Siti di scommesse legali 2026: come riconoscere un concessionario ADM e quale percorso scegliere

Updated Ottobre 2026
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Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — l’autorità che in Italia rilascia le concessioni per il gioco a distanza — e le condizioni contrattuali pubblicate dai concessionari.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall'ADM e di.

Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026, verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia e sui termini e condizioni dei singoli operatori.

Il gioco a distanza con vincite in denaro, in Italia, lo può offrire soltanto chi ha una concessione dell’ADM: l’Agenzia lo scrive nelle sue risposte ai giocatori, e la legge di riordino del settore lo ripete all’articolo 6. Da questa riga discende tutto il resto, compreso il fatto che la parola «legale» non è un giudizio sul sito, ma una condizione amministrativa verificabile in due minuti da chiunque. E compreso il fatto che il marchio che compare in cima a un motore di ricerca non dice nulla su chi ha il titolo per accettare la vostra giocata: la concessione viene rilasciata per sito, non per azienda, e l’elenco dell’Agenzia non ha una colonna che distingua le scommesse sportive dal resto.

Questo è il punto da cui parte un lettore che cerca dove giocare. Esistono, in concreto, tre percorsi. Il primo è il concessionario italiano con sito .it: ha il Registro Unico degli Autoesclusi che lo copre, ha la vigilanza dell’Agenzia, ha strumenti di limite obbligatori per legge e ha un foro italiano se qualcosa va storto. Il secondo è il marchio estero che accetta giocatori italiani da un dominio .com: nessuna di quelle tutele, e — come scrive l’ADM stessa citando la legge del 1989 — anche chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con l’ammenda e l’arresto fino a tre mesi. Il terzo non è un percorso ma un’illusione: il sito «che paga di più» senza concessione, che nella pratica significa un sito che può essere oscurato a livello DNS nel giro di un pomeriggio, con l’ADM che ne aggiorna gli elenchi a decine o centinaia di domini per volta e i mirror che ricompaiono in poche ore.

Vale la pena dire subito cos’è questo articolo e cosa non è. Non è l’elenco completo del mercato: i concessionari autorizzati sono cinquantadue righe, distribuite su quarantasei società, e qui si guardano da vicino dieci marchi che hanno fatti verificabili sul calcio d’inizio della loro offerta sportiva. Non è una classifica di chi paga meglio, perché i concessionari non pubblicano un prezzo medio del mercato e le quote cambiano di ora in ora. È invece una mappa dei percorsi: cosa rende un sito legale, cosa vi costa, cosa protegge chi gioca e chi resta fuori dalla protezione.

Che cosa rende un sito di scommesse legale in Italia

La norma di riferimento è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, il riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: tra gli altri, le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi — compresi quelli simulati — e su corse dei cavalli; i concorsi pronostici sportivi e ippici; i giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. Un concessionario può tenere, in qualunque combinazione, il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
L'autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi.

Qui si annida il primo malinteso. Stare sull’elenco dell’Agenzia non significa automaticamente avere un’offerta di scommesse sportive. L’elenco non ha una colonna per i giochi, e un marchio che vi compare può essere un operatore innanzitutto di casinò che ha aggiunto un bookmaker, oppure un operatore che sulle scommesse sportive non è mai sceso in campo. Che l’offerta esista lo dice il sito dell’operatore, non l’elenco: è il palinsesto — l’articolo 2, lett. s) lo definisce come il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM — a mostrare quali sport e quali tipi di scommessa sono davvero disponibili. E il palinsesto si amplia un evento alla volta su autorizzazione: a settembre 2026 l’Agenzia ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore.

La concessione, poi, ha una durata e un costo che non dipendono dal marchio ma dalla gara. Il bando del settembre 2025 ha assegnato cinquantadue concessioni a quarantasei società su novantatré domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. L’articolo 6, comma 3 fissa il tetto dei nove anni senza rinnovo automatico, e i requisiti includono una società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’Agenzia stabilisce nel bando (art. 6, comma 5). Termini della concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3): tradotto, il quadro sotto i piedi del giocatore non cambia a metà partita.

Il titolo non si nasconde. Un operatore con concessione lo dichiara nei termini del conto di gioco, e la formula è sempre la stessa: il numero di concessione e la società che lo detiene. AdmiralBet, per esempio, scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito .it. La società concessionaria, però, porta raramente il nome del marchio: dietro Bwin c’è Eurobet Italia, dietro Lottomatica c’è Goldbet Better Organization Italy, mentre Betsson e StarCasinò fanno capo entrambi ad Azzurri Limited. È una lettura che vale la pena fare, perché è l’unico modo per capire chi risponde davvero del conto.

La verifica in due passaggi: elenco ADM e numero di concessione

Il controllo che chiude la questione è doppio, e nessuno dei due passaggi è complicato.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
La richiesta di autoesclusione si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto.

Primo: l’elenco. L’ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza, redige la lista dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, e le rende pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza — è quanto prevede l’articolo 22 del decreto 41/2024. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha cinquantadue righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Una società può detenerne più di uno: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale.

Secondo: il numero. Se il marchio compare nell’elenco, il numero di concessione stampato nei suoi termini deve corrispondere. Se non compare, nessuna promessa di pagamento rapido, nessun marchio noto, nessuna licenza straniera cambia la sostanza: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non erano tra le cinquantadue righe lette il 25 ottobre 2026.

Qui vale la pena essere onesti su un dettaglio che le pagine di confronto trattano come una formalità. Una presenza in una lista comparativa non è una concessione: la lista la scrive chi la pubblica, la concessione la rilascia l’Agenzia. Il dominio .it, allo stesso modo, non è una decorazione: un operatore che serve il mercato italiano con un titolo italiano usa quel dominio perché è quello legato alla concessione. E le concessioni non sono licenze aperte, ma titoli assegnati con gara pubblica: chi arriva al mercato dopo la gara non entra, aspetta il bando successivo.

La pubblicità vietata e l’offerta che resta

C’è un paradosso che conviene sciogliere subito, perché genera confusione in ogni discussione sui bonus. Il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 — il cosiddetto Decreto Dignità — vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo, comprese le manifestazioni sportive, le trasmissioni televisive, la stampa e internet. L’ADM lo ha ribadito in un comunicato del 28 febbraio 2024, aggiungendo che pubblicizzare siti di gioco illegale è reato. L’AGCOM è l’autorità che lo fa rispettare, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus: un bonus di benvenuto può esistere, semplicemente non può essere reclamizzato. Nella pratica 2025-2026 la vigilanza non ha prodotto multe: l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025, e il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla notifica del divieto. Esiste anche una proposta, non legge, di un emendamento Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: l’esito non è stato trovato, e il divieto risulta in vigore alla data di verifica.

Per il giocatore il conto è questo: nessun tetto statale al bonus, nessun tetto statale al rigioco, nessuna quota minima imposta per legge. Ammontare, requisiti di puntata e quota minima vengono dai termini del singolo operatore, e vanno letti lì. È una spiegazione che non piacerà a chi cerca la scorciatoia normativa, ma è la sola che corrisponda allo stato delle cose.

Il percorso del giocatore: cosa protegge un conto di gioco con concessione

Chi apre un conto presso un concessionario non compra soltanto un accesso alle quote. Compra un pacchetto di tutele che esistono perché la legge le impone all’operatore, non perché l’operatore sia generoso.

La prima è l’età. L’articolo 3, comma 1, lett. a) indica la tutela dei minori come principio, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e questa frase non è una formalità di facciata sui siti dei concessionari.

La seconda è l’identificazione. Un conto di gioco richiede l’identificazione completa, e gli operatori offrono la registrazione classica con copia di un documento oppure l’ingresso con SPID — il Sistema Pubblico di Identità Digitale — e con la CIE. BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione tradizionale. Il dettaglio che sfugge a molti: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. AdmiralBet accetta il caricamento di fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure l’accesso con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. La differenza tra le due strade non è estetica: con SPID si entra in pochi minuti, con il documento si aspetta la verifica.

La terza tutela sono i limiti. L’articolo 15, comma 1 prevede gli autolimiti su tempo, spesa e perdita; i limiti sugli importi depositati in un periodo definito, stabiliti dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; i messaggi automatici su durata e spesa; gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. È una lista che si legge come un elenco di obblighi, e in effetti lo è.

La quarta è l’informazione. L’articolo 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Non è pubblicità: è il contrario della pubblicità, ed è il motivo per cui il concessionario italiano vi parla di gioco responsabile mentre il sito estero vi parla di benvenuto.

Il limite di deposito scelto in registrazione

All’atto della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e questa è la leva più concreta di tutto il pacchetto. Le condizioni di AdmiralBet chiedono in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

I sette giorni di attesa per alzare un limite sono il pezzo del meccanismo che vale la pena guardare con attenzione, perché sono l’unico freno automatico che il sistema mette tra un giocatore e una decisione presa male. Non è una sanzione, è un intervallo: chi vuole alzare il tetto aspetta una settimana, chi vuole abbassarlo lo abbassa subito. Il ragionamento opposto — abbassare il limite per prova e poi alzarlo la settimana dopo — funziona solo per chi ha la pazienza di aspettare, ed è esattamente il punto.

Un tetto statale in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non è noto. Gli strumenti che vincolano davvero sono gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito scelto in registrazione. La cifra del limite di deposito che l’ADM fissa nel bando non è nota: è una parte dei requisiti della gara, non un numero che il giocatore trovi sui termini.

Giocare con un budget settimanale: che cosa resta in tasca

Qui entra il conto che dà il senso economico a tutta la faccenda. Prendiamo un esempio illustrativo, non una quota quotata: un giocatore che punta 100 € in una settimana, una volta sola, su un mercato a due esiti con quota decimale 1,90 su entrambi i lati.

Le due quote sono complementari: la probabilità implicita di ciascun esito è 1 diviso 1,90, cioè circa il 52,63 %, e sommandole si arriva a circa il 105,26 %. Quel 5,26 % in più del totale è il margine del bookmaker — la parte che il mercato trattiene su ogni unità puntata, e che il payout, cioè la quota di puntate che il mercato restituisce, porta al 95 % circa. Con un margine di quel tipo, i 100 € di puntate settimanali hanno un costo atteso di circa 5 €, nell’ipotesi che il giocatore giri l’intera somma su un mercato con quel margine e che il margine sia l’unica variabile.

Il numero va letto come stima statistica, non come previsione: è una media su molte puntate nelle condizioni dette, non il risultato di quella singola giocata, che sarà vincita o perdita a seconda dell’esito. Ma la banda cambia con il mercato, e questo è il punto. Su un mercato più caro il margine può superare il 10 %, e il costo atteso dei 100 € settimanali si avvicina ai 10 €; su un mercato più efficiente scende sotto i 5 €. Moltiplicato per cinquanta settimane di gioco, un margine al 5 % assorbe più di 250 € di puntate, un margine al 10 % più del doppio. Nessuno vede questa uscita in estratto conto, e nessuna promozione la compensa stabilmente: è il costo di struttura del gioco, e resta anche quando l’offerta di benvenuto è finita da mesi.

Il limite di deposito è lo strumento che rende visibile quel costo: chi imposta un tetto settimanale e affida a quel tetto la propria disciplina non ha bisogno di fare il calcolo ogni volta, perché il tetto opera prima della giocata, non dopo.

Autoesclusione e RUA: come si blocca un conto, e cosa resta fuori

L’autoesclusione è la misura più forte del sistema, e funziona perché è centralizzata. Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, è stato istituito nel 2018 e blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e le sale fisiche. L’articolo 15, comma 1, lett. e) impone strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore; un sito di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026.

Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. L’Agenzia precisa che l’autoesclusione può essere trasversale — tutti i concessionari, con blocco di nuovi conti — oppure relativa a un singolo concessionario o a una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. Può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi, mentre quella a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza. La richiesta si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto.

La conseguenza pratica è quella che molti giocatori non si aspettano, e sta scritta nelle condizioni di AdmiralBet: durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile. Il denaro non resta sequestrato: esce. È la differenza tra un blocco e una punizione, e la dice lunga su come il legislatore abbia pensato lo strumento.

La limitazione che conta riguarda chi sta fuori dal perimetro. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso presso i concessionari italiani resta senza protezione presso un operatore estero. Il blocco che doveva fermarlo non lo ferma, e questo è il modo più concreto in cui il percorso estero si rivela meno libero di quanto sembri. Chi ha problemi con il gioco trova sostegno gratuito e anonimo al numero verde nazionale 800 558822; bet365, per i residenti in Italia, indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

Il percorso senza concessione: cosa si perde davvero

Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e il sistema di reazione è più articolato di quanto la parola «illegale» suggerisca. L’articolo 22 del decreto 41/2024 stabilisce che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene la lista dei siti legali legati ai concessionari e quella dei siti con accesso inibito, entrambe pubbliche sui siti dell’Agenzia e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.

Il blocco opera a livello DNS e qualche fornitore di accesso è più lento di altri: un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia per volta, e i mirror ricompaiono in poche ore. Il risultato, in una parola che il settore usa senza giri di frase, è che i siti vengono «oscurati». Chi punta su un sito che domani non si apre non ha perso soltanto l’accesso: ha perso il momento in cui avrebbe dovuto incassare, e con esso la tracciabilità della propria posizione.

Sul piano personale la regola è più severa di quanto si creda. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, all’articolo 4, come l’ADM stessa la cita il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero; e aggiunge che anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Va detto con la precisione che merita: la norma è quella, la parola dell’Agenzia è quella, mentre l’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un singolo giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’articolo 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.

Manca, in tutto questo, un pezzo che le pagine di confronto tendono a dare per scontato: nessuno statuto che nomini i metodi di pagamento approvati per i concessionari è noto, e la posizione delle criptovalute presso i concessionari ADM resta non definita. L’articolo 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione: l’entrata in vigore non è confermata. Quello che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono binari ordinari — carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti presso i tabaccai — ma l’elenco specifico di ciascun operatore sta nei suoi termini, non in una norma.

L’offerta legale, dalla parte fiscale

Sulla tassazione conviene essere netti, perché è la voce su cui circolano più leggende.

Per il giocatore di un concessionario ADM la vincita non è tassata in capo a lui e non va dichiarata, perché il prelievo è a carico del concessionario: la stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, descrive il meccanismo come «tassato alla fonte», con il giocatore che incassa la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, e per questo va chiusa con la raccomandazione di consultare un commercialista.

Le cose cambiano per chi gioca su siti non autorizzati o esteri. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va espressa come: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Dall’altro lato del banco, l’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato): 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, prima del 43 % e 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto, e la domanda non è oziosa: cambia il costo dell’offerta promozionale per l’operatore, e quindi la generosità che può permettersi.

C’è una conseguenza di questa architettura che vale la pena dire, perché spiega perché il concessionario italiano non ha bisogno di trattenervi nulla sulla vincita: il prelievo lo paga lui, sulla differenza tra raccolta e vincite, con un’aliquota che a distanza arriva al 24,5 %. Non è un favore al giocatore, è un trasferimento a monte. Sul mercato senza concessione quel pezzo non esiste per l’Italia, ed è anche per questo che il confronto delle «quote migliori» tra un .it e un .com è meno semplice di quanto sembri.

Come si sceglie un bookmaker con concessione: i criteri che contano

Dieci marchi, dieci profili diversi, un titolo comune: tutti hanno una concessione ADM e un sito .it. Il punto di partenza è che i fatti verificabili sulla loro offerta sportiva non sono distribuiti in modo uniforme. Su alcuni il quadro è ricco, su altri è più sottile, e un confronto onesto non può inventare la parte che manca.

Chi cerca un bookmaker deve valutare quattro cose, e nessuna delle quattro è il logo.

La prima è l’identità della società concessionaria. Il marchio è la facciata, la società è il debitore. Un conto aperto su un sito il cui titolare è una società con sede nello Spazio Economico Europeo, come richiede la gara, è un conto con un soggetto identificato e un numero di concessione verificabile. La differenza tra «gioco su Betfair» e «ho un rapporto contrattuale con Betfair Italia S.r.l.» diventa concreta il giorno in cui si discute di un prelievo.

La seconda è l’ampiezza del palinsesto. Non tutti i concessionari coprono lo stesso spettro: c’è chi si concentra sui grandi campionati, chi aggiunge sport minori, chi spinge sull’ippica e chi include eventi di spettacolo e politica. Non è una questione di élite: è una questione di cosa cercate voi. Chi scommette tre volte l’anno sulla Serie A ha esigenze diverse da chi vuole il tennis minore di martedì mattina.

La terza è la trafila di apertura del conto e i tempi di verifica. Registrazione con documento caricato o accesso con SPID sono due esperienze molto diverse, e la scadenza dei 30 giorni per la validazione senza SPID è un vincolo reale, non un dettaglio burocratico.

La quarta è la profondità degli strumenti di gioco responsabile. Qui la differenza tra un concessionario e l’altro non è di principio — gli obblighi dell’articolo 15 valgono per tutti — ma di quanto la singola piattaforma renda facili da trovare i limiti, le pause di gioco e i messaggi di attività. Una funzione che esiste ma è sepolta in tre sottomenu è una funzione che nella pratica non userete.

Un avvertimento sul metodo, prima della tabella. Le informazioni raccolte qui descrivono l’offerta commerciale come la raccontano i termini degli operatori e le schede dei loro applicativi: livelli di benvenuto, modalità di identificazione, strumenti di tutela, contenuti del palinsesto. Non ci sono prezzi, perché le quote cambiano e nessuno di questi marchi pubblica un margine medio. Chi vuole confrontare il costo del gioco lo misura sul proprio mercato abituale, con una calcolatrice e le due quote di una partita, non leggendo una tabella.

Il quadro dei dieci concessionari a confronto

Marchio Numero di concessione e concessionaria Quello che i termini dell’operatore dicono sull’accesso al conto
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited, sito StarCasinò L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò
Betfair ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l., sito Betfair L’app Betfair Sport propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con una sezione Supercombo e mercati unici a quote maggiorate
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sito Eurobet Il palinsesto dell’app va dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e politica
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l., sito AdmiralBet Conto apribile con registrazione classica e documento in .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2 con codice temporaneo OTP; in registrazione si impostano limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc, sito William Hill Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € con registrazione SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a., sito Sisal L’app Matchpoint consente l’accesso al conto gioco anche con Touch ID e la giocata da mobile; per le scommesse sportive indica oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, sito bet365 Marchio Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; offerta su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a., sito Planetwin365 Copre i principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e le coppe europee, con oltre 20 tipologie di sport e risultati in diretta
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a., sito NetWin L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited, sito Betsson App Sportsbook & Casinò con scommesse pre-match e live su migliaia di eventi e mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo

La colonna che salta all’occhio è la terza, e non per quello che contiene ma per quanto è eterogenea. Su alcuni marchi si parla di strumenti di tutela e di come si apre il conto; su altri di contenuti del palinsesto; su altri di livelli di benvenuto. È la fotografia reale del mercato: i concessionari comunicano cose diverse, e un confronto che pretendesse di ridurre tutto a una griglia uniforme produrrebbe celle vuote da riempire con l’immaginazione. Meglio lasciare che ogni marchio si presenti con ciò che ha.

I dieci concessionari, uno per uno

StarCasinò: il casinò che ha un bookmaker dentro

StarCasinò è un marchio con concessione ADM n. 16026, titolare Azzurri Limited, e opera sul proprio sito .it. Il nome dice già molto: è un operatore che nasce dal casinò, e le scommesse sportive arrivano come una componente di un’offerta più ampia. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

La differenza tra questa impostazione e quella di un bookmaker puro non è ideologica, è pratica. Chi apre un conto su StarCasinò cerca un ambiente unico in cui la partita di sabato e la sessione serale convivono; chi cerca un operatore che metta la scommessa sportiva al centro della propria identità troverà qui un’offerta ampia ma non specializzata. Il marchio condivide la società concessionaria con Betsson, Azzurri Limited, cosa che non ha alcun effetto sul conto del singolo giocatore ma dice quanto il mercato italiano sia concentrato sul piano societario.

Il verdetto è che StarCasinò va valutato per quello che è: un casinò con un bookmaker funzionante dentro, non un bookmaker con un casinò accanto. Per chi punta prevalentemente su calcio e basket e non cerca profondità estrema di mercati, la struttura copre l’esigenza. Per chi costruisce la propria attività sulle scommesse sportive, la casa del marchio non è il bookmaker.

Betfair: l’exchange e il mercato che non ha margine fisso

Betfair ha la concessione ADM n. 16028, con Betfair Italia S.r.l. come concessionaria, e opera su Betfair. È il marchio che porta in Italia il betting exchange, il gioco consentito dall’articolo 6, comma 1, lett. e) del decreto 41/2024 e definito dall’articolo 2, lett. u): il giocatore può essere battitore o bancatore e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo, senza far da controparte.

È la differenza strutturale più grande di tutta questa lista, e merita di essere spiegata. Un bookmaker fissa una quota e la sostiene, incorporando il proprio margine; su un exchange la quota la fanno gli altri giocatori, e la piattaforma trattiene una commissione. Il margine del bookmaker, quel 5 % circa che abbiamo visto sull’esempio a 1,90 e 1,90, qui non esiste nella stessa forma. Il prezzo riflette molto più da vicino la valutazione collettiva degli scommettitori. Il rovescio della medaglia è la liquidità: su un mercato dove la controparte sono gli altri, un mercato sottile significa quote che si muovono contro di voi proprio mentre entrate. E le regole proprie dell’exchange italiano aggiungono attriti specifici: la documentazione di Betfair è descritta come contenente regole extra per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, con il prelievo che ricade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e quali siano le regole di commissione non è noto; Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.

Sul piano sportivo l’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con una sezione Supercombo che raccoglie combinazioni e mercati unici a quote maggiorate.

Il verdetto è che Betfair è il marchio giusto per chi ha già capito che il costo del gioco sta nel margine e vuole vedere il prezzo invece di subirlo. Per il giocatore occasionale che cerca la quota comoda sulla Serie A, la struttura dell’exchange aggiunge complessità senza dare il vantaggio che cerca.

Eurobet: il palinsesto più largo della lista

Eurobet opera con concessione ADM n. 16012, concessionaria Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul sito Eurobet. La società è la stessa che gestisce anche Bwin e Gioco Digitale, e questo dice quanto il gruppo pesi sul mercato italiano: tre siti, una sola società.

L’argomento di Eurobet è la larghezza. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. È un catalogo che va oltre lo sport nel senso stretto, e come tale risponde a un tipo di giocatore preciso: quello a cui interessa il tennis e la MotoGP, o che vuole coprire un evento che nessun altro tratta.

Il rovescio è che un palinsesto così ampio non garantisce profondità su ogni voce. Avere la Formula 1 non significa avere il numero di mercati di un bookmaker specializzato sull’automobilismo. Chi cerca il mercato esotico su un Gran Premio troverà la voce, non necessariamente la varietà di opzioni.

Il verdetto è che Eurobet conviene a chi guarda oltre il calcio e vuole che il proprio operatore tratti sport e persino eventi non sportivi; chi gioca quasi soltanto sui tre grandi campionati troverà che la ricchezza del catalogo è larga più che utile.

AdmiralBet: i limiti si impostano mentre si apre il conto

AdmiralBet ha la concessione ADM n. 16048, con Admiral Bet S.r.l. come concessionaria, e opera su AdmiralBet. Il marchio è uno dei due della lista che hanno fatti specifici sul funzionamento degli strumenti di tutela oltre che sull’offerta.

L’apertura del conto funziona in due modi. Il conto di gioco si apre con la registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. Le condizioni prevedono anche che in registrazione si impostino un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

Sul fronte dell’autoesclusione le condizioni di AdmiralBet prevedono 30, 60 o 90 giorni oppure il tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. E, come si è detto nella parte dedicata al RUA, durante l’autoesclusione registrata dal concessionario non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile.

Il verdetto è che AdmiralBet è il marchio della lista per chi vuole che i freni siano configurati prima, non cercati dopo. Impostare i limiti in fase di registrazione è un atto che richiede trenta secondi e che chi non lo fa non torna più a fare: il marchio lo mette nel percorso obbligato, e questa è la sua unica vera differenza competitiva. Sui contenuti sportivi, quanto il palinsesto copra oltre le grandi competizioni è cosa da verificare direttamente sul sito prima di depositare.

William Hill: il bonus che cambia con il metodo di registrazione

William Hill ha la concessione ADM n. 16044, con William Hill Malta Plc come concessionaria, e opera su William Hill.

Il marchio ha una particolarità che vale la pena guardare da vicino: l’offerta di benvenuto non è una sola, cambia con il metodo con cui si apre il conto. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. In sostanza, chi sceglie la via più rapida prende il doppio, e chi sceglie il caricamento del documento prende la metà solo dopo la verifica, con un limite di 96 ore per inviarla.

Questa struttura dice qualcosa su quanto l’identificazione digitale sia diventata centrale per gli operatori italiani: non è un’opzione tra tante, è la strada incentivata. E c’è un dettaglio tecnico che riguarda i bonus in generale, non solo William Hill: per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e William Hill precisa che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Chi legge «bonus da 10 € subito» è bene che legga anche quella riga, perché un credito non prelevabile e un credito prelevabile sono due cose diverse, e la differenza è esattamente il rigioco.

Il verdetto è che William Hill premia chi arriva con SPID e chi accetta di far verificare l’identità in pochi minuti: la differenza tra 10 € e 5 € è piccola in assoluto, ma è un segnale chiaro di dove l’operatore vuole portare l’utente. Chi non ha SPID farà meglio a calcolare il tempo della verifica prima di considerare l’offerta equivalente.

Sisal: la copertura live e la diretta streaming

Sisal opera con concessione ADM n. 16020, concessionaria Sisal Italia S.p.a., sul sito Sisal.

Il marchio punta su due cose e le comunica in modo esplicito: il volume di eventi e lo streaming. L’app Matchpoint per le scommesse sportive indica oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. La stessa app consente di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile.

Il numero dei mercati live è la cifra che merita una riflessione, perché è la parte del prodotto su cui la maggior parte dei giocatori italiani finisce per concentrarsi. Un catalogo live molto ampio è utile a chi gioca durante la partita, ma va letto insieme al costo: i mercati live hanno margini tipicamente più alti di quelli pre-partita, e il numero elevato di eventi non compensa un prezzo peggiore. La diretta streaming gratuita è invece un vantaggio concreto e trasversale, perché vedere l’evento mentre si decide riduce la distanza tra la sensazione e il mercato — e, sia detto per inciso, non riduce affatto il margine.

Il verdetto è che Sisal è la scelta di chi gioca soprattutto in corso d’evento e vuole seguire la partita dentro l’applicazione. Chi gioca pre-match su pochi campionati non sfrutterà la parte migliore di questo profilo.

bet365: il partner globale che parte dalle grandi competizioni

bet365 opera con concessione ADM n. 16030, concessionaria Hillside (New Media Malta) Plc, sul sito bet365.

Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. È un profilo costruito sulle competizioni maggiori e sull’immagine internazionale, con la Champions League come vetrina dichiarata.

Va detto con chiarezza, perché nel settore circola come notizia: la Setka Cup autorizzata dall’ADM a settembre 2026 vede bet365 come primo partner secondo la stampa di settore. È un dato che conferma la strategia del marchio, che cerca di stare davanti anche sui formati meno tradizionali. Sul fronte della tutela, gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

Il verdetto è che bet365 è il marchio per chi vuole che il proprio operatore sia dove sono le partite che contano, e chi apprezza un’identità internazionale che non si reinventa per ogni mercato. Sui mercati minori italiani, la profondità di copertura è cosa da controllare sul palinsesto prima di fare affidamento sul marchio.

Planetwin365: i campionati italiani al centro

Planetwin365 ha la concessione ADM n. 16007, con Pwo S.p.a. come concessionaria, e opera su Planetwin365.

Il posizionamento è il più «casa» della lista, e in senso buono. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

La presenza della Serie C nella lista non è una nota a piè di pagina, è il segno di un catalogo costruito sulle competizioni che il giocatore italiano segue davvero: chi scommette sul campionato cadetto o sulla Coppa Italia sa che non tutti gli operatori internazionali trattano quelle partite con lo stesso impegno. Le oltre 20 tipologie di sport coprono il resto, e i risultati in diretta sono il minimo indispensabile per chi gioca in corso d’evento.

Il verdetto è che Planetwin365 è il marchio più adatto a chi gioca sul calcio italiano dal lunedì al venerdì, non solo il sabato sera. Chi cerca i mercati asiatici o i campionati sudamericani troverà qui una copertura più orientata al mercato interno di quanto gli serva.

NetWin: il bonus reale e il deposito minimo

NetWin opera con concessione ADM n. 16035, concessionaria Netwin Italia S.p.a., sul sito NetWin.

L’offerta di riferimento è l’offerta Sport-50: un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. Il fatto che l’offerta sia indicata come «bonus reale» è il punto su cui fermarsi, perché il mercato italiano distingue tra tipi di bonus e la distinzione non è terminologica: un bonus reale è denaro accreditato con un requisito da soddisfare, un bonus di verifica o un rimborso in freebet funziona diversamente.

Tre condizioni vanno lette insieme, e nessuna delle tre è opzionale. Il conto deve essere verificato: senza quella condizione l’offerta non si attiva. Il deposito minimo è di 20 €, quindi chi deposita 10 € non partecipa. E il bonus è pari al 100 % del deposito fino a 50 €, il che significa che il tetto si raggiunge con un versamento da 50 €. Per chi ha un budget piccolo, il deposito minimo è la barriera più concreta: l’offerta è generosa in proporzione, ma richiede di mettere sul tavolo il doppio di quanto molti giocatori occasionali depositino al primo versamento.

Il verdetto è che NetWin va considerato soprattutto da chi ha già deciso quanto depositare e vuole che quella somma produca un credito aggiuntivo: con 50 € di primo deposito il bonus si prende al massimo, con 20 € si prende in proporzione. Chi deposita meno di 20 € resta fuori dall’offerta e non per un dettaglio tecnico, per una soglia scritta.

Betsson: il catalogo dei mercati e il peso societario

Betsson ha la concessione ADM n. 16027, con Azzurri Limited come concessionaria — la stessa società di StarCasinò — e opera su Betsson.

L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È un catalogo di mercati classico e completo, che copre le tipologie che la maggior parte dei giocatori italiani usa davvero: l’esito finale, il numero di gol, la rete di un singolo giocatore, la combinazione costruita a mano.

Il profilo del marchio riporta al tema societario già incontrato con StarCasinò. Azzurri Limited detiene la concessione di entrambi i siti: due marchi, due siti .it, una sola concessionaria. Per il giocatore non cambia nulla nella sostanza del conto, ma cambia la lettura del mercato: le società che detengono più concessioni sono la norma, e questo rende ancora più chiaro perché il confronto debba partire dal numero di concessione e non dal nome in cima alla pagina.

Il verdetto è che Betsson è un bookmaker solido sui mercati che contano, senza picchi e senza particolarità. Chi cerca un operatore su cui appoggiare la routine settimanale lo trova qui; chi cerca la funzione esotica andrà altrove.

Domande frequenti sui siti di scommesse legali

Come faccio a controllare se un bookmaker ha davvero la concessione ADM?

Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia, che contiene i siti legali di offerta e, separatamente, quelli inibiti. Poi si confronta il numero di concessione indicato nei termini del conto di gioco dell’operatore con quello dell’elenco: è l’operatore stesso a dichiararlo.

Perché un bookmaker autorizzato insiste su un dominio .it?

Perché la concessione è legata al singolo sito, non alla società. L’elenco dell’Agenzia associa ogni codice a un indirizzo .it, e una stessa società può detenerne diversi, come nel caso di Eurobet Italia, che gestisce più siti italiani. Il dominio diventa così il riferimento verificabile del titolo.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi è il registro istituito nel 2018 che raccoglie le autoesclusioni e le rende efficaci su tutte le piattaforme autorizzate in Italia. La richiesta si presenta dal portale ADM con SPID oppure a un concessionario, e il blocco impedisce depositi e giocate, non il prelievo del saldo.

Che limiti di deposito si impostano presso un concessionario italiano?

In registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e le condizioni degli operatori mostrano un limite già previsto all’apertura del conto, un abbassamento immediato e un’attesa di sette giorni per alzarlo. Un tetto statale in euro sulle puntate sportive non è noto, quindi gli autolimiti restano lo strumento centrale.

Quali rischi corro su un sito di scommesse privo di concessione?

Nessuna tutela del sistema italiano: niente RUA, niente vigilanza dell’ADM, nessun obbligo di limiti, e il dominio può essere oscurato a livello DNS con i mirror che ricompaiono in poche ore. L’ADM stessa ricorda che anche il partecipante a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Per un concessionario ADM il prelievo grava sull’operatore, quindi il giocatore incassa la somma netta e non dichiara nulla, secondo la ricostruzione della stampa di settore che conviene verificare con un commercialista. Sui siti esteri, per l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, le vincite andrebbero dichiarate come redditi diversi.

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