Scommesse sul ping pong: le vie possibili e a chi conviene ciascuna

Updated Ottobre 2026
Licensed
usAvailable in US
Fast payouts
18+ Only
Want more predictions?
Join our Telegram channel
Join

Aggiornato al 31 Ottobre 2026; concessioni verificate sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
Una partita di tennistavolo è vinta dal primo giocatore che raggiunge 11 punti.

Il tennistavolo è lo sport più onesto che un bookmaker possa offrire. Una partita finisce al primo che arriva a 11 punti, il servizio cambia ogni due scambi, e fra un punto e l’altro non c’è nessuno che simuli un infortunio per guadagnare tempo supplementare. Eppure chi cerca scommesse sul ping pong finisce quasi sempre nella stessa palude: siti che promettono «quote pazzesche» su un mercato che non hanno, app che mostrano il tavolo nella pubblicità e poi nel palinsesto non lo trovano. La domanda vera non è dove si scommette sul ping pong. È scegliere fra tre strade diverse — un concessionario ADM che il tennistavolo lo mette in palinsesto quando ADM glielo approva, un operatore che sull’evento singolo di ping pong non ha nulla ma sulle grandi competizioni internazionali sì, e una piattaforma senza concessione che il tavolo lo espone sempre e che con l’Italia non ha alcun conto in sospeso legale. Le tre strade costano cose diverse. Questa guida le mette in fila, dice cosa contiene ciascuna, e non dice chi vincerà una partita, perché nessuno lo sa.

Calendario e competizioni: quando il tennistavolo entra nel palinsesto

Il tennistavolo è nato in Inghilterra come passatempo da dopocena e nel 1926 si è dato una federazione. Da allora il tavolo da 2,74 metri per 1,525 ha smesso di essere un gioco da salotto ed è diventato uno sport olimpico dal 1988, con una pallina da 40 mm che pesa appena 2,7 g e una rete alta 15,25 cm. Chi scommette su questo sport scommette su un oggetto che viaggia a una velocità che l’occhio non segue, ed è esattamente per questo che le quote sul ping pong esistono e che il mercato funziona come funziona.

Vale la pena fissare due regole di gioco prima di parlare di soldi, perché cambiano il modo in cui le quote si muovono. Un incontro si gioca al meglio di un numero dispari di partite, in genere cinque o sette a livello di gara: significa che il punteggio di una singola partita racconta poco, e che una quota sul vincente dell’incontro pesa molto più di una quota sul singolo set. Il servizio si alterna ogni due punti, e quando entrambi i giocatori arrivano a 10 ciascuno serve un punto a turno. Dal 2001 — l’anno in cui il punteggio è passato da 21 a 11 punti — una partita può girare su due scambi, e questo è il motivo per cui i mercati live sul tennistavolo sono nervosi, liquidi solo a tratti, e spesso chiusi prima che il giocatore in svantaggio abbia il tempo di chiamare timeout.

In Italia il calendario del ping pong non lo decide il bookmaker. La legge definisce il palinsesto come il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa può essere accettata solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Il dettaglio operativo è tutto qui: un brand non «aggiunge il tennistavolo» perché il reparto marketing lo ritiene simpatico. Aspetta l’autorizzazione, e nel frattempo il tavolo resta fuori.

Sul fronte internazionale la cornice è l’ITTF, la federazione fondata nel 1926, che governa il calendario dei tornei maggiori e delle tappe di circuito. Chi scommette segue quelle competizioni come segue un grande slam del tennis: sono gli eventi con più liquidità, più mercati e meno sorprese di palinsesto, perché sono quelli che i concessionari approvano per primi. Un incontro di un campionato nazionale minore, al contrario, può comparire e sparire dalla lista nell’arco di una settimana, e chi ha costruito una multipla su quella partita si ritrova con una gamba che non è più quotata da nessuna parte.

Le grandi manifestazioni a squadre e i tornei a tappe portano con sé un altro effetto: la copertura televisiva e lo streaming. Diversi operatori offrono diretta streaming su tennis e altri sport, e il ping pong segue la stessa logica — dove c’è un segnale video c’è anche un mercato live, e dove il segnale non arriva il mercato resta pre-match o non esiste. È un criterio pratico per orientarsi fra i palinsesti molto più utile delle promesse di catalogo: se l’operatore non manda il tavolo in video, difficilmente ne offre un live fatto bene.

Le competizioni che contano nel calendario del ping pong

Il tennistavolo ha una struttura a tre livelli, e ciascuno ha un senso diverso per chi punta.

Al vertice stanno i grandi eventi internazionali a tappe, quelli che i concessionari trattano come un appuntamento fisso e che in Italia vengono approvati con regolarità. Sono i tornei che generano il maggior numero di mercati — vincente incontro, vincente partita, totale punti, handicap sui set — e le uniche partite su cui un live ben fatto ha senso. Chi scommette sul ping pong una o due volte l’anno dovrebbe guardare solo qui.

Al centro stanno le competizioni per squadre e i campionati nazionali esteri, dove il palinsesto italiano è più selettivo. Un incontro di club tedesco o francese può comparire in lista, ma con molti meno mercati: in genere vincente, forse un totale, spesso senza cash out. La conseguenza per il lettore è concreta: scegliere un evento di secondo livello significa rinunciare alla possibilità di uscire dalla giocata prima della fine, perché quel mercato non è quotato.

In basso stanno i tornei minori, le tappe giovanili e le partite di circolo. Qui il ping pong assomiglia molto all’ippica di provincia: tanti eventi, poca informazione pubblica, quote costruite su modelli automatici più che su un’analisi umana. È il terreno dove la differenza fra un’offerta curata e una qualsiasi si vede tutta, e quasi sempre si vede in negativo.

Virtuali e simulati: il tavolo che non esiste

C’è poi una categoria che con il tennistavolo vero non ha nulla a che fare, ma che nel palinsesto italiano ne occupa lo spazio. La legge definisce le scommesse su eventi simulati come quelle su eventi sportivi generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, e le ammette dentro una concessione per le scommesse sportive. Le sezioni «Virtuali» degli operatori vivono esattamente di questo.

I numeri del comparto sono l’unica cosa di cui vale la pena parlare, perché il resto è decorazione. SNAI propone oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, fra cui calcio virtuale con clip reali, corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo. Sisal mette in campo più di 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte. NetWin parla di centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti. Tre brand, tre numeri simili, e una considerazione che vale per tutti e tre: un evento virtuale ogni volta che serve non è un evento migliore, è solo un evento più frequente. Il margine su quei mercati è costruito per lasciare al gestore più di quanto un tavolo reale gli lasci, perché non c’è nessuno che sappia qualcosa in più della macchina.

Se il ping pong che si cerca è quello dei giocatori in carne e ossa, la sezione «Virtuali» è la risposta sbagliata alla domanda giusta. Se invece si cerca un mercato che non dorme mai, allora ha senso sapere che il tennistavolo simulato esiste e che gli operatori lo trattano come prodotto di riempimento.

Fondamenti: come si legge una quota sul ping pong

Prima di scegliere qualunque strada conviene capire cosa c’è scritto dentro il numero che si vede sullo schermo. Una quota non è un premio e non è una probabilità: è un rapporto fra ciò che si rischia e ciò che si riceve, con dentro già sottratta la fetta che l’operatore tiene per sé.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Nel tennistavolo il servizio si alterna ogni due punti, e quando entrambi i giocatori arrivano a 10 ciascuno serve un punto a turno.

Il conto è elementare e non richiede strumenti. Con una puntata di 10 € a quota 1,90, la vincita in caso di esito favorevole è di 19 €, cioè 10 € di capitale indietro più 9 € di profitto. Se la quota è 2,50 e la puntata è 20 €, il ritorno è di 50 € e il profitto netto di 30 €. Il lettore che ha in mano il taglio della puntata e la quota ha in mano tutto il necessario: il resto è la consapevolezza che quel numero è già stato limato a favore di chi lo ha scritto.

Il margine vive dentro le quote, non accanto a esse. Su un mercato a due esiti quotato 1,90 / 1,90 la quota non dice affatto che i due esiti sono equiprobabili: dice che il bookmaker li ha stimati vicini e poi ha abbassato entrambi i numeri. Esiste una formula unica e pulita per misurarlo — la quota di ritorno di un mercato è uno diviso la somma dei reciproci di tutte le quote in gioco, e il margine è quel che resta per arrivare al cento per cento. Sul nostro mercato di esempio a 1,90 e 1,90, i reciproci sono 0,5263 più 0,5263, cioè 1,0526: il ritorno si ferma al 95 %, il margine si aggira intorno al 5 %. Su un mercato così stretto, la band va letta come un intervallo: fra il 4,8 % e il 5 % a seconda degli arrotondamenti delle quote di partenza, e sempre con la condizione che i due prezzi siano davvero identici. Spostare uno dei due lati anche di pochi centesimi cambia il risultato, e sul tennistavolo — dove i mercati a due esiti sono la norma — quel dettaglio si sente molto più che su un 1X2 a tre esiti.

Il senso pratico è questo: su un mercato a due esiti il margine è piccolo e la quota è alta, su un mercato a tre esiti il margine tende a crescere, e su una combo o su un mercato a molti esiti cresce ancora. Uno dei due lati del tavolo conviene sempre guardarlo prima di puntare, perché la differenza fra un 4 % e un 9 % su cinquanta giocate non è accademica: è la quota di una cena.

Cosa c’è dentro una quota oltre il margine

Il margine spiega solo una parte del prezzo. Il resto lo fanno tre cose, e nessuna delle tre è visibile sul biglietto.

La prima è il modello. Il tennistavolo è uno sport a bassa visibilità: il numero di spettatori paganti, di articoli e di dati pubblici su un singolo atleta è una frazione di quello di un calciatore di Serie B. Un trader che non ha dati solidi deve allargare il margine per proteggersi, e quella protezione la paga chi punta. Non c’è modo di vederlo direttamente, ma il confronto fra due operatori sullo stesso incontro lo mostra.

La seconda è la liquidità. Dove il volume è basso l’operatore non ha bisogno di essere veloce ad aggiornare il prezzo: ha bisogno di non restare esposto. Il risultato sono quote che si muovono a scatti, sospensioni improvvise e mercati che si aprono solo a pochi minuti dal via.

La terza è la componente commerciale. Alcuni operatori tengono un margine leggermente più basso sui mercati di punta per attirare volume, e lo recuperano sulle combo e sui mercati accessori. È una strategia legittima e anche prevedibile: chi punta quasi sempre su mercati di punta trova condizioni migliori, chi costruisce spesso combo paga il conto altrove.

L’unico rimedio onesto è il confronto diretto sullo stesso evento e nello stesso momento, prima che il prezzo si muova. Non esiste una classifica permanente dei margini sul ping pong, e chi la promette sta vendendo qualcos’altro.

La vincita, la dogana e il conto che nessuno legge

Un punto che chi punta sul ping pong scopre tardi: la maggior parte dei siti che quotano questo sport non ha una concessione italiana. Il marchio che compare in cima ai risultati di ricerca, con il tavolo in evidenza e una quota accattivante, spesso è registrato all’estero. Offrire gioco a chi gioca dall’Italia senza concessione è illegale, e la conseguenza non è solo teorica: ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti il cui accesso è inibito, entrambi pubblici. Bloccare un dominio è un’operazione tecnica che lavora a livello di DNS, e alcuni fornitori di accesso sono più lenti di altri ad applicarla; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini oscurati per come riportato dalla stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini, e i mirror riappaiono in poche ore.

Chi punta su un sito oscurato non perde solo la comodità. La legge n. 401 del 1989, art. 4, come ADM stessa la riassume, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettate all’estero; e anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro un giocatore non risultano, ma la norma è scritta così.

Il lato fiscale completa il quadro, e merita due righe separate. Le vincite pagate da un concessionario ADM non vengono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo grava sul concessionario: la stampa di settore parla di somme «tassate alla fonte», il giocatore riceve l’importo netto. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la chiusura corretta è la solita: consultare un commercialista. Diverso il caso delle vincite incassate su siti non autorizzati o esteri: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le considera «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR sull’intero importo ricevuto e senza deduzioni. La lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicata non risulta. Anche qui la formula è quella dell’interpretazione dell’Agenzia, non consulenza fiscale.

Classifica: criteri per leggere un confronto

Un confronto fra operatori che scommettono sul ping pong vale quanto valgono i suoi criteri. Se il criterio è l’ampiezza del catalogo, vince sempre il brand più grande, che è anche quello con il marketing più aggressivo. Se il criterio è la concessione verificabile, il campo si restringe fino a diventare una lista pubblica che chiunque può leggere.

Concessione ADM: il numero, e non la parola

Il primo criterio è l’unico che si può verificare in pochi secondi. In Italia un bookmaker che serve giocatori italiani ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza, rilasciata per singolo sito e gestita su un proprio sito .it. ADM — l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS — pubblica l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza. Nella lettura del 25 ottobre 2026 l’elenco ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. La verifica è letterale: si cerca il codice nello «Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza», e ogni riga porta con sé una società e un indirizzo.

Due avvertenze che salvano tempo. La concessione è per sito, non per azienda: una società può gestirne diversi e Eurobet Italia S.r.l. ne amministra tre, fra cui Bwin e Giocodigitale. E soprattutto: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Stare in elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive, e un posto in una classifica non è una concessione. Quello che lo dimostra è il sito o l’app dell’operatore, dove il numero di concessione e la società compaiono nei termini e condizioni. Chi verifica bene fa due passaggi, non uno.

Il palinsesto approvato, che è la seconda colonna

Il secondo criterio è cosa c’è dentro il palinsesto, e non è una scelta della redazione di un sito: è una scelta amministrativa. Il palinsesto è il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno. Un operatore senza tennistavolo approvato non è un cattivo operatore: è un operatore che su questo sport non ha nulla da offrire, e il lettore lo scopre guardando la sezione sportiva, non la home page.

Da qui un criterio di lettura per chi confronta. Un’app che elenca calcio, tennis, basket, Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, più eventi di spettacolo e di politica, ha un catalogo vasto e nessuna garanzia sul tavolo. Un’app che promette più di 15.000 eventi live e oltre 1.000 eventi al giorno ha una macchina industriale, e anche lì il ping pong è una voce fra tante. La domanda non è quanto è grande il catalogo. È se quel catalogo, oggi, contiene la partita che interessa.

Quattro criteri operativi, dal più al meno utile

Il terzo blocco di criteri riguarda l’esperienza pratica, e la gerarchia conta.

Al primo posto la disponibilità effettiva del mercato: che il ping pong sia davvero in palinsesto, con almeno un mercato di vincente e, se serve, un live. È il criterio che batte tutti gli altri, perché un’app perfetta su un mercato che non ha è inutile.

Al secondo la funzione di uscita anticipata. Il cash out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca, e su uno sport a 11 punti la differenza fra poter uscire e non poterlo fare è notevole. Non tutti i mercati lo prevedono, e non tutti gli operatori lo espongono allo stesso modo.

Al terzo la profondità dei mercati accessori: combo, sistemi, mercati sui set e sui totali. Serve a chi costruisce giocate articolate, non a chi punta la singola.

Al quarto lo streaming. Dove c’è un segnale video c’è un live più affidabile, e la diretta gratuita è un servizio che alcuni operatori offrono su calcio, volley, tennis e basket. Sul ping pong la copertura è più rara, e vale la pena verificarla prima di contare su un live.

Il margine come criterio, con un avvertimento

Mettere il margine in classifica è corretto a una condizione: che si confronti lo stesso mercato sullo stesso evento nello stesso momento. Il margine di un 1X2 non è il margine di un mercato sui totali, il margine di un mercato a tre esiti non è quello di una combo, e il margine della Serie A non è quello di un incontro di tennistavolo. La tabella del margine che circola in rete, sempre identica da anni, è quasi sempre riciclata da un altro sport.

Operatore Numero e titolare della concessione Cosa dicono i suoi termini sul palinsesto e sulle giocate
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.a. Registrazione anche con SPID e CIE accanto al modulo classico; bonus di benvenuto sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dall’app che copre calcio, tennis, basket, Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a spettacolo e politica
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports; centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita su calcio, volley, tennis e basket
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
SNAI ADM n. 16032, Snaitech Spa Singole, multiple e sistemi; mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori; Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc Extra Bet Club: freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, per chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. Campionati nazionali ed europei principali — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — più Champions, Europa e Conference League, e oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò

La colonna che conta è la prima, ed è anche quella che nessun sito promozionale pubblica mai. Il tennistavolo non è una voce della tabella, e non poteva esserlo: il tavolo dipende da un’approvazione che cambia, mentre la concessione è un numero fisso che si legge su ADM. Nella colonna di destra le voci sono molto diverse fra loro — bonus, cataloghi, funzioni, promo — e riflettono il fatto che questi dieci operatori non stanno vendendo la stessa cosa. Due di loro, Betsson e StarCasinò, fanno capo alla stessa società, Azzurri Limited, ma vivono su due siti distinti con due concessioni distinte: è il principio della concessione per sito che si vede in azione.

Normativa: la concessione, il palinsesto, i blocchi

Il quadro italiano si riassume in una frase che il mercato continua a sbagliare: le licenze non sono aperte. Sono «concessioni» assegnate con gara pubblica, e la materia è stata riordinata dal D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Un tavolo da tennistavolo è lungo 2,74 m, largo 1,525 m e alto 76 cm, con una rete alta 15,25 cm.

Cosa si può offrire, e per quanto

L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: alla lett. a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; alla lett. b) i totalizzatori sportivi e ippici; alla lett. c) i giochi di ippica nazionale; alla lett. d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lett. e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; alla lett. f) il bingo.

Le condizioni di durata sono altrettanto secche. Ai sensi dell’art. 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata, come stabiliscono l’art. 4, comma 3 e l’art. 5, comma 3. Fra i requisiti richiesti, l’art. 6, comma 5 include una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

Per chi scommette sul ping pong, il passaggio operativo è il palinsesto. L’art. 2, lett. s) lo definisce come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa può essere presa solo su eventi che vi rientrano. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: l’autorizzazione della Setka Cup a settembre 2026, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore, è esattamente il tipo di passaggio che precede la comparsa del tavolo in un’app italiana.

Le corse dei cavalli, per inciso, sono due cose diverse nella legge: le scommesse sulle corse sono dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), mentre i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris e simili — richiedono una concessione propria. Se un brand online accetti totalizzatori di ippica nazionale non risulta.

Betting exchange, virtuali, eventi simulati

Il betting exchange è ammesso come gioco separato. L’art. 6, comma 1, lett. e), richiamato dall’art. 2, lett. u), lo descrive così: il giocatore può essere puntatore o banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair, descritto come il primo operatore del settore con la concessione n. 16028, è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 riferisce che sul vincitore il giocatore non deve nulla, perché il prelievo grava sul concessionario. Quali brand gestiscano oggi un exchange e con quali regole di commissione non risulta.

Gli eventi simulati hanno una definizione precisa: l’art. 2, lett. v) li descrive come eventi sportivi, di cavalli e altri, generati al computer e mostrati tramite animazione o tramite un evento reale preregistrato, e sono ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive. È la base giuridica delle sezioni «Virtuali», non delle partite di ping pong vere.

Sul fronte degli esports, se il palinsesto li includa non risulta. Nemmeno risulta una lista dei mercati live ammessi o delle regole ADM su ritardi e sospensioni: il live è offerto da tutti i grandi operatori, ma la disciplina specifica non è conoscibile da fuori. E non esiste un tetto legale in euro alle puntate sportive: gli strumenti che mordono davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione.

Over 18, identità e conto di gioco

L’art. 3, comma 1, lett. a) indica la «tutela dei minori di età» come principio, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e questo vale anche per un sito che non ha concessione italiana, che però non ha nessun altro dei controlli che seguono.

Il conto di gioco richiede l’identificazione piena. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento, e sempre più spesso anche con SPID e CIE: BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione classica. Senza SPID il conto deve essere validato entro 30 giorni o viene sospeso e i prelievi bloccati, come indicano le pagine degli operatori. SPID e CIE sono fra i metodi di identificazione che alcuni operatori mettono a disposizione; Goldbet, stando a quanto riportano le pagine di settore, offre anche la CIE attraverso un fornitore SPID.

Un dettaglio che riguarda l’accesso al gioco più di quanto sembri: chi ha un conto non ancora validato può depositare e giocare, ma non incassare. Il blocco dei prelievi è il punto in cui il conto non validato smette di essere una formalità.

Pagamenti e ricariche

Il D.Lgs. 41/2024 disciplina anche i «punti vendita ricariche» all’art. 13: ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai, ricevitorie — che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € alla settimana in totale. Quei punti non possono pagare vincite né far prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno.

I canali che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carta, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria. L’elenco esatto sta nei termini di ciascun operatore, ed è lì che va letto. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la posizione è aperta, e non risulta una norma che nomini canali approvati. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore non è confermata.

La pubblicità vietata e i bonus che esistono lo stesso

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’autorità che vigila è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Il decreto promuove anche la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile, e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio marchio. Lo stato dell’applicazione, dal 2025 al 2026, è più mosso di quanto la norma suggerisca: AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia UE sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proposto per rimuovere il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, non risulta approvato: alla data di verifica il divieto è in vigore.

Su questa riga si innesta la parte che interessa chi cerca un bonus. «Bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non esiste un tetto legale all’importo del bonus né ai requisiti di rigioco: importi, requisiti di puntata e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore. Chi promette un «bonus garantito per legge» sta inventando.

Siti inibiti: cosa vede chi cerca

Offrire gioco a chi gioca dall’Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 stabilisce che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti il cui accesso è inibito, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un’ordinanza di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione, e ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.

Nel mercato reale il quadro è questo: il blocco lavora a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti, un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia, e i mirror riappaiono in poche ore. La parola che gli operatori del settore usano è «oscurati».

Sul versante penale, la legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM la riassume il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro un giocatore non risultano.

Il confronto onesto è fra due pacchetti. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano; un marchio .com senza licenza non porta nulla di tutto questo, è esposto al blocco DNS e, come afferma ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono, si presentano con licenze estere che in Italia non hanno alcun valore, e la zona franca è per definizione non protetta. Chi ci punta lo fa sapendo che il tavolo è lo stesso ma il campo di gioco no.

Gioco responsabile: i limiti che proteggono davvero

C’è una differenza che nessuna pagina promozionale spiega, e che vale più di tutte le sezioni sulla «tutela del giocatore» messe insieme: i limiti che esistono per legge valgono sui concessionari ADM, e su un sito senza concessione non esistono affatto.

Autoesclusione e RUA

L’art. 15, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 impone strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore. La parte che conta è dove finisce quell’autoesclusione. Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e le sale sul territorio, e le condizioni di Admiralbet lo dicono in modo esplicito: l’autoesclusione ha effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Chi si autoesclude non si autoesclude da un operatore, si autoesclude dal mercato legale.

Da febbraio 2026 il meccanismo è diventato più fine. Un sito di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, e le condizioni di Admiralbet — lette il 25 ottobre 2026 — prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo nove mesi. Il senso pratico è un periodo più flessibile in basso — sette giorni invece di trenta, per chi vuole solo staccare — e una porta più pesante in alto, dove la revoca a nove mesi è pensata per non essere una formalità da weekend.

Il limite di questo strumento è la sua geografia. Un sito senza concessione non è collegato al RUA: chi si è autoescluso e poi cerca il tavolo su un dominio estero non trova alcun blocco, e nessuno lo sta proteggendo. È il punto in cui la scelta dell’operatore smette di essere una questione di quote.

Limiti di deposito, di spesa e di tempo

L’art. 15, comma 1 prevede, alla lett. a), autolimiti su tempo, spesa e perdita; alla lett. b) limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; alla lett. c) messaggi automatici su durata e spesa; alla lett. f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Il valore del deposito che ADM fissa nella gara non risulta.

All’atto della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione, con una riduzione che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per aumentarlo. Admiralbet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e conferma la stessa asimmetria: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

L’asimmetria è la parte intelligente del meccanismo, e vale la pena dirla com’è. Abbassare il tetto è immediato; alzarlo richiede una settimana di riflessione. Un sistema costruito al contrario sarebbe una presa in giro, questo almeno mette un attrito dalla parte giusta. Il difetto è che vale solo dove il conto è italiano e regolato, e che chi non si dà nessun limite non riceve nessun aiuto: il limite di deposito non è un tetto legale uguale per tutti, è una scelta che il giocatore fa e che il concessionario gli mette davanti in registrazione.

Pause, avvisi e Telefono Verde

Il pacchetto di strumenti che gli operatori descrivono è più ampio dei due strumenti principali. bet365 elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione fra i propri strumenti di gioco responsabile, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

Quel numero merita una riga a sé, perché è l’unico elemento della pagina che non ha nulla a che vedere con una quota. Chi sente di aver perso il controllo del proprio gioco trova lì una voce dall’altra parte, gratuita e indipendente dall’operatore. Accanto c’è il canale di contatto che l’art. 15, comma 1, lett. f) impone a ogni concessionario, aperto almeno cinque giorni su sette per otto ore al giorno: un obbligo di legge, non una gentilezza del servizio clienti.

C’è poi un obbligo che non si vede ma esiste: l’art. 15, comma 2 stabilisce che ogni concessionario destini lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, a campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra modesta in proporzione, e dice qualcosa su come lo Stato intende la prevenzione: un obbligo di spesa, non un obiettivo di risultato.

Un’ultima nota riguarda i minori, perché la regola esiste e va nominata con precisione. Un provvedimento del direttore di ADM sulle scommesse e i minori esiste e richiama il DM 111/2006; il suo contenuto non risulta. Il principio resta quello dell’art. 3, comma 1, lett. a) e delle condizioni di concessione: i minori vanno esclusi dal gioco, e l’età è fissata a 18 anni.

Pronostici: metodo, banca e i limiti dell’analisi

Chi cerca «pronostici ping pong» cerca una cosa che nessuno può dargli: l’esito di una partita che non è ancora stata giocata. Chi cerca «metodo», invece, cerca qualcosa che esiste, e vale la pena separare le due domande con nettezza.

Perché il tennistavolo è un buon laboratorio, e perché non è facile

Il tennistavolo ha caratteristiche che lo rendono un caso di studio interessante per chi vuole capire come funziona una quota. Gli incontri sono brevi, le partite si decidono su due punti, il servizio cambia ogni due scambi, e un incontro al meglio di cinque o sette partite produce una varianza che su un singolo match è enorme e su una serie lunga si assottiglia.

Questo significa due cose opposte, ed entrambe vere. La prima: su una singola partita, un giocatore più forte può perdere senza che nulla di strano sia accaduto. La seconda: su un numero alto di partite, il divario tecnico tende a emergere, e chi costruisce un modello serio ha materia prima. È l’unico sport in cui la differenza fra il numero uno e il numero cinquanta del ranking si vede nei punti più che nei set, e in cui il mercato sui set è spesso meno efficiente di quello sull’incontro — perché è più difficile da prezzare.

Il problema è l’informazione. Su un atleta di tennistavolo di medio livello si trovano pochissimi dati pubblici: nessuna telecronaca, statistiche parziali, nessuna copertura dei campionati minori. Un modello costruito su questo materiale sarà sempre meno preciso di uno costruito sul calcio, e il bookmaker lo sa. È il motivo per cui il tennistavolo è uno sport con quote interessanti ma margini meno generosi di quanto ci si aspetti.

Banca e taglio della puntata

Sul denaro il discorso è più semplice di quanto la letteratura sul tema suggerisca. La banca è la somma che si è deciso di destinare al gioco, e la regola che conta è che non si ricarica dal conto corrente per coprire una serie negativa. Il taglio della puntata si fissa in percentuale della banca, e su uno sport con la varianza del tennistavolo una percentuale bassa è una scelta tecnica, non pruderie.

Il motivo è aritmetico. Con un margine intorno al 5 % su un mercato a due esiti, ogni puntata paga un pedaggio che non dipende dall’esito. Su cinquanta giocate dello stesso taglio, il pedaggio complessivo è pari a due volte e mezzo la puntata singola — cinquanta volte il 5 % — e va recuperato con la sola componente di bravura. Un modello che indovina il 55 % degli esiti su un mercato a due esiti con margine del 5 % è al limite della sostenibilità; uno che indovina il 52 % non lo è. Nessuno sa in anticipo in quale dei due casi si trovi, ed è per questo che il taglio basso è la scelta che lascia aperta la possibilità di scoprirlo.

Il ping pong aggiunge un vincolo pratico a questa aritmetica: la liquidità. Su un mercato poco frequentato, un taglio alto non viene assorbito senza muovere la quota, e il prezzo che si ottiene è peggiore di quello che si è visto sullo schermo. Su un tavolo virtuale o su una tappa minore, il taglio massimo che il mercato regge è spesso molto inferiore a quello che il conto permetterebbe.

Le combinazioni: dove il margine si moltiplica

La multipla è il prodotto in cui il margine si vede meno e morde di più, perché ogni gamba porta con sé il proprio margine e gli effetti si compongono. Due selezioni a quota 1,90 ciascuna danno una quota totale di 3,61, ma il margine delle due gambe non si somma: si moltiplica, e il ritorno complessivo scende sotto quello di ciascuna gamba presa da sola. Su cinque o sei gambe — il formato che molte promo richiedono per qualificarsi — la fetta che resta al gestore è la somma di cinque o sei pedaggi.

William Hill, per esempio, lega la propria freebet settimanale a una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0, ed è esattamente il tipo di condizione che va letta insieme al margine: cinque eventi significano cinque pedaggi, più un requisito di quota che spinge verso combinazioni lunghe. Non è un caso che la promo sia costruita così. Il numero da guardare non è il valore della freebet, ma quanta parte della quota richiesta viene erosa dal margine delle gambe che la compongono.

Vale la pena fare il conto su una freebet, perché è il modo più onesto di leggerne il valore. Una freebet da 5 € giocata a quota 1,90 su un mercato con ritorno del 95 % vale in media circa 2,25 €, perché la puntata non viene restituita in caso di vincita e il valore atteso è una frazione dell’importo nominale. Il numero che l’operatore mette in vetrina è 5. Quello che si incassa in media è meno della metà. Non è una truffa: è come funziona una freebet, e chi lo sa legge le promo con occhi diversi.

I sistemi e i «trucchi» che circolano

Esiste un genere di contenuto che promette di battere il banco con un metodo: progressioni sulle puntate, «trucchi» per il live, sistemi che raddoppiano dopo una sconfitta. Nessuno di questi ha una base che regga, e la ragione è nel margine. Un sistema che non elimina il pedaggio del 5 % non può trasformare un gioco a somma negativa in un gioco a somma positiva; può solo cambiare la forma della distribuzione dei risultati, spostando le perdite da molte piccole a poche grandi. È quello che fanno le progressioni: aumentano la frequenza delle vincite piccole e la dimensione delle perdite rare.

L’unica leva reale che chi punta ha in mano è il prezzo. Confrontare due operatori sullo stesso mercato, scegliere il mercato con il margine più basso, evitare le combinazioni lunghe quando non servono a qualificarsi per nulla, e non giocare su un mercato di cui non si capisce come è prezzato: queste quattro cose spostano il risultato atteso più di qualunque sistema. La seconda leva è la disciplina sui limiti, che vale quanto la prima e si imposta una volta sola.

E poi c’è la leva che nessun metodo sostituisce: non giocare. Su un mercato a somma negativa, la scelta con il valore atteso più alto è l’astensione, e ogni guida che non lo dice sta vendendo qualcosa. Chi punta sul ping pong lo faccia per interesse verso uno sport che si gioca in 2,74 metri, non per risolvere un problema di soldi: quello è il solo inquadramento in cui il margine del 5 % resta un dettaglio e non un conto salato.

I migliori operatori per scommettere sul ping pong: dieci profili a confronto

Le dieci schede che seguono seguono l’ordine dell’elenco dei concessionari, e ciascuna porta il numero di concessione e la società titolare. Sono dieci brand autorizzati su sito .it, non una classifica di merito: il ping pong non è la voce che li distingue, e chi cerca il tavolo deve guardare prima il palinsesto e poi tutto il resto. Le valutazioni in fondo a ogni scheda sono il giudizio che si può trarre dai fatti che quell’operatore mette per iscritto.

BetFlag: il bonus più alto del gruppo, e l’identificazione più comoda

BetFlag opera con la concessione ADM n. 16008, intestata a Betflag S.p.a. Il dato che salta all’occhio è il bonus di benvenuto sport: pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. È il tetto più alto dei dieci profili qui raccolti, e vale la pena leggerlo per quello che è — un bonus di benvenuto in denaro, accreditato sul saldo, quindi denaro vero e non una freebet la cui puntata non torna indietro in caso di vincita. Il tipo di offerta è questo, e non va confuso con una freebet.

La seconda cosa da guardare è l’apertura del conto. Il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Per un lettore che non vuole scansionare un documento o che vuole arrivare al conto validato in pochi minuti, è un vantaggio concreto e non un dettaglio di forma: la validazione entro 30 giorni è il passaggio che blocca i prelievi quando salta.

Un bonus pari al 100 % del deposito fino a 5.000 € è una promessa che va pesata con la sua controparte: quanto bisogna giocare per sbloccarlo. I requisiti di puntata non sono nella scheda, e questo è il punto in cui la scheda smette di bastare e comincia il lavoro del lettore. Con un tetto del genere, la condizione di rigioco è la vera misura dell’offerta.

Eurobet: il catalogo più largo, il tennistavolo come voce piccola

Eurobet opera con la concessione ADM n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, con le elezioni. È il catalogo più ampio dei dieci, e anche il più eterogeneo.

Quell’eterogeneità ha un prezzo. Un operatore che quota le elezioni e i reality show sta investendo su un’idea di prodotto in cui lo sport è una delle tante vetrine, e il tennistavolo, che è una nicchia dentro lo sport, si colloca molto in basso nella gerarchia dell’attenzione. Il lettore che cerca il tavolo in Eurobet non troverà il catalogo sportivo più profondo d’Italia: troverà un’app che quasi certamente lo copre sul tennis, molto probabilmente non lo copre con mercati dedicati, e che in compenso non lo lascerà mai senza alternative su cui puntare.

Per chi scommette su più sport e usa il ping pong come giocata occasionale, l’ampiezza è un vantaggio reale: un conto solo, un saldo solo, nessun bisogno di aprire altrove. Per chi sul ping pong vuole un trattamento da mercato di punta, la stessa ampiezza è il segnale che quel trattamento non arriverà.

NetWin: virtuali ogni due minuti, e il tavolo che non c’è

NetWin opera con la concessione ADM n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a. L’app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori, e live score.

La scheda di NetWin si legge meglio partendo dal fondo. Le partenze virtuali ogni due minuti dicono molto sull’idea di prodotto: un flusso continuo di eventi simulati, ciascuno prontamente sostituito dal successivo, in cui il tempo fra una decisione e l’altra è volutamente brevissimo. È un ritmo che serve al volume, non al giocatore. Sul ping pong reale, la voce «tennis» è generica e il tavolo non compare per nome. Esports e hockey ci sono, e il ping pong no, che è la spia più chiara di dove l’operatore mette le proprie risorse.

Chi cerca un pomeriggio di giocate brevi su eventi simulati troverà pane per i suoi denti. Chi cerca un incontro di tennistavolo con un mercato ragionato guardi altrove, perché qui il tavolo non è il prodotto: è assente dal catalogo, e probabilmente lo sarà finché la domanda non diventerà un numero interessante.

Sisal: 15.000 eventi live e la macchina più grossa del gruppo

Sisal opera con la concessione ADM n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a. L’app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Il catalogo di mercati include la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; il Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il Virtual conta più di 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.

Quindicimila eventi live è un numero che merita di essere tradotto. Non significa quindicimila partite interessanti: significa una macchina in grado di prezzare un volume enorme di eventi in tempo reale, e quel tipo di infrastruttura è ciò che serve per quotare con continuità anche uno sport veloce come il tennistavolo, dove il mercato può girare su due punti. Un operatore senza quella macchina, sul tavolo, sospende o non apre affatto.

Sul versante del conto, per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. La condizione è la solita catena — conto, registrazione, prima ricarica — e il valore dell’offerta sta nei requisiti che la seguono, non nella formula.

bet365: il partner della Champions, e la prima Setka Cup

bet365 opera con la concessione ADM n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Fra i suoi strumenti di gioco responsabile elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

C’è un motivo per cui questo profilo va letto con attenzione particolare su questa pagina. Quando ADM ha autorizzato la Setka Cup, a settembre 2026, bet365 è stata segnalata come primo partner dell’iniziativa secondo la stampa di settore. È l’esempio più concreto di cosa significhi «il palinsesto lo approva ADM»: un evento nuovo entra nel listino, e il primo operatore a quotarlo è quello che ha spinto per averlo. Chi vuole seguire il tennistavolo di squadra ha qui un motivo tecnico, non promozionale, per guardare per primo.

Il profilo internazionale ha anche un risvolto pratico: un bookmaker che costruisce la propria identità sulla Champions League è un bookmaker abituato a margini stretti sui mercati di punta. Sul ping pong quella politica può tradursi in condizioni migliori della media, se il tavolo è in palinsesto. La riserva è ovvia: «se» è la parola che decide tutto.

Betsson: migliaia di eventi e una scheda senza fronzoli

Betsson opera con la concessione ADM n. 16027, intestata ad Azzurri Limited. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

La scheda è breve, e la brevità è un’informazione. Non ci sono numeri di catalogo, non c’è uno streaming dichiarato, non c’è una funzione di punta messa in vetrina. Quello che c’è è una promessa quantitativa generica — migliaia di eventi — e un elenco di tipologie di mercato standard. In un confronto fra dieci operatori, questo è il profilo che dice meno al lettore, e il lettore deve trarne la conseguenza: su Betsson la verifica del tennistavolo va fatta direttamente nel palinsesto, senza aspettarsi che una descrizione lo anticipi.

Vale però un’osservazione di struttura. Betsson e StarCasinò fanno capo alla stessa società, Azzurri Limited, eppure hanno due concessioni distinte e due siti distinti. Non è un dettaglio burocratico: significa che i due conti sono separati, che il saldo non si sposta, e che un’autoesclusione ha effetto su entrambi perché passa dal RUA, non dalla società. Chi valuta i due brand li valuti come due prodotti indipendenti, che è ciò che sono.

SNAI: cash out, sistemi e un palinsesto virtuale enorme

SNAI opera con la concessione ADM n. 16032, intestata a Snaitech Spa. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica.

L’app propone inoltre oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, fra cui calcio virtuale con clip reali, corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, oltre a scommesse live e a un’offerta di streaming gratuito.

Per il tennistavolo, SNAI mette in campo due cose che contano davvero. La prima è il cash out su un prodotto che, per struttura legale, SNAI tratta con una certa ampiezza: su uno sport che si decide a 11 punti, poter chiudere la giocata prima della fine è la differenza fra gestire il rischio e subirlo. La seconda è My Combo: unire un pronostico di tennistavolo a uno di calcio o basket nello stesso biglietto è esattamente il modo in cui un mercato di nicchia si rende utilizzabile a chi non vuole puntare solo sul tavolo. I sistemi, poi, sono il formato che copre più esiti con una spesa contenuta, ed è il più adatto a uno sport dove il singolo incontro è imprevedibile.

Il rovescio è che nessuno di questi strumenti è dichiarato specificamente per il ping pong: sono funzioni di piattaforma, e il tavolo deve prima esserci.

William Hill: la freebet settimanale e la sua condizione

William Hill opera su William Hill con la concessione ADM n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.

Vale la pena smontare questa promo pezzo per pezzo, perché è il tipo di offerta che si legge male. La freebet è da 5 €, settimanale, legata alla stagione di Serie A, con un massimo complessivo di 100 €: significa venti settimane di qualificazione piena per arrivare al tetto. La condizione per qualificarsi è una multipla da almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. Cinque gambe a quota totale 10.0 significano gambe che, in media, stanno intorno a 1,58 ciascuna; e ogni gamba porta con sé il proprio margine, che si compone.

Il conto che il lettore deve fare non è «5 € alla settimana». È: quanto costa in margine una multipla a cinque gambe, rispetto a un’altra giocata, e quel costo supera il valore della freebet? Una freebet da 5 € giocata a quota 1,90 su un mercato con ritorno al 95 % vale in media poco più di 2 €, perché la puntata non viene restituita in caso di vincita. Per sessanta settimane di campionato, qualificarsi tutte le volte significa mettere in gioco 1.200 € in multiple e incassare freebet il cui valore medio complessivo, a dieci settimane piene, sta intorno ai 20-25 €. Il prezzo del margine su quel volume è di un ordine di grandezza superiore.

La promo non è un imbroglio: è un incentivo al volume, e il volume è esattamente ciò che l’operatore vuole. Chi gioca già multiple lunghe in Serie A la trova utile, perché la fa comunque. Chi non le gioca e cambia abitudini per qualificarsi sta pagando la freebet di tasca propria.

Planetwin365: venti sport e i campionati che contano

Planetwin365 opera con la concessione ADM n. 16007, intestata a Pwo S.p.a. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Il profilo di Planetwin365 è quello di un operatore che ha scelto la profondità sul calcio e l’ampiezza sul resto. Più di venti sport con risultati in diretta è una copertura larga, e il dato dei risultati live è più significativo di quanto sembri: un operatore che aggiorna i punteggi in tempo reale sta investendo nell’infrastruttura che serve al live, e un mercato live sul tennistavolo vive o muore su quell’infrastruttura.

Resta un profilo calcistico nel cuore. La lista delle competizioni messe in vetrina è quasi interamente pallone, e la Coppa Italia e la Serie C in elenco dicono che l’operatore preferisce scavare in profondità nel mercato domestico invece di allargarsi. Per il ping pong, questo significa una copertura probabilmente presente nella categoria «altri sport» e probabilmente poco curata nella profondità dei mercati. Per chi scommette soprattutto su Serie A e Serie C, il vantaggio è evidente.

StarCasinò: il casinò che ha anche un bookmaker

StarCasinò opera con la concessione ADM n. 16026, intestata ad Azzurri Limited. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Il nome dice la verità: questo è un prodotto di casinò con un bookmaker dentro, non un bookmaker con un’area casinò. La conseguenza per chi cerca il ping pong è diretta. In un prodotto dove il volume viene dalle slot e dal Live Casinò, la sezione sportiva è un servizio accessorio, e nessun mercato di nicchia riceve attenzione dedicata. La descrizione — «principali eventi sportivi italiani e internazionali» — è la formula standard del catalogo ampio ma non profondo, e il tennistavolo, che di «principale» non ha nulla, non è ciò a cui quel catalogo punta.

Va detto però, a onore del vero, che il contendente diretto dello stesso gruppo — Betsson — è a sua volta un prodotto con il casinò accanto. Sul piano della sostanza, la differenza fra i due è nella presentazione, non nel perimetro della licenza: entrambi hanno una concessione propria e un sito proprio, e in entrambi lo sport è una parte del catalogo.

Per un lettore che vuole un conto unico in cui il tavolo da ping pong conviva con il resto del gioco, StarCasinò è la versione «tutto dentro» della scelta. Per chi vuole che il ping pong sia trattato come materia seria, questo è il profilo che promette meno.

Domande frequenti

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo su quelli che stanno nel palinsesto approvato da ADM: la legge definisce il palinsesto come il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato dall’agenzia, e una scommessa può essere accettata soltanto su eventi che vi rientrano. ADM aggiunge gli eventi uno per uno. Quali sport e tipi di giocata vi siano compresi non è conoscibile da fuori: si legge nel listino dell’operatore.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si apre l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» di ADM e si cerca il codice del sito. Nella lettura del 25 ottobre 2026 l’elenco ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. L’elenco non ha una colonna per i giochi: un nome in lista non dimostra da solo un’offerta di scommesse sportive.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Si moltiplica la puntata per la quota. Con 10 € a quota 1,90 il ritorno è di 19 €, cioè 10 € di capitale e 9 € di profitto netto. Il profitto si ottiene anche moltiplicando la puntata per la quota meno uno. Su una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano fra loro in un prezzo unico.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si prende un mercato e tutte le sue quote: il ritorno è uno diviso la somma dei reciproci delle quote, e il margine è la parte che manca per arrivare al cento per cento. Un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90 ha reciproci da 0,5263 ciascuno, quindi ritorno al 95 % e margine intorno al 5 %.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non vengono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, secondo la ricostruzione della stampa di settore che parla di somme tassate alla fonte: il prelievo grava sul concessionario. Il caso dei siti non autorizzati è diverso: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 2010, le tratta come redditi diversi. Consultare un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Alla registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, e gli operatori chiedono anche limiti su ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Il valore del deposito fissato da ADM nella gara non risulta.

Contenuto creato dal team «Migliore App»