DNB scommesse 2026 — la scommessa che non perde sul pari, e cosa ti costa davvero

Updated Ottobre 2026
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Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026, con le concessioni verificate sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

Una schedina con diverse selezioni segnate a penna su un bancone di legno
Nel Draw No Bet di William Hill si pronostica la vittoria della squadra di casa (segno 1) o della squadra in trasferta (segno 2).

Il Draw No Bet è la scommessa che vende meglio l’idea di non rischiare niente, e chi la vende non ha tutti i torti: se le due squadre pareggiano, la posta torna indietro. Solo la posta, però. Quello che il pari non ti restituisce è la quota più bassa che hai accettato per comprare quella tranquillità, ed è lì che si decide se il DNB era la giocata giusta o un modo elegante di pagare di più per la stessa opinione. Nel mercato 1X2 di un incontro equilibrato, il prezzo del segno 1 e quello del segno 2 stanno già sotto il 2,00 — la parte «X» si è mangiata la differenza. Il DNB sposta quella differenza addosso a te, in modo visibile e definitivo: te la mostra nella quota prima che tu firmi. Per un neofita che non vuole spiegazioni, questa è la sua fortuna; per chi ha già un’idea precisa sull’esito, è una tassa sull’incertezza.

La seconda cosa che il nome nasconde è meno elegante e più importante: «no bet» vale solo per un pareggio che si verifica dentro la finestra di riferimento, e quella finestra la decide il regolamento, non l’etichetta. Un incontro di calcio si gioca in novanta minuti più recupero; tutto ciò che accade dopo non conta per la scommessa, nemmeno se conta per il tabellone dello stadio. Su un mercato costruito per proteggere, la prima cosa da leggere non è la quota: è la R del regolamento, perché è lì che si stabilisce in quali casi il rimborso esiste e in quali no. Chi apre la schedina solo per vedere il numero sta comprando una promessa che non ha ancora letto.

C’è poi un vincolo che riguarda ogni scommessa piazzata su un sito italiano, DNB compreso, e che conviene dire subito perché condiziona tutto il resto. In Italia si può giocare solo su eventi inseriti nel palinsesto approvato da ADM, e la vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata: due regole che sembrano burocratiche e invece decidono cosa puoi mettere in schedina. Il resto del discorso — com’è costruito il mercato, chi ha davvero la concessione, quanto trattiene l’operatore su ogni quota, cosa succede alla tua autoesclusione quando un sito non ha la concessione — non si capisce senza quelle due regole sullo sfondo.

La partita a cui si guarda non è quella fra due squadre. È quella fra la copertura che ti è stata promessa e il prezzo che hai pagato per averla, e il secondo tempo lo arbitra l’operatore.

Il significato di DNB nelle scommesse: due esiti, un rimborso

DNB, *draw no bet*, «rimborso in caso di pareggio»: la sigla che le guide italiane copiano dall’inglese, il nome che i concessionari scrivono nei regolamenti. In una scommessa DNB su un incontro di calcio si pronostica la vittoria della squadra di casa (segno 1) oppure della squadra in trasferta (segno 2), e in caso di pareggio la scommessa va a rimborso. Due esiti su tre sopravvivono, e il terzo non è una perdita: è una restituzione. Questo è il meccanismo, e non ha varianti nascoste. Il significato della sigla sta tutto nella parola *no*: c’è un risultato che l’operatore si impegna a non conteggiare contro di te.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Nell'Asian handicap con handicap 0, la vittoria della squadra scelta vince la scommessa, la sconfitta la perde e il pareggio comporta il rimborso della posta.

La cosa che il significato non dice è che il rimborso non è un regalo: è una seconda scommessa, sulla tranquillità, che paghi con quota. Se la quota DNB del segno 1 è più bassa della quota 1X2 dello stesso segno, e lo è per costruzione, la differenza è il prezzo esplicito della clausola. Nessun operatore te la regala e nessun operatore te la nasconde: sta scritta nel palinsesto accanto alle altre.

Vale anche la pena chiarire cos’è il DNB non è, perché due confusioni ricorrono continuamente. Non è una doppia chance: la doppia chance 1X paga anche quando l’incontro finisce in parità, mentre il DNB restituisce la puntata; sono due modi di affrontare lo stesso rischio e non due nomi della stessa scommessa. E non è un modo di coprirsi su tutti gli esiti di un mercato: il DNB riguarda un solo segno per schedina, uno alla volta.

Chi arriva cercando «dnb scommesse significato» trova spesso un dizionario di sigle — GG/NG, Under/Over, handicap, combo, quota fissa, totalizzatore — e perde di vista che il DNB è una scommessa semplice almeno nella costruzione. La complicazione non è nella struttura. È nella finestra temporale che rende il rimborso esigibile, e per quella bisogna risalire al regolamento sportivo del singolo operatore.

Quando vale il rimborso: la finestra temporale conta più del nome

Il riferimento dei tempi regolamentari, nei due sport

Una regola trasversale decide ogni DNB: se non diversamente specificato, le scommesse sul calcio si basano sul punteggio al termine dei tempi regolamentari, cioè novanta minuti più l’eventuale recupero. William Hill lo scrive in modo esplicito per il proprio calcio, Draw No Bet incluso, e la portata è facile da sottovalutare. Un gol segnato ai supplementari, un rigore nella lotteria finale, non cambiano il risultato della tua scommessa: se al novantesimo era 1-1, la schedina è a rimborso anche se poi la partita l’ha decisa qualcun altro. Chi cerca su internet il risultato finale della coppa e si stupisce del rimborso sta leggendo il tabellone sbagliato.

Nel basket la finestra si comporta allo stesso modo. Il DNB si decide sulla partita al termine dei tempi regolamentari e, in caso di parità, la scommessa viene rimborsata — anche qui i supplementari restano fuori dal calcolo. Il principio è identico nei due sport, e questo aiuta: chi ha capito dove si chiude il mercato nel calcio non deve imparare una seconda regola per il parquet.

Da qui una conseguenza pratica che vale più di qualunque confronto fra quote: il DNB si legge sempre insieme alla sua finestra, e la finestra non è negoziabile. Chiedere il prezzo di un DNB senza aver stabilito se il riferimento è il novantesimo o il risultato definitivo è come chiedere il prezzo di una cosa e riceverne un’altra.

Frazioni di partita e mercati che si fermano prima

Il DNB non esiste soltanto sull’intero incontro. William Hill lo offre anche su singole parti della partita: per tempo, per tempi supplementari, per quarto nel basket e per periodo, con rimborso in caso di parità al termine della frazione indicata. Qui la finestra si accorcia e cambia completamente il senso della copertura. Un DNB sul primo tempo ti protegge da quarantacinque minuti, non da novanta: il pareggio finale non ti rimborsa nulla se nei primi quarantacinque minuti una squadra era avanti. Il mercato è lo stesso, il bene che compri è una frazione.

Per un tiratore di mercati questo apre una cosa interessante, e per un giocatore distratto una trappola. Chi scommette su un quarto di basket in DNB sta comprando una copertura molto più stretta e molto più economica di quella sull’intero incontro, ma non può ragionarci sopra come se fosse la stessa scommessa. Vale lo stesso ordine di lettura che vale per il DNB sull’intero incontro: prima la finestra, poi la quota.

Fondamenti del mercato: la parte «X» è sparita, ma il suo prezzo no

Mettiamo il DNB accanto alle alternative, che è il modo più onesto di spiegarlo.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Se non diversamente specificato, le scommesse sul calcio di William Hill, compreso il Draw No Bet, si basano sul punteggio al termine dei tempi regolamentari, cioè 90 minuti più l'eventuale recupero.

Nel mercato 1X2 di un incontro equilibrato due segni si contendono quasi tutto lo spazio: la quota del segno 1 e quella del segno 2 sono vicine, e il segno X raccoglie l’esito che il mercato considera meno probabile. La quota DNB di un segno sta sotto la quota 1X2 dello stesso segno, e sopra il pareggio secco giocato come esito a sé. Non c’è niente di misterioso: la probabilità del pareggio, che nel DNB non ti fa perdere, è già dentro quella quota.

La doppia chance, invece, risolve il pareggio pagando. La doppia chance 1X copre vittoria della squadra di casa e pareggio, con una quota sensibilmente più bassa della quota secca sul segno 1 perché il campo coperto è più largo; il DNB non ti paga il pari, ti restituisce la posta. Chi vuole guadagnare qualcosa dall’incontro equilibrato non lo troverà nel DNB. Chi vuole non perdere sul pareggio, sì.

Ecco perché il DNB è, nella pratica, un mercato per chi ha una lettura dell’incontro ma non abbastanza fiducia da pagarla a prezzo pieno. È una mezza misura, e le mezze misure hanno un costo specifico: il differenziale fra la quota secca e la quota DNB. Quando quel differenziale è largo, l’operatore sta chiedendo molto per una copertura che sembra piccola. Quando è stretto, il DNB è quasi un modo gratuito di eliminare un esito. Non c’è un valore «giusto» universale, perché quel differenziale è il prodotto di due cose che cambiano da incontro a incontro: quanto vale il pareggio secondo il mercato e quanto margine l’operatore applica.

La copertura che sembra la stessa cosa e non lo è

L’Asian handicap con handicap 0 fa lo stesso lavoro del DNB e con una differenza terminologica in meno: la vittoria della squadra scelta vince la scommessa, la sconfitta la perde e il pareggio comporta il rimborso della posta. Senza vincitore, tutti ricevono indietro la puntata originale. Un giocatore esperto sa che questo e il DNB sono, funzionalmente, lo stesso esito — cambia il nome sotto cui l’operatore lo mette in palinsesto, non il risultato della schedina.

Il regolamento generale conferma la logica dal lato opposto, quello dei mercati senza rimborso. Nelle scommesse a quota fissa, se il risultato verificatosi non è tra gli esiti contemplati da una tipologia di scommessa, il partecipante ha diritto alla restituzione in vincita dell’importo giocato; nelle multiple la maggiorazione va ricalcolata escludendo quella selezione. È il quadro che spiega perché il DNB esiste come mercato a sé e non come clausola valida su tutto: la protezione non è un’opzione che aggiungi a una schedina normale, è un mercato che si compra così com’è.

Per chi muove i primi passi, la differenza fra «rimborso» e «opportunità» sta tutta qui: il DNB ti ridà la puntata quando l’esito capita male, ma non ti ridà il tempo speso a cercare il differenziale giusto. Il risultato del mercato resta l’unica cosa che la scommessa ti paga davvero, ed è per questo che la finestra temporale viene prima della quota.

Panorami a confronto: chi ha la concessione, su quale sito, con quali regole

Dieci concessionari ADM, dieci siti .it propri. Prima di entrare nel merito di ciascuno, una lettura che cambia il modo di usare qualunque confronto: la concessione è per sito, non per azienda. Una società può gestirne più di uno, e la stessa ragione sociale può comparire su più righe dell’elenco di ADM. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale ne è l’esempio più chiaro: Eurobet.it è una sola delle sue concessioni. Confrontare «Eurobet» e «bwin» come se fossero due concorrenti indipendenti, quando la concessione alle spalle è la stessa società, è un errore di lettura che nessuna tabella ti segnala.

C’è una seconda avvertenza, altrettanto concreta. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza non ha una colonna per i giochi: un nome sulla lista non dimostra di per sé che quel sito offra scommesse sportive. A dimostrarlo è il sito o l’app dell’operatore, con quello che ci trova chi apre il palinsesto. Una posizione in un confronto non è una concessione, e una concessione non è un assortimento: sono tre cose diverse che conviene tenere separate nella testa quando si legge una classifica come questa.

Brand Concessione ADM e concessionario Cosa dicono le condizioni dell’operatore sul mercato
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Draw No Bet sul segno 1 e sul segno 2, con rimborso in caso di pareggio; riferimento ai tempi regolamentari (90 minuti più recupero); variante su singole frazioni di partita e sul basket
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Rimborso dell’importo giocato quando il risultato non è fra gli esiti contemplati dal mercato; nelle multiple la maggiorazione si ricalcola senza quella selezione
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale —
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc —
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. —
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. —
SNAI n. 16032, Snaitech Spa —
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. —
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. —
Betsson n. 16027, Azzurri Limited —

La terza colonna è quella che nessuno legge mai e che decide il rimborso. Le righe vuote non sono un difetto della tabella: sono il posto esatto in cui il nome del mercato non basta, perché il regolamento sportivo di un operatore non è il regolamento sportivo di un altro nemmeno quando entrambi scrivono «DNB». Il caso di William Hill e AdmiralBet lo mostra bene, e vale la pena guardarlo da vicino prima di parlare di quote.

William Hill adotta il termine in modo preciso e circostanziato: DNB sul segno 1 e sul segno 2, rimborso sul pareggio, riferimento ai tempi regolamentari, estensione a frazioni di partita e al basket. AdmiralBet non ha una voce di mercato con quel nome fra quelle che le sue condizioni descrivono, ma ha la regola di base che copre lo stesso caso di scuola: se il risultato verificatosi non è tra gli esiti contemplati, il giocatore ha diritto alla restituzione in vincita dell’importo giocato, e nelle multiple la maggiorazione va ricalcolata escludendo la selezione esclusa dal risultato. È la stessa protezione, scritta al livello del regolamento generale invece che al livello del singolo mercato.

Vale la pena dirlo con chiarezza perché è il punto più utile di tutta questa sezione: un operatore che non intitola un mercato «DNB» non è automaticamente un operatore che non protegge il pareggio. La domanda da farsi non è «c’è la voce DNB nel palinsesto?», ma «cosa succede al mio esito quando il risultato non è previsto?». Le due domande portano alla stessa risposta in alcuni casi e a risposte diverse in altri, e solo il regolamento dell’operatore che stai guardando scioglie il nodo.

E le altre otto righe? Ogni brand ha i suoi mercati, spesso più ricchi di quanto la terza colonna lasci intendere: singole, multiple, sistemi, live, streaming, combo, quote maggiorate. Il DNB non è documentato per ognuno di essi in modo omogeneo, e allora la cosa onesta da fare è dire al lettore dove guardare: nella sezione palinsesto del sito, sotto i mercati «risultato finale», e nel regolamento delle scommesse sportive per la clausola sul rimborso.

Il margine del bookmaker: quanto ti costa ogni quota

Ogni quota che leggi contiene il prezzo del servizio. Su questo il DNB non fa eccezione, e anzi è un caso particolarmente istruttivo, perché la quota che vedi è il risultato di una probabilità tolta dal mercato e di un margine aggiunto dall’operatore.

Quando il mercato è a due esiti — ed è esattamente il caso del DNB, che ha segno 1 e segno 2 — la quota di ciascun esito incorpora il proprio margine. Il DNB non fa eccezione rispetto al resto del palinsesto: la quota DNB viene determinata, monitorata e corretta dalle stesse procedure di controllo quota che l’operatore pubblica per le scommesse a quota fissa. Su un mercato equilibrato a due esiti, il *draw no bet* scambia a 1,90 contro 1,90: il valore atteso è leggermente negativo per chi punta, e la somma dei valori impliciti delle due quote non fa 100 %. Questa è la condizione strutturale da cui parte ogni confronto DNB, non un’anomalia di singoli operatori — e come tutti i prezzi, è soggetta a variazione nel tempo.

Facciamo il conto su un esempio illustrativo, non su una quota reale.

Consideriamo un mercato DNB a due esiti offerto a 1,90 su entrambe le opzioni — un prezzo di comodo, scelto per far vedere la meccanica. La probabilità implicita di ciascun esito è 1 diviso 1,90, cioè poco più del 52,6 %. Sommate, le due probabilità fanno circa il 105,3 %: quel 5,3 % in più è la parte che il mercato non riconosce a nessuno dei due esiti, ed è ciò che l’operatore trattiene.

Detta al contrario, la quota di ritorno del mercato è di circa il 95 % di tutto il denaro puntato su quella coppia di esiti: su cento unità giocate sul mercato, poco più di 95 tornano indietro sotto forma di vincite, e il resto resta all’operatore. Non è un valore fisso né universale, perché cambia con il mercato, con l’incontro e con l’operatore. Per una scommessa sul calcio in Italia sotto la soglia dell’1 %, per una scommessa sui cavalli intorno al 25 %, e per una multipla a quota fissa dell’ordine del 40 %. Il caso più interessante è la scommessa sul calcio: l’unico mercato in cui il margine è così basso da rendere la copertura DNB quasi gratuita, se il prezzo è giusto.

Una conseguenza diretta per chi punta: la copertura DNB non è gratis solo perché il pareggio si rimborsa. Se il margine incorporato nella quota DNB è più alto di quello della quota secca sullo stesso segno, la protezione costa anche quando non si attiva.

Cosa vuol dire, in euro, su una schedina da 10 €

Dieci euro sul DNB di un segno a 1,90 sono un impegno modesto e una lezione utile. Se la squadra vince, il rendimento è la puntata moltiplicata per la quota: 19 €, con un profitto netto di 9 €. Se perde, i 10 € non tornano. Se pareggia, tornano esattamente 10 € — non 19, non 9. Il pari è un pareggio anche per il tuo conto.

La differenza fra il DNB a 1,90 e il segno secco a 2,05 sullo stesso esito, per dire, è di quindici centesimi di quota che comprano una copertura reale su un terzo del campione degli esiti. Quando quel terzo si verifica, i due prezzi finiscono nella stessa casella: uno paga 9 € di profitto, l’altro zero. Ma quando il terzo si verifica, l’uno non perde e l’altro sì.

Su un rendimento del 95 % del mercato, ogni dieci euro giocati sul DNB in un incontro equilibrato lasciano poco più di cinquanta centesimi al banco in attesa. Non è una tassa che si vede, perché nessun operatore la addebita a parte: è già dentro la quota. La si vede statistica: giocando cento schede DNB sullo stesso incontro, il costo medio della copertura è di circa mezzo euro, ed è il prezzo che paghi per ogni evenienza di pareggio.

Leggere le quote, non i titoli: cosa guardare prima di puntare

Quando arrivi davanti alle quote DNB, la prima cosa da fare non è confrontare i due segni. È decidere quanto vale per te la copertura.

Aggiungere il DNB a una schedina è la scelta più semplice e meno costosa che puoi fare, ma non è gratis: dal momento in cui lo fai, i due esiti hanno lo stesso *peso* e il prezzo che vedi è la copertura. Se il differenziale fra il DNB e il segno secco è, per esempio, di 0,15, la copertura ti costa il 7 % circa del profitto che avresti incassato vincendo. Se il differenziale è di 0,35, ti costa il 17 % circa. La soglia è tua, e cambia con la frequenza con cui scommetti sullo stesso mercato: chi gioca dieci schede al mese pagherà quella copertura dieci volte, chi ne gioca una la paga una volta. Non c’è una risposta giusta universale, perché dipende da quanto vale per te la differenza fra un profitto minore e un rimborso.

C’è poi una lettura che conviene fare prima di ogni altra: le due quote DNB e il 1X2 dello stesso incontro raccontano cose diverse, e confrontarle è il modo più rapido di accorgersi che un mercato ti sta chiedendo troppo. Se il segno 1 a quota secca sta a 2,05 e il DNB sullo stesso segno sta a 1,90, il mercato sta dicendo che il pareggio vale all’incirca un quindicesimo di quello che vale il segno 1. Se invece la forbice si allarga a 0,35, il mercato sta prezzando un incontro molto più equilibrato di quanto sembri dal nome delle squadre. In entrambi i casi stai leggendo la stessa cosa: il prezzo del pareggio, quella parte di probabilità che nel DNB non ti fa vincere e non ti fa perdere.

Vigilanza e giurisdizione: la concessione, e cosa non ti dice

Una concessione per sito, non per marchio

Il quadro italiano si regge su un’autorità e una legge. L’autorità è l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ADM (ex AAMS) alla prima menzione: il mercato continua a dire «AAMS» e non sbaglia di molto, ma il nome corrente è ADM. La legge è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.

Il punto che cambia il modo di guardare a un sito è la natura della concessione. Non è una licenza aperta che si domanda e si ottiene: è una concessione assegnata per gara pubblica. L’art. 6, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione — scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Una concessione non copre tutto l’elenco: copre quello che il bando le assegna.

L’art. 6, comma 3 fissa a nove anni il tetto di durata, senza rinnovo, e il comma 5 mette fra i requisiti una società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM stabilisce nel bando. Gli artt. 4, comma 3 e 5, comma 3 fissano le condizioni della concessione e il regime fiscale per tutta la durata. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025.

L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Un dato vale più di tutti gli altri quando si legge una classifica: la concessione è per sito, non per azienda, e una società può tenerne più di una. Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. Chi confronta questi due siti come se fossero due concorrenti indipendenti sta confrontando due porte della stessa casa.

Poi c’è la parte scomoda dell’elenco, quella che nessun sito di comparazione scrive sopra il titolo: la lista non ha una colonna per i giochi. Una riga dell’elenco dimostra che quel sito ha una concessione per il gioco a distanza, non che offra scommesse sportive. Un concessionario può avere il diritto alle scommesse, al poker, ai giochi di abilità, ai giochi di casino, al betting exchange e al bingo in qualunque combinazione. La conseguenza per il lettore è diretta: un posto in un confronto non è una concessione, e una concessione non è un assortimento.

Dove si verifica, in concreto

Verificare non richiede niente di speciale, richiede di andare alla fonte. L’elenco dei concessionari autorizzati è pubblico sul sito di ADM e le stesse condizioni dell’operatore dichiarano numero di concessione e ragione sociale: è da lì che si prende il numero — 16044 per William Hill Malta Plc, 16046 per Admiral Bet S.r.l., 16012 per Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale — non dalla pagina promozionale che apre un sito .it. Le condizioni sono consultabili prima della registrazione, ed è l’unica lettura che puoi fare gratuitamente e senza lasciare dati.

Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono fra le 52 righe. Non è una sentenza sull’offerta di quelle piattaforme, è la fotografia di un elenco in una data: non sono fra i 52 concessionari alla data del 25 ottobre 2026. La concessione è per sito, ma i siti cambiano, e l’elenco è vivo.

Il palinsesto approvato, e il limite di ciò che si può giocare

C’è un vincolo che riguarda direttamente chi gioca DNB su un campionato minore. L’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma degli eventi — sportivi, ippica inclusa, e non sportivi — e dei tipi di scommessa preparato dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa può essere presa solo su eventi che stanno in quel palinsesto. Non è un elenco di massima: ADM aggiunge gli eventi uno per uno. A settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore.

Il palinsesto, peraltro, non copre solo sport reali. L’art. 2, lett. v), D.Lgs. 41/2024 definisce le scommesse su eventi simulati — eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — ammesse dentro una concessione per scommesse sportive; i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». Sono due cose distinte, e un mercato DNB sull’uno non dice nulla sulla disponibilità sull’altro.

La parte che riguarda direttamente chi punta: una quota fissa non è una quota garantita. Il prezzo lo fissa l’operatore al momento in cui la scommessa viene accettata, e resta quello per la scommessa già piazzata. Il mercato può muoversi dieci minuti dopo, il tuo numero no. È un dato di fatto rassicurante e va detto senza girarci intorno: la quota che hai preso è tua.

Il betting exchange, per completezza, è un gioco separato. L’art. 6, comma 1, lett. e) e l’art. 2, lett. u), D.Lgs. 41/2024 lo ammettono: il giocatore può fare la parte del giocatore o del banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair è descritta come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riporta che il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è materia in evoluzione.

La legge sui minori, il divieto pubblicitario e la tassa che non paghi

I controlli di età e di identità

La soglia è diciotto anni, e in Italia è una regola di legge, non una policy commerciale. L’art. 3, comma 1, lett. a), D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» fra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la maggiore età fissata dalla legge italiana è diciotto anni. Non è un dettaglio da riga di condizioni: è la prima cosa che un conto di gioco deve rispettare.

Il conto di gioco richiede identificazione piena. La registrazione può passare dal modulo con copia di un documento oppure da SPID e CIE: BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sono un’eternità quando hai già voglia di giocare e una scadenza quando hai una vincita ferma: sono lo stesso lasso di tempo, letto in due momenti diversi.

Il margine dell’operatore e la tassa sul giocatore

Qui la cosa da chiarire è semplice e spesso confusa. La tassa sulle scommesse a quota fissa in Italia è la imposta unica (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025): la pagano i concessionari, con l’aliquota del 24,5 % se la raccolta è a distanza e del 20,5 % se è sulla rete fisica, calcolata sulla differenza fra le somme giocate e le vincite. Scommesse a quota fissa sull’ippica e scommesse su eventi simulati hanno un trattamento proprio, con il 24,5 % calcolato sulla raccolta al netto delle vincite restituite. La proposta contenuta nel «Decreto Sport» di portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.

La conseguenza per il giocatore è che le vincite pagate da un concessionario ADM non vengono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario — tassate alla fonte, si legge nella stampa di settore: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria; chi ha una posizione fiscale complicata fa bene a consultare un commercialista.

Cambia tutto sull’altro versante. Le vincite da siti non autorizzati o esteri ricadono in un’altra casistica: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come redditi diversi (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 TUIR sull’intero importo ricevuto e senza detrazioni. In pratica significa nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicabile è materia da commercialista. Questa non è consulenza fiscale, ed è il tipo di frase che conviene leggere due volte prima di decidere dove aprire un conto.

Cosa vieta la pubblicità, e cosa non vieta

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024 in una formulazione che non lascia spazio: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Detto questo, il divieto va letto per quello che è. Il decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile che portano il suo logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza di un bonus: nessun tetto statale né all’importo né ai requisiti di puntata è noto, e quindi cifre, rigioco e quote minime sono quelli che ciascun operatore scrive nelle proprie condizioni. È per questo che due bonus con lo stesso nome possono valere cose diverse.

Il quadro non è fermo. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la sanzione minima fissa di 50.000 €; sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Un emendamento proposto da Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, è materia in discussione e non è legge, e alla data della verifica il divieto è in vigore.

Il conto di chi gioca su un sito senza concessione

Offrire gioco ai giocatori in Italia senza concessione è illegale, e il lato che riguarda il lettore è meno teorico di quanto sembri. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.

Il blocco funziona a livello DNS e qualche fornitore è più lento di altri. Un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo quanto riporta la stampa di settore sull’ordinanza del 24 settembre 2025; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini ciascuno, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola per il risultato è «oscurati», ed è una parola che descrive un lavoro in corso, non una condizione stabile.

E la parte che riguarda direttamente il giocatore, come la scrive ADM citando la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti a carico di un giocatore non sono noti, ma la regola lato giocatore è quella. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis della stessa legge copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero.

Vale la pena mettere le due colonne una accanto all’altra, perché è il confronto che un lettore ha diritto di fare. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, strumenti di limite obbligatori e un foro legale italiano. Un marchio non autorizzato su un dominio estero non porta nulla di tutto ciò, è esposto al blocco DNS e, per come ADM stessa lo scrive, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere, che in Italia non hanno alcun valore.

Prevenzione e tutela: gli strumenti che valgono solo se hai scelto bene il sito

RUA e autoesclusione, con i numeri che contano

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, è stato istituito nel 2018 e blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale fisiche. È lo strumento più potente del sistema, e il più delicato, perché funziona solo dove la concessione c’è: i siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso resta senza protezione su un sito non autorizzato. È il costo nascosto della scelta di un dominio estero, e si paga nel momento in cui si ha più bisogno di aiuto.

L’art. 15, comma 1, lett. e), D.Lgs. 41/2024 richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che il giocatore stesso stabilisce. Le durate in uso fino a poco fa sono quelle che gli operatori scrivono nelle condizioni — e qui AdmiralBet offre una misura concreta: l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il ventaglio si è allargato alle due estremità: chi ha bisogno di una pausa breve oggi ha una misura che prima non esisteva, e chi ha bisogno di un blocco lungo ha un tetto di 270 giorni più un’indeterminata con una via d’uscita scandita nel tempo.

Il punto pratico è che l’autoesclusione non è un pulsante che si preme e si disfa. Il RUA la fa valere su tutte le piattaforme autorizzate, e questo è il suo pregio come strumento e il suo costo come decisione.

Il limite di deposito, che si sceglie prima

Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. L’art. 15, comma 1, lett. b), D.Lgs. 41/2024 prevede limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario secondo l’età e il comportamento del giocatore, sulla base di protocolli approvati da ADM; la lettera a) mette accanto i limiti di tempo, spesa e perdita, la lettera c) i messaggi automatici su durata e spesa, la lettera f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. La cifra del limite di deposito che ADM fissa nel bando non è nota, quindi il numero che conta è quello che scegli tu.

AdmiralBet mostra come funziona la leva nella pratica: in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato diventa efficace dopo 7 giorni. Quei sette giorni sono l’intero senso dello strumento: la parte di te che vuole alzare il tetto stasera non può farlo stasera, e la parte di te che vuole abbassarlo non aspetta niente. È l’unico caso in cui la lentezza dell’operatore lavora a tuo favore.

C’è poi un tetto che non sta nel conto ma nel mondo fisico. L’art. 13, D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche — tabaccai, ricevitorie — tenuti in un registro ADM: ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già dato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né rimborsare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Cento euro a settimana in contanti sono un limite di deposito che non hai impostato tu e che nessun sito ti mostra nella pagina del profilo.

Se il gioco diventa un problema

Il numero c’è ed è lo stesso per tutti: 800 55 88 22, il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo. bet365 lo indica per i residenti in Italia dentro i propri strumenti di gioco responsabile, che comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione. C’è un dovere informativo in capo agli operatori: l’art. 15, comma 2, D.Lgs. 41/2024 impone a ciascun concessionario di spendere lo 0,2 % del ricavato netto, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Lo 0,2 % e il tetto di un milione dicono due cose: il sistema mette un obbligo reale, e lo mette a un tetto che per i grandi operatori è raggiunto prima della fine dell’anno.

Sul fronte delle corse, il settore aspetta ancora un regolamento attuativo: l’art. 22, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione, ma l’entrata in vigore non è confermata. La protezione c’è nel testo, non ancora nella pratica.

I dieci concessionari: cosa li distingue

Ogni scheda parte dalla concessione e arriva a una valutazione. L’ordine è quello che è, e la concessione viene prima di tutto perché è la cosa che non si improvvisa: un marchio può avere un’app bellissima e nessuna concessione, e allora il confronto finisce lì.

Eurobet — singole, multiple e sistemi, con la schedina sotto controllo

Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, concessione ADM n. 16012, sito Eurobet.it. L’app copre l’intera gamma classica del gioco a quota fissa: scommesse singole, multiple e sistemi, con le schedine in corso o concluse raccolte nella pagina My Bets.

My Bets è il tipo di funzione che sembra un dettaglio e non lo è. Un sistema — la forma di giocata in cui più selezioni generano combinazioni diverse — produce molte schedine da una sola giocata, e senza un posto dove vederle tutte insieme la contabilità diventa un lavoro a mano. Chi gioca sistemi con regolarità lo sa già: il valore di questa sezione si misura la domenica sera, quando devi capire quali combinazioni sono ancora vive e quali no.

Il verdetto è semplice e non ha niente di brillante: Eurobet è il banco dove il gioco classico funziona come deve funzionare. Chi cerca il DNB come mercato secco lo trova sotto l’esito finale, e chi ha bisogno che le proprie schedine siano ordinate trova una risposta precisa al problema.

bet365 — Quote Maggiorate e Bet Builder+, per chi costruisce la schedina

Hillside (New Media Malta) Plc, concessione ADM n. 16030, sito Bet365.it. L’offerta è costruita intorno a due cose: le Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, sia pre evento sia live.

Bet Builder+ è l’opposto concettuale del DNB. Il DNB restringe: elimini un esito e paghi la copertura. Il bet builder allarga: sommi più mercati della stessa partita in una scommessa sola, e con più condizioni da centrare la quota sale. Chi usa Bet Builder+ per aggiungere selezioni alla ricerca di un prezzo più alto sta facendo la cosa per cui lo strumento esiste e sta assumendo esattamente il rischio che il DNB gli toglierebbe.

Le Quote Maggiorate sono il mercato in cui un prezzo può essere migliore di quello standard. Vale però la regola generale: una quota maggiorata è un prezzo che cambia, e il numero che conta è quello fissato al momento della giocata.

William Hill — l’unico che disciplina il DNB per iscritto

William Hill Malta Plc, concessione ADM n. 16044, sito William Hill. È il marchio che dà il metro a questa pagina, perché è l’unico della lista che descrive il Draw No Bet nel proprio regolamento sportivo: si pronostica la vittoria della squadra di casa (segno 1) o della squadra in trasferta (segno 2), in caso di pareggio la scommessa va a rimborso. Il riferimento è il punteggio al termine dei tempi regolamentari — novanta minuti più l’eventuale recupero — salvo diversa specificazione, e la variante si estende alle singole parti della partita (per tempo, per tempi supplementari, per quarto nel basket, per periodo) e al basket, dove la partita si decide nei tempi regolamentari e la parità produce il rimborso.

Accanto al DNB c’è il Benvenuto Sport. Il bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, e viene erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Le tre condizioni da leggere bene sono tutte lì dentro. La tranche non è una formalità: il bonus non arriva come un blocco unico da usare come vuoi. La quota minima 5.00 è alta rispetto a una singola da 1,90. E il requisito delle cinque selezioni significa che il percorso per incassare passa per schedine molto più rischiose di quelle che questa pagina descrive. Cinquanta euro di bonus cash, per chi gioca un DNB a 1,90, sono una cosa che si incassa per un’altra strada.

Il verdetto: se stai cercando il DNB, William Hill è lo standard di riferimento delle regole, perché qui la clausola non va dedotta dal regolamento generale ma sta al posto suo, con la sua finestra temporale scritta accanto.

Goldbet — campionati, quote speciali e un mondo virtuale

Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), concessione ADM n. 16009, sito Goldbet.it. L’app copre schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Fra i mercati di calcio ci sono 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal.

Il catalogo non si ferma al reale. La Goldbet League è un campionato di calcio virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema; le Goldbet Racing sono corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti.

Ed è proprio lì che sta la sorpresa per chi cerca un DNB. Su un evento virtuale in animazione 3D il pareggio esiste come esito del software, non come risultato di due squadre che si annullano, e la definizione legale di scommessa su evento simulato è quella dell’art. 2, lett. v), D.Lgs. 41/2024: la disciplina su cosa succede al rimborso è quella dell’operatore e del palinsesto, non quella che hai letto sul calcio. Chi arriva al DNB dal calcio vero farebbe bene a tenere separati i due mondi prima di aprire una schedina.

AdmiralBet — le due leve che contano più del bonus

Admiral Bet S.r.l., concessione ADM n. 16048, sito Admiralbet.it. Le condizioni di AdmiralBet sono quelle che, fra i dieci, dicono di più su come si comporta l’operatore quando il giocatore vuole fermarsi — ed è la ragione per cui vale la pena guardarle prima delle quote.

Sul versante degli strumenti: in registrazione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con un limite ridotto efficace immediatamente e uno aumentato efficace dopo 7 giorni. Sul versante del pareggio, le condizioni prevedono la regola di base del mercato: se il risultato verificatosi non è tra gli esiti contemplati da una tipologia di scommessa, il partecipante ha diritto alla restituzione in vincita dell’importo giocato, e nelle multiple la maggiorazione va ricalcolata escludendo quella selezione.

Il verdetto è questo, e non è il solito: su una pagina dedicata al DNB, il numero che pesa di più in casa AdmiralBet non è una quota, è il 7 giorni di attesa per alzare un limite. Un operatore si giudica anche da quanto è difficile uscire da un tetto che ti sei dato, e qui la risposta è scritta e circostanziata.

Betfair — exchange, Supercombo e mercati che altri non hanno

Betfair Italia S.r.l., concessione ADM n. 16028, sito Betfair.it. L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate.

Betfair è anche il marchio storicamente legato al betting exchange, il gioco separato che l’art. 6, comma 1, lett. e), D.Lgs. 41/2024 ammette: il giocatore può fare la parte del giocatore o del banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. Nel DNB la differenza è concettuale. Il DNB è un mercato a due esiti in cui il bookmaker prezza il pareggio dentro la quota; su un exchange la domanda sul pareggio non si cancella, semplicemente non esiste, perché non c’è nessun banco a farsi carico dell’esito che non scegli.

Supercombo e combo vanno nella direzione opposta al DNB: più mercati nello stesso biglietto, quota più alta, più cose che devono andare bene.

SNAI — My Combo e Cash Out, due modi di gestire una schedina viva

Snaitech Spa, concessione ADM n. 16032, sito Snai.it. L’app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

Poi c’è My Combo, che permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. Cash Out e DNB sono i due strumenti speculari di questa pagina. Il DNB decide prima: elimini un esito e paghi in quota la tranquillità. Il cash out decide dopo: quando l’incontro prende la piega sbagliata, incassi quello che il mercato ti offre e chiudi. Il primo si paga in anticipo e non ha sorprese; il secondo non costa niente finché non lo usi, e ti lascia il problema di valutare se il prezzo proposto è buono.

Planetwin365 — lo streaming che rende la finestra visibile

Pwo S.p.a., concessione ADM n. 16007, sito Planetwin365.it. L’operatore offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo.

Il tennis, nel discorso sul DNB, è il caso interessante. Il tennis non ha pareggio: una partita finisce quando uno dei due vince, e in un mercato a due esiti la casella «X» esiste solo nel calcio e negli sport che ammettono la parità. Una pagina che promette DNB su tutto sta vendendo qualcosa che il tennis non può dare. Lo streaming, allora, serve soprattutto al basket e al calcio, dove la finestra dei tempi regolamentari diventa visibile mentre la partita scorre e il supplementare si avvicina.

Sisal — il catalogo più fitto e la funzione che chiude la partita

Sisal Italia S.p.a., concessione ADM n. 16020, sito Sisal.it. Fra le scommesse proposte ci sono la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Il catalogo è quello che qualcuno definirebbe «ricco» e che nella pratica significa una cosa precisa: la possibilità di costruire schedine molto diverse da una singola secca. La Scommessa DUO è il caso limite, due esiti in una giocata sola, e chi la usa per coprirsi su una partita equilibrata sceglie una strada diversa dal DNB: una paga su uno dei due esiti, l’altro non paga.

Per chi cerca il DNB, la domanda da farsi è dove Sisal lo colloca — sotto il risultato finale o dentro una sezione a sé — e cosa prevede il regolamento sul rimborso.

Betsson — millesimi di evento e mercati a due esiti

Azzurri Limited, concessione ADM n. 16027, sito Betsson.it. L’app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

La scala è il dato che conta, più dell’assortimento. Con migliaia di eventi fra pre-match e live, il DNB trova posto in un numero di incontri molto maggiore di quello a cui si arriva guardando solo i grandi campionati: chi vuole giocare questa copertura su un torneo minore ha più occasioni di trovarne il mercato aperto. E la combinazione pre-match e live significa che la finestra temporale si può leggere prima della partita o mentre è in corso, con due prezzi diversi per la stessa copertura.

Il punto critico è che il DNB è un mercato a due esiti, e più eventi significano più occasioni di incontrare un mercato costruito diversamente: un Under/Over non ha un terzo esito da rimborsare, e un Goal/NoGoal nemmeno. La copertura che cerchi esiste solo dove esiste un pareggio da eliminare.

Domande frequenti sul DNB e sui concessionari ADM

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e si confronta il numero di concessione con quello dichiarato nelle condizioni dell’operatore. La concessione è per sito, non per azienda. Un nome sull’elenco non dimostra però che quel sito offra scommesse sportive.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata quando la scommessa è stata piazzata. Dieci euro su un DNB a 1,90 valgono 19 € se l’esito si avvera, con 9 € di profitto netto; se l’incontro finisce in parità, tornano i 10 € di partenza e nient’altro.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano le probabilità implicite di tutti gli esiti di uno stesso mercato, cioè uno diviso ciascuna quota. Se la somma supera il 100 %, l’eccedenza è il margine del bookmaker. Su un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90 la somma sfiora il 105 %, quindi il ritorno è intorno al 95 %.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Alla registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, che l’operatore integra con strumenti di tempo, spesa e perdita. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. In contanti, tramite un punto vendita ricariche, si possono aggiungere al massimo 100 € a settimana.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM arrivano al giocatore al netto e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sull’operatore. Le vincite da siti esteri non autorizzati seguono un’altra strada: l’Agenzia delle Entrate le tratta come redditi diversi, da indicare nella dichiarazione. Per il proprio caso conviene consultare un commercialista.

Quello che resta in mano quando il fischio finale arriva

Il DNB è un mercato onesto nella sua costruzione e bugiardo solo nel nome. Non è «senza rischio»: è una scommessa che ti restituisce la posta in un caso su tre, e che ti fa pagare quel caso con una quota più bassa. La cosa che conta è che il prezzo lo vedi prima di firmare, e questo lo mette in una categoria migliore di tanti bonus che circolano con la parola «gratis» attaccata sopra.

Il resto della pagina si può riassumere in quattro cose che succedono in un ordine preciso.

Prima si sceglie il sito, e qui la verificazione non è un formalismo: la concessione ADM è per sito, l’elenco pubblico di ADM è l’unico test che conta, e il numero scritto nelle condizioni dell’operatore è quello che devi confrontare. Poi arrivano gli strumenti di tutela, che valgono solo dove la concessione esiste: il RUA non copre i siti non autorizzati, e su quelli un giocatore autoescluso resta senza protezione.

Poi si legge il regolamento del mercato che ti interessa, perché il DNB ha una finestra temporale e la finestra non è negoziabile: i tempi regolamentari per il calcio e per il basket, la frazione indicata per i mercati parziali. Infine si guarda il prezzo, con l’unico strumento di lettura che questa pagina ti ha dato: il differenziale fra la quota secca e la quota DNB, che è il prezzo esplicito della copertura.

Nell’ordine inverso, invece, funziona così: chi guarda il prezzo per primo finisce per giocare un mercato di cui non conosce la finestra, su un sito di cui non ha verificato la concessione, con strumenti di limite che non ha impostato. Non è un modo di perdere più velocemente. È un modo di perdere senza accorgersene.

La cosa che questa pagina non ti darà mai è un pronostico, e non è una scortesia: nessuno può sapere se quella partita finirà in parità. Quello che si può sapere è quanto costa proteggersi dall’ipotesi e quanto vale la pena pagarlo, e su questo i numeri che hai letto — il 95 % di ritorno del mercato, il 5 % di margine, il 7 giorni per alzare un limite, i 100 € a settimana in contanti, i 30 giorni per validare il conto — sono l’unica cosa su cui vale la pena ragionare prima di premere il tasto.

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