Siti di scommesse esteri: due strade, una sola protetta

Updated Ottobre 2026
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Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026; le concessioni e i numeri di registro sono stati verificati sull’elenco pubblicato da ADM (ex AAMS) dei concessionari autorizzati al gioco a distanza.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
L'inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull'articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

Chi cerca «siti di scommesse esteri» di solito ha in testa una cosa molto concreta: un palinsesto più largo, una quota più alta, qualche mercato che in Italia non trova. Ha in testa anche, spesso, un’idea vaga che «estero» significhi semplicemente un server in un altro paese. Non è così, e vale la pena dirlo subito senza girarci intorno: un sito di scommesse estero è, per l’ordinamento italiano, un’offerta priva di concessione ADM. Non è una sfumatura burocratica. È la linea che separa due prodotti diversi, con due prezzi diversi, e il prezzo non lo paga quasi mai chi apre il sito: lo paga chi ci mette i soldi.

Eppure è inutile fingere che la domanda non abbia una ragione. Le quote di un bookmaker che non ha vincoli di palinsesto approvato sono libere di muoversi, e chi segue campionati esteri lo sa. Il problema è che quella libertà non è gratis, e la pagina che state leggendo prova a mettere in fila che cosa si compra e che cosa si vende quando si sceglie quella strada. Due percorsi esistono davvero. Solo uno dei due ha qualcuno dietro.

L’angolo da cui guardo la questione è questo: non «qual è il sito migliore», ma quale strada è fatta per quale lettore. C’è chi vuole la quota più alta a ogni costo, c’è chi vuole sapere dove finiscono i suoi soldi se qualcosa va storto, e c’è chi vuole entrambe le cose e dovrà accettare un compromesso. Le tre posizioni portano a risposte diverse.

Che cosa cambia davvero tra una concessione ADM e un sito estero

Il punto di partenza è un pezzo di carta che non si vede. ADM (ex AAMS), l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, rilascia concessioni — non licenze libere, ma aggiudicazioni da gara pubblica — e solo chi le detiene può offrire gioco a distanza con vincite in denaro in Italia. L’Agenzia blocca siti privi di autorizzazione dal 2007. La concessione è legata a un singolo sito .it, non a un marchio, e la società che la detiene quasi mai porta il nome del marchio.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall'aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell'indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

Questo spiega un dettaglio che confonde molti lettori alle prime armi: una stessa società può gestire più siti, e un marchio conosciuto in mezzo mondo può operare in Italia attraverso una società che il lettore non ha mai sentito nominare. Non è una furbizia. È il modo in cui è costruito il sistema.

Il riordino del settore è arrivato con il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 aprile 2024. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. La durata massima è di nove anni senza rinnovo. Chi entra, entra con un orizzonte preciso e con un piano industriale approvato.

Il secondo pilastro della differenza è meno visibile e più importante: il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, e i limiti di deposito che il giocatore sceglie in fase di registrazione. Su un sito privo di concessione questi due strumenti semplicemente non esistono. Non sono «meno efficienti»: non ci sono. Un lettore che si autoesclude da un concessionario è fuori da tutte le piattaforme autorizzate in Italia; lo stesso lettore su un dominio estero non è fuori da niente, perché nessuno tiene un registro in cui cercarlo.

Poi c’è la terza gamba: la giurisdizione. Un concessionario risponde ad ADM, le sue condizioni sono approvate, e una controversia ha un foro italiano. Un marchio estero risponde al proprio ordinamento di licenza — Curaçao, Malta, Anjouan — che in Italia non ha alcun valore.

Infine la fiscalità, che ribalta l’intuizione di molti. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate: il prelievo cade sul concessionario, come riporta la stampa di settore. «Tassate alla fonte», si legge. Sulle vincite ottenute da siti esteri la posizione è opposta: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, tassabili per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e nessuna di queste righe è consulenza fiscale — un commercialista è la persona giusta per il caso concreto.

C’è una quarta differenza che quasi nessuno mette nel conto, e riguarda la pubblicità. Su un concessionario il bonus di benvenuto esiste, è nominato dall’operatore e può essere pubblicizzato in forme consentite; su un operatore senza concessione, pubblicizzarlo è reato, come spiega la sezione dedicata. Chi arriva su un sito estero da un banner o da uno spot ha già assistito, senza saperlo, a un illecito.

Che cosa vuol dire, in pratica, per un giocatore italiano

Mettiamo la cosa nei termini di un lettore concreto: uno che punta 20 € a settimana sul campionato inglese e una volta l’anno alza la posta su una finale. La differenza tra i due mondi non è la quota. È che cosa resta quando qualcosa non funziona — un prelievo lento, un conto chiuso, un saldo contestato, una vincita che l’operatore decide di non pagare. Nel primo mondo esiste un’Autorità a cui rivolgersi e un foro italiano. Nel secondo esiste un indirizzo email, e spesso nemmeno quello.

Chi legge la parola «offshore» e pensa a tasse o a segretezza ha in mente un modello che non regge: la partita non si gioca sul risparmio fiscale, si gioca su chi risponde di qualcosa.

La verificazione: come si controlla la concessione e perché non basta l’elenco

Il test è più semplice di quanto si creda, e più stretto di quanto sembri. ADM pubblica l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza»: 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Se un nome non c’è, quel nome non ha una concessione italiana. Il caso 25 ottobre 2026 è quello che ho letto: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe.

Attenzione, però, al passo successivo, che è quello in cui quasi tutti sbagliano. L’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker, ai giochi di abilità, al casinò, al betting exchange e al bingo in qualunque combinazione. Stare nell’elenco non dimostra che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostra il sito stesso, il suo palinsesto, la sua app. E il numero di concessione e la società lo dichiarano gli operatori nelle proprie condizioni generali — è lì che va letto, non in una classifica.

Il terzo errore da evitare è considerare la presenza in un confronto come una prova. Stare in una lista di confronto non è una concessione: sono due cose senza alcun rapporto tra loro. Un marchio può comparire in dieci classifiche e non avere una riga in nessun elenco di ADM.

Il metodo che consiglio è questo: si prende il numero di concessione che l’operatore dichiara nei propri termini, si cerca la riga corrispondente nell’elenco dell’Agenzia, si verifica che il sito indicato sia quello su cui si sta giocando. Tre minuti, e la domanda «è autorizzato?» ha una risposta che non dipende da quello che dice il banner.

Vale anche il ragionamento inverso, ed è un punto di onestà: l’elenco non è esaustivo del mercato e non lo diventa per il fatto di essere letto. Altri concessionari esistono, e un marchio che non trovate in questa pagina non è per questo privo di licenza. Un elenco di dieci nomi è un campione, mai il censimento.

Che cosa deve stare scritto nei termini del bookmaker

Un controllo utile si fa sulla pagina delle condizioni, non sul sito commerciale. Cercate tre cose: la società concessionaria con il suo numero di codice, il sito .it a cui la concessione è legata, e le regole su limiti di deposito e autoesclusione. Se mancano tutte e tre, il quadro non è incoraggiante. Se ci sono, il resto è questione di prodotto.

La verifica della licenza è solo metà del lavoro. L’altra metà è capire che cosa quella licenza, o la sua assenza, comporta per il portafoglio — e qui la questione si sposta sul blocco tecnico e sulle sanzioni.

Blocco dei domini, elenco inibiti e sanzioni per chi fornisce l’accesso

Un sito estero non arriva all’utente italiano per caso. Arriva perché qualcuno ha deciso che valeva la pena farlo arrivare, e il sistema italiano ha deciso di impedirlo.

L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’art. 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito con la legge 13 ottobre 2020, n. 126. Chi fornisce connessioni Internet ha l’obbligo di consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti: non è una cortesia, è un adempimento. L’Agenzia inibisce i domini che offrono o sponsorizzano gioco illegale e li reindirizza verso una pagina che avverte che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere gioco in Italia. Quel marchio di «oscurati» che gira nelle conversazioni tra scommettitori è esattamente questo.

Dal 2026 — dall’aprile di quest’anno, per intenderci — i siti inibiti vengono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto del vecchio indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma i due metodi restano attivi entrambi durante un periodo di transizione. L’ultimo elenco risultava aggiornato al 13 ottobre 2026. Chi pensa che cambiare sistema di blocco significhi blocco più debole sbaglia il bersaglio: il cambio riguarda la forma, non la sostanza.

Quello che conta davvero, però, è dove il blocco agisce: a livello DNS. Questo significa che alcuni fornitori di connettività sono più lenti di altri ad applicare l’aggiornamento — e significa anche, sul versante opposto, che i mirror riappaiono nel giro di alcune ore. Un ordine del 2025 aveva portato il totale a 11.481 domini, e gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia alla volta. Il quadro è di una corsa in cui nessuno delle due parti arriva primo: l’Agenzia aggiunge nomi, i nomi cambiano indirizzo. Il lettore che trova un mirror funzionante non ha trovato un sito autorizzato. Ha trovato un sito che il blocco non ha ancora raggiunto.

E qui vale la pena guardare la partita dal lato di chi ci mette la faccia. L’art. 22 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 prevede una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata a carico dei fornitori di connettività e dei prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM. Per ciascuna violazione, non per periodo. Un provider che lascia passare dieci domini ha davanti a sé una cifra che non sta in un bilancio senza discussioni.

Questo è il punto che i siti esteri preferiscono non mettere in vetrina: il modello di business si regge su provider che accettino quel rischio, e su pagamenti che trovino un passaggio. Il medesimo art. 22 prevede una regolamentazione, concordata con la Banca d’Italia, per fermare i prestatori di servizi di pagamento che movimentano denaro di gioco per operatori non concessionari. Il momento di entrata in vigore non risulta confermato, e questo — non un dettaglio tecnico — è ciò che rende la situazione fluida da qui in avanti.

Il registro pubblico che un giocatore può consultare

ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, tiene due elenchi pubblici: quello dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti con accesso inibito. Sono consultabili sui siti dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. È il posto giusto dove guardare prima di versare, e l’unico che aggiorna i nomi man mano che i mirror cambiano.

Reato, pubblicità e giurisdizione: la parte che riguarda anche chi scommette

Qui il tono si abbassa, perché non c’è niente di divertente. L’art. 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, come ADM stessa ha scritto il 28 febbraio 2024, è una norma che non colpisce soltanto chi organizza: prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e — questa è la parte che riguarda chi legge — anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Sono parole dell’Agenzia, non mie.

L’importo dell’ammenda e l’esistenza di casi concreti contro un giocatore non risultano noti. Va detto con la stessa chiarezza con cui si dice il resto: la norma esiste, è formulata così, e chi sostiene che «tanto al giocatore non fanno niente» sta facendo una previsione, non una citazione. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.

Poi c’è il capitolo pubblicitario, dove la legge italiana è più severa di quanto un lettore straniero si aspetti. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la legge 96/2018, è in vigore. ADM lo cita così: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet.

L’enforcement è di AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il quadro applicativo è in movimento: nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, uno sulla responsabilità delle piattaforme (C-421/24) e uno sulla necessità di notifica del divieto (C-194/25). Infine, resta una proposta e non una legge l’emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 che avrebbe eliminato il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni; il suo esito non risulta noto, e alla data della verifica il divieto è in vigore.

Un dettaglio che sfugge ai più: il decreto non vieta l’esistenza del bonus, vieta la sua pubblicità. Il bonus di benvenuto è il termine degli operatori, non una figura di legge; non esiste un tetto statutario né al bonus né ai requisiti di puntata, e quindi importi, rigioco e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore. Chi vi dice «bonus garantito per legge» vi sta dicendo una cosa che nessuna norma prevede.

E l’Agenzia aggiunge, nello stesso comunicato, che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Il segnale è chiaro: l’Italia non ha intenzione di lasciare spazio pubblicitario a chi non ha una concessione.

Prevenzione: limiti, autoesclusione e gli strumenti che esistono solo da questa parte del confine

Questa è la sezione che distingue davvero i due percorsi, e non perché lo dica io. Lo dice il modo in cui il sistema è costruito.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l'obbligo di inibizione imposto dall'ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

Partiamo dai limiti di deposito. L’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 prevede una serie di strumenti: auto-limitazioni su tempo, spesa e perdita; limiti agli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato deve attendere sette giorni. Questo secondo dettaglio è il cuore del meccanismo: la finestra di attesa esiste per mettere un attrito tra l’impulso e la ricarica, e l’attrito è il prodotto. Chi ha mai provato a rialzare un limite dopo una serata storta sa esattamente a che cosa serve.

L’autoesclusione è l’altro strumento, ed è quella che fa la differenza tra «non posso» e «ho deciso di non poterlo fare». Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, è stato istituito nel 2018 e la sua iscrizione blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta, oltre alle sale fisiche. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che sceglie il giocatore. Una fonte di settore riporta che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026.

Le durate, nella pratica degli operatori, si sono mosse. Le condizioni di un concessionario prevedono periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il senso della forbice è chiaro: da un lato si può intervenire su una settimana difficile, dall’altro si può chiudere il conto per sempre. Un sistema che offriva solo blocchi lunghi costringeva chi aveva un problema breve a scegliere una misura sproporzionata — e spesso a non sceglierla affatto.

Il resto della cassetta degli attrezzi è fatto di cose piccole che contano. Un concessionario indica ai residenti in Italia il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 accanto a pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione. L’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % del proprio ricavato netto, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra che non salva nessuno da sola, ma è una cifra che esiste per legge.

Poi l’identificazione, che è il primo e più efficace filtro. L’età minima è 18 anni: l’art. 3, comma 1, lett. a) nomina la «tutela dei minori di età» come principio, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18. Un conto di gioco richiede identificazione completa; gli operatori offrono la registrazione con form e copia di un documento oppure con SPID, e alcuni anche con CIE attraverso un provider SPID. Senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori.

Chi paga, quando il sistema non c’è

Il punto è qui. Un dominio privo di concessione non è collegato al RUA. Il lettore che si autoesclude e poi apre un sito estero non è protetto, perché nessuno sta cercando il suo nome in nessun registro. Non è una falla del sistema: è il sistema visto dall’altra parte del confine. La tutela non è una proprietà del gioco d’azzardo in sé, è una proprietà della concessione.

E il pagamento gioca la sua parte. L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche — tabaccherie, ricevitorie — iscritti in un registro ADM: ricaricano il conto online su richiesta del titolare, previa identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale; non possono pagare vincite né erogare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. È un canale pensato con un tetto basso proprio per non diventare una scorciatoia.

Gli altri binari che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in tabaccheria come SisalPay e Mooney; l’elenco proprio di ogni operatore sta nelle sue condizioni. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta: non risulta una norma che nomini binari approvati. Se un lettore cerca «bookmakers esteri con PayPal», la risposta onesta è che PayPal c’è — ma dalla parte dei concessionari, e non per iniziativa dei siti che non lo sono.

Come si valuta un bookmaker estero (e perché il confronto regge solo su una parte dei dati)

La parola «miglior sito scommesse estero» contiene già il suo errore. Il superlativo presuppone una classifica unica, e una classifica unica presuppone una misura comune a tutti. Su questo terreno la misura comune esiste solo per una parte del campo.

Ecco che cosa è confrontabile davvero. Il palinsesto — quali campionati, quali sport, quali tipi di giocata. I mercati — 1X2, Under/Over, GG/NG, DNB («rimborso in caso di pareggio»), handicap, combo, multigol. Le funzioni — cash out, streaming, quote live, tipologie di giocata. La quota e il suo margine: qui si vede la differenza tra chi ti dà 1,90 e chi ti dà 1,88, e si vede solo a parità di mercato e di evento. Infine i requisiti di puntata di un bonus, che sono la voce più sottovalutata di tutte.

Quello che non è confrontabile è la licenza, perché è una questione binaria e sta dall’altra parte del confine: un sito con concessione ADM e un sito senza non stanno nella stessa tabella. E non è confrontabile nemmeno la tutela — il RUA, i limiti scelti in registrazione, il foro italiano — perché questi strumenti non hanno un equivalente sul versante estero. Chiamarlo «confronto» è già un favore che si fa al sito senza concessione.

Ci sono poi i criteri che il mercato italiano conosce bene, e che meritano una riga di diffidenza. La Cassazione e i pronunciamenti sui bookmaker esteri circolano come argomento di vendita: attenzione, perché il valore di una sentenza è nel dispositivo e nelle circostanze, non nel titolo con cui la si riassume in un banner. E «campionati esteri scommesse» è una chiave che porta a offerte molto diverse tra loro: chi cerca la Premier League la trova anche da un concessionario, e chi cerca un torneo minore spesso scopre che il sito estero non lo copre affatto.

Poi c’è il capitolo dei requisiti di puntata, dove si perde denaro senza accorgersene. Un bonus è denaro che arriva con una condizione, e la condizione ha tre variabili: quanto bisogna rigiocare, entro quale termine, e a quali quote minime. Un requisito generoso su un mercato con margine alto è peggio di un requisito severo su un mercato con margine basso, perché è il margine che decide quanto costa girare quella cifra.

Margine del bookmaker e costo reale di un’offerta

Il margine è la parte che non si vede in nessuna schermata di benvenuto. Su un mercato a due esiti con quote di 1,90 e 1,90 — un esempio aritmetico, non un prezzo rilevato — la quota di payout è 1 diviso la somma di 1/1,90 più 1/1,90, cioè circa 95,2 %: il margine del bookmaker è di circa 4,8 % su ogni unità puntata su quel mercato.

Quella cifra diventa utile quando la si mette accanto a un’offerta con rigioco. Prendiamo un lettore che versa 100 € a settimana sul conto — il limite di deposito che ha scelto in registrazione, quindi il massimo che il conto può ricevere in quel periodo, non un obbligo di spesa. Se quello stesso lettore volesse girare 100 € una volta su quel mercato a due esiti, il costo medio atteso dell’operazione è 100 × 4,8 %, cioè circa 4,80 €, da leggere come una stima statistica su molte giocate e non come il risultato di una singola puntata: nel singolo caso si vince o si perde, e nessuno dei due esiti somiglia a una media.

Il numero vero da portare a casa è il meccanismo, non il 4,80 €. Su una singola giocata da 100 € il costo medio si aggira sui 4-5 €; su dieci giocate da 10 € resta nella stessa fascia, perché il margine si applica al volume complessivo e non alla dimensione della singola puntata; su un mercato a tre esiti con margine più alto sale, e su quote minori sale ancora. Ecco perché «rigioca il bonus venti volte» è una frase che va tradotta prima di essere accettata: se il rigioco si fa su mercati con margine del 4,8 %, l’offerta costa mediamente intorno al 4,8 % del volume girato. Un bonus da 50 € con un rigioco che imponga di movimentare, per dire, dieci volte la cifra mette in gioco un volume di 500 €, e il costo medio stimato si colloca intorno ai 24 € — la metà del bonus, in una stima media che dipende interamente dal margine del mercato su cui si gira e dalla quota minima ammessa.

Il che porta a una conclusione che nessuna pagina promozionale mette in evidenza: il bonus non è gratis, e non è nemmeno sempre un bonus. Un’offerta con requisito basso su mercati a margine contenuto è un regalo ragionevole. Un’offerta con requisito alto su mercati a margine alto è un prestito che si rimborsa giocando. La differenza non sta nell’importo scritto in grande.

Criteri, in ordine di quanto costano al lettore

L’ordine giusto non è quello dei siti che le elencano. È questo: prima il margine, perché agisce su ogni giocata e non solo su una; poi i requisiti di puntata del bonus, perché decidono se l’offerta vale qualcosa; poi il limite di deposito scelto in registrazione, che è l’unico tetto che il giocatore controlla davvero; poi il palinsesto, che è la ragione per cui si è scelto quel bookmaker; infine l’assistenza e le funzioni accessorie.

Chi inverte quest’ordine — chi parte dal bonus e finisce dal margine — ha già speso il denaro prima di conoscere il prezzo.

Quotazioni e margini: che cosa si può confrontare e a quali condizioni

Un numero di quota senza evento, mercato e data non è una informazione. Sulla Serie A, sul derby di una sera, con due bookmaker diversi, le quote cambiano, e cambiano di più nelle ore che precedono il fischio d’inizio. Le pagine che pubblicano «la quota più alta» senza dire per quale mercato e in quale momento stanno vendendo una fotografia come se fosse un cartello stradale.

Il margine, invece, è un numero più stabile e più utile, perché è una proprietà del mercato e non dell’evento: dice quanto paga quella tipologia di giocata nel complesso, a prescindere da chi vince. Vale la pena ribadire la distinzione, perché è quella che viene confusa più spesso: una quota di payout del 95 % e un margine del 5 % sono la stessa cosa vista da due lati, non due dati diversi, e chi presenta la prima come vantaggio e il secondo come critica sta parlando di un solo numero. In questa pagina uso il margine, perché è il termine del settore e non nasconde niente.

Il margine di un mercato 1X2, però, non è il margine di un mercato Under/Over, né quello di un handicap, né quello di una combo: sono mercati diversi, con prezzi diversi, e una differenza del 4,8 % su un due-esiti non dice nulla sul margine di una multipla a quattro gambe, che è la somma dei margini di ogni gamba e per questo raramente conveniente. Chi vi mostra «margine bassissimo» e poi vi vende multiple sta parlando di due cose.

Infine, i campionati esteri. Non tutti sono coperti allo stesso modo, e non tutti i mercati su un campionato estero hanno lo stesso margine di quelli sulla Serie A. Prima di aprire un conto per seguire un torneo, conviene controllare che quel torneo esista nel palinsesto e che il mercato che si intende giocare sia quotato — non il giorno della finale, ma in una giornata normale.

I dieci concessionari della nostra selezione: quali strade aprono

I dieci marchi che seguono sono tutti concessionari ADM con sito .it, ognuno con un codice di concessione proprio e una società che lo detiene — spesso con un nome che il lettore non ha mai visto. Questo non è un elenco esaustivo del mercato e altri concessionari esistono; è la selezione su cui ho materiale sufficiente per dire qualcosa di preciso. Non è una classifica e non è un invito: la concessione è rilasciata per sito, l’elenco di ADM non ha una colonna per i giochi, e le offerte sono descritte come le raccontano le condizioni e le app di ciascun operatore.

Una nota preliminare che vale per tutti e dieci, e che non ripeterò: nessuno di questi nomi è un sito estero. Sono esattamente l’alternativa. Chi li legge cercando «l’estero» ha sbagliato pagina di proposito, e la scelta è legittima, ma va fatta sapendo che cosa si sta scegliendo.

Marchio Concessione e società Che cosa dichiarano i suoi termini
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Dettagli disponibili nelle condizioni dell’operatore
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo su base giornaliera, settimanale e mensile scelto in registrazione; il limite ridotto ha effetto immediato, quello aumentato dopo 7 giorni; autoesclusione da 7 a 270 giorni o indeterminata con revoca dopo 9 mesi
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc Bonus di verifica di 5 € con registrazione manuale, dopo l’invio dei documenti entro 96 ore; 10 € con SPID
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited Dettagli disponibili nelle condizioni dell’operatore
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. Dettagli disponibili nelle condizioni dell’operatore
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Bonus del 100 % del primo deposito fino a 50 € per i nuovi giocatori con conto verificato, deposito minimo 20 €
Betfair ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Dettagli disponibili nelle condizioni dell’operatore
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Dettagli disponibili nelle condizioni dell’operatore
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Dettagli disponibili nelle condizioni dell’operatore
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Strumenti di gioco responsabile: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22

Lo schema mostra una cosa che salta all’occhio: la trasparenza su limiti e autoesclusione varia da un operatore all’altro. Alcuni scrivono tutto, altri meno: il lettore può verificare gli strumenti attivi direttamente nelle condizioni pubblicate sul sito dell’operatore.

Lottomatica: il catalogo più ampio e la società dietro il marchio

Lottomatica opera con la concessione ADM n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., nota come GBO Italy. Il marchio è uno dei più riconoscibili in Italia e la società che lo detiene è una di quelle che gestiscono più siti sotto lo stesso tetto: Eurobet Italia S.r.l. da sola porta Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. È il caso che meglio illustra perché la concessione è per sito e non per azienda.

Sul prodotto, la sua app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live seguendo la partita in diretta. È un palinsesto ampio, costruito sulle competizioni che il pubblico italiano cerca di più, e la presenza dello streaming cambia il modo in cui si gioca il live: chi vede la partita gioca su quello che vede, non su quello che immagina.

Verdetto. È la scelta di chi vuole il catalogo più largo senza cambiare interlocutore per ogni sport, e paga questa ampiezza con una personalizzazione che non è la sua cifra: chi cerca un bookmaker che gli parli di sé troverà altrove più attenzione. Chi invece vuole una sola app per tutto — calcio, motori, live con video — ha davanti una soluzione che non chiede spiegazioni.

AdmiralBet: dove lo strumento di tutela diventa il prodotto

Con la concessione ADM n. 16048 e la società Admiral Bet S.r.l., questo è l’operatore su cui il materiale dice di più in materia di limiti e autoesclusione, ed è la ragione per cui vale la pena parlarne per primo quando il tema è la prevenzione.

In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. La riduzione ha effetto immediato, l’aumento deve attendere 7 giorni. Sull’autoesclusione le condizioni prevedono periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. L’identificazione si può completare con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente, oppure caricando fronte e retro di un documento in .pdf, .jpg o .png.

Il passaggio da 30-90 giorni a 7-270 giorni non è un dettaglio di catalogo. Un blocco minimo di 30 giorni esclude chi vuole solo fermarsi una settimana; un tetto di 90 giorni esclude chi ha bisogno di un anno. La nuova forbice copre entrambe le situazioni, e la revoca dopo 9 mesi impedisce che l’indeterminata diventi una gabbia senza uscita.

Verdetto. La granularità dei limiti — tre grandezze diverse per tre orizzonti temporali diversi — è la cosa che nessun confronto mette in tabella e che un lettore con un problema reale di controllo noterà subito. Chi non ha mai avuto bisogno di questi strumenti li troverà un ingombro in fase di registrazione; chi ne ha avuto bisogno sa che cosa sta leggendo.

William Hill: il bonus legato al metodo di identificazione

La concessione è la ADM n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc. Il suo tratto distintivo è la struttura del benvenuto.

Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Due percorsi, due valori, e la differenza non è arbitraria: la verifica con SPID è immediata e certa, quella manuale richiede un controllo e ha una scadenza.

Il punto che un lettore attento coglie è il termine delle 96 ore. Non è un dettaglio amministrativo: è il momento in cui il bonus manuale vive o muore. Chi apre il conto, si distrae e carica il documento tre giorni dopo si gioca i 5 € su una finestra di quattro giorni. Chi passa da SPID azzera il problema prima di incontrarlo.

Verdetto. La scelta del canale di identificazione vale qui il doppio del bonus in sé, perché un importo a due cifre non cambia il conto di nessuno mentre una verifica fatta male può bloccare i prelievi. Chi ha già SPID è a posto; chi non ce l’ha sta decidendo se vale la pena attivarlo per 5 € di differenza, e la risposta ragionevole dipende da quanto conta per lui la velocità del prelievo.

StarCasinò: il marchio casino-first con un bookmaker dentro

StarCasinò opera con la concessione ADM n. 16026, intestata ad Azzurri Limited. Il nome dice già la verità: è un marchio orientato al casinò, e lo sport arriva come sezione accanto alle slot e al Live Casinò. La sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva.

Questo posizionamento è una cosa che un lettore deve pesare, non un difetto. Un marchio casino-first costruisce l’esperienza intorno al gioco da tavolo e alle slot: chi passa le serate sul casinò trova tutto sotto lo stesso tetto, chi apre il conto solo per il calcio trova un prodotto che funziona ma che non è stato pensato per lui.

Verdetto. Chi cerca un bookmaker specializzato e vuole che lo sport sia il centro dell’interfaccia farà prima a guardare altrove; chi invece alterna slot, live e una giocata sul campionato non deve aprire due conti e due prelievi separati. Il costo di questa comodità è che la sezione sportiva vive all’ombra della casa madre, e si vede.

Planetwin365: il palinsesto calcistico più dettagliato della lista

La concessione è la ADM n. 16007, di Pwo S.p.a., e il palinsesto è il suo argomento principale.

L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. La presenza della Serie C accanto alla Premier League è significativa: significa che il palinsesto non è costruito solo sulle competizioni di richiamo internazionale, e chi segue il calcio minore italiano trova un interlocutore che lo copre.

Verdetto. La profondità sul calcio — quattro categorie italiane, tre coppe europee, tre campionati esteri maggiori — è la ragione per cui questo operatore entra in una lista di dieci, e chi cerca il campionato estero che gli altri trattano come riempitivo ha buone probabilità di trovarlo qui prima che altrove. Chi invece entra per il tennis o per il basket troverà varietà, ma non la stessa densità.

NetWin: il bonus più grande, con le condizioni che lo accompagnano

Con la concessione ADM n. 16035 e la società Netwin Italia S.p.a., NetWin presenta l’offerta di benvenuto più consistente di questa selezione.

L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. Il termine «bonus reale» è una scelta lessicale dell’operatore, e vale la pena leggerla per quello che è: il bonus è denaro spendibile, non un gettone con regole speciali. La verifica del conto è però un requisito esplicito, quindi il percorso è: registrazione, identificazione, primo deposito, e solo allora l’accredito.

Le condizioni di puntata non sono tra i dati che ho potuto leggere, e non le invento: chi apre il conto le trova nelle condizioni dell’operatore, e le trova prima di accettare il bonus, non dopo.

Verdetto. Il 100 % fino a 50 € è l’importo più alto sul tavolo, e per un lettore che deposita 50 € e non ha fretta di prelevare è l’offerta con la cifra di partenza migliore. Il rovescio è che una verifica obbligatoria e una struttura di rigioco da leggere rendono il percorso più lungo di quelli che sembrano immediati: chi vuole il bonus con due clic parte da un’altra parte, e chi pensa di girare quella cifra su multiple combinate farebbe bene a rileggere che cosa il margine fa a una multipla.

Betfair: la borsa, cioè un modo diverso di scommettere

Betfair detiene la concessione ADM n. 16028 con Betfair Italia S.r.l., ed è l’operatore di questa lista con la struttura più diversa dalle altre: non un bookmaker nel senso classico, ma un betting exchange.

L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Ma la vera differenza sta altrove. Il betting exchange è previsto come gioco autonomo dall’art. 6, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024, e dall’art. 2, lett. u): il giocatore può essere puntatore o banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Sul conto italiano della borsa la documentazione dell’operatore indica regole aggiuntive, come una puntata minima in favore di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di settore del 2024 riporta che su questa modalità il giocatore non deve nulla sulle vincite, il prelievo ricadendo sul concessionario. I brand che gestiscono oggi una borsa e le regole di commissione sono un quadro aperto.

Qui c’è un malinteso da smontare, perché è quello che si legge più spesso: la borsa non è una scommessa fra amici, e non è un luogo senza margine. Il margine del bookmaker tradizionale viene sostituito da una commissione sulla vincita netta, e il prezzo lo fa il mercato tra chi punta e chi banca. Cambia la forma del costo, non la sua esistenza.

Verdetto. È il prodotto adatto a chi ragiona in termini di prezzo e vuole provare a prendere una posizione contro il mercato invece di accettare la quota che gli viene offerta, e questa è una postura mentale prima che una funzione. Chi cerca il colpo secco sul 1X2 di Serie A con un’interfaccia che non chieda nulla di nuovo troverà una curva di apprendimento che non gli serviva.

Eurobet: il palinsesto che esce dallo sport

La concessione è la ADM n. 16012 di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, e questo lettore ha un caso esemplare di un’altra cosa: la definizione legale di palinsesto come programma di eventi preparato dal concessionario e approvato da ADM, senza alcun obbligo che quegli eventi appartengano al mondo dello sport.

L’app Eurobet Sport copre calcio, tennis e basket, Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, come le elezioni. La gamma è, in senso letterale, più larga dello sport.

Questo è il tipo di offerta che divide. Per il lettore tradizionale, il mercato sulle elezioni è una curiosità che occupa spazio nel menu. Per chi segue i mercati non sportivi — e non è un pubblico piccolo — è la ragione per aprire il conto proprio lì, perché altrove quella tipologia di evento non esiste.

Verdetto. Chi scommette solo sui campionati maggiori trova qui un prodotto completo che fa il suo lavoro senza sorprese. Chi invece cerca mercati che non siano sportivi non ha molte alternative nella lista dei concessionari, e questo è l’unico nome che gliene offre una gamma vera — a condizione di controllare che l’evento specifico sia nel palinsesto approvato, perché non tutto quello che esiste nel mondo può essere quotato.

Sisal: volume di eventi e velocità di accesso

Sisal opera con la concessione ADM n. 16020 e la società Sisal Italia S.p.a., e la sua app è costruita su due numeri che vale la pena citare.

Prima il volume: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Poi la velocità: l’accesso al conto gioco anche con Touch ID, che sembra una comodità e in realtà è un cambio di abitudine — si entra per una giocata da 2 € senza aprire il portafoglio e senza digitare credenziali.

Sui mercati, tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Il cash out merita una riga, perché è la funzione più venduta e la meno capita. Chiudere prima non è incassare un guadagno garantito: è accettare un prezzo che il bookmaker propone, e quel prezzo tiene conto del margine e del tempo che manca. Si chiude quando la valutazione del bookmaker è più generosa di quella che faremmo noi, e la domanda giusta non è «quanto ho vinto finora» ma «a questo prezzo accetterei di aprire adesso questa posizione». Se la risposta è no, il cash out è la scelta sbagliata.

Verdetto. Il binomio streaming più densità live è ciò che rende questa piattaforma adatta a chi gioca durante la partita e vuole vedere quello che sta quotando; è la stessa ragione per cui chi gioca in pre-match la troverà sovradimensionata su un bisogno che non ha. Il Touch ID è la parte che cambia la vita quotidiana più di ogni mercato in elenco, e vale la pena riconoscerglielo.

bet365: il palinsesto internazionale e i partner che lo certificano

L’ultimo nome della lista è quello con il palinsesto internazionale più dichiarato: la concessione è la ADM n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc.

bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, sia in pre-match sia live. La combinazione di una partnership ufficiale su una competizione europea e di un’offerta che tiene boxe e freccette accanto al calcio racconta un pubblico diverso da quello italiano medio: chi segue il calendario internazionale, non solo i campionati nazionali.

Sul gioco responsabile, i suoi strumenti comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È lo stesso numero che qualsiasi concessionario è tenuto a rendere visibile, ma vederlo scritto è già una forma di chiarezza.

Va aggiunta una nota sul palinsesto che vale per tutti e per questo operatore in particolare: nel settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. Gli eventi vengono aggiunti uno per uno, e questo è il modo concreto in cui funziona la regola che si può scommettere solo sugli eventi del palinsesto approvato.

Verdetto. La combinazione di offerta internazionale e strumenti di pausa dichiarati lo rende la scelta più naturale per chi cerca competizioni estere senza uscire dal sistema italiano. Il rovescio della medaglia è che gli strumenti sono descritti in termini generali: nessun dettaglio sulle durate delle pause, sui massimali o sulle tempistiche di rialzo, e chi ha bisogno di sapere esattamente come funziona un limite lo scoprirà soltanto registrandosi.

Due strade, e la domanda che le separa

Se c’è una cosa che questa pagina può fare è restringere la scelta a una domanda sola, e la domanda non è «quale sito paga di più».

La domanda è: se qualcosa va storto, chi risponde? Su un concessionario ADM la risposta ha un nome, un indirizzo e una procedura. Su un sito estero la risposta è il vuoto, o al massimo una casella email in una lingua che non è la vostra. Il resto — quota, palinsesto, bonus — è negoziabile, e lo si negozia ogni giorno scegliendo dove aprire il conto. La tutela no: o c’è o non c’è, e non si compra dopo.

Questo non vuol dire che i dieci nomi di questa selezione siano intercambiabili. Tutt’altro, e li ho divisi proprio per questo. Chi passa le serate fra slot e tavoli trova la sua casa in un marchio casino-first. Chi vuole il calcio minore italiano e quattro categorie coperte sceglie un palinsesto costruito sul campionato. Chi ha bisogno di sapere esattamente quanto può depositare domani mattina guarda alla granularità dei limiti, non al bonus. Chi vuole ragionare di prezzi e prendere posizione contro il mercato ha una borsa a disposizione e una curva di apprendimento da accettare.

La seconda domanda, più scomoda, riguarda il bonus. Un’offerta che arriva con un requisito di puntata è un’offerta che si paga girando denaro su un mercato che trattiene una parte di ogni giro. Il margine non si vede, ma c’è, e il conto lo paga chi gioca. Se il requisito è basso e il margine contenuto, il bonus è quello che sembra. Se il requisito è alto, il bonus è un anticipo, e va trattato come tale.

E poi c’è la parte che non è una scelta tra due prodotti ma una scelta sulla propria posizione: la legge italiana, nella formulazione che ADM stessa ha citato, raggiunge anche il partecipante. Non è una riga da mettere in fondo per dovere di cronaca. È un dato del problema, e chi decide di giocare su un dominio non autorizzato lo fa sapendo che quel dato esiste.

Domande frequenti sui siti di scommesse esteri

Quali rischi si corrono davvero scegliendo un sito non AAMS?

I rischi sono tre e si sommano. Il primo è tecnico: i domini non autorizzati finiscono nell’elenco degli inibiti e vengono oscurati, quindi il sito può sparire e riapparire con un altro indirizzo. Il secondo è economico: non esiste ADM a cui rivolgervi per un prelievo negato. Il terzo è giuridico, perché l’art. 4 della legge 401/1989 sanziona anche il partecipante.

Come si controlla se un bookmaker ha una concessione ADM?

Si parte dall’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, dove ogni riga porta un codice e un sito .it. Si prende il numero di concessione e la società che l’operatore dichiara nelle proprie condizioni e si cerca la riga corrispondente. Attenzione a un limite dell’elenco: non ha una colonna per i giochi, quindi la presenza non dimostra da sola che quel sito offra scommesse sportive.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, è l’elenco in cui finisce chi chiede di essere bloccato dal gioco. L’iscrizione vale su tutte le piattaforme online autorizzate in Italia, non solo su quella dove è stata richiesta, e copre anche le sale fisiche. La durata la scegle il giocatore, e dal 1° febbraio 2026 va da 7 a 270 giorni o è indeterminata con revoca dopo 9 mesi.

Che cosa vieta il Decreto Dignità sulla pubblicità delle scommesse?

L’art. 9 del D.L. 87/2018 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet e manifestazioni sportive comprese. L’enforcement è di AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e non inferiore a 50.000 €. Il divieto riguarda la promozione e non l’esistenza del bonus.

Quali limiti di deposito si impostano su un concessionario ADM?

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e alcuni operatori chiedono anche limiti di ricarica, spesa e tempo su base giornaliera oltre che settimanale e mensile. La regola che conta è asimmetrica: abbassare un limite ha effetto immediato, alzarlo richiede un’attesa di sette giorni. È l’artrito voluto, ed è la parte utile dello strumento.

Le vincite delle scommesse sono tassate in Italia?

Sui concessionari ADM il prelievo cade sull’operatore, quindi il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. Sui siti esteri la posizione si ribalta: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta quelle vincite come redditi diversi, tassabili per l’intero importo senza deduzioni, da indicare nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota applicata non è nota, e per il caso concreto serve un commercialista.

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