Siti di scommesse stranieri, due strade e un solo passaporto valido

Updated Ottobre 2026
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Verifica dei dati: informazioni aggiornate al 31 Ottobre 2026, con le concessioni confrontate con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
L'inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull'articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

Chi cerca un sito di scommesse straniero parte da un’idea semplice: che altrove convenga. Più mercati, quote migliori, bonus più generosi. È una ipotesi ragionevole e, in buona parte dei casi, sbagliata — non perché i siti esteri siano tecnicamente peggiori, ma perché esiste un solo modo di offrire scommesse sportive a un giocatore italiano, e passa per una concessione statale. Il resto è una scelta diversa, con un prezzo diverso, che il giocatore paga spesso senza sapere di pagarlo.

La parola chiave del mercato è «AAMS», che non esiste più dal 2012 ma continua a vivere nei motori di ricerca e nelle conversazioni tra scommettitori. L’autorità oggi si chiama ADM (ex AAMS), Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Quando un giocatore chiede «è AAMS?», sta chiedendo una cosa sola: questo operatore ha una concessione per raccogliere gioco a distanza in Italia? La risposta è verificabile in un pannello pubblico, e vale più di qualunque recensione.

Perché questo è il punto di partenza obbligato, prima di ogni confronto tra operatori. Un sito con concessione ADM porta con sé il Registro Unico degli Autoesclusi, la vigilanza dell’Agenzia, i limiti di deposito decisi in fase di registrazione e un foro italiano per qualunque controversia. Un dominio .com senza concessione non porta nulla di tutto questo. Porta invece il rischio di essere oscurato, e — per come la stessa ADM descrive la norma — un’esposizione di tipo penale per il giocatore.

Come funziona un sito di scommesse estero: i fondamenti del meccanismo

Il nodo da sciogliere è cosa significhi esattamente «straniero», perché nella pratica convivono tre situazioni diverse che il gergo appiattisce in una sola parola.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall'aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell'indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

Un operatore può essere estero e perfettamente in regola: società con sede nello Spazio Economico Europeo, concessione italiana, sito .it, marchio che si vede in televisione. È il caso di quasi tutti i grandi nomi di questo confronto. Essere una società maltese o spagnola non è un illecito; offrire gioco senza concessione lo è. La nazionalità del proprietario e la legalità dell’offerta sono due cose distinte, e confonderle è l’errore più diffuso tra chi cerca un bookmaker.

Poi c’è il sito estero con licenza di un’autorità straniera — Curaçao, Malta, Anjouan — che accetta giocatori italiani. Una licenza estera non produce alcun effetto in Italia: non abilita a raccogliere gioco, non vale davanti a nessuna autorità italiana, non protegge il giocatore in nessun modo che sia azionabile qui. È un permesso rilasciato da un legislatore che non ha giurisdizione su chi ci gioca sopra.

Infine c’è il sito estero che non ha nemmeno quello, e vive di specchi.

Il meccanismo di controllo italiano è rimasto deliberatamente semplice. ADM blocca i siti privi delle autorizzazioni previste dal 2007, e ricorda che soltanto i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. L’inibizione si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti.

Il blocco opera a livello DNS: il nome viene tolto dalla risoluzione, non il server dal mondo. Da qui la conseguenza che ogni scommettitore italiano ha imparato a proprie spese: i mirror ricompaiono nel giro di ore. Un dominio cade, tre ne nascono. ADM aggiorna gli elenchi con decine o centinaia di indirizzi per volta, ma la rincorsa è strutturale e non ha un traguardo, perché duplicare un sito costa meno che bloccarlo. La parola che il mercato usa per l’esito è «oscurati», ed è la parola giusta: non chiusi, oscurati.

L’inibizione, per come ADM la descrive, colpisce i domini Internet che offrono o sponsorizzano gioco illegale, reindirizzandoli verso una pagina con un’apposita avvertenza. La pagina segnala che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati all’indirizzo sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione; l’ultimo elenco dei siti inibiti è aggiornato al 13 ottobre 2026.

Cosa distingue davvero le due strade

Operatore con concessione ADM Sito estero senza concessione
Autorizzazione concessione rilasciata da ADM per uno specifico sito .it nessuna autorizzazione valida in Italia
Registro autoesclusi RUA, esteso a tutte le piattaforme autorizzate non collegato al RUA
Limiti di deposito scelti dal giocatore in registrazione nessun obbligo di impostarli
Blocco del dominio nessuno inibizione DNS e reindirizzamento alla pagina di avviso di ADM
Foro competente giurisdizione italiana nessuna tutela azionabile in Italia

La tabella spiega perché la domanda «conviene un sito estero?» non abbia una risposta sola. Conviene solo se il giocatore è disposto a scambiare tutela con qualcos’altro, e nella maggior parte dei casi quel qualcos’altro non esiste.

La normativa sui siti esteri: concessione, vigilanza e giurisdizione

Il quadro italiano non conosce licenze aperte. Le concessioni sono «concessioni» nel senso stretto della parola: assegnate per gara pubblica, non acquistabili a richiesta, non rinnovabili automaticamente. Il testo di riferimento è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.

L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; e bingo. Sono sei famiglie, e un concessionario può gestirne una o più in qualunque combinazione. Il comma 3 fissa in nove anni il tetto massimo della durata, senza rinnovo; il comma 5 mette tra i requisiti di gara la forma di società di capitali con sede nello SEE, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara stessa. Condizioni della concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata, come prevedono l’articolo 4, comma 3 e l’articolo 5, comma 3.

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un solo sito .it.

Qui sta la finezza che quasi nessun confronto riporta: la concessione è per sito, non per azienda. Una stessa società può comparire più volte nell’elenco. Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale, e sono tre righe separate, non una. Cercare il nome della società madre per capire se un marchio è autorizzato è quindi il modo più rapido per sbagliare: bisogna cercare il sito.

E l’elenco non basta. Non contiene alcuna casella indicante quali giochi siano effettivamente attivi. Un nome sulle 52 righe non prova, da solo, che quell’operatore offra scommesse sportive: lo prova il sito dell’operatore stesso, che in genere dichiara numero di concessione e società nei propri termini e condizioni. L’assenza dall’elenco, invece, è una prova in negativo che vale: al 25 ottobre 2026 Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe. Sono quattro marchi notissimi, tutti fuori dal perimetro.

Vale la pena dirlo con la massima chiarezza possibile, perché è il fraintendimento che costa più caro: la presenza in una classifica, in una recensione o in un comparatore non è una concessione. Il piazzamento lo decide un sito editoriale; la concessione la decide una gara pubblica. Nessuna delle due cose si converte nell’altra.

Prevenzione e tutela: cosa accompagna un conto con concessione

Un conto di gioco italiano nasce già con dei paletti, e sono paletti che il giocatore sceglie. L’articolo 15, comma 1 del decreto 41/2024 prevede limiti autoimposti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l'obbligo di inibizione imposto dall'ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

In registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile di deposito. Admiralbet chiede di impostare un tetto massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e i suoi termini stabiliscono che un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato decorre dopo 7 giorni. La meccanica dei sette giorni è una delle regole più sensate del sistema, e una delle più scomode da raccontare: serve a impedire che un giocatore in difficoltà alzi il tetto nell’ora peggiore della propria settimana. Rallenta, e rallentare è il suo scopo.

L’età minima è fissata per legge a 18 anni. L’articolo 3, comma 1, lett. a) indica la «tutela dei minori di età» come principio, e le condizioni di concessione impongono di escludere i minori dal gioco. Un conto di gioco richiede identificazione completa: registrazione con copia di un documento, oppure SPID, e alcuni operatori accettano anche CIE tramite un provider SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Il dettaglio operativo che nessuno legge mai: i 30 giorni scadono durante una settimana di ferie, e il blocco dei prelievi non fa eccezioni sentimentali.

Il RUA, l’unico strumento che attraversa i confini del singolo operatore

Il Registro Unico degli Autoesclusi esiste dal 2018 e funziona come una lista di esclusione che vale su tutte le piattaforme. L’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è richiesta — e Admiralbet aggiunge che l’effetto tocca anche le sale fisiche. È il pezzo che distingue la tutela italiana da una promessa: un giocatore che si chiude fuori da un sito si chiude fuori da tutti quelli autorizzati, e non può rientrare dalla porta accanto.

Le durate sono cambiate di recente. I termini di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. L’articolo 15, comma 1, lett. e) richiede comunque strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore.

Sui siti senza concessione il RUA non arriva. Non è un’omissione dell’operatore: è il registro che esiste solo per chi è collegato al sistema autorizzato. Un autoescluso che si registra su un .com estero non sta eludendo un divieto, sta semplicemente giocando in un posto che non sa nulla di lui.

Gli operatori mettono accanto a questi strumenti i riferimenti di aiuto. bet365 indica tra i propri strumenti di gioco responsabile periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia rimanda al Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Quel numero non è materiale promozionale ed è l’unico elemento di una pagina di bonus che vale la pena salvare.

Bonus e pubblicità: cosa si può dire, e cosa non si può pubblicizzare

Qui il discorso si fa curioso. Il Decreto Dignità, articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore, e la sua formulazione è totale: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Poi ADM, nel comunicato del 28 febbraio 2024, aggiunge il tassello che riguarda direttamente il giocatore: pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Il divieto non protegge il mercato autorizzato soltanto dai messaggi molesti; lo difende dall’invasione dei marchi che non pagano la concessione.

Il decreto, però, ha due facce. Lo stesso testo promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile, e permette a un concessionario di veicolare messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo. Tradotto: non si può invitare a scommettere, ma si può invitare a farlo con giudizio. È una distinzione che sopravvive nei regolamenti e scompare nei fatti, e lascia il lettore davanti al paradosso di un settore pubblicizzato esclusivamente dalle proprie raccomandazioni di prudenza.

Sul fronte sanzionatorio le cose sono meno definite di quanto il testo suggerisca. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e pendono due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di eliminare il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: l’esito non è noto e alla data di verifica il divieto resta in vigore.

Sui bonus vige invece il silenzio della legge, che è la ragione per cui il giocatore si trova davanti cifre tanto diverse. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza di un bonus; non esiste un tetto statutario all’importo né un tetto ai requisiti di puntata. Importi, rigioco e quota minima vengono quindi dai termini di ciascun operatore, ed è lì che vanno letti — non nella headline.

La classifica: dieci concessionari valutati su criteri verificabili

Le dieci schede che seguono raccolgono marchi che compaiono nell’elenco ADM con un codice di concessione e che hanno fatti documentati sulla propria offerta sportiva. L’ordine non è una graduatoria di qualità e non è un consiglio: la concessione è concessa per sito, l’elenco non dice quali giochi siano attivi, e le offerte sono descritte come le raccontano i termini degli operatori e le schede dei loro servizi.

La tabella riassuntiva mette accanto a ogni marchio il numero di concessione e la società titolare, perché sono i due dati che il giocatore può verificare in autonomia e che quasi nessuna recensione riporta. La terza colonna raccoglie ciò che i termini dell’operatore dicono sull’argomento di questa pagina: quanto è vincolante l’autoesclusione, come funzionano i limiti, quali strumenti di tutela sono previsti.

Marchio Numero di concessione e concessionario Cosa dicono i termini dell’operatore sull’autoesclusione e sui limiti
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. l’app consente l’accesso al conto gioco anche con Touch ID
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. nessun elemento specifico nei fatti disponibili
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. nessun elemento specifico nei fatti disponibili
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale nessun elemento specifico nei fatti disponibili
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.a. accesso al conto anche con SPID e CIE, accanto alla registrazione classica
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited nessun elemento specifico nei fatti disponibili
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc registrazione con SPID o manuale, con verifica dei documenti entro 96 ore
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited nessun elemento specifico nei fatti disponibili
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc pause di gioco, limiti di versamento, avvisi sull’attività e autoesclusione
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. nessun elemento specifico nei fatti disponibili

Due marchi della lista appartengono alla stessa società: Betsson e StarCasinò sono entrambi Azzurri Limited, con due concessioni distinte e due siti distinti. È il caso che rende tangibile la regola della concessione per sito.

Quanto alle colonne, la terza è volutamente irregolare. bet365 è l’unico del gruppo a elencare un pacchetto completo di strumenti, BetFlag e William Hill si distinguono per le modalità di identificazione, e gli altri non hanno elementi specifici nella documentazione consultata. Nessuna delle caselle vuote significa che l’operatore non offra tutele: significa che su quel punto non c’è nulla da citare, e riempirla con un’ipotesi sarebbe il modo più rapido per pubblicare un dato falso accanto a nove dati veri.

Sisal: il palinsesto più fitto e la diretta gratuita

Sisal dichiara nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Sono numeri che collocano il marchio nella fascia alta del confronto, e la diretta gratuita è la parte che pesa davvero: lo streaming è il costo che gli operatori trasferiscono volentieri al giocatore sotto forma di quota, e trovarlo incluso cambia il conto di chi scommette live.

La concessione è la numero 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a. L’app per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile.

L’offerta di mercati è quella che sorprende di più. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. C’è un pubblico preciso per questa combinazione, ed è chi non si accontenta dell’1X2. Chi gioca tiri in porta e rigori sta comprando una quota costruita su un evento raro, e il margine su quei mercati è storicamente più largo di quello sul risultato finale. Il palinsesto lo offre; il prezzo lo decide il bookmaker.

Verdetto. Un catalogo ampio, una diretta inclusa e un’identificazione mobile comoda: la profondità dei mercati è ciò che il marchio mette sul tavolo.

Lottomatica: Serie A, Premier e streaming per il live

L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. La concessione è la 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., nota come GBO Italy.

Il perimetro degli eventi coperti è quello che ci si aspetta da un operatore di prima fascia: i campionati che il pubblico italiano segue davvero, con l’aggiunta dei due mondiali a quattro ruote. Lo streaming abbinato alle quote in tempo reale è la funzione che tiene insieme il pacchetto, perché il live senza visione è un esercizio di fiducia.

Dove il marchio va letto con attenzione è nella composizione societaria. Goldbet Better Organization Italy S.p.a. è il nome che compare accanto alla concessione, non quello che il giocatore cerca sui motori di ricerca: chi verifica la licenza partendo dal marchio commerciale e non trova la società deve passare dall’elenco ADM, non concludere che il marchio sia irregolare.

Verdetto. Copertura dei campionati principali e live assistito: la solidità del pacchetto sta nell’ampiezza degli eventi seguiti, non in una funzione particolare.

NetWin: un bonus reale con una soglia di accesso bassa

L’offerta Sport-50 di NetWin è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e codice promozionale da inserire al primo versamento. La concessione è la 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a.

La parola «reale» in questa scheda non è decorativa. Un bonus in denaro si distingue da un free bet per una ragione che ha un effetto aritmetico preciso: se la giocata vince, il free bet restituisce la vincita ma non la puntata, mentre un bonus in denaro si comporta come capitale, puntata compresa. Gli importi sono modesti — 50 € di tetto e 20 € di soglia — e questo è il punto a favore del marchio: un’offerta di questa taglia è quelle che un giocatore prudente può valutare senza scommettere più di quanto avesse in mente.

Resta un filtro da non ignorare: l’accesso è riservato ai conti verificati, e la verifica precede il gioco. La verifica del conto non è una formalità rimandabile, perché i prelievi si sbloccano con essa.

Verdetto. Un bonus di importo contenuto ma gratificante per chi non vuole legare capitali: la soglia bassa fa il lavoro che un bonus grande non farebbe.

Eurobet: dal calcio alle elezioni politiche

L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica, elezioni comprese. La concessione è la 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, la stessa società che nell’elenco ADM compare anche accanto a Bwin e Gioco Digitale — tre siti, tre concessioni, un solo titolare.

L’ampiezza qui è di natura diversa rispetto agli altri marchi: non più campionati, ma generi. Scacchi ed elezioni sono mercati che pochissimi operatori quotano, e il pubblico che li cerca sa già di essere un caso di nicchia. Sui mercati di nicchia il margine è quasi sempre più alto che sul calcio, per la ragione più banale del mondo: meno volume, meno concorrenza sul prezzo.

Chi guarda il marchio solo come bookmaker calcistico si perde la parte in cui è più difficile trovare un’alternativa. Chi lo guarda come bookmaker generalista rischia invece di pagare un prezzo più caro su ciò che trova ovunque.

Verdetto. Un palinsesto costruito per chi cerca l’evento che gli altri non quotano, più che per chi cerca il prezzo migliore sulla Serie A.

BetFlag: due strade per aprire il conto

Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. La concessione è la 16008, intestata a Betflag S.p.a.

Avere tre percorsi di apertura non è un vezzo tecnico. La registrazione classica richiede il caricamento di un documento e, senza SPID, impone di completare la validazione entro 30 giorni: chi sbaglia formato o dimentica il passaggio si ritrova il conto sospeso e i prelievi bloccati. SPID e CIE accorciano quella catena, ma richiedono credenziali che non tutti hanno attive.

Il marchio, in questa chiave, è la scelta di chi vuole chiudere la pratica in un pomeriggio invece di gestirla in due tempi. Nessuno dei tre percorsi è più veloce degli altri in assoluto; conta quale delle tre identità digitali il giocatore possiede già.

Verdetto. Una procedura di apertura pensata per non lasciare indietro nessuno: l’identificazione è il punto su cui il marchio si distingue, non l’offerta.

Betsson: migliaia di eventi e mercati combinati

L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La concessione è la 16027, intestata ad Azzurri Limited, la stessa società che nell’elenco ADM compare accanto a Starcasino.

La combinazione di pre-match e live su migliaia di eventi colloca il marchio nel gruppo degli operatori che non hanno bisogno di distinguersi sul catalogo, perché il catalogo c’è. I mercati elencati sono quelli standard del mercato italiano — 1X2, Under/Over, GG/NG — più i marcatori e le combo, che sono la parte in cui la quota si costruisce per accumulo.

Sul marchio pesa una considerazione societaria che vale la pena ripetere: Azzurri Limited è il titolare di due concessioni nel confronto, e un giocatore che si autoesclude non deve aspettarsi di trovare riparo nel marchio gemello. Il RUA chiude entrambe le porte, e le chiude insieme.

Verdetto. Il profilo di chi non vuole limiti di scelta tra pre-match e live; il marchio non punta sull’unicità di una funzione ma sulla copertura complessiva.

William Hill: dieci euro subito, ma solo con un certo tipo di registrazione

Il Benvenuto Sport di William Hill accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. La concessione è la 16044, intestata a William Hill Malta Plc.

Questa è la scheda in cui la parola «subito» va pesata con attenzione. Dieci euro immediati valgono il doppio di cinque euro differiti, ma solo per chi ha SPID. Per tutti gli altri il bonus si dimezza e si sposta dietro una verifica documentale con una finestra di 96 ore, che è un tempo comodo finché non si arriva all’ultimo giorno.

Sul bonus da 10 € va poi applicata la stessa domanda che vale per ogni offerta della pagina: quanto costa farlo rendere. Un bonus piccolo è anche un bonus che si incassa con poco movimento, ed è la ragione per cui questi importi bassi sono spesso più onesti di un 100 % dall’apparenza generosa.

Verdetto. Il valore dell’offerta dipende interamente dal canale di registrazione scelto, non dall’importo pubblicizzato: chi ha SPID prende il doppio.

StarCasinò: sport accanto a slot e live casinò

L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La concessione è la 16026, intestata ad Azzurri Limited, la stessa società che compare accanto a Betsson.

Il marchio è un esempio della categoria che l’elenco ADM non distingue: operatori con un’anima da casinò e un bookmaker dentro. La concessione è per sito e la stessa riga copre l’offerta, ma il fatto che un marchio compaia nell’elenco non dice quali giochi siano effettivamente attivi, e qui il baricentro commerciale è chiaramente altrove.

Questo conta per una ragione pratica. Chi arriva su un marchio casinò-first per scommettere su una partita troverà la funzione, ma non troverà la stessa profondità di mercati di un operatore che vive di sport. Le categorie di gioco sono il punto di attenzione più utile per chi legge.

Verdetto. Una casa dal baricentro casinò con un bookmaker funzionante: va scelta per l’offerta sportiva solo da chi ha già letto il palinsesto.

bet365: la Champions nel nome e gli strumenti di tutela più completi

bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. La concessione è la 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc.

La partnership con la Champions League è il tipo di credenziale che il marketing mette in prima pagina. Vale la pena notare due cose. La prima è che una sponsorizzazione sportiva è pubblicità, e la pubblicità diretta di giochi e scommesse con vincite di denaro è vietata in Italia: il marchio resta, il messaggio promozionale non può. La seconda è che la cronaca del 2026 aggiunge un tassello, perché ADM ha autorizzato a settembre 2026 gli eventi della Setka Cup e la stampa di settore indica bet365 come primo partner.

La parte della scheda che questa pagina guarda con più attenzione è però un’altra. Tra gli strumenti di gioco responsabile di bet365 figurano periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È l’unico marchio del confronto a mettere per iscritto l’intero pacchetto, e il riferimento al servizio pubblico è il dettaglio che completa il quadro.

Il palinsesto sportivo copre sia il calcio internazionale sia sport che il pubblico italiano segue con meno continuità, dall’ippica alle freccette. Un catalogo di questa ampiezza serve un giocatore che cambia sport con le stagioni.

Verdetto. L’unico del gruppo a documentare per intero gli strumenti di tutela, con un palinsesto che non si regge su un solo sport.

Planetwin365: oltre venti sport e i campionati minori

L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. La concessione è la 16007, intestata a Pwo S.p.a.

La scheda si distingue per una presenza che gli altri non dichiarano: la Serie C. È una scelta che dice molto sul pubblico a cui il marchio parla, perché chi scommette sui campionati minori lo fa con una competenza che non si improvvisa — e i mercati sui campionati minori sono anche quelli in cui il bookmaker ha meno contro-partita e costruisce margini meno stretti. Più di venti tipologie di sport, con risultati in diretta, sposta il marchio verso la fascia generalista.

Verdetto. Un catalogo che tiene dentro i campionati che gli altri saltano, e che vale soprattutto per chi segue una squadra di Serie C.

Quanto costa davvero giocare su un sito estero: i numeri

Il conto che il marketing non fa mai è quello del margine. Vale la pena farlo adesso, con numeri di esempio e con le condizioni scritte accanto, perché la conclusione cambia a seconda di come si usa l’offerta.

Il margine del bookmaker è la parte che il bookmaker trattiene. Si ricava dai prezzi di uno stesso mercato: la quota di payout, cioè la percentuale che il mercato restituisce, è il reciproco della somma dei reciproci delle quote, e il margine è 100 % meno quella quota di payout. Su un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90 i due reciproci sono ciascuno 0,5263 e la loro somma è 1,0526; il payout è dunque il 95,0 % e il margine il 5,0 % circa. Quei 1,90 e 1,90 sono un esempio illustrativo, non un prezzo rilevato su un operatore o su un evento reale: su un mercato vero, la stessa partita porta margini diversi da un bookmaker all’altro.

Prendiamo ora un giocatore che sceglie in registrazione un limite di deposito settimanale di 100 € e decide di giocarlo una volta sola su quel mercato a due esiti a quota 1,90. Se la giocata vince, il ritorno è 100 € × 1,90, cioè 190 €, per un profitto netto di 90 €. Se perde, sono 100 €. Questa è l’aritmetica della singola, e non dice nulla sulla probabilità che l’esito arrivi: dice solo quanto paga una giocata vincente.

Il numero più interessante è un altro, ed è il motivo per cui il conteggio del margine non è un esercizio accademico. Se il giocatore ripete la stessa giocata da 100 € su un mercato con quel margine, ogni puntata lascia al bookmaker in media il 5 % dell’importo giocato. Su un volume di 100 € a settimana, il costo atteso del margine è 100 € × 5 %, cioè circa 5 € a settimana. Su un volume di 500 € a settimana, che è cinque volte il deposito dell’esempio, il costo atteso sale a circa 25 € a settimana; su 1.000 € a settimana, a circa 50 €. Il numero cresce in proporzione al movimento, non all’abilità: è l’unica voce del conto che il giocatore paga sempre, vincente o perdente.

Qui va tenuta ferma la condizione, perché è quella che quasi tutti i confronti saltano: questo è un costo atteso medio su molte giocate ripetute, calcolato assumendo che ogni puntata sia di 100 € su un mercato con margine del 5 %. Non è una previsione dell’esito né il conto di una singola serata, e non è nemmeno quello che accadrà a un giocatore preciso. È l’ordine di grandezza che separa un passatempo sostenibile da una spesa.

E a questo punto la distinzione tra le due strade diventa aritmetica. Su un sito estero senza concessione il margine esiste allo stesso modo — è il modo in cui il bookmaker guadagna, non un’imposta italiana — e in cambio il giocatore non riceve né RUA, né limiti di deposito obbligatori, né un foro italiano. Paga lo stesso il prezzo del prodotto, senza le tutele che quel prezzo giustifica.

C’è poi la questione fiscale, che merita una precisazione perché è quella su cui circolano più leggende. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta grava sul concessionario: la lettura ricorrente della stampa di settore è «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. Si tratta di una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi vale la raccomandazione di consultare un commercialista. Le vincite ottenute su siti esteri o non autorizzati seguono invece un percorso diverso: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. La lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va espressa come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale».

Sul lato dell’imposta che l’operatore versa, la misura è nota: l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, prevista dall’articolo 4 del decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, è pari al 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e al 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite pagate. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Chi è esposto, e a cosa: la responsabilità che ricade sul giocatore

Il pezzo di normativa che cambia il tono di questa pagina è l’articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, per come ADM lo ha riassunto nel proprio comunicato del 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi».

La seconda frase è quella che conta. La norma non si ferma a chi organizza o pubblicizza: raggiunge anche chi partecipa. L’importo dell’ammenda non è noto, e non risultano casi documentati contro un giocatore. Ma la regola esiste, è scritta nella formulazione che l’autorità stessa ne dà, e un giocatore che decide di aprire un conto su un dominio oscurato non sta compiendo una scelta priva di conseguenze giuridiche sulla carta.

Il quadro si completa con i soggetti che stanno in mezzo. Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata, in base all’articolo 22 del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41. Lo stesso articolo prevede una regolamentazione, concordata con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; l’entrata in vigore non è confermata.

Nessuno vieta al giocatore italiano di aprire un conto su un sito estero, e nessuno glielo impedirà domani. Ciò che accade è diverso e più silenzioso: ADM inibisce i domini che offrono o sponsorizzano gioco illegale, il blocco DNS lascia passare i mirror, e il giocatore si ritrova su un sito che non è collegato al RUA, non è soggetto alla vigilanza dell’Agenzia, non ha obblighi sui limiti di deposito e non ha un foro italiano. Quando qualcosa va storto — un prelievo che non arriva, un conto chiuso senza spiegazioni, un saldo che cambia — la strada per far valere un diritto comincia in una giurisdizione che non ha nessun motivo di occuparsene.

Le due strade non sono, quindi, due versioni dello stesso prodotto. Sono due prodotti diversi: uno con un’autorità sopra, l’altro con un’autorità straniera che non ha giurisdizione qui.

Domande frequenti sui siti di scommesse stranieri

Quali sono i rischi concreti di giocare su un bookmaker non AAMS?

Il primo è giuridico: l’articolo 4 della legge 401/1989, per come ADM lo riassume, sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche chi partecipa a scommesse organizzate da non concessionari. Il secondo è pratico: nessun collegamento al RUA, nessun obbligo di limiti di deposito, nessun foro italiano per una controversia.

Come si verifica se un bookmaker ha davvero la concessione ADM?

Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS), che al 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051. La concessione è legata a un singolo sito .it, non a un’azienda: un gruppo può averne più di una, e un piazzamento in una classifica non ne vale nessuna.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi esiste dal 2018 e blocca l’accesso a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e alle sale fisiche, non solo a quella presso cui si è richiesta l’autoesclusione. I termini di Admiralbet indicano durate da 7 a 270 giorni dal 1° febbraio 2026, oppure indeterminate con revoca dopo 9 mesi.

Che cosa vieta il Decreto Dignità sulla pubblicità delle scommesse?

L’articolo 9 del decreto-legge 87/2018 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet compreso. AGCOM applica una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. I termini di Admiralbet chiedono anche tetti su ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato decorre dopo 7 giorni.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta unica grava sull’operatore. Per i siti esteri, l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 le tratta come «redditi diversi»; in ogni caso conviene consultare un commercialista.

Un marchio estero è un illecito?

No. La società può essere maltese, spagnola o austriaca e restare perfettamente legittima, perché il requisito di gara chiede la sede nello SEE, non la nazionalità italiana. Ciò che l’ordinamento vieta è raccogliere scommesse senza concessione. È un confine sottile ma decisivo: riguarda l’attività, non il passaporto.

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