Cricket e scommesse in Italia: ciò che resta dopo aver controllato la concessione

Updated Ottobre 2026
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Una squadra di cricket scende in campo con undici giocatori. Un operatore italiano che vuole prendere scommesse su quella partita deve invece presentare un dossier di concessione, pagare circa 7 milioni di euro per nove anni e aspettare che ADM approvi l’evento uno per uno. È una sproporzione che vale la pena tenere a mente, perché spiega quasi tutto quello che segue: il cricket è uno sport che in Italia quasi nessun bookmaker tratta come prodotto di punta, eppure resta perfettamente giocabile presso i concessionari autorizzati, dentro il palinsesto che l’Agenzia ha approvato.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
Una squadra di cricket ha 11 giocatori.

Il punto pratico è questo. Non esiste, sulla lista dei concessionari, una voce «cricket». Quella lista, letta il 25 ottobre 2026, ha 52 righe — codici da 16000 a 16051 — e nessuna colonna che dica quali giochi o quali sport ciascun sito offra. Un nome sull’elenco dimostra una concessione, non una vetrina di cricket. Chi cerca scommesse sul cricket trova quindi due domande separate: chi ha titolo per operare in Italia, e chi tra coloro che hanno titolo mostra davvero quote su un match internazionale. Le due non coincidono quasi mai, ed è la distanza tra loro che questa analisi prova a misurare.

Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026, verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

Calendario e tornei: quando il cricket entra nel palinsesto

Il cricket si presenta in tre formati internazionali, e la loro struttura decide se una partita è adatta a un mercato di scommessa o è un esercizio di pazienza. Il Test match dura fino a cinque giorni, con un massimo di quattro inning totali — al massimo due per squadra — almeno novanta over al giorno, e un incontro che nessuna delle due formazioni vince finisce in pareggio. Cinque giorni: per un bookmaker che deve fissare una quota, è un orizzonte che somiglia più a una stagione che a un evento.

Il One Day International comprime tutto in una giornata. Ogni squadra batte per 50 over fissi, e se il punteggio è pari quando la squadra che insegue è tutta eliminata o ha esaurito gli over, l’incontro è un pareggio — nel cricket si chiama tie, non è un pareggio calcistico e i mercati lo trattano come esito a sé. Il Twenty20 taglia ancora: massimo 20 over per squadra, 120 lanci regolari, un lanciatore può lanciare al massimo quattro over, e un incontro in parità si decide con un super over. Un T20 dura poco più di tre ore. Per chi scommette, è il formato che si comporta come una partita di calcio: si apre, si segue live, si chiude.

La pioggia è la variabile che il calcio non ha. Negli ODI condizionati dal maltempo il metodo Duckworth-Lewis-Stern di solito stabilisce il bersaglio o il risultato; se si giocano troppo pochi over — di solito venti — l’incontro è dichiarato senza risultato. Per il giocatore questo significa una cosa molto concreta: un mercato sul risultato finale di un ODI può chiudersi con un esito nullo per motivi che non hanno nulla a che fare con la forza delle squadre. È l’unico sport in cui il meteo è una clausola contrattuale.

Chi governa il calendario

L’International Cricket Council governa il cricket mondiale; dodici membri effettivi hanno lo status di Test e il World Test Championship ha iniziato la stagione inaugurale nel 2019. Le competizioni che un palinsesto italiano può pescare sono poche e concentrate: la Coppa del Mondo T20 maschile ICC 2026 si è giocata dal 7 febbraio all’8 marzo 2026, organizzata congiuntamente da India e Sri Lanka con venti squadre, e l’India l’ha vinta battendo la Nuova Zelanda di 96 run in finale. Un torneo così — finale a marzo, venti squadre, fuso orario indiano — è il tipo di evento su cui un operatore italiano costruisce volentieri un palinsesto, perché concentra l’interesse in tre settimane e non richiede di seguire un campionato per mesi.

Il resto dell’anno somiglia a un deserto di visibilità. Le serie bilaterali tra Inghilterra, Australia, India e Pakistan si giocano a orari che in Italia cadono nella notte, e la Premier League del cricket indiano — che pure è il campionato più seguito al mondo per questo sport — non compare nelle descrizioni dei prodotti dei dieci operatori esaminati qui.

Cosa resta quando la copertura è sottile

Questa è la conseguenza da mettere in chiaro subito: chi cerca quote su cricket in Italia le troverà, ma le troverà dentro un catalogo costruito per altro. Le app dei principali bookmaker italiani descrivono calcio, tennis, basket, Formula 1, MotoGP, volley, ciclismo, hockey, golf, baseball, esports, persino elezioni politiche e reality show. Il cricket, quando c’è, sta nella coda lunga.

Il comportamento pratico da adottare è di conseguenza. Un mercato sulla coda lunga ha tre caratteristiche ricorrenti: liquidità bassa, limiti di puntata più stretti di quelli che l’operatore applica alla Serie A, e una quota che si muove poco perché pochi soldi la muovono. Nulla di tutto questo è scritto in un regolamento di cricket — è il modo in cui funziona un listino costruito attorno a un altro sport. Prima di contare su un mercato cricket conviene guardare se l’operatore lo espone davvero nel proprio programma, e con quale profondità, invece di fidarsi della parola «sport» al plurale.

Un’ultima nota sul formato da preferire. Il T20 è il formato con il rapporto più alto tra offerta di mercato e durata dell’evento: tre ore, esito in giornata, super over come coda. Il Test match è l’opposto — cinque giorni di gioco effettivo, quattro inning, possibilità di pareggio strutturale — e chi scommette su un Test sta accettando un orizzonte in cui il rischio meteo e il rischio «nessun vincitore» pesano quanto la forma delle squadre. L’ODI sta in mezzo, con l’aggravante del Duckworth-Lewis-Stern che può riscrivere il bersaglio a partita iniziata.

Valutazione: i criteri per scegliere tra i concessionari ADM

Prima di guardare le singole insegne conviene fissare su cosa si valuta un operatore per il cricket, perché i criteri ordinari — numero di mercati, quota, cash out — non funzionano tutti allo stesso modo su uno sport di nicchia.

Il primo criterio è la concessione, e va letto per quello che è. Il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, sul riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, riscrive il quadro: le concessioni sono concessioni assegnate per gara pubblica, non licenze aperte; l’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza sotto concessione — dalle scommesse a quota fissa su eventi sportivi, simulati compresi, e su corse dei cavalli, ai totalizzatori, all’ippica nazionale, ai giochi di abilità, al betting exchange, al bingo. L’art. 6, comma 3 fissa in nove anni il tetto massimo di durata, senza rinnovo. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

La concessione è per sito, non per azienda. È un dettaglio che sfugge quasi sempre: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it, tre righe distinte su tre siti distinti. E la lista non ha una colonna per i giochi, il che significa che un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto su scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, betting exchange e bingo. Stare sull’elenco non dimostra di per sé un’offerta di scommesse sportive: quella la dimostra il sito dell’operatore, la sua app, i suoi termini.

Il secondo criterio è il palinsesto. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma degli eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e dei tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa può essere raccolta solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato, e l’Agenzia aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Il cricket internazionale entra nel programma evento per evento, non come blocco.

Il terzo criterio è quello che nessuna app dichiara e che decide il costo reale della giocata: il margine dell’operatore. Su un mercato a due esiti, che il cricket offre spesso — Test match con esito a due vie quando il pareggio viene trattato a parte, oppure mercati su chi vince il sorteggio del lancio, sulla prima eliminazione, su un singolo over — il margine si legge direttamente dalla somma delle quote.

La matematica del margine, ovvero quanto vale davvero una quota di cricket

Prendiamo un mercato illustrativo a due esiti, con quota 1,90 e 1,90. È un esempio, non un prezzo quotato da nessuno degli operatori esaminati. La quota di incasso, cioè la frazione di tutte le puntate che quel mercato restituisce ai giocatori, si calcola sommando gli inversi delle quote: 1 diviso 1,90 fa 0,5263 circa, due volte, quindi 1,0526. L’inverso di questo valore è 0,950. La quota di incasso è quindi intorno al 95 %, e il margine del bookmaker, cioè quello che trattiene su ogni unità puntata su quel mercato, si aggira di conseguenza sul 5 %.

Da dove viene l’1,90. Un mercato onesto a due esiti con margine zero pagherebbe 2,00 e 2,00. L’operatore che scrive 1,90 ha spostato la linea verso di sé: sul mercato a due vie il margine tipico dei bookmaker italiani si colloca in una fascia che va da circa il 4 % a circa il 7 %, e la posizione dentro la fascia dipende da quanto è competitivo quel listino specifico. Un listino di nicchia come il cricket tende alla parte alta della fascia, perché la scarsità di offerta tollera un margine più ampio; un mercato liquido come l’1X2 di un big match di Serie A tende alla parte bassa.

La conseguenza è misurabile. Su cento puntate illustrative da 10 € ciascuna, per un totale di 1.000 €, un mercato con margine al 5 % restituisce in media circa 950 € — e i 50 € di differenza sono il costo medio che il giocatore paga per accedere a quel mercato, indipendentemente da quanto sia bravo a scegliere gli esiti. La cifra sale verso i 70 € se il margine è al 7 %. È lo stesso ragionamento per cui una quota di cricket molto lunga non è automaticamente un buon affare: una quota alta su un mercato di nicchia spesso incorpora un margine alto, e il premio che sembra generoso sta compensando il fatto che l’operatore sa di avere il coltello dalla parte del manico su un listino che quasi nessuno controlla.

Come leggere il resto della vetrina

Concessione e palinsesto in chiaro, resta da valutare la meccanica del prodotto. Qui i criteri sono quelli noti a chi gioca: cash out, streaming, profondità dei mercati live, strumenti di tutela, tempi di prelievo.

Il cash out è la funzione che permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca, e su un Test match di cinque giorni non è un vezzo — è l’unico modo di non restare esposti per una settimana. Lo streaming è la seconda leva: seguire una partita di cricket senza vederla è un esercizio di fede nei confronti di un tabellone che si aggiorna lentamente, e un operatore che manda il flusso video rende il live utilizzabile anche su uno sport che il giocatore italiano conosce poco. La profondità dei live, infine, si misura in quale parte della partita il mercato resta aperto: se il listino si sospende ogni due over, il live è nominale.

Sui tempi di prelievo vale la solita regola: sono nei termini dell’operatore, non in una brochure, e dipendono dal metodo scelto. Un conto identificato con SPID e un conto identificato con documento hanno lo stesso diritto al prelievo ma non la stessa velocità di validazione, perché senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori.

Fondamenti: come funziona una scommessa sul cricket

Il meccanismo di base non cambia sport. Una giocata è una puntata a quota fissa: la quota è il moltiplicatore che l’operatore applica alla puntata, e il prodotto tra puntata e quota dà il ritorno di una giocata vincente. Puntata 10 € a quota 1,85 significa 18,50 € di ritorno, di cui 8,50 € di profitto netto. Il margine dell’operatore, quello calcolato nella sezione sulla valutazione, vive dentro la quota e non compare mai nella schedina.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
In un ODI ogni squadra batte per 50 over fissi.

Sul cricket alcune cose però cambiano rispetto al calcio, e sono proprio le cose che generano contestazioni.

Esito, pareggio e «no result»

Il primo punto è che il cricket ha tre esiti possibili su due squadre, e solo in alcuni formati. Nel Test match il pareggio è un esito strutturale: un incontro che nessuna delle due squadre vince è un pareggio, e non è la stessa cosa di un incontro senza risultato. Nell’ODI il tie è punteggio pari a fine inseguimento, e il mercato può trattarlo come esito a sé oppure come rimborso a seconda di come l’operatore costruisce la linea. Nel T20 un pareggio si decide con un super over, quindi il mercato sul vincitore trova comunque una risposta sul campo.

Il secondo punto è il «no result», e qui sta la trappola più frequente per chi si avvicina al cricket dal calcio. Un ODI dichiarato senza risultato per pioggia non è un pareggio: è un incontro annullato ai fini del mercato. Se l’operatore ha costruito la linea come vincitore dell’incontro senza gestire esplicitamente il caso, la giocata segue la regola generale dell’operatore sulle partite non giocate — tipicamente il rimborso, ma è la regola dell’operatore, non una regola dello sport. Vale la pena leggere quella clausola prima di puntare, non dopo.

Over, run e mercati che non si trasferiscono dal calcio

Il cricket si gioca a over e a run. Un over è un blocco di sei lanci regolari, e questo genera famiglie di mercati che nel calcio non hanno equivalente diretto. I mercati sul numero di run totali di un inning somigliano agli Under/Over sui gol nella forma, non nella sostanza: nel cricket il punteggio si accumula molto più rapidamente e il ritmo è la variabile che il mercato cerca di prezzare. Un lanciatore che lancia al massimo quattro over nel T20 è una risorsa contata, e il momento in cui entra ed esce dal lancio è uno dei punti in cui il mercato live si muove di più.

La conseguenza per chi legge un listino: il nome del mercato può essere identico a quello di un mercato calcistico, ma la logica sottostante no. Un Under/Over su un totale di run non si legge con l’intuizione di un Under/Over sui gol, perché il cricket ha un numero di eventi di punteggio per partita molto più alto e una distribuzione del punteggio più ampia. Vale lo stesso per gli handicap, che nel cricket vengono applicati sui run e non sui gol, e per i mercati sul giocatore, che ruotano attorno a chi batte, chi lancia e per quanto.

Dollari, euro e una differenza che resta

Il terzo punto è noioso e importante: le giocate sul cricket si prezzano quasi sempre in dollari nelle borse internazionali, mentre il conto di gioco di un concessionario ADM è in euro. Il rapporto tra puntata, quota e ritorno resta quello descritto, ma il valore della puntata dipende dal cambio applicato dall’operatore, che è materia dei suoi termini. Sulle puntate piccole la differenza è trascurabile; su una puntata a tre cifre diventa una voce reale, ed è una ragione in più per guardare il listino prima di alzare il taglio.

Normativa: la concessione ADM, la verificabilità e cosa cambia per il giocatore

L’Italia regola il gioco a distanza attraverso concessioni, e questo ha una conseguenza diretta sulla ricerca di un bookmaker per il cricket: la domanda non è se un sito accetti giocate su cricket, ma se abbia titolo per accettare giocate in Italia, e su quali eventi.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Negli ODI condizionati dalla pioggia il metodo Duckworth-Lewis-Stern di solito stabilisce il bersaglio o il risultato.

Il primo passo della verifica è l’elenco pubblico. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — che nelle comunicazioni del mercato compariva come AAMS e che molti operatori continuano a chiamare così — tiene l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza. Letto il 25 ottobre 2026 ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. La concessione è per sito: è questa la ragione per cui una stessa società può comparire più volte con siti diversi. Un nome sull’elenco non dice nulla sui giochi offerti, perché la lista non ha quella colonna.

Il secondo passo è leggere i termini dell’operatore. Gli operatori dichiarano numero di concessione e società nella propria pagina di termini, ed è quella la fonte che il giocatore ha in mano quando deve decidere se il sito davanti a lui è quello giusto. Il terzo passo è guardare il sito e l’app, perché è lì, non nella lista, che si vede se le scommesse sportive esistono e con quale ampiezza.

Tre avvertenze che valgono la pena di scrivere per esteso.

La prima riguarda i nomi assenti. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe al 25 ottobre 2026: al momento della verifica non hanno una riga sull’elenco.

La seconda riguarda la tentazione di leggere un marchio sull’elenco come prova di un’offerta sportiva. Il concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto su scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, exchange e bingo. Una riga sull’elenco è una condizione necessaria, non sufficiente: se un marchio non mostra scommesse sul proprio sito, non le ha, per quanto sia regolarmente in elenco.

La terza riguarda il versante opposto, quello dei siti senza concessione. Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che l’Agenzia, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e la lista dei siti inibiti, entrambe pubbliche; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco lavora a livello DNS, alcuni provider sono più lenti di altri, un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini — ordine del 24 settembre 2025, secondo la stampa di settore — e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini; le copie ricompaiono nel giro di ore, ed è per questo che il mercato usa la parola «oscurati». La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come l’Agenzia stessa ricorda il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari. L’importo dell’ammenda per il giocatore e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore sono fuori da ciò che è dato sapere.

Autoesclusione, limite di deposito e tutele che non seguono il giocatore fuori dall’Italia

Il vantaggio pratico di giocare presso un concessionario ADM non è il premio di benvenuto: sono gli strumenti di tutela che solo un titolare di concessione è obbligato a mettere a disposizione. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 li elenca — autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana e otto ore al giorno.

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è il pezzo che vale la pena spiegare per esteso perché è quello che un giocatore in difficoltà tocca concretamente: chi vi è iscritto viene bloccato da ogni piattaforma online con concessione ADM e dai punti vendita fisici. Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso che si sposta su un sito privo di titolo non è protetto da nulla: la sua autoesclusione vale in Italia, non ovunque.

La stessa logica vale per il limite di deposito. Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione; la riduzione ha effetto immediato, l’aumento richiede sette giorni. Il limite di deposito è quindi uno strumento a senso unico per costruzione: si stringe subito, si allarga con calma. Il valore del limite che ADM fissa nella gara di concessione non è noto.

Pubblicità, bonus e l’unica regola che nessun operatore aggira

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita così il 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni vigila sull’applicazione, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Sul piano applicativo il quadro è meno lineare di quanto il testo suggerisca. La stampa di settore riferisce che nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; che il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; e che pendono due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea — C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità della notifica del divieto. Una proposta, allo stato non legge: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, sponsorizzazioni comprese. L’esito non è stato reperito, e al momento della verifica il divieto è in vigore.

Una precisazione che sfugge spesso: il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza di un bonus. Non esiste un tetto statutario né al bonus né ai requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore.

Tassazione: chi paga, e cosa succede se il sito è estero

Sul fronte fiscale la distinzione è netta e va tenuta ferma, perché è quella che il giocatore sente sulla propria schedina.

L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa — D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato: 20,5 % se incassata sulla rete fisica e 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sui cavalli pagano le stesse aliquote, mentre prima erano al 43 % e al 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel Decreto Sport per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto.

Lato giocatore, il quadro è quello che ADM e la stampa descrivono come tassazione alla fonte: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la conclusione onesta è che conviene consultare un commercialista per il proprio caso specifico.

Il discorso cambia quando il sito non ha concessione. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va enunciata come andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Il senso di tutto questo per chi cerca scommesse sul cricket è semplice. Un concessionario ADM paga l’imposta per te, ti mette a disposizione il RUA, i limiti e un foro italiano. Un marchio .com senza concessione non ti dà nessuna delle tre cose, è esposto al blocco DNS e, come afferma ADM, espone il giocatore a una sanzione di carattere penale. Siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore.

Gioco responsabile: cosa resta quando l’operatore non c’è

Gli strumenti di tutela descritti nella sezione sulla normativa funzionano solo dentro il perimetro della concessione, e questa è la prima cosa da capire quando si gioca su uno sport di nicchia come il cricket: la nicchia non protegge, semmai distrae. Un giocatore che non trova il mercato che cerca su un sito italiano è tentato di andarlo a cercare altrove, ed è esattamente là che le tutele smettono di esistere.

Vale la pena distinguere tra gli strumenti automatici e quelli volontari, perché il loro funzionamento è diverso.

Gli strumenti automatici sono quelli che l’operatore è obbligato a mettere in campo: il limite di deposito scelto in registrazione, i messaggi automatici sulla durata e sulla spesa, il canale di contatto con orari minimi garantiti. La loro caratteristica comune è che operano anche quando il giocatore non ci pensa.

Gli strumenti volontari sono quelli che il giocatore deve decidere di attivare: la pausa, i limiti di versamento, gli avvisi sull’attività di gioco, l’autoesclusione. Nella descrizione di bet365 questi sono gli elementi che compongono la cassetta degli attrezzi di gioco responsabile, insieme ai periodi di pausa e ai limiti di versamento; per i residenti in Italia l’operatore indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Admiralbet imposta già in registrazione un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato per un limite ridotto e sette giorni di attesa per un limite aumentato.

L’autoesclusione: due regimi e una data da segnare

L’autoesclusione è lo strumento più potente e il più mal compreso, e la sua storia recente spiega perché. Le condizioni di Admiralbet prevedevano l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

La conseguenza per il giocatore è concreta. Il vecchio regime offriva tre tagli predefiniti e una via senza ritorno; il nuovo offre una scala molto più fine, da 7 a 270 giorni, e un indeterminato reversibile dopo nove mesi. Un giocatore che vuole uscire un mese non deve più scegliere tra trenta e sessanta giorni: chiede trentacinque. La granularità è un miglioramento, ma la reversibilità dell’indeterminato è anche una porta che prima era chiusa. Chi ha davvero un problema dovrebbe preferire la forma più lunga disponibile e usare il canale di contatto dell’operatore, non la sospensione breve.

Le tre verifiche da fare prima di giocare, in ordine

Il modo pratico per chiudere il cerchio è una sequenza breve. Prima: l’Elenco dei concessionari pubblicato da ADM, per accertare che il sito davanti a sé abbia una riga con codice e sito .it corrispondente. Seconda: la pagina dei termini dell’operatore, per leggere numero di concessione, società concessionaria, tempi di prelievo e regola sulle partite non giocate. Terza: il proprio conto, prima di puntare qualsiasi cosa, con limite di deposito e, se serve, autoesclusione già impostati.

Un’ultima osservazione sul cricket in particolare. È uno sport con partite notturne, calendari che si spostano per il meteo, formati lunghi e un mercato sottile. Tre condizioni che rendono il controllo di sé più difficile, non più facile. Il limite di deposito si stringe in dieci secondi e si allarga in sette giorni: su questo, l’asimmetria gioca a favore di chi la imposta prima di vedere una quota che gli piace.

I dieci concessionari ADM a confronto: cricket, quote e concessionaria

Questa è la sezione operativa. I dieci operatori che seguono hanno tutti una riga sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, un codice di concessione e un sito .it. Nessuno è una raccomandazione: la lista non è una classifica, la concessione è assegnata per sito e la lista non ha una colonna per i giochi. Diverse di queste insegne sono casinò-first con un bookmaker accanto. E l’elenco non esaurisce il mercato: altri concessionari esistono, e un marchio assente dagli approfondimenti che seguono non è per ciò stesso privo di titolo.

Il quadro riassuntivo che precede i singoli profili tiene insieme ciò che è verificabile, la riga di concessione, e ciò che l’operatore stesso dichiara sui propri termini. Il cricket non è il metro di questa tabella: il metro sono la titolarità, la concessionaria e la presa di posizione dell’operatore sul proprio prodotto.

Brand Numero di concessione ADM e concessionaria Ciò che i termini dell’operatore dichiarano sull’oggetto
NetWin 16035, Netwin Italia S.p.a. Scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali e partenze ogni 2 minuti
Lottomatica 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Copertura di Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live
bet365 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live
Goldbet 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; bonus di benvenuto con app e registrazione
Planetwin365 16007, Pwo S.p.a. Campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta
Betfair 16028, Betfair Italia S.r.l. Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo; sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate
StarCasinò 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò
BetFlag 16008, Betflag S.p.a. Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €
Eurobet 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica
William Hill 16044, William Hill Malta Plc Extra Bet Club: freebet da 5 € a settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, per una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0

Nessuno di questi dieci profili porta il cricket in evidenza, e la tabella lo mostra senza doverlo dire: la colonna dei prodotti elenca quello che l’operatore stesso promuove, e il cricket non ci compare. Non è una sorpresa. Le descrizioni che gli operatori pubblicano sono costruite attorno agli sport che muovono volume, e il cricket italiano non è uno di quelli. Chi cerca un bookmaker per il cricket deve quindi ragionare diversamente: non chi lo pubblicizza, ma chi ha la concessione, chi tratta più sport, e chi costruisce le linee con criteri verificabili.

La seconda cosa che la tabella rende visibile è la separazione tra marchio e società concessionaria. Netwin Italia S.p.a., Goldbet Better Organization Italy S.p.a., Hillside (New Media Malta) Plc, Pwo S.p.a., Betfair Italia S.r.l., Azzurri Limited, Betflag S.p.a., Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, William Hill Malta Plc: nove società dietro dieci insegne, con Goldbet Better Organization Italy che compare due volte. È la conferma pratica di quello che la normativa stabilisce, la concessione è per sito, e spiega perché la riga di tabella che conta non è il marchio ma la coppia codice-società.

NetWin: la concessione 16035 e l’unico catalogo che arriva a dodici sport

NetWin è il caso in cui il catalogo dichiarato si avvicina di più a un’offerta ampia. L’app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. La concessione è la numero 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a., su sito .it proprio.

La lista degli sport copre undici discipline più gli esports, ed è la più lunga tra quelle che questi dieci operatori descrivono. Non contiene il cricket, e non è il punto: il punto è che un catalogo costruito su undici sport tende a ospitare anche la coda lunga, mentre un catalogo costruito su quattro mercati di punta no. Gli eventi virtuali con partenze ogni due minuti, poi, sono una macchina di volume: sono partite simulate che non dipendono da un calendario internazionale e che girano di continuo. È l’opposto del problema di calendario che il cricket porta con sé.

Il verdict, per NetWin, si gioca sulla larghezza: è l’operatore della lista che si presenta con il ventaglio sportivo più esteso e con il ritmo di eventi più alto, e questo lo rende il candidato più naturale per chi vuole provare un mercato di nicchia senza cambiare operatore quando la nicchia è chiusa. La riserva sta nella profondità: un catalogo dichiarato lungo non garantisce che il singolo mercato cricket sia quotato con margini competitivi, e su un listino a molti sport la coda lunga è spesso quella dove il margine si allarga di più.

Lottomatica: streaming e risultati in tempo reale sotto la concessione 16010

Lottomatica porta una concessione che vale la pena leggere due volte: il codice è 16010 e la concessionaria è Goldbet Better Organization Italy S.p.a., la stessa società dietro all’insegna Goldbet. È il primo dei due casi di doppia riga in questa lista, ed è la dimostrazione più pulita del fatto che la concessione è per sito e non per azienda. Lottomatica non è Goldbet, pur essendo Goldbet.

Sul prodotto, l’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. La coppia risultati più streaming è la funzione che rende utilizzabile il live su uno sport poco conosciuto: chi non ha mai visto un over di cricket capisce cosa sta succedendo se lo vede, non se legge un numero che cambia.

Il giudizio su questa insegna ruota attorno a quella combinazione: lo streaming dichiarato e i risultati in tempo reale sono la dotazione che conta quando il mercato è di nicchia, perché riducono la distanza tra il giocatore italiano e uno sport che non è il suo. Il rovescio è che la lista di eventi in evidenza è tutta calcio e motori, quindi la profondità sul cricket resta una scommessa sulla coda lunga e non un dato che l’operatore mette sul tavolo.

bet365: la concessione 16030 e un palinsesto costruito sulle coppe

bet365 è l’operatore con la posizione di mercato più visibile di questa lista: si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. La concessione è la 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc.

Il pacchetto di sport dichiarato è interessante per una ragione che non salta all’occhio: ippica, boxe e freccette non sono sport di grande volume di scommessa in Italia, e la loro presenza suggerisce un listino costruito per accumulare discipline piuttosto che per concentrarsi sui cinque sport principali. Il cricket è più vicino a quel tipo di logica di quanto lo siano il calcio o il tennis.

Su questa insegna il giudizio va al rapporto tra peso internazionale e offerta italiana: un operatore che costruisce la propria identità su un partenariato globale è anche quello con l’infrastruttura più adatta a coprire un evento internazionale come una Coppa del Mondo T20, che si gioca tra India e Sri Lanka a orari notturni per l’Italia. Il limite è che il palinsesto italiano resta soggetto all’approvazione evento per evento, e nessun partenariato globale cambia questo passaggio.

Goldbet: concessione 16009 e la meccanica delle schedine

Goldbet condivide la concessionaria con Lottomatica — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. — ma con un codice diverso, il 16009, e un sito proprio. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.

La struttura delle giocate è la parte che vale la pena notare: singole, multiple e sistemi sono tre modi diversi di comporre una schedina, e il sistema, che combina più pronostici in un numero controllato di giocate, è lo strumento che un giocatore esperto usa per gestire il rischio su più eventi. Su un mercato come il cricket, dove gli esiti a tre vie e i no result rendono le multiple una scommessa composta anche sul regolamento, la presenza dei sistemi nel listino è più rilevante di quanto sembri.

Il verdetto su Goldbet si appoggia a quella meccanica: è l’insegna della lista che mette più in chiaro come si compone una giocata, con le quattro tipologie dichiarate e i sistemi accanto, e questo conta per chi vuole costruire una schedina su più partite di cricket invece di una singola. Non offre elementi che la distinguano da Lottomatica sul piano del prodotto dichiarato, e la differenza tra le due, al di fuori del codice, resta nella veste del sito.

Planetwin365: concessione 16007 e la copertura più fitta sui campionati

Planetwin365 dichiara la copertura più dettagliata sui campionati tra le insegne di questa lista: l’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. La concessione è la 16007, di Pwo S.p.a.

Il dato dei più di 20 tipologie di sport è il più alto in termini assoluti che questa lista riporti, e la precisione con cui vengono nominati i campionati, compresa la Serie C, dice qualcosa sul metodo: un operatore che scende fino alla terza serie costruisce il listino per profondità, non per vetrina. È un atteggiamento che sulla carta favorisce lo sport di nicchia, perché la macchina che quota la Serie C ha già l’infrastruttura per quotare altro.

Il giudizio, quindi, va alla fittezza della copertura: tra i dieci è l’insegna che dichiara il numero più alto di tipologie di sport e la granularità più fine sui campionati, il che la rende la candidata più solida per chi vuole trovare un mercato anche quando non è in vetrina. La riserva riguarda la verifica: più di 20 tipologie è un numero dichiarato dall’operatore, non un elenco verificabile, e il cricket va cercato nel programma prima di darlo per presente.

Betfair: concessione 16028 e il mercato a quota maggiorata

Betfair ha una posizione particolare in questa lista, perché storicamente è l’insegna legata al betting exchange, il gioco in cui il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a mettere in contatto, previsto dall’art. 6, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 e definito dall’art. 2, lett. u). La concessione è la 16028, di Betfair Italia S.r.l.

Sul prodotto dichiarato, l’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La documentazione di Betfair è inoltre riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 afferma che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali insegne gestiscano oggi un exchange e con quali regole di commissione non è dato sapere.

Il verdetto su Betfair riguarda la trasparenza del prezzo: la sezione Supercombo con mercati a quote maggiorate è l’unico elemento di questa lista che dichiari esplicitamente una politica di prezzo, e su un mercato a margine variabile come quello del cricket è un’informazione che vale più di dieci elenchi di campionati. Il rovescio è che la presenza dell’exchange in Italia resta un dato storico e documentale, non un’offerta che l’operatore promuove oggi.

StarCasinò: concessione 16026, un bookmaker dentro un casinò

StarCasinò è il caso più chiaro di insegna casinò-first con un bookmaker accanto. La concessione è la 16026, di Azzurri Limited, la stessa concessionaria di Betsson.it secondo l’elenco. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

La descrizione è generica, e la genericità è un’informazione. Non c’è un elenco di sport, non c’è una lista di campionati, non c’è un mercato nominato: il prodotto sportivo esiste ed è dichiarato in termini ampi. Per un giocatore di cricket questa vaghezza è il segnale principale.

Il giudizio su StarCasinò si costruisce su quella struttura: è l’insegna in cui il bookmaker è un reparto e non il prodotto principale, con una concessione intestata a una società che opera anche con un altro marchio sullo stesso elenco. Chi cerca cricket farebbe bene a guardare altrove prima, e a tornare qui solo se ha già un conto aperto per il casinò e vuole usare lo stesso saldo per una giocata sportiva.

BetFlag: concessione 16008 e un bonus che vale la pena leggere in controluce

BetFlag è l’operatore di questa lista con il bonus di benvenuto più grande in valore assoluto. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. La concessione è la 16008, di Betflag S.p.a. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Il bonus del 100 % fino a 5.000 € è un tipo di offerta che va letta con attenzione al meccanismo, non al numero. È un bonus in denaro accreditato su saldo, non una freebet e non un rimborso, quindi la sua natura è diversa da quella delle freebet che altre insegne di questa lista offrono. Il fatto che il sito metta in evidenza SPID e CIE accanto alla registrazione classica è un secondo elemento interessante: SPID e CIE sono i canali che completano l’identificazione subito, mentre senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati.

Il verdetto su BetFlag è quindi sul rapporto tra dimensione dell’offerta e percorso di accesso: l’insegna mette sul piatto la somma nominale più alta della lista e, insieme, il canale di identificazione più rapido, il che rende il percorso di apertura conto più corto che altrove. Il punto da tenere d’occhio è la natura del bonus, denaro accreditato su saldo e non giocata gratuita, perché cambia il modo in cui il valore va valutato prima di contare sul saldo.

Eurobet: concessione 16012 e il palinsesto più largo della lista

Eurobet ha, di questa lista, il palinsesto dichiarato più eterogeneo. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). La concessione è la 16012, di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, la società che secondo l’elenco gestisce anche Bwin.it e giocodigitale.it, il secondo caso di riga multipla.

Il palinsesto che arriva fino alle elezioni politiche dice molto sul metodo di costruzione dell’offerta: è un listino che prezza tutto ciò che ha un esito verificabile, non solo ciò che ha un pubblico di scommettitori. Il cricket, con i suoi esiti binari e le sue partite notturne, cade esattamente dentro quella logica.

Il giudizio su Eurobet ruota quindi attorno alla varietà: è l’insegna con il palinsesto più largo e meno specializzato dei dieci, e questa è la caratteristica che rende più probabile trovare un mercato non convenzionale. La riserva è la stessa di ogni listino largo: la presenza di uno sport nel palinsesto non dice nulla sul margine applicato, e su un mercato come il cricket la differenza tra una quota e l’altra sta proprio lì.

William Hill: concessione 16044 e una freebet legata alla Serie A

William Hill chiude la lista con il codice di concessione più alto, il 16044, di William Hill Malta Plc, e con l’offerta più legata a una competizione specifica. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.

Vale la pena leggere la condizione con precisione, perché è quella che decide il valore. Non è una freebet gratuita: si ottiene giocando una multipla di almeno 20 € con almeno cinque eventi e una quota totale minima di 10.0. Cinque eventi a quota minima complessiva 10.0 sono cinque selezioni che devono tutte vincere, e la probabilità che questo accada è strutturalmente bassa. Il tetto di 100 € è il limite superiore dell’accumulo settimanale, non un importo garantito.

Il verdetto su William Hill è quindi sulla struttura dell’offerta: è l’unica di questa lista legata a una competizione specifica, la Serie A, e la condizione è una multipla a cinque gambe, cioè il tipo di giocata che premia chi già compone multiple per abitudine e non chi punta un singolo mercato. Chi cerca il cricket troverà in questa insegna una logica di prodotto orientata altrove; chi costruisce abitualmente multiple sulla Serie A, invece, ha qui un incentivo che nessun’altra insegna della lista replica.

Domande frequenti

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM; una scommessa può essere raccolta soltanto su quegli eventi, e l’Agenzia li autorizza uno per uno. Il cricket internazionale entra quindi per singolo evento autorizzato, non come blocco.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che al 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it: la concessione è per sito, non per azienda. Un nome sull’elenco non dimostra però un’offerta di scommesse sportive e la lista non ha una colonna per i giochi; numero e società restano anche nei termini dell’operatore.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno di una giocata vincente è la puntata moltiplicata per la quota. Puntando 10 € a quota 1,85 il ritorno è 18,50 €, di cui 8,50 € sono il profitto netto; in una multipla le quote delle singole selezioni si moltiplicano tra loro e formano un unico prezzo. Il margine dell’operatore è già dentro la quota e non viene aggiunto dopo.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato. Su un mercato illustrativo a due esiti a 1,90 e 1,90 la somma degli inversi è circa 1,0526, il cui inverso dà una quota di incasso di circa il 95 %; il margine è la differenza, quindi circa il 5 %. È una fascia, non una cifra fissa: su un mercato di nicchia tende a salire.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Il prelievo cade sul concessionario, non sul giocatore. L’imposta unica sulle scommesse a quota fissa è pari al 20,5 % se incassata sulla rete fisica e al 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite. Le vincite pagate da un concessionario ADM non vanno quindi dichiarate dal giocatore, anche se la conferma da parte dell’amministrazione finanziaria non è disponibile: conviene consultare un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione. Un limite ridotto ha effetto immediato, mentre un limite aumentato entra in vigore dopo sette giorni. Il limite di deposito è quindi uno strumento a senso unico per costruzione: si stringe subito, si allarga con calma, e resta la principale difesa volontaria del giocatore.

Cosa resta da sapere prima di puntare su una partita di cricket

Il cricket è uno sport che in Italia si scommette dentro una cornice normativa molto più stretta di quella che il giocatore immagina. Cinque cose reggono l’intera analisi, e vale la pena averle in mente tutte insieme.

La concessione è la condizione di partenza e non dice nulla sui giochi. La lista ADM conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, la concessione è per sito e non per azienda, e la lista non ha una colonna che dica se un sito offra scommesse sportive. Un marchio in elenco può tranquillamente essere un casinò con un bookmaker accanto, ed è il caso di almeno una delle dieci insegne esaminate.

Il palinsesto è il secondo filtro. Solo gli eventi approvati dall’Agenzia possono essere quotati, e ADM li aggiunge uno per uno: il cricket internazionale entra evento per evento, non come catalogo. Su un mercato così sottile la liquidità è bassa, i limiti di puntata sono più stretti di quelli della Serie A e il margine tende alla fascia alta.

Il margine è il terzo punto, ed è quello che il giocatore non vede mai scritto. Su un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90 la quota di incasso è intorno al 95 % e il margine si aggira sul 5 %: su mille euro di puntate ipotetiche su quel mercato, il costo medio dell’accesso è circa 50 €, e sale verso i 70 € su un listino al 7 %. Non è un numero che compare da nessuna parte, e proprio per questo conviene calcolarlo.

Le tutele sono il quarto punto, e funzionano solo dentro il perimetro della concessione. Il RUA blocca chi vi è iscritto da ogni piattaforma online con concessione ADM e dai punti vendita fisici, ma un sito senza concessione non vi è collegato; l’autoesclusione è passata dal 1° febbraio 2026 a una durata da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il limite di deposito si stringe subito e si allarga con sette giorni di attesa.

Il quinto punto riguarda il fisco. Il concessionario paga l’imposta unica, 20,5 % sulla rete fisica e 24,5 % a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite, e le vincite non vanno dichiarate dal giocatore, con la raccomandazione di consultare un commercialista. Su un sito estero senza concessione la situazione si rovescia: le vincite andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e il giocatore è esposto, per come ADM stessa enuncia la norma, a un’ammenda e all’arresto fino a tre mesi.

Il filo che tiene insieme tutto è la verificabilità. Il cricket non è uno sport che si scommette per consuetudine in Italia, quindi il giocatore non ha un’abitudine che lo protegga dagli errori. Ha invece tre attrezzi che funzionano: l’elenco pubblico dei concessionari, la pagina dei termini dell’operatore e i propri limiti impostati prima di vedere una quota. Gli ultimi due dipendono solo da lui.

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