Scommesse con Draw No Bet: il rimborso sul pareggio che costa quota
Il Draw No Bet è una scommessa a due esiti in cui il segno X non esiste: si gioca 1 o 2 pieni, e se la partita finisce in parità la puntata torna indietro. Non è un mercato generoso, è una variante dell’1X2 con il pareggio tagliato fuori, e il prezzo che si paga sta tutto nella quota: la parte che il bookmaker avrebbe pagato per il segno X viene trattenuta prima, sotto forma di una quota più bassa. Chi capisce questo ha già capito perché il DNB conviene in certi casi e in altri è solo un modo più lento di perdere gli stessi soldi.

Dati e condizioni verificati al 31 Ottobre 2026 consultando l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e i regolamenti e le condizioni pubblicate dagli operatori.
Cosa cambia davvero quando giocate un formato DNB
Una scommessa con draw no bet non è un mercato separato dal resto della schedina, è un mercato a sé con due soli sbocchi. Il regolamento di William Hill lo scrive in due righe: nel Draw No Bet si pronostica la vittoria della squadra di casa (segno 1) o della squadra in trasferta (segno 2), e in caso di pareggio la scommessa va a rimborso. Nessuna terza casella, nessuna quota per l’X. Il meccanismo è identico a quello che l’Asian handicap chiama handicap 0: la vittoria della squadra scelta vince la scommessa, la sconfitta la perde, il pareggio comporta il rimborso della posta, perché senza vincitore tutti ricevono indietro la puntata originale.

Chi arriva dall’1X2 classico tende a leggere il DNB come un’assicurazione. Non lo è, o meglio: lo è solo per metà. Il rimborso copre il rischio, non il costo. Se giocate 20 € su una quota DNB di 1,50 e la partita finisce 1-1, riavete 20 €: non avete perso, ma non avete nemmeno guadagnato, e nel frattempo il capitale è rimasto bloccato per novanta minuti più recupero. Il tempo è un costo che non compare in nessun regolamento.
Il punto di rottura con l’1X2 arriva quando il pareggio non è un’ipotesi remota ma una possibilità concreta. In una sfida fra due squadre che si conoscono, che si annullano, che hanno interesse a non perdere, la quota dell’X scende e la differenza fra la quota 1X2 della favorita e la sua quota DNB si allarga. Più il pareggio è probabile, più il DNB costa. È esattamente il contrario di quello che il nome suggerisce a chi non ci ha mai pensato.
Quanto vale il segno X che avete rinunciato a giocare
Il modo più onesto di misurare cosa vi costa il DNB è confrontare le due quote dello stesso evento, lette dallo stesso operatore nello stesso momento. Prendete la quota 1X2 della squadra di casa, prendete la sua quota DNB, e guardate lo scarto. Quello scarto è il prezzo dell’assicurazione sul pareggio, espresso non in euro ma in quota, e si trasforma in euro moltiplicandolo per la puntata.

Su un evento equilibrato lo scarto è contenuto. Su un evento dove l’X vale davvero qualcosa, lo scarto può mangiarsi una fetta consistente del profitto. Nessuna tabella pubblica vi dà questo numero: va letto direttamente sul palinsesto, evento per evento, perché il bookmaker lo ricalcola di continuo sulla base del mercato.
Il rovescio della medaglia è che il DNB elimina una delle tre strade con cui perdere. Non tutte: due restano aperte. Una squadra può perdere, e in quel caso la puntata è persa senza appello, con o senza draw no bet.
Dove il DNB cambia faccia: frazioni di partita e altri sport
Il formato non vive solo nei novanta minuti. William Hill offre il Draw No Bet anche su singole parti della partita: per tempo, per tempi supplementari, per quarto nel basket e per periodo, con rimborso in caso di parità al termine della frazione indicata. Qui il meccanismo si inceppa in un modo che vale la pena conoscere prima di giocare.
Un DNB sul primo tempo copre quarantacinque minuti più recupero. Se la partita si sblocca al 70′, il vostro biglietto è già chiuso e perso da venticinque minuti, anche se la squadra che avete scelto ha poi vinto 3-0. La finestra è stretta, e la quota, di conseguenza, è più alta: pagate la copertura su meno tempo ma su un esito più incerto.
Nel basket la logica cambia ancora. Il Draw No Bet di William Hill si decide sulla partita al termine dei tempi regolamentari e, in caso di parità, la scommessa viene rimborsata. Non contano i supplementari: se le squadre finiscono in parità nei quaranta minuti e poi una vince all’overtime, per questo mercato il risultato è X e la puntata torna. È una regola che sorprende chi segue il basket americano, dove il pareggio al termine dei regolamentari è la norma e non l’eccezione, e che invece rende il DNB sulla pallacanestro un mercato con una frequenza di rimborso molto più alta di quanto ci si aspetti.
Sul calcio, invece, vige la regola generale che governa l’intero listino: se non diversamente specificato, le scommesse sul calcio di William Hill, compreso il Draw No Bet, si basano sul punteggio al termine dei tempi regolamentari, cioè 90 minuti più l’eventuale recupero. I gol dei supplementari non contano, i rigori nemmeno. Chi gioca una coppa a eliminazione diretta deve tenere a mente che il DNB si chiude al 90′.
Il caso che nessuno legge: quando il risultato non è contemplato
C’è un terzo esito del DNB che non è vittoria, sconfitta né pareggio, e nasce dalle regole di settlement più che dal gioco. Il regolamento delle scommesse a quota fissa prevede che, se il risultato verificatosi non è tra gli esiti contemplati da una tipologia di scommessa, il partecipante abbia diritto alla restituzione in vincita dell’importo giocato; nelle multiple la maggiorazione va ricalcolata escludendo quella selezione.
Tradotto: una partita rinviata, una selezione annullata, un formato che quel giorno l’operatore non contempla. Il rimborso arriva, ma in una multipla il ricalcolo può trasformare una quota totale costruita con cura in qualcosa di molto più modesto. Se la vostra multipla da cinque eventi perde la gamba a quota più alta per un evento cancellato, non perdete la giocata: perdete la ragione per cui l’avevate fatta. Il DNB non vi protegge da questo, nessun mercato lo fa, e non c’è nulla da leggere in anticipo se non il regolamento dell’operatore sul quale state giocando.
Quanto rende davvero un mercato a due esiti: il conto del margine
Qui si arriva al punto che il DNB rende visibile meglio di qualsiasi altro mercato. Una scommessa a due esiti ha un margine che si calcola sommando gli inversi delle due quote e sottraendo il risultato da uno. Prendiamo un mercato illustrativo a due vie con quote identiche, 1,90 e 1,90: un esempio, non un prezzo quotato da nessun operatore.
Un euro diviso per 1,90 fa circa 0,5263. Sommato due volte, perché le quote sono uguali, dà circa 1,0526. La quota di payout del mercato è l’inverso di quel numero, quindi attorno al 95 %. Il margine, cioè quello che il bookmaker trattiene su ogni unità puntata su questo mercato, sta intorno al 5 %. Il numero preciso cambia con le cifre decimali che usate nel calcolo, ed è per questo che va trattato come una banda e non come una cifra secca: su questo esempio il margine si colloca fra il 4,9 % e il 5,3 % a seconda dell’arrotondamento.
Il senso del conto non è il 5 %, è la condizione che lo produce. Quel margine vale per un mercato a due esiti con due quote uguali a 1,90. Cambiate uno dei tre termini e il numero si sposta: un DNB su una favorita netta, con un lato a 1,25 e l’altro a 4,00, non ha lo stesso margine, e normalmente ne ha uno più alto, perché il bookmaker costruisce la propria forbice sul lato dove il pubblico si concentra. Il DNB è un mercato a due esiti, quindi strutturalmente più magro di un 1X2 a tre esiti a parità di altre condizioni: gli manca la terza via su cui diluire la protezione. Non è un vantaggio per il giocatore, è un vantaggio per chi incassa il margine su meno esiti possibili.
Ecco perché il DNB va guardato sempre accanto all’1X2 dello stesso evento. Se il margine implicito del DNB è più largo di quello dell’1X2, l’assicurazione sul pareggio la state pagando due volte: una nel prezzo, una nella forbice.
| Brand | Concessione ADM e concessionario | Cosa dicono le condizioni dell’operatore sul soggetto |
|---|---|---|
| AdmiralBet | ADM n. 16048 — Admiral Bet S.r.l. | Autoesclusione di 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni o è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi |
| Sisal | ADM n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. | — |
| Eurobet | ADM n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | — |
| bet365 | ADM n. 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc | Pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 |
| Goldbet | ADM n. 16009 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | — |
| BetFlag | ADM n. 16008 — Betflag S.p.a. | — |
| Betsson | ADM n. 16027 — Azzurri Limited | — |
| StarCasinò | ADM n. 16026 — Azzurri Limited | — |
| Planetwin365 | ADM n. 16007 — Pwo S.p.a. | — |
| NetWin | ADM n. 16035 — Netwin Italia S.p.a. | — |
Le due righe piene dicono meno di quanto sembri e più di quanto sembri allo stesso tempo. Le due concessioni intestate ad Azzurri Limited, Betsson e StarCasinò, mostrano il punto centrale dell’intero sistema: la concessione è per sito, non per azienda, e una società può comparire più volte nell’elenco con numeri diversi. Chi controlla se un bookmaker è in regola deve guardare il codice del sito su cui sta giocando, non il gruppo che lo possiede.
Sui limiti di gioco, la colonna si ferma a due nomi perché le condizioni pubblicate dagli altri otto non entrano nel dettaglio: su questi operatori la cosa da fare è aprire la sezione dedicata al gioco responsabile nel loro sito prima di aprire il conto, e leggere lì quali strumenti sono disponibili. Non è un dettaglio secondario, perché un limite che non trovate descritto è un limite che scoprirete solo quando proverete a impostarlo.
Il meccanismo dietro il rimborso: cosa succede alla vostra giocata
Vale la pena seguire un biglietto dall’inizio alla fine, perché il DNB si comporta diversamente da quasi tutti gli altri mercati in ciascuna delle sue fasi.
Si comincia dalla scelta del segno. Nel Draw No Bet di William Hill si pronostica la vittoria della squadra di casa o della squadra in trasferta. Non esiste una terza opzione da selezionare, e questo significa che la schedina che avete davanti ha una riga in meno del solito 1X2. Il segno X non è compilabile.
Poi c’è la quota, fissata al momento della giocata. Il principio generale dell’ordinamento italiano è che il premio è la puntata moltiplicata per la quota fissata quando la scommessa è stata piazzata: non cambia se il mercato si muove dopo di voi. Se avete giocato a 1,72 e la quota scende a 1,65 dieci minuti dopo, il vostro prezzo resta 1,72.
Al fischio finale si aprono tre strade e solo tre. Vince la squadra che avete scelto: incassate puntata per quota. Perde: perdete la puntata, interamente, senza sconti. Pareggia: la puntata torna indietro.
Sul terzo ramo ci sono due precisazioni che valgono più di tutto il resto messo insieme. La prima è che il rimborso è la puntata, non la vincita: nessun operatore italiano, sul DNB, vi paga un profitto sul pareggio. La seconda riguarda la finestra temporale: la regola generale dice che, se non diversamente specificato, le scommesse sul calcio di William Hill, compreso il Draw No Bet, si basano sul punteggio al termine dei tempi regolamentari, cioè 90 minuti più l’eventuale recupero. Una partita che finisce 1-1 al 90′ e si decide ai supplementari ha prodotto, per il DNB, un pareggio e quindi un rimborso.
C’è infine il caso della multipla. In una schedina con più selezioni, un DNB finito in parità non fa cadere il biglietto: la selezione viene semplicemente rimossa e la quota totale ricalcolata sulle gambe rimaste. Chi ha costruito una multipla con l’obiettivo di alzare la quota complessiva, però, si ritrova con un numero finale più basso di quello che aveva in mente. Il rimborso sul singolo ramo è netto, il costo sulla combinazione è silenzioso.
Un’ultima cosa che conviene sapere prima di piazzare: le condizioni di gioco sono per operatore, non per mercato. Due bookmaker possono chiamare Draw No Bet la stessa cosa e regolare in modo diverso il caso limite, la partita rinviata, il gol al 95′. Il regolamento dell’operatore è l’unica fonte che conta, e sta sempre a portata di clic: nessuno lo legge, ed è esattamente per questo che conviene farlo.
La classifica: dieci concessionari ADM a confronto
L’ordine che segue non è una graduatoria di convenienza e non poteva esserlo. Tutti e dieci i marchi sono presenti nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza tenuto da ADM con un codice e un sito .it, quindi la domanda «chi è legale» è già chiusa per tutti prima di cominciare. La domanda che resta aperta è un’altra: chi offre il prodotto che state cercando, con quali strumenti intorno, e a quali condizioni.
Prima di entrare nei singoli, tre avvertenze che riguardano l’intero gruppo e che valgono più di qualsiasi colonna.
La concessione è per sito, non per azienda. Una società può gestire più siti con numeri di concessione distinti. Eurobet Italia S.r.l. compare nell’elenco anche per Bwin.it e giocodigitale.it, accanto a Eurobet.it. Non è un’anomalia: è il funzionamento normale del sistema.
Un nome nell’elenco non prova che quel sito offra scommesse sportive. La lista ADM non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di casino, al betting exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. Quello che vedete nell’elenco è un diritto, non un catalogo. Che un marchio proponga davvero un palinsesto calcistico lo mostra soltanto il suo sito e la sua app.
L’elenco non esaurisce il mercato. Altri concessionari esistono oltre ai dieci trattati qui, e un marchio che non compare in questo confronto non è per questo privo di concessione. Le due affermazioni non sono la stessa affermazione, e la seconda è quella che circola più spesso senza fondamento.
Ultima nota sul perimetro: le concessioni che seguono vengono dall’elenco pubblicato da ADM e letto al 25 ottobre 2026, che conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un solo sito .it. Il testo di riferimento del settore è il D.Lgs. 41/2024, e il regime attuale è partito il 13 novembre 2025 dopo la gara di settembre 2025, che ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni.
AdmiralBet: autoesclusione a scadenza variabile e limiti contestuali
AdmiralBet occupa la concessione ADM n. 16048 con Admiral Bet S.r.l. ed è l’unico marchio del gruppo con un profilo di gioco responsabile descritto in dettaglio nelle proprie condizioni.
Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il passaggio da una scala rigida a una finestra continua è la modifica più interessante: prima la scelta era fra tre opzioni, ora il giocatore decide quanti giorni vuole stare fuori, e novanta giorni non sono più il massimo.
In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Il dettaglio operativo conta più del dettaglio tecnico: chi vuole ridurre, riduce subito, chi vuole alzare aspetta una settimana. La frizione è asimmetrica per scelta, ed è la scelta giusta — ma significa che una decisione presa in un momento di entusiasmo ha una settimana di raffreddamento davanti, mentre una decisione prudente vale da subito.
Sul versante prodotto, le condizioni dell’operatore collocano AdmiralBet in una posizione chiara: la disciplina di autoesclusione e limiti presuppone un conto attivo e strutturato, non un accesso occasionale. Il marchio è costruito per chi tiene un conto aperto nel tempo e lo usa con continuità, non per chi entra tre volte l’anno.
Verdetto. La doppia leva dell’autoesclusione a durata libera e dei tre limiti impostati già in registrazione rende AdmiralBet l’operatore del gruppo più attrezzato per chi sa di avere un problema di controllo e vuole uno strumento che si stringa prima che si allarghi. Chi cerca il catalogo più ricco o il bonus più generoso sta guardando altrove, e sta guardando un’altra cosa.
Sisal: il ventaglio di formati accanto al mercato classico
Sisal detiene la concessione ADM n. 16020 tramite Sisal Italia S.p.a.
Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. È una lista densa di formati alternativi alla singola secca, e dice qualcosa di preciso su come il marchio immagina il proprio giocatore: uno che vuole combinare, che cerca strutture di puntata diverse dal 1X2, che preferisce costruire un biglietto articolato a un singolo pronostico.
Il Cash Out merita una riflessione a parte, perché convive male con l’idea di attendere il fischio finale — ed è esattamente l’opposto del DNB, che è un mercato paziente per definizione. Chi chiude prima non incassa il rimborso sul pareggio, incassa quello che il bookmaker offre in quel momento, che è ricalcolato sul margine e quindi quasi sempre inferiore al valore teorico della posizione.
Verdetto. La varietà di formati premia chi costruisce biglietti composti e vuole la possibilità di uscire prima della fine, mentre un giocatore che cerca la singola secca sul DNB e nient’altro troverà qui molta più scelta di quanta ne userà, e nessuna ragione per pagarla.
Eurobet: concessioni multiple e schedine raccolte in un unico posto
Eurobet opera con la concessione ADM n. 16012 per Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, la stessa società che nell’elenco ADM compare anche per Bwin.it e giocodigitale.it — tre siti, tre concessioni, un solo concessionario. È l’esempio più chiaro di come funziona il perimetro delle licenze in Italia.
Con l’app Eurobet si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets. Il catalogo dei tipi di giocata è quello standard del mercato: niente di esotico, tutto quello che serve. La funzione di raccolta storica delle giocatine, invece, è meno banale di quanto sembri. Chi gioca DNB con regolarità ha interesse a verificare quante volte il rimborso sul pareggio è scattato davvero: è l’unico modo per capire, con i propri numeri invece che con le sensazioni, se il prezzo pagato in quota è stato ripagato dalla copertura.
Verdetto. Eurobet è la scelta di chi vuole un catalogo senza sorprese e tiene traccia di quello che ha giocato, e il valore concreto non sta nella lista dei formati ma nella possibilità di rivedere le proprie schedine concluse e farsi un’idea di quanto il DNB gli sia costato sul lungo periodo.
bet365: quote maggiorate e combinazioni pre e live
bet365 detiene la concessione ADM n. 16030 tramite Hillside (New Media Malta) Plc.
L’operatore offre Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live. La struttura è quella di un marchio che punta sulla profondità del listino più che sulla singola iniziativa, e il Bet Builder+ è la parte che interessa chi legge questa pagina: consente di unire più mercati dello stesso evento, e nella pratica permette di accostare un DNB a un mercato di gol o di cartellini.
Una combinazione così fatta ha una conseguenza da tenere presente. Se il DNB finito in parità torna indietro ma l’altra selezione dello stesso evento è persa, il biglietto è perso comunque: il rimborso non si trasferisce alla gamba accanto. Il Bet Builder+ è uno strumento potente e uno strumento che amplifica ogni singola selezione sbagliata.
Sul fronte della tutela, gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. La presenza di un contatto nazionale dentro l’app non è un dettaglio di facciata: è il canale che esiste quando il resto ha già smesso di funzionare.
Verdetto. Con centinaia di mercati maggiorati al giorno, bet365 è l’operatore giusto per chi vuole scegliere il prezzo invece di subirlo, ma chi gioca DNB per prudenza e poi lo infila in un Bet Builder+ sta usando uno strumento di copertura dentro una struttura che la neutralizza.
Goldbet: concessionaria anche di se stessa e mondo virtuale a parte
Goldbet opera con la concessione ADM n. 16009 tramite Goldbet Better Organization Italy S.p.a., nota come GBO Italy. Il nome della società e il nome del marchio coincidono: non è la norma in questo elenco, dove la maggior parte dei siti è intestata a veicoli societari dal nome diverso.
L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Tra i mercati di calcio indicati ci sono 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. La Goldbet League è un campionato di calcio virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema; le Goldbet Racing sono corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti.
Vale la pena fermarsi sulla distinzione fra calcio reale e virtuale, perché è una distinzione che l’ordinamento italiano fa in modo esplicito. Il D.Lgs. 41/2024 definisce le «scommesse su eventi simulati» come eventi sportivi generati dal computer, compresi quelli ippici e di altro tipo, mostrati tramite animazione o tramite un evento reale preregistrato, e le ammette dentro una concessione per le scommesse sportive. Sono quindi legali, ma non sono la stessa cosa di una partita di Serie A, e chi cerca un DNB su un evento reale non lo troverà nel mondo virtuale: lì il formato ha regole proprie.
Verdetto. La doppia anima, calcio reale con un listino di mercati speciali e un ambiente virtuale con partenze ogni cinque minuti, rende Goldbet adatto a chi alterna le due cose sapendo che sono due cose diverse; chi confonde le due finirà per applicare al virtuale le aspettative che ha sul campionato, e resterà deluso.
BetFlag: bonus senza deposito con requisiti stretti e identificazione SPID
BetFlag detiene la concessione ADM n. 16008 tramite Betflag S.p.a.
Il bonus scommesse senza deposito di BetFlag vale 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto: i 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione. Leggete i tre numeri in fila — quota minima 5.00, tre giorni, trenta giorni — e avete davanti la fotografia di un’offerta che sembra gratuita e che è gratuita solo per chi si muove in fretta e gioca in modo aggressivo.
Quella quota minima di 5.00 merita un ragionamento, perché è la parte che quasi nessuno valuta. Un DNB sulla favorita di una partita equilibrata sta normalmente molto sotto quel livello: è un mercato prudente per costruzione, e la prudenza si paga in quota. Per raggiungere 5.00 bisogna salire di rischio, e un DNB da solo su un singolo evento difficilmente ci arriva. L’offerta «senza deposito» spinge quindi il giocatore proprio nella direzione opposta a quella per cui il DNB esiste.
Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. La presenza di SPID e CIE come vie alternative alla registrazione con documento è una comodità reale, e ha una conseguenza pratica: chi si identifica con SPID ha il conto validato subito, mentre chi sceglie la via classica deve completare la verifica entro trenta giorni, altrimenti il conto viene sospeso e i prelievi bloccati.
Verdetto. Il bonus senza deposito di BetFlag vale il tempo che richiede solo a chi gioca già abitualmente quote alte e combinate, mentre chi cerca nel DNB un formato prudente scoprirà che l’offerta di benvenuto lo spinge a tradire la propria logica di gioco per tre giorni di calendario.
Betsson: listino internazionale sotto una concessione intestata ad Azzurri Limited
Betsson opera con la concessione ADM n. 16027, intestata ad Azzurri Limited — la stessa società che nell’elenco compare per StarCasinò con il numero 16026.
L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Il profilo è quello di un listino ampio e internazionale, con il casinò che convive accanto al book nello stesso prodotto: due mondi che nel contesto italiano hanno regole e tutele distinte, e che l’app presenta insieme.
Per chi cerca il DNB, la rilevanza del marchio sta nella profondità della copertura: migliaia di eventi significano più occasioni su cui trovare il formato, anche su campionati che gli operatori più piccoli non quotano affatto. Il rovescio è che la stessa ampiezza rende più difficile orientarsi, e che un mercato prudente in mezzo a migliaia di alternative richiede una disciplina che l’interfaccia non aiuta a mantenere.
Verdetto. La coesistenza di sportsbook e casinò sotto lo stesso tetto è comoda e va letta con attenzione, perché sono due prodotti con due profili di rischio molto diversi: chi entra per il DNB e resta per le slot ha cambiato gioco senza cambiare app, e la concessione non fa distinzioni quando si tratta del proprio portafoglio.
StarCasinò: casinò prima di tutto, sport come reparto interno
StarCasinò detiene la concessione ADM n. 16026 per Azzurri Limited, la stessa concessionaria di Betsson: due marchi, due numeri, un gruppo.
L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Il nome del marchio dichiara la gerarchia: il casinò viene prima, lo sport è un reparto dentro la casa. Non è un giudizio sul prodotto sportivo, è una lettura della struttura.
E proprio qui sta il punto che rende StarCasinò il caso più interessante del gruppo per chi legge questa pagina. Un movimento di ricerca come quello che vi ha portato qui non è il pubblico naturale di un marchio casino-first, e chi ci arriva cercando un DNB deve sapere che sta entrando dalla porta secondaria. Le tipologie di scommessa sportiva sono presenti, gli eventi principali anche, ma non c’è nulla nella descrizione del prodotto che suggerisca una specializzazione sul calcio o sui mercati a copertura.
Verdetto. Chi apre StarCasinò per il DNB e non per il casinò sta usando il prodotto nella direzione in cui il marchio investe di meno, e su questo specifico soggetto le condizioni pubblicate dal brand non offrono elementi su cui basare la scelta: chi cerca la copertura sul pareggio ha davanti a sé nove altri nomi in questo confronto.
Planetwin365: streaming e palinsesto quotidiano multisport
Planetwin365 opera con la concessione ADM n. 16007 tramite Pwo S.p.a.
L’operatore offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. È il marchio che, nella descrizione del proprio prodotto, mette più chiaramente in primo piano la visione dell’evento invece della sola quotazione — e il dettaglio degli sport minori dice il resto: tennis tavolo e pallavolo non sono sport da grande pubblico italiano, sono sport da appassionati, e chi li copre con streaming ha in mente una platea specifica.
Il collegamento con il DNB è più stretto di quanto paia. Il formato si applica anche al basket, dove il pareggio nei tempi regolamentari è tutt’altro che raro, e la copertura in diretta streaming permette di seguire la partita sapendo in ogni momento quanto il rimborso sia vicino. Su un mercato dove il segno X non si può giocare, vedere l’evento cambia il rapporto con il biglietto: non si aspetta il risultato, lo si guarda arrivare.
Chi cerca calcio e null’altro troverà qui un palinsesto che parla anche di altro.
Verdetto. Lo streaming quotidiano su sport che gli altri trattano di sfuggita è il vero motivo per aprire un conto da Planetwin365, e vale soprattutto per chi gioca mercati a copertura su basket e pallavolo, dove la finestra del rimborso è più difficile da intuire senza vedere la partita.
NetWin: requisiti di rigioco pesanti e poche concessioni
NetWin detiene la concessione ADM n. 16035 tramite Netwin Italia S.p.a.
Per sbloccare il bonus Sport-50 NetWin chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00; sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo. Mettete in fila le condizioni e avete il ritratto di un’offerta che chiede molto: tre eventi per biglietto, quota minima 2.00 su ciascuno, quota totale almeno 10.00, sette giorni, e quattro categorie di giocate escluse.
Il requisito di rigioco è di 3 volte il deposito, un multiplo che in sé non è il più aggressivo del mercato, ma il collo di bottiglia qui non è il numero, sono le condizioni di forma. Un DNB su un evento equilibrato raramente arriva a 2.00: sta sotto, per costruzione. Per centrare il requisito bisogna quindi giocare mercati diversi, multiple di tre eventi con almeno un lato generoso ciascuna, e farlo dentro una settimana. Chi gioca prudente non arriva in fondo.
La clausola sull’esclusione delle scommesse con cash out attivo è la più stringente, e ha una logica che vale la pena riconoscere: un cash out chiude la posizione prima della fine, e un operatore che sta aspettando un volume di giocate non vuole posizioni che si chiudono presto. C’è un’ironia nel fatto che il marchio escluda dal bonus una funzione che altri mettono in vetrina come vantaggio principale.
Verdetto. Requisiti di questo tipo selezionano il pubblico per stile di gioco, non per disponibilità economica: chi punta singole prudenti su mercati a copertura non riuscirà a sbloccare l’offerta, e capirlo prima vale più di qualsiasi tentativo.
Chi può offrire scommesse in Italia e chi non può
Il quadro è più semplice di quanto la quantità di sigle faccia pensare, ma ha una piega che quasi nessuno immagina.
L’autorità è ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che nel mercato continua a essere chiamata AAMS. La norma di riferimento è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, sul riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze italiane non sono licenze aperte: sono «concessioni» assegnate con gara pubblica.
L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; i giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; e il bingo. Sotto l’art. 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo, e i requisiti includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5). Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3).
Tre dettagli di questa architettura contano più della sua architettura.
La concessione è legata al singolo sito. Nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto al 25 ottobre 2026, ci sono 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. Una stessa società può comparirne con più righe: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. Chi verifica se un bookmaker è autorizzato deve quindi controllare il codice del sito che sta usando, non il nome del gruppo.
L’elenco non dice cosa quel sito offre. Come già osservato, la lista non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker, ai giochi di abilità, al casino, all’exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. Un nome sull’elenco è un diritto, non un catalogo: che quel marchio proponga davvero un palinsesto sportivo lo mostra il suo sito.
L’elenco non è il mercato. Un marchio assente dalle carte di questo confronto non è per questo un marchio senza concessione: altri concessionari esistono oltre ai dieci trattati qui, e le due cose non vanno confuse. Sul fronte opposto, al 25 ottobre 2026 alcuni nomi molto cercati non compaiono fra le 52 righe — Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non risultano autorizzati per il mercato italiano.
Il palinsesto: il libro che decide cosa esiste
C’è un passaggio che nessun giocatore legge e che determina tutto quello che può trovare sulla schedina. L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e dei tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa può essere accettata solo su eventi compresi nel palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner come riportano le testate di settore.
Il DNB, quindi, non esiste per decreto. Esiste perché un concessionario lo mette nel proprio programma e ADM lo approva. È una sottigliezza che ha una conseguenza concreta: quando cercate il formato su un bookmaker e non lo trovate, non state davanti a un’omissione dell’operatore, state davanti al perimetro di ciò che è approvato. Quali sport e quali tipi di scommessa stiano nel palinsesto è materia che cambia nel tempo, e la fonte da guardare è il listino dell’operatore, giorno per giorno.
Le regole che riguardano la vostra identificazione
Aprire un conto di gioco non è come iscriversi a una newsletter, e la differenza sta in una scadenza precisa.
Un conto di gioco richiede l’identificazione completa del titolare. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento, oppure tramite SPID; Goldbet consente anche l’accesso tramite CIE attraverso un fornitore SPID, e BetFlag rimanda alle procedure con SPID e CIE accanto alla registrazione classica. Senza SPID il conto deve essere validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori.
La conseguenza pratica è tutta qui: chi sceglie la via tradizionale ha trenta giorni per completare la verifica, e chi non lo fa scopre che il problema non è depositare ma prelevare. Un conto sospeso accetta ancora le giocate e non lascia uscire le vincite, ed è la configurazione meno simpatetica che un sistema possa assumere. Il modo per non trovarcisi è banale — caricare il documento subito invece che «domani» — e proprio per questo viene rimandato da quasi tutti.
La verifica dell’età è parte del pacchetto. L’art. 3, comma 1, lett. a) pone la «tutela dei minori di età» fra i principi del settore, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. È una soglia secca, senza eccezioni per il gioco occasionale.
I limiti che vi riguardano davvero, e come si comportano nel tempo
Qui il quadro italiano si fa più interessante di quello di quasi ogni altro mercato europeo, perché il legislatore ha scelto la strada della scelta individuale invece del divieto.
L’art. 15, comma 1 prevede una serie di strumenti: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un determinato periodo, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale al momento dell’iscrizione, un abbassamento che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare un limite.
La cosa da capire è la forma di questo meccanismo, non la sua presenza. Un limite di deposito che si abbassa immediatamente e si rialza dopo una settimana è una porta che si chiude in un secondo e si riapre in sette giorni. Non protegge dal primo impulso in modo diretto: protegge dal secondo, quello che arriva dopo che il primo è stato eseguito e la testa ha avuto il tempo di raffreddarsi. Chi ha mai provato a ridurre un limite di spesa sa quanto sia semplice: due clic. Chi ha provato a rialzarlo sa che la settimana è lunga.
C’è poi una precisazione che riguarda il DNB in modo specifico. Non esiste un tetto statutario in euro alle puntate sulle scommesse sportive: gli strumenti vincolanti sono gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito scelto in registrazione. Il limite riguarda quanto entra nel conto, non quanto si gioca per singola scommessa. Un giocatore con un limite di deposito settimanale modesto può comunque giocare puntate alte se il saldo gli permette di farlo: sono due leve diverse, e confonderle porta a sottovalutare quanto si è esposti.
L’autoesclusione e il registro che la rende reale
Il tassello che rende tutto questo non negoziabile è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018. L’iscrizione blocca l’accesso a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e alle sale fisiche sul territorio.
L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che il giocatore stesso sceglie. Una nota di settore riporta che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026. La scala temporale sta nei contratti: come visto, le condizioni di Admiralbet prevedono periodi di 30, 60 o 90 giorni, o a tempo indeterminato, con l’estensione da 7 a 270 giorni dal 1° febbraio 2026 e la revoca possibile dopo 9 mesi per la forma indeterminata.
C’è un confine esatto che conviene tenere bene a mente. I siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un operatore offshore non è protetto da nulla, e non per una svista: quel sistema non prevede di ricevere il segnale. Chi entra nel registro e poi cerca un’alternativa fuori dalla lista autorizzata ha disattivato l’unico strumento strutturale che aveva, e l’ha fatto con una ricerca su internet.
L’obbligo di informazione che paga il concessionario
Il conto di questi strumenti non lo paga il giocatore. L’art. 15, comma 2 prevede che ogni concessionario spenda lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne di informazione o comunicazione responsabile su temi definiti da una commissione governativa.
La cifra è una piccola parte del problema che affronta, e va letta come tale. È un impegno formalizzato e verificabile, in una materia dove quasi tutto il resto è volontario o affidato al buon senso dell’operatore. Non è la soluzione, è la contabilità della soluzione.
Giochi vietati, siti bloccati e perché il .com non è una scorciatoia
Si arriva al capitolo che riguarda direttamente chi digita una ricerca come questa e trova, fra i primi risultati, siti che non hanno nulla a che fare con la lista ADM.
Offrire gioco a giocatori in Italia senza una concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui viene inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di servizi internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.
Il blocco funziona a livello DNS e alcuni fornitori di connettività sono più lenti di altri a recepirlo. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo quanto riportato dalle testate di settore, con riferimento all’ordine del 24 settembre 2025, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono da decine a centinaia di domini per volta. I mirror ricompaiono in poche ore. In una parola, i siti vengono «oscurati» — e l’oscurità, come tutte le cose informatiche, non è mai definitiva.
La conseguenza penale per il giocatore
Qui si tocca il punto che distingue la posizione italiana da quella di molti altri paesi, e va scritto con precisione perché è la parte che si tende a raccontare male.
La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, all’art. 4, come ADM stesso la riporta il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per i soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero. Nella stessa citazione ADM aggiunge che anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
È la regola sul versante del giocatore, nella formulazione dell’autorità. Non è un avvertimento generico sui rischi del gioco: è una norma penale che riguarda la scelta del bookmaker. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti effettivamente instaurati contro singoli giocatori non risultano, e questo è il punto: la sanzione esiste ed è scritta, il resto non è dato sapere. Chi decide dove aprire il conto sta decidendo anche questo.
Sul versante degli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando vengono accettate all’estero.
Il confronto onesto fra due mondi
Un concessionario ADM porta con sé quattro cose concrete che un marchio offshore non ha. Primo: l’iscrizione al RUA, quindi una protezione strutturale quando il giocatore decide di smettere. Secondo: la vigilanza di ADM, con un’autorità italiana che risponde. Terzo: gli strumenti obbligatori di limite e autoesclusione previsti dall’art. 15. Quarto: un foro italiano, nel caso in cui nasca una controversia.
Un marchio .com senza concessione non porta nessuna di queste quattro cose. Porta, invece, la probabilità di essere bloccato a livello DNS — con tutte le complicazioni che un blocco comporta quando ci sono soldi dentro — e, nella formulazione di ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. La zona offshore è descritta come non protetta, e le licenze straniere che questi siti esibiscono non hanno alcun valore in Italia.
C’è un’ultima piega della normativa che merita attenzione, ed è quella che sfugge a chi crede che il problema sia solo dei siti illegali. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. La sua entrata in vigore non è confermata. Se arriverà, il muro non sarà più il DNS ma il conto corrente — e a quel punto non si tratterà di trovare un mirror, si tratterà di non poter depositare affatto.
Quanto costa un bonus: il conto che nessuno fa
Un bonus di benvenuto è denaro condizionato, e le condizioni si pagano in giocate. Nel mercato italiano nessun tetto statutario limita l’importo di un bonus né il suo requisito di rigioco: quello che un’operatore vi offre è quello che le sue condizioni scrivono, e sta a voi leggerlo.
Prendiamo il requisito di NetWin, che è quello documentato con maggiore precisione: per sbloccare il bonus Sport-50 serve un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00, con esclusione di sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo.
Il numero che salta all’occhio è il 3. Un requisito di rigioco di tre volte il deposito è, per gli standard del mercato, un multiplo tutt’altro che proibitivo: se ne vedono di molto più alti. Ma il fattore di rigioco non è la condizione più costosa di questa offerta, ed è qui che il conto cambia.
Un bonus va sbloccato giocando, e ogni giocata lascia al bookmaker la propria parte. A un margine tipico di un mercato a due esiti — quello che sul nostro esempio illustrativo a 1,90 e 1,90 si aggira intorno al 5 % — il costo medio atteso di far girare una somma è quella somma moltiplicata per il margine. È una stima statistica, non una previsione: su una singola giocata si può vincere, e su molte giocate il margine lavora con regolarità.
La decisione pratica che ne esce è sempre la stessa, e non riguarda i bonus in sé: prima di accettare un’offerta, moltiplicate il volume di giocate che vi chiede per il margine del mercato su cui dovrete giocarlo. Se il risultato si avvicina a quello che il bonus vale, l’offerta non è un guadagno, è un anticipo sulle vostre giocate future. E se le condizioni di forma — quota minima per evento, numero di eventi per biglietto, divieto di cash out — vi costringono su mercati a margine più alto di quello che giochereste spontaneamente, il conto peggiora di un altro giro.
Le condizioni raccontano più del numero. Un multiplo di 3 con sette giorni e multiple da tre eventi è un’offerta costruita attorno a un giocatore che gioca tanto e in fretta. Chi ha un profilo diverso non sta rifiutando il bonus: sta guardando un’offerta che non è stata scritta per lui. E la scelta di escludere le scommesse con cash out attivo dice qualcosa di preciso su cosa l’operatore considera un giocatore utile.
Un requisito di rigioco si legge insieme alla forma delle giocate ammesse, mai da solo. Il numero senza le condizioni è pubblicità.
Le tasse sulle vincite: chi paga, e cosa cambia per voi
La domanda è semplice e la risposta in Italia sorprende chi arriva da altri mercati: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate.
Il meccanismo sta nel fatto che l’imposta è a carico del concessionario. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dal D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se incassata sulla rete fisica e 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre prima erano al 43 % e al 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’ammontare incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non risulta.
Sul giocatore, la posizione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026 è che le vincite sono «tassate alla fonte»: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione giornalistica, non un documento dell’amministrazione finanziaria, e vale la pena dirlo: su una materia del genere la risposta affidabile passa da un commercialista, non da una pagina web.
C’è un secondo caso, che è quello che si apre quando si gioca fuori dalla lista autorizzata. Le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri seguono un trattamento diverso: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le considera «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili sotto l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. La lettura pratica è che non c’è ritenuta alla fonte e che il contribuente dovrebbe dichiarare l’importo nel Modello Redditi PF o nel 730. Quale aliquota IRPEF venga applicata non risulta. In sintesi: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Il punto da portare via è la simmetria fra i due mondi. Chi gioca con un concessionario italiano non pensa alle tasse perché non deve pensarci: la partita si chiude dentro il sistema. Chi gioca su un .com non autorizzato acquista un problema che non è solo la possibilità di essere bloccato, è anche la necessità di ricostruire un reddito e dichiararlo. Un bookmaker senza concessione non è un bookmaker senza conseguenze.
Mettere un limite prima di aprire il conto
Il gioco responsabile, in Italia, non è una sezione nel footer. È una serie di obblighi scritti in una legge, e questo cambia il modo in cui conviene affrontarli.
Gli strumenti esistono e sono obbligatori: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti di deposito su base giornaliera, settimanale e mensile fissati in base all’età e al comportamento, secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; autoesclusione anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, rende l’autoesclusione efficace su tutte le piattaforme online autorizzate in Italia e sulle sale fisiche.
Il momento in cui tutto questo funziona è quello in cui non serve ancora. Un limite impostato in registrazione — come chiede AdmiralBet per ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile — vale più di dieci limiti impostati dopo una brutta serata, perché nel secondo caso la decisione la sta prendendo la persona che il limite dovrebbe contenere.
C’è un aspetto tecnico che ha un valore pratico superiore a qualsiasi buona intenzione. Un abbassamento di limite ha effetto immediato, un rialzo richiede sette giorni. Il sistema è costruito per fare in modo che il giocatore prudente non debba litigare con se stesso, e che il giocatore impulsivo incontri un ostacolo sulla strada del ritorno. Ognuno di quei sette giorni è un’occasione per non fare la cosa che si stava per fare.
Per i residenti in Italia esiste un canale nazionale dedicato: il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, indicato fra gli strumenti di gioco responsabile di bet365. Un numero non risolve un problema di gioco, ma è il modo per parlarne con qualcuno che non ci guadagna nulla, e in Italia quel numero esiste, è pubblicizzato dagli operatori e non costa nulla comporlo.
E vale l’avvertenza già vista, perché è la più importante di questa pagina: gli strumenti sopra esistono solo sui siti con concessione. Un autoescluso che cerca un .com non ha strumenti, non ha registro, non ha canale di contatto obbligatorio. La protezione non è una proprietà del gioco, è una proprietà del sistema in cui si gioca.
Domande frequenti su scommesse con draw no bet e concessioni
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che al 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un solo sito .it. L’operatore deve riportare il proprio numero di concessione e la società concessionaria nelle condizioni pubblicate sul sito.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata quando la scommessa è stata piazzata. Giocando 10 € a quota 1,85, il ritorno è 18,50 € e il profitto netto 8,50 €. Nelle scommesse combinate le quote delle singole selezioni si moltiplicano fra loro in un unico prezzo.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato e si eleva il risultato a denominatore di uno. Su un mercato illustrativo a due vie con 1,90 e 1,90, la somma degli inversi è circa 1,0526 e il payout si aggira intorno al 95 %, con un margine attorno al 5 %.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore, secondo protocolli approvati da ADM. In registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile: abbassarlo ha effetto immediato, aumentarlo richiede sette giorni.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore, perché l’imposta è a carico del concessionario: 24,5 % a distanza sulla differenza fra puntate e vincite. La dichiarazione non è dovuta. Per una posizione personale la risposta affidabile arriva da un commercialista, non da una pagina web.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Un marchio offshore non è collegato al RUA, non ha la vigilanza ADM, non offre gli strumenti obbligatori dell’art. 15 e non dà un foro italiano. È soggetto all’oscuramento DNS, e ADM dichiara che anche il partecipante a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Mercati, regole e glossario – Migliore App
Contenuto creato dal team «Migliore App»
