Scommesse sulla Bundesliga, dai 34 turni al margine che paghi

Updated Ottobre 2026
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Dati aggiornati a 31 Ottobre 2026, con le concessioni verificate contro l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
La Bundesliga di calcio si gioca con 18 squadre che si affrontano in andata e ritorno.

Chi cerca dove giocare la Bundesliga finisce quasi sempre nella stessa pagina: una lista di dieci nomi, dieci caselle verdi e un pulsante. Il campionato tedesco merita una lettura meno affrettata, per una ragione banale e decisiva. In Italia non puoi scommettere sulla Bundesliga in generale: puoi farlo solo su singole partite iscritte nel palinsesto che un concessionario ha preparato e che l’ADM ha approvato. Il torneo è il contorno; l’evento autorizzato è il piatto. Chi non lo capisce confronta cataloghi che non esistono, e dopo la prima domenica si accorge che la partita che cercava non era nemmeno quotata.

Il campionato, intanto, ha una struttura che vale la pena avere in testa prima di aprire un bookmaker: diciotto squadre, andata e ritorno, trentaquattro giornate, tre punti per la vittoria. La stagione 2025/26 è iniziata il 22 agosto 2025 con il 6-0 del Bayern Monaco sul RB Lipsia, si è chiusa con la 34ª giornata il 16 maggio 2026 e con gli spareggi il 21 e il 25 maggio 2026. Il Bayern ha vinto il titolo con anticipo alla 30ª giornata e ha terminato a 89 punti; Harry Kane l’ha chiusa da capocannoniere con 36 gol, dentro una stagione da 990 gol totali, cioè 3,24 a partita.

Calendario, formato e posta in gioco: cosa si scommette davvero

L’immagine della Bundesliga che circola in Italia è quella di un campionato-spettacolo: stadi pieni, gol a grappoli, tifoserie in piedi. I numeri non smentiscono il quadro. La stagione 2025/26 ha fatto registrare una media di 42.304 spettatori a partita, e chi guarda una partita sapendo che il campionato produce più di tre reti ogni novanta minuti guarda un mercato diverso da quello che immagina: l’Under/Over smette di essere una scommessa sul «bel gioco» e diventa una scommessa sul ritmo, che è una cosa più prevedibile e molto meno romantica.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
In Bundesliga le ultime due squadre retrocedono in 2. Bundesliga.

La meccanica del torneo entra nelle quote in modo diretto. Trentaquattro giornate significano che a marzo esistono partite in cui una squadra non ha più niente da chiedere alla classifica, e il mercato lo prezza prima che il tabellino lo mostri. Due squadre retrocedono direttamente in 2. Bundesliga; la sedicesima classificata gioca gli spareggi contro la terza della serie cadetta. Nella stagione 2025/26 sono scesi l’1. FC Heidenheim e il FC St. Pauli, mentre il VfL Wolfsburg ha perso lo spareggio contro il SC Paderborn 07 ed è retrocesso anch’esso; le neopromosse di quell’annata erano l’Amburgo e l’1. FC Colonia. Uno spareggio a due partite è un mercato a sé: la forma recente pesa meno, il fattore campo pesa più, e chi scommette sulla «salvezza» di una squadra scopre a maggio di aver comprato un evento che si decide in venti giorni.

Dalla parte alta arriva l’altra metà del calendario dei mercati. Il Bayern Monaco, il Borussia Dortmund, il RB Lipsia e lo VfB Stoccarda si sono qualificati alla Champions League; il quinto posto porta alla fase a gironi dell’Europa League, il settimo ai playoff della Conference League. Sono cinque o sei squadre che a febbraio giocano due competizioni a settimana, e la stanchezza europea è una variabile che il prezzo di una singola di campionato incorpora in modo imperfetto. Chi guarda solo la classifica la ignora; chi guarda il calendario la vede.

Il peso storico del club, invece, è la trappola più antica di questo campionato. Il Bayern Monaco ha 34 titoli di campione di Germania ed è la squadra più titolata; il miglior marcatore di sempre del torneo resta Gerd Müller con 365 gol. Un nome grande muove più denaro di una neopromossa, e la quota di una neopromossa in casa propria contro una grande è spesso la più generosa della giornata. Generosa non vuol dire regalata: la linea la costruisce qualcuno che ha letto la stessa classifica.

Un formato che decide anche il numero di mercati

Il campionato è organizzato congiuntamente dalla federazione DFB e dalla Lega (Ligaverband); la prima edizione fu la stagione 1963/64, con la prima giornata disputata il 24 agosto 1963. Diciotto squadre significano nove partite per turno, quindi — a differenza di un campionato a venti — il lunedì non c’è quasi mai un recupero da quotare, e la domenica pomeriggio concentra l’offerta. Chi scommette live trova pane solo nelle ore in cui si gioca; chi scommette in anticipo ha davanti a sé una settimana per ogni turno, che è un tempo molto lungo per cambiare idea e per vedere la quota muoversi.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Il Bayern Monaco, con 34 titoli di campione di Germania, è la squadra più titolata della Bundesliga.

I criteri con cui ho guardato questi dieci operatori

Una lista di bookmaker vale quanto dice di cosa ha guardato. Qui i punti di osservazione sono quattro, e nessuno dei quattro è «quanto è alto il bonus».

Il primo è la concessione. Non è un dettaglio burocratico: la concessione ADM (ex AAMS) è ciò che collega un conto di gioco italiano al Registro Unico degli Autoesclusi, alla vigilanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e agli strumenti di limite obbligatori. Un sito senza concessione è fuori da tutto questo, e più avanti spiego cosa comporta per chi ci gioca.

Il secondo è cosa l’operatore scrive nei propri termini, che è l’unica fonte attendibile su un singolo marchio. Non esiste un albo ufficiale delle condizioni: esistono i documenti contrattuali.

Il terzo è il catalogo reale, cioè quello che il concessionario dichiara nella propria app e sul proprio sito: campionati coperti, tipologie di sport, streaming, numero di eventi.

Il quarto, che quasi nessuno mette in classifica, è il costo incorporato. Un margine alto non si vede in nessuna schermata e si paga su ogni singola giocata.

panorami: il confronto marchio per marchio

Marchio Concessione ADM e concessionario Cosa dicono i termini del marchio, sul punto che conta
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, efficace su tutte le piattaforme autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione chiede un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco, su base giornaliera, settimanale e mensile
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. L’app copre Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga, Champions League, Europa League e Conference League, con più di 20 tipologie di sport e risultati in diretta
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports; centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti; mercati 1X2, combo bet e marcatori, con live score
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. Apertura conto con procedure di identificazione via SPID e CIE accanto alla registrazione classica; bonus di benvenuto sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con la sezione Supercombo di combo e mercati unici a quote maggiorate
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni)
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; registrandosi dall’app è previsto il bonus di benvenuto
SNAI n. 16032, Snaitech Spa Singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento

La colonna centrale va letta con attenzione, perché il codice non dice cosa puoi giocare. La concessione è per sito e non per azienda: Eurobet Italia S.r.l. porta anche Bwin.it e giocodigitale.it, e Lottomatica e Goldbet risultano entrambe riferite alla stessa GBO Italy. Un marchio del gruppo non eredita la concessione di un altro; l’elenco si legge riga per riga. E l’elenco non ha una colonna per i giochi: un concessionario può tenere insieme scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di casino, exchange e bingo in qualunque combinazione. Il nome sull’elenco non dimostra da solo che quel marchio offra scommesse sportive; lo dimostrano il sito e l’app del marchio. È il motivo per cui StarCasinò, che nasce dal casino, compare qui per ciò che il suo listino dichiara sul gioco sportivo e non per altro.

Dagli schedini alle schedine: cosa cambia quando c’è di mezzo la Bundesliga

Chi arriva al calcio tedesco dopo anni di schedine italiane si porta dietro un’abitudine mentale: cercare la partita. Nei mercati ADM la partita non basta, deve stare nel palinsesto. L’art. 2, lett. s) del Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza» — Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024) definisce il palinsesto come il programma di eventi e di tipologie di scommessa preparato dal concessionario e approvato dall’ADM, e stabilisce che la scommessa si prende solo su eventi inseriti in quel programma. L’ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner, secondo quanto riporta la stampa di settore. La conseguenza pratica per il lettore è scomoda e va detta così com’è: nessuno sa in anticipo quali sport e quali tipi di scommessa un dato palinsesto contenga, e l’unico modo di scoprirlo è aprire il programma gare del marchio e leggerlo.

Quello che la legge prevede in modo esplicito è il perimetro. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi offribili a distanza con concessione: alla lett. a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e sulle corse dei cavalli; alla lett. b) i totalizzatori sportivi e ippici; alla lett. c) l’ippica nazionale; alla lett. d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lett. e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; alla lett. f) il bingo. La scommessa sportiva a quota fissa è il prodotto centrale di questo elenco, ed è quello che il lettore trova in qualunque bookmaker italiano; il totalizzatore, invece, è previsto dalla legge ma non risulta offerto dai grandi marchi online, e su questo punto nessuna verifica è possibile. L’ippica è due cose distinte: le scommesse sulle corse dei cavalli dentro la lett. a), e i giochi di ippica nazionale della lett. c) — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté, nella definizione dell’art. 2, lett. h) — che richiedono una concessione propria.

Virtuali, simulati e la zona grigia del live

Gli eventi simulati hanno una definizione tutta loro: l’art. 2, lett. v) chiama «scommesse su eventi simulati» quelle su eventi sportivi, ippici o di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione o con la riproduzione di un evento reale. Sono ammessi dentro la concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori tengono una sezione «Virtuali». Per chi cerca la Bundesliga alle tre di notte, i virtuali sono il ripiego: non sono la partita, sono un generatore di esiti con partenze ravvicinate, e NetWin ne dichiara centinaia con partenze ogni 2 minuti. Il ritmo è la caratteristica del prodotto, non un suo pregio.

Il live lo offrono tutti i grandi operatori, ma qui la legge tace: le regole ADM sui mercati in diretta, sui ritardi e sugli eventi ammessi non sono note, e non esiste un elenco dei mercati live. Il lettore che vuole scommettere su un gol tedesco mentre si gioca deve verificare la disponibilità sul programma gare del proprio bookmaker, non su una pagina di confronto. Il betting exchange è un gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e); l’art. 2, lett. u) spiega perché: il giocatore può fare il puntatore o il bookmaker e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere; Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.

Un ultimo punto che riguarda i mercati e non i nomi: nessun tetto statutario in euro sulle puntate delle scommesse sportive è noto. Gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione.

Chi può offrire la Bundesliga in Italia: concessioni, elenchi e siti oscurati

Il mercato italiano non è aperto, è assegnato. Le licenze si chiamano concessioni e si ottengono per gara pubblica: l’art. 6, comma 3 del D.Lgs. 41/2024 prevede che i vincitori della gara possano gestire uno o più dei giochi elencati per un massimo di nove anni, senza rinnovo, e fra i requisiti mette una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che l’ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5). Le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3). La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. La concessione è per sito: un marchio può averne una, un’azienda può averne più di una, e un marchio dello stesso gruppo non gioca con la licenza del vicino. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figurano fra le 52 righe a quella data. Le modifiche successive al decreto del 2024 non sono note.

Come si verifica, in due minuti, se un bookmaker è in regola

Il test è più semplice di quanto la confusione fra ADM e AAMS faccia credere. L’ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS — pubblica la lista degli indirizzi autorizzati, legati ai concessionari; l’elenco dell’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 tiene anche la lista dei siti inibiti, pubblica sui siti dell’ADM e della Guardia di Finanza. Il primo controllo è lì: il nome del marchio deve corrispondere a una riga dell’elenco e a un sito .it, perché il sito estero che accetta giocatori italiani non è coperto da quella concessione.

Il secondo controllo è nel contratto. Gli operatori indicano numero di concessione e società nei propri termini, ed è lì che il lettore trova la coppia che conta: codice e concessionario. Per i dieci marchi confrontati qui, i codici vanno dal 16007 di Planetwin365 al 16048 di AdmiralBet e i concessionari sono quelli della tabella: Pwo S.p.a., GBO Italy, Netwin Italia S.p.a., Betflag S.p.a., Betfair Italia S.r.l., Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, Azzurri Limited, Snaitech Spa, Admiral Bet S.r.l. Il terzo controllo è il buonsenso: la concessione non è una colonna dell’elenco, quindi non prova che quel marchio tratti la Bundesliga. Quello lo dice il programma gare del marchio.

Il conto di gioco, l’identificazione e i 30 giorni

Aprire un conto di gioco richiede l’identificazione piena. Accanto alla registrazione classica con copia di un documento, alcuni operatori offrono SPID e CIE: BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure con SPID e con CIE. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come indicano le pagine degli operatori. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni; l’art. 3, comma 1, lett. a) del decreto mette la tutela dei minori fra i principi, le condizioni di concessione prevedono di escluderli dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18.

Il conto di gioco è anche il posto dove una scommessa sportiva e un gioco di casino finiscono nello stesso saldo, ed è una cosa da tenere a mente quando si leggono le condizioni di un marchio nato dal casino. I permessi sono separati e le regole sono separate: un limite di casino non è un limite di scommesse.

C’è infine una strada di ricarica che conviene conoscere perché è tipicamente italiana. L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche: l’ADM tiene un registro di tabaccai e ricevitorie che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti, per un totale massimo di 100 € a settimana. Quei punti non pagano vincite e non consentono prelievi, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. I binari che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in tabaccheria tipo SisalPay e Mooney; l’elenco di ogni singolo marchio sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione non è definita e non risulta una norma che nomini binari approvati.

La pubblicità è vietata, non i bonus: cosa significa per chi legge

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87 (conv. L. 96/2018), è in vigore; l’ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’AGCOM vigila, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente a un concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). Nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale il minimo fisso di 50.000 €, e pendono due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Un emendamento Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, è una proposta e non una norma; il divieto è in vigore alla data di verifica.

Per il lettore la distinzione è netta: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Un «bonus di benvenuto» resta perfettamente legale, e per questo continua a comparire sulle pagine dei marchi e negli articoli come questo. Non esistono né un tetto statutario ai bonus né un tetto ai requisiti di rigioco, quindi importi, requisiti di puntata e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore e vanno letti lì.

Tasse: chi paga l’imposta unica e cosa resta al giocatore

L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è quella del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato: 20,5 % se incassata sulla rete fisica e 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite, secondo la stampa di settore. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote (prima erano il 43 % e il 47 %); le scommesse virtuali pagano il 24,5 % sull’incasso al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se gli accrediti da bonus entrino nella base non è dato sapere.

Per il giocatore la conseguenza è la più comoda del sistema: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi vince e non si dichiarano, perché il prelievo grava sul concessionario — è quanto riporta la stampa di settore nel 2024 e nel 2026, con la formula «tassate alla fonte»: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. Si tratta di una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione fiscale, quindi la conclusione pratica è una sola: consultare un commercialista per la propria posizione.

Il discorso cambia del tutto fuori dal perimetro della concessione. Le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri sono trattate dall’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per i siti registrati od ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va espressa così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

L’offerta illegale: cosa rischia chi gioca su un sito oscurato

Offrire gioco ai giocatori italiani senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e quella dei siti inibiti, entrambe pubbliche; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM redirige i domini inibiti verso una pagina di avviso. Il blocco lavora a livello DNS e alcuni fornitori restano indietro; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini (ordine del 24 settembre 2025, come riportato), gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini, e le copie riappaiono nel giro di ore. La parola per il risultato è «oscurati».

La parte che riguarda il lettore è la meno pubblicizzata. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, letta dall’ADM il 28 febbraio 2024, dice: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore come l’ADM stessa la formula; l’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.

Il confronto onesto è questo. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano; un marchio .com senza concessione non porta nulla di tutto ciò, è esposto al blocco DNS e, come dice l’ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non valgono nulla. Quella zona è la meno protetta che un giocatore possa scegliere.

Cosa vuol dire, in pratica, che ADM non è AAMS

Il cambio di sigla ha un effetto collaterale sulle ricerche: chi cerca «AAMS» trova ancora pagine che usano la vecchia formula, e la vecchia formula non cambia nulla nella sostanza. L’autorità è la stessa, l’elenco è lo stesso, il criterio resta quello per sito. La differenza che conta per il lettore è un’altra: la parola «autorizzato» non è una proprietà di un marchio, è una proprietà di un indirizzo. Il marchio che l’ha ottenuta per un dominio non la estende a un dominio diverso, e un gruppo che ha una concessione per un marchio non la estende a un marchio vicino. È la ragione per cui, davanti a una lista di confronto, l’unica informazione utile è la coppia codice-concessionario, e non la presenza del nome in un articolo.

Gioco responsabile: gli strumenti ci sono, il tempo di attesa è il vero prezzo

La parte noiosa della normativa è anche la più utile, e vale la pena leggerla per quello che è: un pacchetto di strumenti che il giocatore può attivare e che l’operatore deve mettergli davanti. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore (lett. a); limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM (lett. b); messaggi automatici su durata e spesa (lett. c); strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto (lett. e); un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno (lett. f).

C’è poi un obbligo di informazione che vale la pena conoscere: l’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra che il giocatore non vede mai e che esiste per legge.

Il limite di deposito e i sette giorni che nessuno legge

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale al momento dell’iscrizione, l’applicazione immediata di una sua riduzione e un’attesa di sette giorni per alzarlo. È il punto in cui la tutela funziona per davvero: abbassare è istantaneo, alzare richiede una settimana di ripensamento. Il limite scelto è anche il vero vincolo pratico delle scommesse sportive italiane, perché un tetto statutario in euro sulle puntate non è noto. La cifra del limite di deposito che l’ADM fissa nella gara di concessione non è nota.

AdmiralBet è l’unico marchio fra i dieci che dichiari nei propri termini il dettaglio di questo meccanismo: in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e precisa che un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato vale dopo 7 giorni. La stessa struttura a tre assi — ricarica, spesa, tempo — è la cosa da cercare nelle condizioni di qualunque altro marchio prima di versare.

Autoesclusione: il RUA, e la data che cambia le carte

Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è il meccanismo più potente del sistema: blocca ogni piattaforma online autorizzata in Italia e anche le sale sul territorio. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che sceglie il giocatore. Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Un sito di settore riporta che le forme parziali di esclusione partono il 1° febbraio 2026, e periodi e forme sono quelli che i termini degli operatori e la pagina dell’ADM indicano.

Il punto che sfugge a molti è l’ultimo anello della catena: i siti senza concessione non sono collegati al RUA. Chi si è autoescluso è, su quei siti, un cliente come un altro, senza alcun blocco. La tutela che sembra la più robusta del sistema dipende dalla stessa riga dell’elenco da cui siamo partiti.

Dove si chiede aiuto, e perché una riga di app non è una riga di contratto

Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia la sua scheda indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È il riferimento nazionale, e vale la pena averlo in rubrica anche per chi non gioca su quel marchio.

Quello che gli strumenti non fanno è decidere al posto del giocatore. Un limite di deposito scelto in fretta in registrazione è un limite che si alza dopo sette giorni, e l’autoesclusione indeterminata con revoca dopo nove mesi è più facile da revocare di quanto sembri quando la si attiva. Il consiglio che non è consulenza è banale: scegliere i numeri una volta, scriverli, e non toccarli più.

Leggere la quota: calendario, forma e mercati della Bundesliga

La Bundesliga si presta a un tipo di analisi più di altri campionati, per un motivo strutturale: il divario fra la prima e le ultime è ampio, quindi i mercati sulle favorite hanno quote basse e margini che si vedono poco in valore assoluto, mentre i mercati sulle partite fra squadre di metà classifica sono quelli in cui la quota resta interessante e il margine pesa proporzionalmente di più. Uno sguardo alle ultime due stagioni lo mostra: nel 2025/26 il Bayern ha chiuso a 89 punti con il titolo deciso alla 30ª giornata, mentre in fondo Heidenheim e St. Pauli sono cadute direttamente e il Wolfsburg ha perso lo spareggio con il Paderborn 07.

Tre cose valgono più di qualsiasi pronostico, e nessuna delle tre richiede di sapere chi vince. La prima è il calendario: 34 giornate, nove partite per turno, e la Bundesliga concentra il suo programma quando le coppe europee mangiano la settimana. La seconda è la posta in palio: dalla 28ª in poi alcune squadre hanno concluso la propria stagione, e la loro quota smette di riflettere la forza e comincia a riflettere la motivazione. La terza è l’alternanza delle competizioni: le qualificate — Bayern, Dortmund, Lipsia e Stoccarda nella stagione appena chiusa — giocano ogni tre giorni, e arrivano alla domenica diverse da come le ha lasciate il turno precedente.

Sui mercati, la struttura del campionato suggerisce dove guardare. Una stagione da 990 gol, con 3,24 reti di media, è una stagione in cui i mercati sui gol — Under/Over, Multigol, GG/NG — hanno materiale statistico molto più solido di quanto ne abbiano i mercati sull’esito esatto di una singola partita. Il capocannoniere Harry Kane con 36 gol è la prova che la stagione è stata generosa, non che la prossima lo sarà. Il risultato esatto resta il mercato con il margine più alto di tutti, ed è quello su cui la quota sembra generosa perché il bookmaker sa che vincerà quasi sempre.

Quanto trattiene un bookmaker, con un numero invece che con un aggettivo

Il modo per vedere ciò che nessuna schermata mostra è costruire il payout del mercato. Su un mercato 1X2 illustrativo con quote decimali 2,10 per la vittoria interna, 3,40 per il pareggio e 3,60 per la vittoria esterna — un esempio, non una quota quotata da nessun marchio — la somma dei reciproci delle tre quote fa 0,476 + 0,294 + 0,278, cioè 1,048. Il payout del mercato è 1 diviso 1,048, vale a dire circa il 95,4 %, e il margine è 100 % meno il payout, quindi circa 4,6 %. Ogni 100 € puntati su quel mercato, i tre esiti insieme restituiscono in media poco più di 95 €: il resto è il prezzo del servizio.

Il risultato va detto come una banda, perché il punto dell’esempio non è la cifra secca ma la sua variabilità. A parità di questa configurazione, un bookmaker che quotasse 2,00 / 3,30 / 3,50 lascerebbe nelle tasche del giocatore una quota di payout sensibilmente minore, e uno che offrisse 2,20 / 3,50 / 3,70 ne lascerebbe di più; il valore esatto dipende dalle tre quote, e per questo il margine va ricalcolato su ogni mercato invece che ricordato una volta. A questo si aggiunge una variabile che il conto non cattura: il mercato che analizziamo è uno solo, mentre la partita ne ha decine, e il margine sui mercati minori è quasi sempre più largo di quello sul 1X2.

Il vantaggio pratico di questo calcolo è che si può fare a mano su una schedina e su un’altra, e che il confronto è onesto perché non dipende dal bonus. Un marchio con un bonus di benvenuto appariscente e un payout del 92 % è un marchio caro; uno con un bonus modesto e un payout alto è un marchio economico. La tabella di questo articolo, per costruzione, non porta margini: sarebbe un numero inventato, perché nessuno dei dieci marchi espone il proprio payout su un mercato specifico, e un margine vale solo per il mercato da cui è stato calcolato. Chi vuole farlo da sé non deve aspettare nessuno: prende tre quote, somma i reciproci, e guarda che risultato esce.

I dieci marchi con concessione ADM, uno per uno

I dieci profili che seguono non sono una classifica. La concessione non ordina i marchi per qualità, il bonus non è un criterio e la copertura dichiarata da un’app non è la stessa cosa della copertura dichiarata sul sito. L’unico ordine che ha senso è quello che il lettore si dà da sé, partendo da ciò che gli serve: chi scommette poche volte l’anno guarda la quota e i mercati; chi gioca tanto guarda il margine; chi punta sul live guarda lo streaming e la profondità del programma gare.

AdmiralBet: i limiti di gioco scritti in tre righe

AdmiralBet è il marchio che, fra i dieci, mette per iscritto nel modo più esplicito il funzionamento dei propri strumenti di protezione, e questa è la ragione per cui lo tratto per primo. La concessione è la n. 16048 di Admiral Bet S.r.l. Nei propri termini prevede l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, efficace su tutte le piattaforme autorizzate in Italia, con la modifica dal 1° febbraio 2026 che porta la durata da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

Detto in modo meno formale: chi apre un conto qui compila tre caselle prima di poter giocare, e la casella «spesa» è quella che gli servirà davvero. Il meccanismo dei sette giorni per aumentare e l’immediatezza per ridurre è la sola asimmetria davvero a favore del giocatore in tutto questo mercato, e AdmiralBet la scrive invece di lasciarla intendere. Nulla in ciò che questo marchio dichiara riguarda specificamente il calcio tedesco, e su quel punto la verifica va fatta sul suo programma gare.

La lettura finale è questa: il marchio non si presenta come specialista del pallone e non ha bisogno di farlo. Chi si dà dei limiti seri prima di iniziare trova qui le condizioni scritte con una chiarezza che gli altri non hanno; chi cerca una copertura editoriale e statistica del campionato tedesco deve guardare altrove.

Planetwin365: il catalogo che mette la Bundesliga per nome

Planetwin365, concessione n. 16007 di Pwo S.p.a., è l’unico dei dieci a citare la Bundesliga per nome tra le competizioni coperte nella descrizione della propria app: Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga, più Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

È una dichiarazione di perimetro, non una garanzia sul prezzo, e va letta per quello che è: dice al lettore che il campionato tedesco sta nella lista del marchio, non che una partita specifica sarà quotata in una data specifica né che la quota sarà competitiva. La presenza per nome ha però un valore pratico non banale per chi cerca questo campionato: è l’unico elenco, fra i dieci, in cui la ricerca non richiede di fidarsi di un’interpretazione.

Il verdetto, di conseguenza, è di competenza dichiarata: il marchio che scrive il nome del torneo è quello che sbaglia meno spesso nel far trovare la partita. Quanto allo streaming e ai mercati per singola partita, sono le condizioni del suo palinsesto a deciderlo, e quelle si verificano turno per turno.

Lottomatica: quote in tempo reale e lo streaming per il live

Lottomatica è il marchio con la concessione n. 16010, di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy). La sua app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita.

Il dettaglio che decide la scelta, qui, non è la lunghezza dell’elenco ma la funzione: streaming e quote in tempo reale sono l’infrastruttura necessaria per chi gioca durante la partita, e sono la cosa che più si nota quando manca. Per chi guarda la Bundesliga alle 15:30 di domenica con una schedina già aperta, la differenza fra un marchio che trasmette e uno che aggiorna solo il risultato si misura in come si chiude il Cash Out.

La sintesi è che Lottomatica è una scelta da live più che da pre-match. Chi apre una schedina la domenica mattina e la dimentica non sta sfruttando niente di ciò che questo marchio mette davanti; chi chiude una posizione al 70° minuto sì. Sul catalogo specifico della Bundesliga la sua app non si pronuncia, e il programma gare è l’unico posto dove verificarlo.

NetWin: i virtuali come prodotto, non come ripiego

NetWin ha la concessione n. 16035, di Netwin Italia S.p.a. La sua app propone calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score.

Due elementi sono il carattere del marchio. Il primo è la larghezza — undici tipologie dichiarate più gli esports, che è una delle più ampie del gruppo di dieci. Il secondo è la densità dei virtuali, con partenze ogni 2 minuti: un prodotto pensato per il gioco continuo, che è esattamente ciò che un lettore attento dovrebbe trattare con cautela, perché la frequenza degli eventi è la leva con cui si consuma un limite di spesa senza accorgersene.

La conclusione è di tipo diverso dalle precedenti: NetWin è il marchio per chi cerca varietà e un ritmo serrato, e per la stessa ragione è il marchio in cui un limite di gioco impostato bene vale il doppio. Chi trae dal calcio tedesco un paio di giocate a settimana troverà qui un catalogo più largo di quanto gli serva, non più utile.

BetFlag: lo SPID in apertura e il 100 % fino a 5.000 €

BetFlag è il marchio con la concessione n. 16008 di Betflag S.p.a., e ha due elementi distintivi che conviene tenere separati. Il primo riguarda l’apertura del conto: il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il secondo è il Welcome Bonus Sport, pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €.

Sul primo punto vale un chiarimento che riguarda il mercato e non solo il marchio: chi entra con SPID non si trova davanti la scadenza dei 30 giorni per la validazione, che è il punto in cui un conto non ancora verificato viene sospeso e i prelievi si fermano. È un vantaggio di tipo amministrativo, e per chi ha già smarrito una password è il tipo di vantaggio che si apprezza.

Sul secondo, la percentuale va letta per quello che è. Un 100 % accreditato su saldo fino a 5.000 € è un incentivo consistente e, come ogni incentivo, ha condizioni di puntata che stanno nei termini del marchio e che questo articolo non ripete: importo alto significa anche requisiti alti, e il valore reale del bonus si misura solo dopo aver letto quanto va rigiocato e a quali quote minime.

Il giudizio è quindi doppio e va tenuto tale: apertura del conto fra le più comode dei dieci, offerta di benvenuto fra le più grandi e per questo fra quelle che vanno lette con più pazienza prima di versare.

Betfair: l’exchange come percorso separato

Betfair, concessione n. 16028 di Betfair Italia S.r.l., è il marchio con la struttura di offerta più diversa. La sua app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

Sotto i mercati c’è però un’architettura normativa che gli altri non hanno. Il betting exchange è un gioco separato — art. 6, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 — e l’art. 2, lett. u) spiega perché: il giocatore può fare il puntatore o il bookmaker e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. Sull’exchange il margine non esiste nella forma consueta, perché non c’è un bookmaker che quota contro di te; ci sono le commissioni e, secondo quanto riporta la documentazione del marchio, regole proprie per i conti italiani, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, con il prelievo a carico del concessionario.

Il verdetto è che Betfair è un percorso per chi vuole giocare contro altri giocatori e non contro un margine incorporato, con una precisazione che vale più di tutte: chi si aspetta che l’exchange sia automaticamente più economico si sbaglia, perché al posto del margine ci sono le commissioni, e le regole specifiche del conto italiano vanno lette prima di puntare. Chi invece cerca i mercati combo e le quote maggiorate trova un catalogo che gli altri marchi coprono in modo più tradizionale.

Eurobet: un palinsesto che esce dal perimetro sportivo

Eurobet, concessione n. 16012 di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, è il marchio con l’elenco più eterogeneo fra i dieci: la sua app va dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).

La politica e lo spettacolo dentro un catalogo di scommesse sono la cosa che salta all’occhio, e non è una stravaganza: sono mercati in cui il prezzo si costruisce su informazione pubblica e in cui il volume degli altri giocatori è basso. Chi li conosce può trovarci margini diversi da quelli del calcio; chi non li conosce sta pagando il margine di un mercato che non capisce. Per la Bundesliga questo marchio non offre un elemento distintivo rispetto agli altri nove, e il suo catalogo calcistico non è dettagliato nella descrizione della sua app.

Il marchio ha anche una particolarità societaria che riguarda il lettore attento: Eurobet Italia S.r.l. è il concessionario che porta anche Bwin.it e giocodigitale.it, e questo ricorda che una concessione vale per il sito a cui è legata e non per il gruppo. Chi confronta i marchi di un gruppo per cercare condizioni migliori deve verificare ogni indirizzo separatamente.

StarCasinò: il casino con il libro sportivo accanto

StarCasinò ha la concessione n. 16026, di Azzurri Limited, ed è il marchio che il casino ce l’ha nel nome. La sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò.

La natura del marchio è dichiarata e va presa come tale: l’offerta sportiva è un’aggiunta a un prodotto centrale che è il casino, e per questo non si trova qui la profondità editoriale di un marchio calcistico. Per la Bundesliga questo significa che la partita tedesca ci sarà quando è fra i «principali eventi internazionali» e non per il resto del turno. Il punto che riguarda il lettore è però più generale e più serio: un conto che riunisce saldo sportivo e saldo casino è un conto in cui il denaro di una singola settimanale e quello di una sessione alle slot sono la stessa cifra.

Il giudizio è che StarCasinò è la scelta di chi il casino lo usa comunque, e che la separazione mentale dei due budget è qui più difficile che altrove. Chi scommette solo sulla Bundesliga non ha motivo di entrarci per il calcio.

Goldbet: cinque tipi di schedina nella stessa app

Goldbet, concessione n. 16009, è anch’esso riferito a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), la stessa società di Lottomatica, ed è un promemoria di come va letto l’elenco: due marchi distinti con due indirizzi distinti. La sua app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi è previsto il bonus di benvenuto.

La sua cifra è la varietà delle tipologie di scommessa. Fra singola, multipla e sistema c’è una differenza di rischio che non si vede nella schermata di giocata: la singola è un esito, la multipla è un prodotto di esiti, il sistema è un insieme di combinazioni con pesi diversi. Chi non ha chiaro quale sta compilando paga il proprio errore all’uscita del tabellino, non al momento della puntata.

Il verdetto è di sostanza tecnica: Goldbet è il marchio per chi usa la schedina come strumento e non come biglietto, e che sa distinguere le tre cose. Sul bonus di benvenuto la descrizione non entra nel dettaglio, e le condizioni vanno cercate nei termini del marchio.

SNAI: i mercati minori e il Cash Out come strumento

SNAI, concessione n. 16032 di Snaitech Spa, è il marchio che elenca i mercati con il dettaglio più fine: singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

Fra i mercati elencati, quelli sui tiri in porta e sui cartellini sono quelli con il margine più largo, e non è casuale: sono mercati con molti esiti possibili e con poco volume, quindi con prezzi meno efficienti e payout più bassi. Il risultato esatto sta nello stesso gruppo. Chi gioca questi mercati lo fa per interesse verso la partita più che per convenienza di prezzo, ed è una scelta legittima purché sia una scelta.

Il Cash Out merita un discorso a parte, perché è lo strumento che questo marchio mette in evidenza e il più frainteso dai giocatori. Chiuderla prima della fine significa accettare il prezzo che il bookmaker propone in quel momento, che incorpora il proprio margine: è una scelta di riduzione del rischio, non un modo di guadagnare. Chi lo usa come strategia scopre presto che il costo si accumula.

Il giudizio è che SNAI è il marchio per chi vuole la profondità dei mercati minori in una partita di Bundesliga e sa già quali di quei mercati costano di più. La funzione Cash Out gli si affianca come strumento di gestione, non come scorciatoia.

Domande frequenti sulle scommesse in Bundesliga

Su quali eventi posso scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo su eventi inseriti nel palinsesto approvato dall’ADM: l’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 lo definisce come il programma di eventi e tipologie preparato dal concessionario, e l’ADM autorizza gli eventi uno alla volta. Una partita di Bundesliga, quindi, va verificata nel programma gare del marchio prima di contare sulla sua quota.

Come verifico che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si parte dall’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, pubblicato dall’ADM (ex AAMS): il marchio deve corrispondere a una riga con concessione e a un sito .it. Il secondo controllo è nei termini dell’operatore, che indicano numero di concessione e società. La concessione è per sito, non per azienda, e l’elenco non dice quali giochi un marchio offra.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota decimale; il profitto netto è la puntata per la quota meno uno. Puntando 20 € a quota 2,10 il ritorno è 42 €, il netto 22 €. In una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un prezzo unico, e cresce il rischio.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano i reciproci delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato: su 2,10 / 3,40 / 3,60 la somma è 1,048, il payout è circa il 95,4 % e il margine circa il 4,6 %. Il valore vale solo per quel mercato, quel giorno e quel bookmaker, e va ricalcolato ogni volta.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta unica grava sul concessionario: la stampa di settore parla di somme «tassate alla fonte». Su siti esteri non autorizzati la posizione cambia, e la lettura è quella dell’Agenzia delle Entrate, che le tratta come redditi diversi da dichiarare: consultare un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile: ridurlo ha effetto immediato, aumentarlo richiede sette giorni, come mostrano le pagine degli operatori. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 aggiunge limiti di tempo, spesa e perdita e strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto. La cifra che l’ADM fissa nella gara di concessione non è nota.

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