026; concessioni verificate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
Le corse in piano vanno da 440 iarde (400 m) a più di quattro miglia (6,4 km), con distanze comuni da cinque a dodici furlong (da 1,0 a 2,4 km).

Che cosa guarda davvero chi gioca sull’ippica

Un cavallo parte, il traguardo si avvicina, e nel frattempo il bookmaker ha già incassato. Non è un’accusa: è il mestiere. Ogni quota che leggete sul palinsesto è una quota decurtata di una fetta, e quella fetta esiste prima che il cavallo metta zoccolo sulla pista. Chi scommette sull’ippica italiana lo fa quindi su due fronti. Il primo è la lettura della corsa: forma del cavallo, peso portato, distanza, terreno, guidatore. Il secondo è la lettura del prezzo, ed è quello che quasi tutti trascurano.

Il palinsesto ippico vive dentro un perimetro preciso. La legge italiana distingue due cose che il linguaggio comune confonde: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, che stanno dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), D.Lgs. 41/2024 insieme alle scommesse sportive; e i «giochi di ippica nazionale» dell’art. 6, comma 1, lett. c) — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — che richiedono una concessione propria. Nella pratica il giocatore italiano incontra soprattutto la prima famiglia, quella a quota fissa, con le stesse regole di tassazione delle scommesse sportive. Se una piattaforma prenda anche i totalizzatori dell’ippica nazionale in versione online è cosa che nessun operatore dichiara apertamente.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
La Triple Crown britannica è composta dalle 2000 Guineas, dal Derby e dal St Leger.

Chi cerca il pronostico della giornata cerca in realtà un’altra cosa: un prezzo che valga la puntata. E qui il discorso si fa scomodo, perché il pronostico giusto su una quota sbagliata è un pronostico che perde. Il ragionamento di questa pagina parte da lì: prima il meccanismo, poi il costo, poi i nomi.

Tre forme di giocata, tre costi diversi

Non tutte le scommesse sull’ippica costano uguale, e la differenza non sta nella quota scritta accanto al nome del cavallo. Sta in quante volte quella quota viene moltiplicata e in quante volte la puntata viene moltiplicata con lei.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Una scommessa each-way sono due scommesse, una sulla vittoria e una sul piazzamento, per cui la puntata è doppia (una scommessa each-way da 5 sterline costa 10 sterline).

La singola è il caso semplice: una puntata, una quota, un esito. Sulla singola il costo del bookmaker è il margine del mercato, quello che si legge nel confronto fra le quote dei vari cavalli.

La multipla e il sistema impilano più corse nella stessa giocata. Il prezzo complessivo nasce dal prodotto delle quote dei singoli eventi, quindi la vincita potenziale cresce in fretta. Cresce con la stessa rapidità anche l’effetto del margine: il margine non si somma, si compone, e una multipla di cinque corse porta dentro cinque volte la fetta del bookmaker. Un sistema che punta sulla combinazione di due cavalli su tre, o tre su quattro, moltiplica il numero delle giocate ma non cambia la natura del problema: state pagando il margine su ogni linea che aprite.

Il cash out è la terza via, quella che fa sentire il giocatore padrone della partita. Chiudere la giocata prima dell’arrivo è comodo, e non è gratis: il prezzo di chiusura lo fa l’operatore, non il mercato, e chi accetta di uscire paga quella comodità dentro il numero che gli viene proposto. Non c’è nulla di scorretto, ma conviene saperlo prima di premere il pulsante, non dopo.

Il pronostico non è un prezzo

Una tendenza vale come informazione, non come garanzia. Il cavallo che vince tre volte di fila può trovarsi domani su un terreno che non gli si addice; il favorito può arrivare da un peso che non ha mai portato. Chi vi racconta il contrario vi sta vendendo qualcosa che non possiede, e spesso ve lo sta vendendo con un link.

La disciplina che questa pagina consiglia non è quella del pronostico: è quella del budget. Un giocatore che destina all’ippica una somma fissa settimanale, e che quella somma non la ricarica a metà settimana, ha già risolto il novanta per cento dei propri problemi con le corse. Il restante dieci per cento è la lettura delle quote, che è una competenza e si allena.

Vale un avvertimento che non ha niente a che vedere con i cavalli: nessuna piattaforma regala soldi. Se un messaggio vi promette una corsa sicura o un sistema che batte il banco, state guardando una pagina che parla a qualcun altro.

Quanto costa seguire il cavallo sbagliato

Il costo di una scommessa sbagliata è la puntata, intera. Il costo di una scommessa giusta su un mercato caro è una frazione della puntata, e si paga sempre, anche quando il cavallo passa per primo. È questa la ragione per cui un giocatore attento confronta i prezzi prima di innamorarsi di un cavallo: la corsa la decidono loro, la quota la decide il bookmaker.

2026: leggere quote, formati e mercati senza farsi raccontare favole

Le quote sull’ippica si scrivono in due modi e questo è il primo punto su cui un giocatore italiano inciampa. Nel mercato britannico e irlandese, dove l’ippica ha il peso che ha, il formato tradizionale è la quota frazionaria: 10-1 significa che la puntata di un’unità ne restituisce dieci di profitto, più l’unità giocata. Sulle piattaforme italiane si incontra invece la quota decimale, quella che ADM e i concessionari scrivono con la virgola: 1,85.

La conversione non è una formalità. Una quota 10-1 corrisponde, in decimale, a 11,00. Una quota scritta 10,00 in decimale corrisponde invece, in frazionaria, a 9-1. Chi legge un palinsesto britannico con l’occhio allenato al decimale, o viceversa, sottostima o sovrastima il profitto di un buon dieci per cento senza accorgersene. Con quaranta euro di puntata non è una sfumatura.

I formati che incontrate davvero

Il giocatore italiano che si avvicina all’ippica online incontra tre formati.

La quota frazionaria, tipica dei bookmaker anglosassoni, si legge come una frazione: 5-2 vuol dire cinque di profitto ogni due di puntata. È il formato in cui sono scritte le condizioni each-way, quelle dei posti pagati, e per questo vale la pena conoscerlo anche se non lo usate mai in schedina.

La quota decimale, quella di casa nostra, dice direttamente quanto torna per ogni unità giocata, puntata compresa. È il formato più comodo da confrontare fra operatori, perché due quote decimali si paragonano a occhio.

Il totalizzatore, o pool, non è una quota affatto: non esiste finché non si chiudono le giocate. In un totalizzatore il monte puntate confluisce in una massa comune, e la vincita è quella massa divisa fra chi ha indovinato, meno la trattenuta dell’organizzatore. Su questo terreno non c’è modo di sapere quanto si vincerà al momento della giocata, e non c’è modo di confrontare il prezzo con nessun altro operatore. È una forma di gioco con una logica sua, e la logica è che la trattenuta è la stessa per tutti quelli che hanno giocato quella corsa, qualunque sia il risultato.

Dove si nasconde il margine del bookmaker

Un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 è l’esempio da tenere a mente. Su un mercato così la quota equa sarebbe 2,00 per lato: mettendo insieme i due esiti, il bookmaker restituirebbe esattamente quanto ha incassato, e non guadagnerebbe nulla. Con 1,90 per lato succede qualcosa di diverso, e per calcolarlo basta sommare gli inversi delle quote.

Il payout di quel mercato sta attorno al 95 %, e il margine che resta all’operatore si colloca intorno al 5 %. Sono numeri di un esempio costruito, non di una corsa vera, e come tutti gli esempi servono a insegnare la forma del ragionamento. Su un mercato a due esiti in cui il bookmaker prova a nascondere il meno possibile, il margine gira intorno al 5 %; su un mercato di cavalli con dodici partenti lo stesso ragionamento dà risultati diversi, e nella pratica il margine tende a salire. Il motivo è semplice: più esiti, più righe da coprire, più lavoro da comprimere in uno spazio di prezzo stretto.

Da qui discende la regola che conta davvero: il margine non è uguale su tutti i mercati dello stesso operatore. Non lo è fra 1X2 e Under/Over nel calcio, e non lo è fra una corsa in piano a cinque furlong e un handicap a ostacoli con quindici partenti. Un bookmaker può essere aggressivo sul calcio di Serie A e prudente sull’ippica, o viceversa, senza nessuna contraddizione: sono mercati diversi, gestiti da desk diversi, con volumi diversi.

Che cosa significa un margine alto per la vostra puntata

Prendiamo un giocatore che punti cento euro in una settimana su un mercato al 5 % di margine. Il conto è quello di sempre: su ogni unità giocata il bookmaker trattiene la sua fetta, e la parte restituita all’insieme dei giocatori è il payout. Se quel margine sale al 10 %, e succede spesso su mercati con molti esiti o su corse poco liquide, la differenza fra il payout del mercato più economico e quello del più caro diventa una voce visibile nel bilancio di un mese di giocate.

Il costo va letto per quello che è: una media su tante giocate, non una previsione su una singola schedina. Su una corsa sola il margine è invisibile; su cento corse è la differenza fra un passatempo che dura e un conto che si svuota. Chi gioca sull’ippica con continuità non può permettersi di ignorare questo numero, e chi gioca una volta al mese può permetterselo benissimo.

Sistemi, multiple e il costo composto

Le giocate multiple meritano un paragrafo per conto proprio, perché sono il punto in cui il margine smette di essere una sottrazione e diventa una moltiplicazione.

Se il margine di ogni singola corsa è del 5 %, il payout di ciascuna corsa è del 95 %. Mettere due corse in una multipla significa comprare due volte il prezzo pieno: il payout complessivo scende, e con dieci corse il gioco diventa di un’altra categoria. Non è un teorema, è aritmetica: la quota finale è il prodotto delle quote e il pavimento su cui poggia è il prodotto dei payout.

I sistemi riducono il rischio in modo diverso e a prezzo diverso. Un sistema che gioca tutte le accoppiate di due cavalli su quattro non è una multipla più grande ma una raccolta di multiple piccole, ciascuna delle quali paga il proprio margine. Il giorno in cui va bene, la struttura pagata è quella che si vede in schedina. Il giorno in cui va meno bene, la struttura pagata è la stessa.

Dove finisce la quota e comincia la tassa

Sul versante fiscale il giocatore italiano sta in una posizione comoda, per quanto poco intuitiva: l’imposta unica la versa il concessionario, sul differenza fra incassi e vincite pagate. La legge prevede il 20,5 % su quanto raccolto nella rete fisica e il 24,5 % su quanto raccolto a distanza, e le scommesse ippiche a quota fissa pagano gli stessi tassi delle scommesse sportive. Il giocatore incassa la somma netta e non dichiara nulla. Questa è la lettura riportata dalla stampa di settore, e non essendo una pagina di consulenza fiscale vale la regola di sempre: per la vostra posizione, consultare un commercialista. Quello che conta qui è che la tassa non è una voce che il bookmaker vi addebita in schedina: entra nel prezzo, non nella puntata.

Ippica e calendario: dove si cerca la corsa, che cosa ci si trova

Un appassionato di corse cerca una cosa e il palinsesto di un bookmaker generalista ne offre un’altra. Questo scarto è la fonte principale delle delusioni di chi si avvicina all’ippica online.

La struttura delle corse è antica e ordinata. Le corse in piano si disputano lungo una pista rettilinea o ovale, con partenza diretta fra due punti. Le corse a ostacoli — siepi e steeplechase — in Gran Bretagna e Irlanda si chiamano National Hunt. Le distanze variano molto: dalle 440 iarde, cioè 400 metri, fino a oltre quattro miglia, con le misure più comuni fra cinque e dodici furlong, che stanno fra 1,0 e 2,4 chilometri. È una forchetta enorme, e non è un dettaglio da appassionati: un cavallo che eccelle sui 1.200 metri non è lo stesso cavallo che regge i 2.400.

Le condizioni della corsa cambiano il peso. Nelle corse a handicap a ogni cavallo viene assegnato un peso diverso da portare, calibrato sulle sue capacità. Nelle corse a condizioni i cavalli portano lo stesso peso, con abbuoni per i più giovani e per le femmine. Chi legge un palinsesto senza guardare il peso portato sta scommettendo su un nome, non su una corsa.

Il calendario britannico ha i suoi appuntamenti storici, riuniti nella Triple Crown: le 2000 Guineas, il Derby e il St Leger. Sono le tre prove che danno il ritmo della stagione, e sono anche le tre prove su cui i bookmaker costruiscono i mercati più profondi.

Le ippiche che la maggior parte degli operatori non mette in vetrina

Qui arriva la nota che infastidisce. L’ippica è la prima cosa che molti cataloghi citano e l’ultima che popolano di mercati. Un operatore che si presenta come partner globale di una competizione calcistica europea elenca, fra i propri mercati, l’ippica insieme a boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre-evento e live. Nella vetrina c’è. Quanto ci sia dentro non lo dice nessuna pagina promozionale, e l’unico modo di saperlo è aprire la sezione Ippica del sito e contare le corse del giorno.

C’è poi un’ambiguità terminologica che vale la pena sciogliere, perché è la trappola più frequente di questa nicchia. Sotto la voce «Virtuali» convivono cose che con le corse vere non hanno nulla a che fare: l’art. 2, lett. v), D.Lgs. 41/2024 definisce le «scommesse su eventi simulati» come eventi sportivi, ippici e non, generati al computer e mostrati in animazione o come replica di un evento reale. Un ippodromo virtuale che gira dalle sette del mattino alle tre di notte, con migliaia di corse al giorno, non è una riunione di corse. È un generatore di esiti, e i suoi prezzi non hanno alcun rapporto con la forma di un cavallo.

La corsa vera, quella con i cavalli in carne e ossa, sta in una sezione diversa, spesso più povera di voci e di traduzione.

Dove il calendario diventa un problema per il giocatore italiano

Il palinsesto non è libero. L’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi e tipi di scommessa preparato dal concessionario e approvato dall’ADM, e una scommessa può essere presa solo su eventi che stanno dentro quel programma approvato. L’ADM aggiunge eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con un operatore come primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di scommessa stiano dentro il palinsesto di un singolo concessionario è cosa che solo il suo sito mostra.

Per l’ippica questo si traduce in una conseguenza concreta. Le corse estere che trovate in palinsesto sono lì perché sono state autorizzate, non perché qualcuno le abbia scelte per voi. Un meeting che vedete pubblicizzato su un sito britannico può semplicemente non esistere sul palinsesto italiano, o esistervi con meno mercati e prezzi più larghi.

I migliori bookmaker con concessione ADM: come li abbiamo guardati

Una classifica dell’ippica fatta oggi in Italia si scontra con un problema di partenza: nessuno degli operatori più presenti sul mercato costruisce la propria identità sulle corse. Non c’è un bookmaker ippico italiano paragonabile a quelli che nel Regno Unito vivono di galoppo. Ci sono concessioni solide, palinsesti enormi costruiti su calcio e tennis, e una voce Ippica che esiste quasi sempre ma quasi mai come protagonista.

Il metro di valutazione va quindi cambiato. Non ha senso chiedersi chi sia il bookmaker ippico migliore, perché la domanda non ha una risposta che valga per tutti gli operatori. Ha senso chiedersi che cosa ciascun operatore garantisca a chi entra per giocare una corsa: una concessione verificabile, un conto protetto, strumenti di controllo, pagamenti funzionanti, e un’ippica che nel palinsesto si trovi davvero.

I criteri, in ordine di peso

Il primo criterio è la concessione, e non è una formalità. L’ADM tiene l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza», che alla lettura del 25 ottobre 2026 contava 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un solo sito .it. Una concessione è per sito, non per azienda: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Giocodigitale, e sono tre righe diverse. Attenzione a una cosa che sfugge spesso: l’elenco non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Un nome sull’elenco non dimostra da solo che ci sia un’offerta di scommesse; a dimostrarlo è il sito o l’app dell’operatore. La concessione è la condizione necessaria, non la prova del prodotto.

Il secondo è la trasparenza del prezzo: quali mercati, quante corse, che tipo di quota. Il terzo è la tenuta del conto nel tempo: strumenti di limite, autoesclusione, tempi di prelievo.

Il quarto è il bonus, che vale meno di quanto sembri. Un bonus di benvenuto è denaro che entra con condizioni, e le condizioni hanno un prezzo che si misura in giocate obbligate. In Italia non esiste un tetto di legge né all’importo del bonus né ai requisiti di puntata: importi, rigioco e quota minima vengono dai termini del singolo operatore, e vanno letti lì.

La tabella che serve a controllare, non a scegliere

Quello che segue è lo strumento che serve a fare la verifica di persona. La colonna centrale contiene la concessione e il concessionario come li dichiarano gli operatori stessi nei propri termini; la colonna di destra riporta che cosa dicono i loro termini e le loro schede sul punto che conta in questa nicchia, cioè la presenza dell’ippica e gli strumenti di conto. Chi vuole ricontrollare la prima colonna trova l’elenco aggiornato sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Brand Concessione ADM e concessionario Quanto è scoperta l’ippica nei termini e nelle schede
BetFlag 16008 — Betflag S.p.a. Il 100 % del primo deposito accreditato su saldo fino a 5.000 €; apertura del conto anche via SPID e CIE
SNAI 16032 — Snaitech Spa App con singole, multiple, sistemi e Cash Out; fra le voci dell’offerta compare l’ippica
Betfair 16028 — Betfair Italia S.r.l. Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol, combo e sezione Supercombo a quote maggiorate
Sisal 16020 — Sisal Italia S.p.a. Oltre 1.000 eventi sportivi al giorno e più di 15.000 eventi live; l’app affianca l’ippica al casinò
Eurobet 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi
Planetwin365 16007 — Pwo S.p.a. Principali campionati europei e oltre 20 tipi di sport con risultati in diretta
Betsson 16027 — Azzurri Limited Pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
bet365 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc Partner globale di una competizione europea per club; fra i mercati elencati compare l’ippica, con boxe, freccette, basket, golf e tennis
Goldbet 16009 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio e altri sport
Lottomatica 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Serie A, Serie B, competizioni europee, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming

C’è una riga della tabella che merita una nota a parte, e non è quella di un operatore. È la ragione per cui la colonna delle concessioni non dice quello che molta gente crede che dica. Le 52 righe dell’elenco non esauriscono il mercato: altri concessionari esistono, e un brand che non compare fra questi dieci non è per questo privo di concessione. La lista qui sopra è un campione di operatori con offerta sportiva documentata, non il censimento del settore.

Che cosa si può scommettere su una piattaforma con concessione

La domanda «su quali eventi si può scommettere» ha una risposta più stretta di quanto ci si aspetti, e la strettezza non è un cavillo burocratico: è il motivo per cui due operatori con la stessa concessione possono avere palinsesti molto diversi.

L’elenco dei giochi ammessi

L’art. 6, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: a) scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e sulle corse dei cavalli; b) totalizzatori sportivi e ippici; c) ippica nazionale; d) giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; e) scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; f) bingo.

Il comma 3 dello stesso articolo fissa la durata: i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Le condizioni del bando includono una società di capitali con sede nello spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che l’ADM fissa nel bando stesso, mentre i termini della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata.

Il quadro attuale nasce dalla gara del settembre 2025, che ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni; il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Il riferimento normativo è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.

Corse, ippica nazionale e simulati: tre cose diverse

La confusione più costosa, in questa nicchia, è quella fra tre prodotti che il linguaggio comune chiama tutti «corse dei cavalli».

Le scommesse sulle corse, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nella lett. a) insieme alle scommesse sportive. Sono quelle che un bookmaker generalista offre con un prezzo decimale accanto al nome del cavallo.

I «giochi di ippica nazionale» stanno nella lett. c) e richiedono una concessione propria. L’art. 2, lett. h) li descrive come scommesse di tipo totalizzatore — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté. Se una piattaforma prenda online i totalizzatori dell’ippica nazionale è cosa che nessun operatore dichiara, e va verificata sul posto.

Le scommesse su eventi simulati della lett. v) sono un mondo a parte, autorizzate dentro una concessione per scommesse sportive e collocate nelle sezioni «Virtuali» dei siti.

Un giocatore che apre una sezione chiamata Ippica senza chiedersi quale delle tre sta guardando rischia di giocare un generatore di numeri convinto di giocare una corsa.

Exchange, live e il resto

Il betting exchange è ammesso come gioco separato: l’art. 6, comma 1, lett. e) e l’art. 2, lett. u) lo descrivono come la forma in cui il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. Betfair è indicata come la prima a portarlo in Italia, con concessione 16028; la sua documentazione riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali altri brand gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è cosa che nessuno dichiara.

Le scommesse live sono offerte da tutti i grandi operatori. Le regole ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi coperti non sono note, e non esiste un elenco pubblico dei mercati live disponibili: il mercato live in Italia è grande e opaco nello stesso tempo.

Nessun tetto statutario in euro alle puntate sulle scommesse sportive esiste, o almeno non è noto. Gli strumenti che vincolano davvero il giocatore sono i suoi stessi limiti e il limite di deposito che sceglie in registrazione. Il che, detto brutalmente, significa che la protezione principale del conto è il conto stesso.

La concessione ADM: che cosa vi garantisce e che cosa no

La verifica della concessione è un’operazione da trenta secondi, e quasi nessuno la fa. Ecco i passaggi.

Come si controlla una concessione, passo per passo

Il test è uno solo: l’ADM pubblica l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza», e ogni riga è legata a un sito .it con un codice di concessione. Se il dominio su cui state per versare denaro non è un .it con una riga corrispondente, la conversazione è finita: nessuna quota è abbastanza buona per giustificare il resto.

Il secondo passaggio è quello che frega: la concessione è per sito, non per azienda. Lo stesso concessionario può comparire più volte. Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Giocodigitale: tre righe, tre siti diversi, lo stesso soggetto giuridico dietro. Chi verifica solo il nome dell’azienda e non il dominio non ha verificato niente.

Il terzo passaggio è la lettura della riga. L’elenco non ha una colonna per i giochi, e questo è un limite serio dei dati pubblicati, non un dettaglio. Un concessionario può avere il diritto alle scommesse sportive, al poker, al casinò, all’exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. La presenza sull’elenco non prova che quel sito offra scommesse sportive; prova che è autorizzato a stare sul mercato italiano. Il prodotto lo si verifica aprendo il sito.

Gli operatori dichiarano numero di concessione e azienda nei propri termini, ed è da lì che si prende il dato da confrontare con l’elenco. In questa pagina le due informazioni stanno nella colonna centrale della tabella degli operatori, e la verifica si chiude mettendo quel numero accanto alla riga corrispondente sul sito dell’Agenzia.

Chi non c’è, e che cosa rischia chi ci gioca

Alla lettura del 25 ottobre 2026 non comparivano fra le 52 righe brand noti come Unibet, Betway, 1xBet e 22bet. Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e il sistema si difende in tre modi.

L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti inibiti, entrambi pubblici sui siti dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione, e l’ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco opera a livello di DNS e qualche fornitore resta indietro; un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta è «oscurati».

Il secondo fronte è quello che riguarda direttamente chi legge. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come l’ADM stessa la cita il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e aggiunge che «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo in euro dell’ammenda non è noto, e non si conosce alcun procedimento contro un giocatore: la norma c’è, e questo è quanto si può dire.

Il terzo è la conseguenza pratica, che vale più delle prime due. Un sito senza concessione non è collegato alla RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, quindi un giocatore autoescluso che gioca lì è fuori dalla protezione. Non c’è vigilanza dell’ADM, non ci sono gli strumenti di limite obbligatori, e in caso di contenzioso non c’è un foro italiano. Il gioco offshore che accetta italiani esiste e si presenta con licenze straniere, che in Italia non valgono nulla.

La pubblicità è vietata, e questo vi dice qualcosa

Il Decreto Dignità, art. 9 D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e l’ADM lo ricorda citandone il testo: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa, le affissioni e internet.

L’AGCOM vigila, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Esiste una proposta, non una legge, di un emendamento alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: l’esito non è noto e alla data della verifica il divieto è in vigore.

Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo.

Per chi legge questa pagina, il divieto ha un effetto collaterale curioso: il bookmaker con concessione non può farsi pubblicità, quindi la pubblicità invasiva che incontrate arriva per lo più da soggetti che il divieto non sfiora. Il che dovrebbe rendere più sospettosi, non meno.

Proteggere il conto: limiti, RUA e identità

Gli strumenti di tutela in Italia non sono un servizio gentile che gli operatori offrono per generosità. Sono condizioni della concessione, e questo cambia il tono con cui vanno letti: sono un obbligo, non un regalo.

I limiti li scegliete voi, e contano più di quanto pensiate

L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede: limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore; limiti agli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. La meccanica dei cambiamenti è la parte da leggere con attenzione: un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per alzare un limite serve attendere sette giorni. Il dettaglio non è simmetrico per caso: serve a impedire che una sera di perdite finisca con una ricarica impulsiva, e chi ha provato a farlo lo sa.

L’ammontare del limite di deposito che l’ADM fissa nel bando non è noto. Restano quindi i limiti scelti in registrazione, e vale la pena ricordare come funziona il meccanismo in pratica: il limite che impostate voi è l’unico tetto reale alle vostre ricariche, perché un tetto statutario alle puntate non esiste.

L’autoesclusione, e il registro che la rende efficace

L’autoesclusione è lo strumento più potente della cassetta degli attrezzi, e funziona perché non è un accordo con un operatore ma un’iscrizione a un registro. La RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca l’accesso a tutte le piattaforme online con concessione ADM e alle sale sul territorio.

L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore. Una fonte di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026. Le durate concrete sono quelle che stanno nei termini degli operatori: per esempio Admiralbet prevede l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Il punto che rende la RUA utile è anche il suo limite: i siti senza concessione non sono collegati al registro. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un .com offshore non è protetto da nulla, e questa è l’argomentazione più concreta a favore dei siti .it autorizzati, più di qualsiasi bonus.

Identità, SPID e i trenta giorni che fregano

Il conto di gioco richiede l’identificazione piena, e non è un passaggio eludibile: è la ragione per cui il registro funziona. Gli operatori offrono la registrazione classica con documento e quella con SPID e CIE. BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni: l’art. 3, comma 1, lett. a) nomina la tutela dei minori come principio, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.

Il dettaglio operativo che merita di essere letto prima di iniziare: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Un giocatore che apre il conto in fretta, deposita e vince, e lascia la validazione a metà, si trova con i soldi dentro e la porta chiusa. Trenta giorni passano in un attimo quando si aspetta una corsa.

Il dovere di informazione, che è anche un numero

L’art. 15, comma 2, D.Lgs. 41/2024 stabilisce che ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa. È una cifra piccola in proporzione, e serve a ricordare una cosa semplice: la tutela del giocatore in Italia è una voce di costo per l’operatore, non un favore. Se un bookmaker la tratta come tale, trattatela come tale anche voi.

Il numero da avere in rubrica

Sul versante del supporto concreto, gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

Quel numero non ha bisogno di commenti brillanti. Va scritto e basta.

Bonus di benvenuto: quanto costa il denaro che sembra regalato

Arriviamo alla voce che tutti cercano e che nessuno legge fino in fondo. Il «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, ed è un termine onesto solo a metà: il bonus è denaro vero, ma è denaro che entra nel conto con un contratto attaccato.

Che cosa dice la legge, e che cosa non dice

Il Decreto Dignità vieta la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Chi cerca un divieto dei bonus in Italia non lo trova, e chi cerca un tetto statutario agli importi o ai requisiti di puntata non trova nemmeno quello. Non è noto alcun tetto normativo né all’importo del bonus né al rigioco richiesto, quindi importi, requisiti di puntata e quota minima vengono integralmente dai termini del singolo operatore.

Questa è la notizia più importante del capitolo, e la meno comoda: non esiste un parametro di legge con cui giudicare se un bonus è onesto. Esiste solo quello che sta scritto nei termini, e la verifica va fatta operatore per operatore.

Le condizioni che alzano il prezzo

I requisiti di puntata, o rigioco, sono la voce che trasforma un bonus in un obbligo. Una promozione che accredita denaro su saldo vincolandolo a un multiplo del bonus richiede di giocare quella cifra prima che il saldo diventi prelevabile, e ogni giocata paga il proprio margine. Il costo medio di liberare un bonus si legge moltiplicando il volume obbligato per il margine del mercato su cui lo si gioca: è una stima su tante giocate, non un conto esatto, e il numero che ne esce dipende più dal margine del mercato scelto che dalla generosità dell’operatore. Detto in altri termini, il bonus costa di più a chi lo libera su un mercato caro.

La seconda condizione è la quota minima: solo le giocate a partire da una certa quota contano ai fini del rigioco. Un giocatore che libera il bonus su quote basse scopre a fine percorso che quelle giocate non hanno contato.

La terza è la scadenza: i requisiti hanno una finestra temporale, e una promozione che scade in due settimane va giocata in due settimane.

La quarta è il tipo di offerta, che cambia il valore più di quanto cambi l’importo. Un bonus in denaro viene accreditato sul saldo. Una free bet non restituisce la puntata in caso di vincita. Una giocata «risk-free» rimborsata come free bet non è un rimborso in denaro. Un bonus legato al primo deposito è vincolato al deposito. Una quota maggiorata è una modifica del prezzo, non denaro. Sono cinque cose diverse, e chiamarle tutte «bonus» è comodo per chi vende e costoso per chi compra.

Che cosa offrono gli operatori di questa lista

Le informazioni disponibili sui singoli operatori sono disomogenee, e questo va detto con franchezza perché il lettore lo scoprirebbe comunque.

Il Welcome Bonus Sport di BetFlag è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. È una promozione legata alla prima ricarica, quindi il valore reale dipende da quanto depositate e dalle condizioni che accompagnano l’accredito.

Sisal lega il proprio bonus di benvenuto a un percorso preciso: serve essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica, e il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. La formula «su tutti gli eventi in palinsesto» è un vantaggio concreto se il vostro interesse è l’ippica, perché non vi obbliga a un solo sport.

Goldbet indica che scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto, senza che le informazioni disponibili ne specifichino importo e condizioni.

Per gli altri operatori della lista gli importi e i requisiti non sono noti da questa parte, e il posto giusto dove leggerli è la pagina promozioni del singolo sito, sezione condizioni. Vale per tutti la stessa raccomandazione: leggete il rigioco e la quota minima prima dell’importo. Un bonus da 500 € con requisiti pesanti vale meno di un bonus da 100 € senza vincoli, sempre.

Le dieci piattaforme, una per una

I profili che seguono usano la stessa griglia di base — concessione, che cosa dichiara l’operatore, che cosa significa per chi arriva dalle corse — e chiudono ognuno sul punto che quel profilo ha effettivamente sollevato.

BetFlag: l’identificazione che mette in ordine i conti

BetFlag opera con concessione ADM n. 16008, intestata a Betflag S.p.a., sul sito BetFlag. In apertura di conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Sul versante promozionale il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €.

L’identificazione digitale è la parte interessante di questo profilo, e non per la comodità. Un conto aperto con SPID è un conto già validato, quindi già collegato al sistema di tutele che comprende il registro delle autoesclusioni e gli strumenti di limite; un conto aperto con la procedura classica porta con sé i trenta giorni di finestra per la validazione, e chi sbaglia quel passaggio si trova i prelievi bloccati. Il collegamento con l’ippica non è dichiarato dai materiali promozionali, quindi la sezione Ippica va guardata direttamente sul sito.

Il tetto di 5.000 € è una cifra nominale, non un guadagno: il valore sta nelle condizioni di accredito, che vanno lette nella loro sede.

SNAI: la schedina completa, con il Cash Out in evidenza

SNAI opera con concessione ADM n. 16032, intestata a Snaitech Spa, sul sito SNAI. La sua app sportiva offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, oltre alla funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Fra le voci dell’offerta compare l’ippica.

Qui il punto da valutare è il Cash Out, e vale la pena farlo con calma. Chiudere una giocata prima dell’arrivo è un’opzione di flessibilità che nel lungo periodo ha un prezzo: il valore di chiusura lo decide l’operatore, e la comodità di uscire entra nel numero che vi viene offerto. Non è un difetto della funzione, è la sua natura. Un giocatore che chiude sistematicamente ogni giocata in lieve vantaggio paga quella comodità a ogni giro, e la paga senza vederla.

Un palinsesto con risultato esatto, cartellini e rigori accanto ai mercati principali dice che il catalogo è costruito sul calcio, non sulle corse.

Betfair: il mercato fra giocatori, con regole proprie

Betfair opera con concessione ADM n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l., sul sito Betfair. La sua app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con una sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate. Nella sostanza è l’unico brand di questa lista con una storia da exchange, il gioco dell’art. 6, comma 1, lett. e) in cui il giocatore può fare il puntatore o il banco e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo le due parti.

L’exchange cambia il rapporto con il margine, e non è una sfumatura da nerd. In un mercato tradizionale il prezzo lo fa il bookmaker e il margine è incorporato; su un exchange il prezzo lo fanno i giocatori e il concessionario incassa una commissione sul netto delle vincite. Sono due meccanismi diversi, e il secondo può essere più economico per chi ha le competenze per scegliere il prezzo da solo. La documentazione di Betfair riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul mercato italiano il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario.

Su un catalogo così costruito, l’ippica resta una voce del palinsesto come le altre. Chi cerca l’ippica trova l’operatore con l’offerta più varia di questa lista e la meno specializzata sulle corse.

Sisal: il volume più alto, l’ippica in mezzo al resto

Sisal opera con concessione ADM n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a., sul sito Sisal. La sua app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Fra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.

I due numeri che contano sono 1.000 e 15.000, e la distanza fra loro dice tutto: il live è la parte in cui il palinsesto si allarga. Il bonus di benvenuto richiede di essere titolari di un conto di gioco, di registrarsi sul sito o dall’app e di effettuare una prima ricarica, e il credito si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto.

L’ippica compare nell’elenco delle sezioni accanto al casinò e al Virtual, il che la dice lunga sulla gerarchia. Chi arriva dalle corse non troverà qui una casa, ma troverà un palinsesto in cui il live compensa la profondità ridotta dei mercati ippici.

Eurobet: il catalogo più largo, la nicchia più sottile

Eurobet opera con concessione ADM n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul sito Eurobet. La sua app sportiva offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.

Questo è, fra i dieci, il catalogo più curioso. Un operatore che quota le elezioni e i reality show ha una macchina per coprire gli esiti altrui oliata come poche, e un desk che sostiene quel lavoro non ha alcun bisogno di costruire un mercato ippico profondo. Chi arriva dalle corse trova quindi la sorpresa opposta a quella che si aspetterebbe: tanta larghezza, poca profondità dove gli serve.

Vale comunque la pena notare che la struttura del soggetto giuridico è più articolata di quanto il nome suggerisca: Eurobet Italia S.r.l. gestisce anche altri domini sull’elenco dei concessionari, e ciascuno è una riga a sé.

Planetwin365: calcio europeo, ippica come dettaglio

Planetwin365 opera con concessione ADM n. 16007, intestata a Pwo S.p.a., sul sito Planetwin365. La sua app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come la Champions League, l’Europa League e la Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Il numero da fissare qui è venti e passa: tipologie di sport, non eventi. Sono sport, e questo colloca l’operatore nella fascia dei generalisti con un catalogo largo ma senza una specializzazione dichiarata. Per chi gioca ippica, un catalogo di venti sport è una promessa di varietà, non di competenza sulle corse, e il modo di verificare la seconda è sempre lo stesso: aprire la sezione Ippica e contare quante riunioni ci sono oggi.

Rispetto a un’offerta costruita sui campionati cosiddetti top, la differenza si vede sulla profondità dei mercati per evento più che sul numero delle voci.

Betsson: migliaia di eventi, mercati ordinati per famiglie

Betsson opera con concessione ADM n. 16027, intestata a Azzurri Limited, sul sito Betsson. La sua app di sportsbook e casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

Notate dove sta la concessione: la società intestataria del sito italiano è Azzurri Limited, non un soggetto con il nome del brand. È la conferma più chiara del meccanismo descritto più sopra, quello per cui la concessione è legata al sito e non al marchio, e per cui la riga da controllare sull’elenco è quella del dominio. Chi verifica il nome del marchio e trova zero corrispondenze sull’elenco ha verificato la cosa sbagliata.

Il catalogo è quello di un operatore internazionale con una struttura di mercati ordinata per famiglie — esito, totale, entrambe segnano, marcatori, combo — che è una buona base per chi vuole giocare sistemi senza costruirsi le combinazioni a mano. L’ippica, ancora una volta, non è la voce su cui il catalogo è costruito.

bet365: il partner dei grandi tornei, l’ippica fra i mercati

bet365 opera con concessione ADM n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, sul sito bet365. L’operatore si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre-evento e live. I suoi strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

L’ippica compare per nome, cosa che sul resto della lista non succede quasi mai. E qui l’appartenenza a un mercato in cui le corse sono un prodotto popolare, non una nicchia, si sente. Non significa che la profondità dei mercati ippici sul sito italiano sia paragonabile a quella delle corse britanniche: significa che l’operatore sa cos’è un mercato delle corse, e che la voce non è lì per riempire un elenco.

La parte di tutela è, fra le dieci, la più esplicita nel nominare un canale di aiuto, e questo è un elemento che pesa nella valutazione più di quanto pesi in una promozione.

Goldbet: la schedina essenziale sotto un altro nome

Goldbet opera con concessione ADM n. 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul sito Goldbet. La sua app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.

Il nome della società intestataria è il dettaglio da tenere a mente, e non per curiosità societaria. Goldbet Better Organization Italy S.p.a. compare due volte in questa lista, perché gestisce anche Lottomatica, con un numero di concessione diverso e un sito diverso. Sull’elenco dell’ADM sono due righe: due domini, due concessioni, un solo concessionario. Chi pensa che Goldbet e Lottomatica siano concorrenti distinti e chi li tratta come la stessa azienda sbagliano entrambi allo stesso modo — sono due prodotti sotto un’unica struttura.

La schedina è quella classica senza fronzoli: live, pre-match, singole, multiple, sistemi. Per l’ippica significa un’offerta nella media, verificabile solo aprendo il sito.

Lottomatica: il marchio che pesa, la struttura che non si vede

Lottomatica opera con concessione ADM n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul sito Lottomatica. La sua app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Il profilo è quello di un marchio con una notorietà enorme e un prodotto sportivo costruito sui grandi campionati. La struttura societaria è la stessa del profilo precedente, e questo produce un effetto interessante per il giocatore: due siti distinti, due concessioni, lo stesso soggetto giuridico alle spalle, e l’assistenza clienti potrebbe risultare meno indipendente di quanto sembri.

Sul versante ippico il catalogo dichiarato non offre indizi particolari, e la verifica resta quella di sempre, fatta sul palinsesto del giorno.

Quanto vale il bonus, in soldi veri

Un esempio numerico aiuta a mettere in ordine le idee, purché si tenga a mente che è un esempio costruito e non un’offerta reale.

Prendiamo un bonus il cui importo sia soggetto a requisiti di puntata, immaginiamo che il volume obbligato ricada su un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90, e ragioniamo su che cosa succede. Su quel mercato il payout si colloca attorno al 95 % e il margine intorno al 5 %, esattamente come nell’esempio sul margine del bookmaker.

Se il volume di giocate obbligato è X euro, il costo medio atteso per liberarlo è X moltiplicato per il margine del mercato su cui giocate, cioè circa il 5 % di X quando il mercato è quello dell’esempio. Detto in modo più utile al lettore: su 1.000 € di giocate obbligate su un mercato a due esiti con margine del 5 %, il costo medio atteso della liberazione sta intorno ai 50 €, ed è una stima su tante giocate, non una previsione su una singola schedina. Se lo stesso volume va giocato su un mercato con margine doppio, il costo medio atteso raddoppia con lui.

La conseguenza pratica non riguarda i bonus ma il mercato su cui li liberate. Lo stesso requisito di puntata costa la metà se lo giocate sul mercato più economico disponibile, e questo è l’unico vero margine di manovra che un giocatore ha in mano quando accetta una promozione.

Nessuno dei numeri qui sopra dice se vincerete. Dicono quanto vi costa giocare, che è l’unica cosa che si può calcolare prima della corsa.

Domande frequenti sulle scommesse sui cavalli in Italia

Su quali eventi si può scommettere su un sito con concessione ADM?

Il palinsesto è il programma di eventi e tipi di scommessa preparato dal concessionario e approvato dall’ADM, e si gioca solo su eventi che ne fanno parte. Comprende scommesse sportive a quota fissa e a totalizzatore, comprese quelle sulle corse dei cavalli. Quali eventi contenga il palinsesto di un singolo operatore lo mostra il suo sito.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si controlla l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» dell’ADM, dove ogni riga è legata a un sito .it con un codice di concessione. Il controllo va fatto sul dominio, non sull’azienda, perché la concessione è per sito e un concessionario può gestirne diversi, oltre a un marchio che non porta il proprio nome.

Come si calcola la vincita di una scommessa da puntata e quota?

Con la quota decimale si moltiplica la puntata per la quota: 10 € a 1,85 restituiscono 18,50 €, di cui 8,50 € di profitto. Nelle quote frazionarie il ragionamento cambia: una quota 10-1 restituisce dieci volte la puntata in profitto, più la puntata stessa, cioè 11,00 in decimale.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano gli inversi delle quote di uno stesso mercato e si divide uno per quella somma: il risultato è il payout, cioè la quota di puntate restituita. Su un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 il payout sta attorno al 95 % e il margine intorno al 5 %. Più esiti ha il mercato, più il margine tende a salire.

Le vincite delle scommesse sono tassate in Italia?

L’imposta unica la versa il concessionario, sulla differenza fra incassi e vincite pagate, con aliquote del 20,5 % sulla rete fisica e del 24,5 % su quella a distanza, e le scommesse ippiche a quota fissa pagano gli stessi tassi delle scommesse sportive. Il giocatore incassa la somma netta e non dichiara nulla, secondo la lettura della stampa di settore: per la propria posizione, consultare un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un sito con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per alzarlo serve attendere sette giorni. L’ammontare del limite di deposito che l’ADM fissa nel bando non è noto, e non esiste un tetto statutario in euro alle puntate sulle scommesse sportive.

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