Ante-post scommesse 2026, dalla quota alla concessione: come si sceglie un bookmaker
La scommessa ante-post è quella che si gioca con largo anticipo, quando il palinsesto dell’evento non è ancora chiuso e la quota non ha ancora assorbito le informazioni che arriveranno: formazioni, infortuni, sorteggi, calendario. Chi la piazza compra un prezzo in un momento in cui il mercato sa poco, e per questo paga meno di quanto pagherebbe alla vigilia. Chi la offre incassa la differenza tra quel prezzo e quello che il mercato vale davvero quando si sarà chiarito. In mezzo ci sta tutto quello che conta in questa pagina: dove conviene giocare, a quali condizioni, e con quale bookmaker il conto vi costerà meno di quanto vi renderà in tranquillità.

Il mercato italiano rende la scelta più stretta di quanto sembri, ma anche più leggibile. Un bookmaker che accetta giocatori in Italia ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e la gestisce su un proprio sito .it. Non è un permesso europeo, non è una licenza straniera riconosciuta: è un titolo italiano, concesso per singolo sito, con un numero e un concessionario scritti nei termini e condizioni di ogni operatore. Attorno a quella concessione sta un impianto di regole che tocca il portafoglio di chi gioca — un limite di deposito scelto in registrazione, il Registro Unico degli Autoesclusi, l’imposta unica pagata dall’operatore e non dal giocatore, il divieto di pubblicità del Decreto Dignità — e che non si trova altrove.
I dati di questa pagina sono aggiornati a 31 Ottobre 2026 e le informazioni sulle concessioni sono state confrontate con l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM.
Come funziona una scommessa ante-post: dal palinsesto alla quota congelata
Il punto di partenza non è la partita. È il palinsesto. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 definisce il «palinsesto» come il programma degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e delle tipologie di giocate predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro quel programma approvato. Questo dettaglio sembra burocratico e invece spiega molto: gli eventi vengono autorizzati uno per uno, e ADM li aggiunge singolarmente. A settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Un torneo che sulla carta esiste da mesi può quindi non essere ancora scommettibile, non perché il bookmaker non lo voglia, ma perché non è nel palinsesto approvato.
Il regolamento della scommessa ante-post non è un documento separato che il giocatore firma. È la somma di tre cose: cosa dice il palinsesto approvato, cosa dicono i termini del concessionario e cosa dice il mercato. La prima stabilisce quali eventi esistono; la seconda stabilisce cosa succede se un evento salta, se un atleta si ritira, se la manifestazione si sposta; la terza stabilisce il prezzo. Chi non ha mai letto le condizioni di un ante-post si meraviglia quasi sempre per la stessa cosa: il rinvio. Una partita spostata di ventiquattr’ore non annulla automaticamente la giocata, e non la annulla nemmeno una settimana di ritardo, a meno che le condizioni non dicano il contrario. Vale la pena leggerle prima, non dopo.
C’è poi la questione del significato. Nella lingua dei bookmaker l’ante-post non è una tipologia di giocata come la singola, la multipla o il sistema: è una finestra temporale. La giocata resta una singola, con la stessa quota fissa, la stessa disciplina del risultato e lo stesso trattamento in caso di evento annullato. Cambia il momento in cui la si prende e cambia il grado di incertezza che quel prezzo incorpora. Chiamarla «tipo di scommessa» fa perdere di vista l’unica variabile che conta davvero: quanto tempo il mercato ha avuto per correggersi prima che voi compraste.
Sul rimborso c’è la confusione maggiore, e vale la pena scioglierla con precisione. Il rimborso di una scommessa ante-post non è una regola unica valida per tutti: è quello che scrivono i termini del singolo concessionario per il singolo caso. Un evento cancellato, un mercato chiuso in anticipo, un partecipante ritirato prima del via sono situazioni diverse, e i tre esiti possibili — quota annullata con restituzione della puntata, quota ridefinita, mercato liquidato comunque — dipendono da come l’operatore ha scritto la clausola. Non esiste una casella «rimborso ante-post» nell’ordinamento italiano. Esiste la libertà contrattuale dell’operatore, dentro il quadro della concessione.
Il meccanismo della quota, invece, è aritmetica pura e conviene guardarlo da vicino, perché è lì che si nasconde il costo di ogni giocata.
Cosa succede davvero quando la quota è 1,90 contro 1,90
Prendete un mercato a due esiti — testa o croce, supplementari o no, qualunque cosa che non ammetta il pareggio — e immaginate che i due prezzi siano 1,90 e 1,90. Sembra un mercato equilibrato, e in effetti lo è nelle intenzioni: il bookmaker vi sta dicendo che i due esiti si equivalgono, ma non sta dicendo che si equivalgono al cento per cento. La quota è quello che vi paga, non quello che l’evento vale.
L’aritmetica è questa. Con due esiti a 1,90, la somma degli inversi delle quote — 1 diviso 1,90 più 1 diviso 1,90 — fa 1,0526. Il reciproco di quel numero, cioè la quota che il mercato pagherebbe se non ci fosse alcun margine, è 0,95: il mercato restituisce il 95 % di quanto raccoglie. Il margine del bookmaker è quel 5 % che manca per arrivare a cento. Detta in modo più diretto: su cento euro puntati in quel mercato, il bookmaker ne restituisce in media novantacinque e ne trattiene cinque, qualunque cosa succeda sul campo.
Questo è il numero che nessun altro numero della pagina cancella. Il bonus di benvenuto è simpatico finché non lo confrontate con il margine, perché è il margine che decide quanto vi costa far girare il bonus. Un’offerta generosa su un bookmaker con margini del 7 % vi costa più di un’offerta magra su uno con margini del 4 %. La pubblicità non lo dice mai; l’aritmetica sì, e questa pagina la usa come unità di misura per tutto il resto.
Vale la pena essere precisi sul margine e sulla sua variabilità, perché è il terreno su cui si costruiscono le classifiche gonfiate. In un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90, il margine è del 5 %. Con un 1,95 e un 1,90 — cioè con il bookmaker che sbilancia leggermente i prezzi — la somma degli inversi scende a 1,039, la quota di ritorno sale al 96,2 % e il margine si riduce a circa il 3,8 %. Con un 1,85 e un 1,85 il margine risale al 8,1 %. Il margine non è una proprietà del bookmaker: è una proprietà del mercato, dell’evento e del momento in cui guardate. Sul 1X2 della Serie A un operatore può stare al 5 % e su un mercato dei marcatori dello stesso match al 12 %. Chi vi dice che «il bookmaker X ha il margine più basso» vi sta dicendo una cosa che può essere vera oggi su un mercato e falsa domani su quello che vi interessa.
Per leggere il margine da soli non serve un software. Basta prendere le quote di tutti gli esiti di un mercato — non solo i due che vi interessano — dividere 1 per ciascuna, sommare i risultati e guardare quanto quella somma supera 1. Se supera 1 di cinque centesimi, il margine è del 5 %. Se la supera di dodici, è del 12 %, e quel mercato sta pagando molto meno di quanto sembri. È un conto da dieci secondi che vale più di qualunque comparatore automatico, perché nessun comparatore vi dirà mai su quale mercato la differenza si fa sentire.
Il calcolo di questa pagina è una stima statistica: è una media su molte giocate nelle condizioni indicate, non un risultato garantito per la singola scommessa che state per piazzare. Nessuna formula dice chi vince la partita.
In quali mercati ha senso comprare in anticipo
Un ante-post è una scommessa sulla lentezza del mercato. Conviene comprarlo dove il prezzo si muove lentamente e sbaglia grosso, e conviene evitarlo dove il prezzo è già tutto nelle mani di gente che sa più di voi.
I mercati dove il vantaggio esiste sono quelli con un solo numero da azzeccare e molte opinioni prima che i fatti arrivino: chi vince il campionato, chi si qualifica, chi arriva ultimo, chi sale dalla Serie B, chi vince il girone. Lì il prezzo incorpora aspettative e le aspettative si correggono a ondate. I mercati dove il vantaggio si assottiglia sono quelli che dipendono da informazioni che circolano in fretta — le formazioni, gli infortuni dell’ultimo allenamento, le condizioni del campo — dove il tempo gioca contro di voi perché nell’ultima settimana il mercato è più informato di voi, non meno.
C’è una conseguenza pratica che pochi mettono a fuoco. La liquidità. Un ante-post su un evento lontano si piazza su un mercato sottile, e i mercati sottili sono quelli dove il margine si allarga e i limiti di puntata si stringono. Non è una regola scritta da nessuno: è il modo in cui un bookmaker si protegge dal rischio di non sapere ancora abbastanza. Se state pensando a una puntata sopra la media, l’ante-post di lungo periodo è spesso il posto peggiore per piazzarla, e la stessa giocata a dieci giorni dall’evento vi farà trovare un mercato più profondo.
C’è anche il costo di opportunità, che sui mercati molto anticipati è la voce nascosta più grossa. Il capitale che mettete su un ante-post a marzo è fermo fino a luglio, e quella somma non è disponibile per altro. Non è una ragione per non giocarla, ma è una ragione per non giocarla con tutto quello che avete in conto. Chi punta il conto intero a marzo per una finale di maggio ha smesso di fare il giocatore e ha iniziato a fare il depositante di un’obbligazione senza cedola.
Quali sono i migliori bookmaker per le ante-post in Italia: dieci concessionari a confronto
Le dieci piattaforme di questa lista hanno una cosa in comune che le mette tutte sullo stesso piano di partenza: ognuna è un sito autorizzato al gioco a distanza, con un numero di concessione e una società concessionaria scritti nei propri termini. Non è una classifica e non è un consiglio. È un confronto tra concessionari sui fatti che ognuno pubblica.
Prima di guardare i nomi, però, va detto cosa non significa stare in questo elenco. La concessione è rilasciata per sito, non per azienda, e una stessa società può gestirne diversi: il caso più chiaro è quello di Eurobet, che nella lista ADM compare con Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Il numero di concessione non dice nulla, da solo, su quali giochi quel sito offra: l’elenco pubblicato da ADM non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di casinò, all’exchange e al bingo. Un nome sull’elenco, quindi, non dimostra di per sé che ci sia un bookmaker sportivo dietro. Quello lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore. E un posto in un confronto, per quanto ben fatto, non è una concessione.
| Brand | Numero di concessione ADM e concessionario | Cosa dicono i termini del gestore sul gioco in Italia |
|---|---|---|
| Goldbet | ADM n. 16009 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Site .it proprio; l’app copre schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport |
| Eurobet | ADM n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Site .it proprio; singole, multiple e sistemi, con schedine raccolte nella pagina My Bets e depositi e prelievi gestiti dall’app |
| SNAI | ADM n. 16032 — Snaitech Spa | Site .it proprio; singole, multiple e sistemi, con Cash Out e My Combo |
| Sisal | ADM n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. | Site .it proprio; oltre 1.000 eventi al giorno, più di 15.000 eventi live e diretta streaming gratuita |
| NetWin | ADM n. 16035 — Netwin Italia S.p.a. | Site .it proprio; offerta Sport-50 riservata ai nuovi giocatori con conto verificato |
| Betsson | ADM n. 16027 — Azzurri Limited | Site .it proprio; pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| AdmiralBet | ADM n. 16048 — Admiral Bet S.r.l. | Site .it proprio; in registrazione chiede limiti di ricarica, di spesa e di tempo di gioco, con autoesclusione da 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato |
| Betfair | ADM n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. | Site .it proprio; Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo a quote maggiorate |
| bet365 | ADM n. 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc | Site .it proprio; Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, con pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione |
| Lottomatica | ADM n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Site .it proprio; Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming |
La prima cosa che salta all’occhio è che due righe della tabella portano lo stesso concessionario: Goldbet e Lottomatica sono entrambe Goldbet Better Organization Italy. Chi pensa che aprire un conto su due siti diversi significhi distribuire il rischio su due aziende diverse si sbaglia due volte, perché la concessione è per sito ma il concessionario è lo stesso, e i limiti di deposito che ADM fissa nel bando ricadono su quella società. È un dettaglio che nessuna pagina promozionale mette in evidenza, e che invece dovrebbe entrare nel calcolo di chi apre il secondo conto per «diversificare».
La seconda cosa è che la tabella non vi dice chi ha le quote migliori, e non potrebbe. Le quote ante-post di uno stesso evento variano con il mercato, con il momento e con la tipologia di giocata, e un numero stampato qui sarebbe vecchio prima di essere letto. Quello che potete fare è guardare il margine da soli, mercato per mercato e partita per partita, con il conto da dieci secondi descritto sopra. Il resto — interfaccia, palinsesto, rapidità del prelievo, assistenza — è la parte che nessuna tabella restituisce e che decidete voi.
La terza cosa riguarda la colonna più interessante e più fragile: cosa i termini del gestore dicono sul gioco, e quindi sui controlli. Le righe disponibili qui sotto mostrano due atteggiamenti diversi. Alcuni operatori espongono limiti e blocchi direttamente nei propri termini — è il caso di AdmiralBet, che li chiede in registrazione, e di bet365, che li elenca tra i propri strumenti. Altri non specificano tali strumenti, concentrandosi invece su palinsesto, mercati e funzionalità del conto. Non è una differenza di legalità: tutti e dieci stanno sullo stesso elenco. È una differenza di trasparenza, e la trasparenza è un criterio di scelta come il margine.
Fondamenti, panoramica e meccanismo dell’ante-post: da dove viene il prezzo
Un prezzo ante-post non nasce dal nulla. Nasce da una stima, da un modello e da un mercato, e il giocatore italiano che vuole ragionare sulla propria scelta deve sapere quali di queste tre cose sta comprando.
Il prezzo è una probabilità travestita. La quota 2,00 dice che il bookmaker considera l’esito probabile al cinquanta per cento nel mondo in cui non ci fosse margine; la quota 1,50 dice due terzi. Nessuna delle due è una previsione, perché il bookmaker non vi dice cosa succederà: vi dice a quali condizioni è disposto a scommettere. La differenza tra i due piani — quello delle probabilità e quello dei prezzi — è esattamente dove sta il margine, ed è la ragione per cui due operatori possono avere ragione entrambi e pagare cifre diverse.
Da qui escono le tre vie che il giocatore italiano ha davanti, e sono tre scelte, non tre gradi di qualità.
La prima via è quella del concessionario con il marchio generalista. Palinsesto enorme, sport e mercati in quantità, conto unico che serve anche per il casinò, app con cash out e streaming. Costo: un margine che raramente è il più basso del mercato, perché la comodità si paga. È la via di chi gioca per seguire gli eventi, mescola tipologie di giocata, vuole streaming e cash out nello stesso posto e non sta a rincorrere il decimo di quota.
La seconda via è quella dell’operatore che costruisce la propria identità su un prodotto particolare. Un exchange, un’offerta dedicata al calcio, un palinsesto di virtuali e ippica molto ampio, un sistema di quote che punta su mercati combinati. Costo: un catalogo più stretto, a volte un conto separato, e la necessità di capire come funzionano quei mercati prima di giocarli. È la via di chi sa già cosa cerca.
La terza via è quella della rete di punti vendita, che in Italia non è un dettaglio del passato. Un conto che si ricarica in tabaccheria o in ricevitoria, una schedina giocata allo sportello e scansionata dall’app per conoscerne l’esito, la possibilità di prenotare una giocata dal telefono e giocarla in negozio. Costo: un’esperienza ibrida, con orari che sono quelli del punto vendita e non quelli di internet. È la via di chi non vuole una carta di credito legata all’intrattenimento, o di chi preferisce un rapporto fisico.
Attorno alle tre vie sta la parte che vale per tutte, e che nessuna comunicazione mette al centro: il margine non è l’unico costo. Ci sono le condizioni per incassare, i tempi del prelievo, i limiti di puntata sui mercati sottili, e — per i bonus — i requisiti di puntata che trasformano un regalo in un compito. Un bookmaker con margine basso e un prelievo che si blocca è più caro di un bookmaker con margine alto che paga in giornata.
Quanto costa davvero comprare una quota in anticipo
Il costo di una scommessa ante-post non è la puntata. È la differenza tra il prezzo che avete pagato e il prezzo che l’evento valeva davvero, moltiplicata per la probabilità che avevate di trovare quel prezzo. Su cento euro puntati in un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90, il ritorno medio è di novantacinque euro e il costo medio è di cinque: è il margine del 5 % che abbiamo calcolato sopra, e vale tanto nell’ante-post quanto in una giocata live.
Il punto è che nell’ante-post il margine non è l’unica variabile sotto il vostro controllo, perché avete anche scelto il momento. Se comprate a marzo una quota che a maggio vale tre punti percentuali in meno di probabilità, avete aggiunto al margine del bookmaker un errore di valutazione che è vostro. È il modo più comune di perdere denaro in questo mercato, e non c’entra nulla con la sfortuna: c’entra con l’aver comprato prima di sapere abbastanza.
Normativa e vigilanza: cosa significa avere una concessione ADM
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è il regolatore, e nell’uso corrente del mercato la si trova ancora scritta come «ADM (ex AAMS)». Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze sono «concessioni», attribuite con gara pubblica e non rilasciate a chi le chiede: non è un titolo che si compra a sportello, è un titolo che si vince.

L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; i totalizzatori sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè l’exchange; il bingo. Un concessionario può detenere più di uno di questi diritti, in qualunque combinazione, ed è esattamente per questo che l’elenco ADM non vi dice se un sito ha un bookmaker sportivo: quella colonna non esiste, e non è una dimenticanza.
L’art. 6, comma 3 fissa la durata: i vincitori della gara possono gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. I requisiti includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nel bando (art. 6, comma 5); i termini della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3). La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, consultato il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it.
A cosa serve verificare una concessione, e come si fa
Il test è più semplice di quanto ci si aspetti e non richiede nessuna competenza tecnica. ADM pubblica l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, e ogni riga porta un codice e un sito. Cercate il nome del bookmaker in quell’elenco. Se c’è, ha una concessione italiana; se non c’è, non ce l’ha, e nessuna licenza straniera lo mette a posto.
Ma l’elenco da solo non basta, e questo è il punto che quasi tutte le guide salta. Il codice di concessione è legato a un sito, e il nome che compare nella riga è spesso quello della società e non quello del marchio: la concessione di Bwin è di Eurobet Italia S.r.l., quella di Lottomatica è di Goldbet Better Organization Italy, quelle di Betsson e Starcasino sono di Azzurri Limited. Un lettore che cerca «bwin» nell’elenco e non lo trova ha concluso la cosa sbagliata. Si cerca il sito, e si legge la società.
Il secondo passaggio è nell’operatore stesso: i concessionari indicano il proprio numero di concessione e la propria società nei termini e condizioni. È lì che si verifica, con due dati che devono coincidere con l’elenco. Un numero che non corrisponde, o l’assenza del numero, è un segnale che vale più di qualunque sigillo grafico.
Non tutti i marchi noti stanno nell’elenco. Al 25 ottobre 2026 Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe, e la cosa vale la pena di essere detta senza giri di parole perché questi nomi arrivano spesso primi nei risultati di ricerca. Un marchio internazionale molto pubblicizzato è, in Italia, un sito senza concessione, e questo cambia tutto quello che viene dopo.
Il divieto di pubblicità e l’offerta irregolare
Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024 con parole che non lasciano spazio: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni, le affissioni e internet. A vigilare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio marchio (art. 3, lett. m e art. 15, comma 3).
Vale la pena seguire la cronaca di questa norma, perché è più movimentata di quanto la sua formulazione suggerisca. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025 il TAR Lazio ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità della notifica). Una proposta — un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni — non è diventata legge, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Una cosa che il divieto non tocca è l’esistenza dei bonus. Vieta la pubblicità, non il bonus: non esiste un tetto di legge all’importo e non esiste un tetto ai requisiti di puntata, quindi importi, giocata minima e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore e da nient’altro. Quando leggete condizioni di bonus, state leggendo un contratto privato, non una regola pubblica.
Sull’offerta irregolare la posizione italiana è dura e conviene conoscerla esattamente. Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e quella dei siti con accesso inibito, entrambe pubbliche sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.
Il blocco funziona a livello DNS e qualche provider è più lento di altri: un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, mentre i mirror ricompaiono in poche ore. Il risultato, nella parola che si legge nei provvedimenti, è «oscurati». L’aggiramento tecnico esiste, ma è irrilevante per il punto che conta: un sito bloccato non è protetto, e il blocco non è la sanzione.
La sanzione che riguarda il giocatore è scritta in modo esplicito. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa la riassume il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero; e anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Che è la posizione di ADM, messa per iscritto: l’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore sono un altro discorso, ma la regola è quella. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando la giocata viene accettata all’estero.
Il confronto onesto, allora, è questo. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano competente. Un marchio .com senza concessione non porta nulla di tutto questo: è esposto al blocco DNS e, per come ADM stessa scrive la legge, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere, che in Italia non hanno alcun valore.
Chi paga l’imposta unica, e cosa resta al giocatore
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: l’aliquota è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, contro il 43 % e il 47 % precedenti; le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile è questione aperta.
Per il giocatore la conseguenza è la parte che interessa di più, ed è una conseguenza precisa: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario. È la lettura che la stampa di settore dà nel 2024 e nel 2026 con l’espressione «tassate alla fonte»: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. Resta un’affermazione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’Amministrazione finanziaria, quindi il consiglio serio è di consultare un commercialista se avete una posizione complessa.
Il discorso cambia se le vincite arrivano da un sito non autorizzato o estero. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per siti registrati od ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va enunciata per quello che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.
Gioco responsabile e prevenzione: gli strumenti che un conto italiano vi mette davanti
Un conto su un concessionario italiano non è solo un conto con più regole. È un conto con più attriti, e gli attriti sono la parte utile. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede, tra gli strumenti che i concessionari devono offrire: limiti di autoimposti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

L’età è diciotto anni. L’art. 3, comma 1, lett. a) indica la «tutela dei minori di età» come principio, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a diciotto anni. Il conto di gioco richiede l’identificazione piena. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento e quella con SPID, accanto alla registrazione classica: BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni o viene sospeso e i prelievi bloccati, come indicano le pagine degli operatori.
Il limite di deposito è la scelta più importante che fate in registrazione, e la trovo la parte più intelligente della disciplina italiana. Scegliete un tetto settimanale o mensile, e da quel momento il tetto esiste. Un limite ridotto ha effetto immediato; uno aumentato richiede sette giorni. Quei sette giorni non sono una scortesia: sono il tempo che serve a voi, non all’operatore, per capire se l’aumento è una decisione o una reazione. La cifra del limite di deposito che ADM fissa nel bando non è nota, e non è la variabile che conta per voi: quello che conta è il numero che avete scelto voi.
L’autoesclusione è l’altro pilastro, e in Italia ha una particolarità che la rende più seria che altrove. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online autorizzata in Italia e anche le sale fisiche. Non è un’opzione che si attiva su un sito e si aggira aprendo un conto su un altro: è un registro. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto, per un periodo che il giocatore si dà; una fonte di settore riporta che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026. La durata e le forme sono quelle che i termini degli operatori e la pagina di ADM indicano.
C’è un buco nel sistema, e vale la pena dirlo chiaramente. I siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un .com offshore non è protetto dal proprio registro: quel conto non sa che esiste, e nemmeno vuole saperlo. La protezione più solida che l’ordinamento italiano offre è anche la più facile da perdere, e si perde esattamente nel modo in cui si arriva a questa pagina: cercando un bookmaker al di fuori dell’elenco.
Resta un dovere di informazione che riguarda gli operatori e non voi. L’art. 15, comma 2 prevede che ogni concessionario spenda lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa.
Sport, tornei e calendario: il palinsesto dell’ante-post italiano
Il calendario decide l’ante-post più di qualunque strategia, e in Italia il calendario ruota attorno al calcio. Serie A, Serie B e Serie C, la Champions League, i grandi tornei internazionali e, negli anni giusti, i Mondiali: ognuno di questi appuntamenti crea una finestra in cui il mercato è lungo e il prezzo è ancora mobile.
La Champions League è il caso più interessante, e non solo per il richiamo. Un bookmaker si presenta come Official Global Betting Partner della competizione, bet365, e questo è un fatto che dice qualcosa sulla sua offerta ma nulla sulla sua quota: la partnership non vi paga di più. Quello che paga di più è il numero di mercati e la loro profondità, e sulle coppe europee i bookmaker generalisti sono spesso più profondi che sul campionato italiano.
Sul campionato domestico il discorso si ribalta. La Serie A è il mercato più liquido del calcio italiano, ed è quello dove i prezzi si correggono più in fretta: comprare un ante-post sulla Serie A tre mesi prima è un esercizio più difficile di quanto sembri, perché l’informazione disponibile è tanta e il mercato la assorbe subito. Sulla Serie B e sulla Serie C vale l’opposto: meno liquidità, margini più larghi e prezzi meno aggiustati, il che apre spazi a chi ha un’opinione fondata e chiude la porta a chi vuole giocare grosso, perché i limiti di puntata su quei mercati si stringono molto.
I Mondiali e gli Europei hanno un profilo tutto loro. Sono eventi con un calendario noto in anticipo di anni, un numero finito di partecipanti e un mercato che si apre molto presto, il che li rende il terreno classico dell’ante-post. Ma hanno anche un difetto strutturale: la fase finale del torneo concentra tutto in poche settimane, e chi compra a due anni di distanza si assume due anni di rischio — qualificazioni, infortuni, cambi di commissario tecnico — per una quota che su un mercato liquido si muove di poco. Il vantaggio esiste, ma è più piccolo di quanto la lunghezza dell’attesa suggerisca.
Accanto al calcio, il palinsesto si allarga in modi che vale la pena conoscere perché allargano la scelta. C’è il tennis, il basket, la Formula 1 e la MotoGP, la boxe, le freccette, il golf, il ciclismo, il rugby, il volley, il baseball. C’è l’ippica, che nella legge è una cosa a sé: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), mentre i giochi di ippica nazionale (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h) richiedono una concessione propria. Che un marchio raccolga online i totalizzatori dell’ippica nazionale è cosa non nota.
C’è un terzo livello che sfugge a chi guarda solo lo sport: gli eventi simulati. L’art. 2, lett. v) definisce le scommesse su eventi simulati — eventi sportivi, ippici e altri generati dal computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — e le ammette dentro la concessione per le scommesse sportive. I siti degli operatori hanno una sezione Virtuali, e i numeri che alcuni dichiarano sono imponenti: Sisal parla di oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte; SNAI ne indica oltre 3.000, con calcio virtuale a clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo; Lottomatica copre calcio, trotto, galoppo e levrieri con Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio; Eurobet propone Campionato, Big Match e Derby simulati, Galoppo, Levrieri Reali e Palline 2.0. Sono mercati che non dipendono da nessun calendario reale, e questo li rende l’opposto dell’ante-post — nel bene e nel male.
Chiudiamo con la parte che nessun palinsesto pubblica e che nessuno vi dirà: il limite di puntata. Sui mercati ante-post lontani i bookmaker stringono i massimali, e il massimale non compare in nessuna tabella di confronto. Se il vostro ante-post è di piccola taglia, il problema non esiste. Se non lo è, il momento di scoprirlo è prima di aver scelto il bookmaker, non dopo aver compilato la schedina.
Le dieci piattaforme, una per una: cosa offrono e a chi servono
Concessioni, termini e app sono i tre documenti che un giocatore italiano può leggere prima di aprire un conto, e bastano per distinguere le offerte reali dalle promesse. Le dieci schede che seguono sono costruite su quei documenti, non sulle comunicazioni pubblicitarie — che in Italia, per il Decreto Dignità, nemmeno esistono nella forma che si vede all’estero.
Goldbet: il concessionario che gestisce anche Lottomatica
Goldbet è una delle dieci piattaforme e la sua riga nell’elenco ADM non è l’unica che porta il suo nome: la concessione n. 16009 è di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), e la stessa società è titolare anche della concessione di Lottomatica. È il dettaglio che riordina mentalmente metà di questa lista: due marchi distinti, con due app distinte, dietro una sola azienda.
Sul prodotto, l’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi, secondo quanto l’operatore indica, si può ricevere il bonus di benvenuto. È un profilo da generalista completo: la copertura del calcio è totale, le tipologie di giocata ci sono tutte, e la struttura è quella pensata per chi vuole una sola app che faccia tutto.
Il giudizio. Goldbet è la via d’accesso più lineare per chi parte da zero e non vuole imparare tre interfacce diverse: palinsesto ampio sul calcio, tutte le tipologie di giocata, un’app che fa anche da sportello. Il punto che non si legge è che condividere il concessionario con Lottomatica significa che i due conti non vi distribuiscono su due società: se il vostro obiettivo è aperto in due posti per non dipendere da un unico interlocutore, cercate altrove, perché qui di interlocutori ne avete uno.
Eurobet: la società che gestisce tre siti con un solo concessionario
La concessione n. 16012 è di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, e la stessa società compare nell’elenco per Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. È il caso che dimostra meglio di qualunque spiegazione come funziona la concessione italiana: per sito, non per azienda. Tre indirizzi, tre marchi, una società.
L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va dal calcio, dal tennis e dal basket alla Formula 1, alla MotoGP, al baseball, al volley, al ciclismo, al rugby, al golf e agli scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Con l’app si giocano singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets; le informazioni sul conto di gioco si consultano dall’app e da lì si effettuano depositi e prelievi. Nella sezione Virtual ci sono partite simulate, Galoppo, Levrieri Reali e Palline 2.0.
Il giudizio. La larghezza del palinsesto è la carta vera, e non è una larghezza da calcio: gli scacchi e le elezioni politiche dicono che qui si scommette su quasi tutto ciò che ha un esito incerto e una data. È una scelta che premia chi cerca il mercato curioso e la scommessa di nicchia, mentre chi vuole solo il massimo della profondità sul 1X2 di Serie A troverà probabilmente pane migliore altrove. E resta il fatto che i tre siti della società sono tre porte della stessa casa.
SNAI: cash out, My Combo e un piede in negozio
La concessione n. 16032 è di Snaitech Spa. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. L’offerta virtuale è ricca: oltre 3.000 eventi al giorno, con calcio virtuale a clip reali, corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, accanto alle scommesse live e a un’offerta di streaming gratuito. Il conto di gioco si gestisce dall’app, si ricarica con più modalità, e SNAI indica un’assistenza a disposizione sette giorni su sette. Con l’app si verifica un biglietto giocato in un punto vendita SNAI inquadrando il QR Code stampato sul ticket. Per i nuovi utenti dell’app è previsto un bonus di benvenuto, oltre a promozioni settimanali e offerte periodiche.
Il giudizio. My Combo è la funzione che cambia il calcolo di un giocatore di multiple, perché unisce più pronostici sulla stessa partita in un prezzo solo: è un modo di costruire il biglietto diverso dalla multipla classica, e cambia il rapporto tra rischio e quota. Chi gioca combinazioni troverà qui un motivo per entrare che non ha nulla a che vedere con le dimensioni del palinsesto. Il rovescio è che un mercato costruito su misura per le combinazioni è anche il posto dove il margine complessivo si nasconde meglio: il conto da dieci secondi va fatto sul prezzo finale, non sulle singole voci.
Sisal: mille eventi al giorno e una rete di punti vendita vera
La concessione n. 16020 è di Sisal Italia S.p.a. L’app Sisal Matchpoint per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le scommesse proposte ci sono la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; il Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Con l’app si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino, e una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente. Il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. Per il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto.
Il giudizio. Sisal è la piattaforma che meglio tiene insieme le due Italie del gioco, quella dell’app e quella dello sportello, e il numero di eventi live — oltre 15.000 dichiarati — è il suo argomento più forte sul prodotto. Il limite sta nella tipologia dell’offerta di benvenuto: un bonus legato alla prima ricarica è un invito a depositare, e chi non ha ancora deciso quanto mettere nel conto dovrebbe leggere i requisiti prima di versare, non dopo.
NetWin: un bonus chiaro e poche chiacchiere
La concessione n. 16035 è di Netwin Italia S.p.a. Di questa piattaforma i materiali raccolti parlano soprattutto dell’offerta di benvenuto, e vale la pena leggerla con attenzione perché è una delle poche descritte nei dettagli: l’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con un deposito minimo di 20 €. Il conto verificato non è una formalità: è la condizione, e va messa a posto prima di contare sul bonus. Un deposito da 20 € per ricevere fino a 50 € significa che la parte bassa dell’offerta è quella che si attiva nella pratica, perché per prendere il massimo bisogna versare almeno 50 €.
Il giudizio. Un tetto dichiarato di 50 € dice molto sul tipo di offerta: è un bonus contenuto, onesto nella sua misura, pensato per un primo conto di prova e non per chi cerca un capitale di partenza. Chi ha già un conto altrove non ci troverà una ragione per spostarsi; chi è al primo conto e vuole una cifra piccola con una regola semplice, sì. Da verificare nei termini, come sempre, la parte che non è nell’annuncio: giocata minima e quota minima per far valere il bonus.
Betsson: il catalogo dei mercati come argomento
La concessione n. 16027 è di Azzurri Limited — la stessa società titolare, secondo l’elenco, anche della concessione di Starcasino, altro caso di concessione per sito e non per azienda. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
Il giudizio. Il profilo è quello del catalogo: mercati standard e mercati derivati sulla stessa partita, con l’etichetta di casinò che accompagna quella di bookmaker. È una piattaforma da prendere per quello che dichiara — ampiezza dei mercati — e non per una specialità che non dichiara. Chi cerca il mercato esotico su un campionato minore farà bene a confrontare il palinsesto reale prima di aprire, perché «migliaia di eventi» è una categoria, non una lista.
AdmiralBet: i limiti in registrazione, prima di giocare
La concessione n. 16048 è di Admiral Bet S.r.l. Questa è la piattaforma che rende i controlli una condizione del conto e non un’opzione nascosta nelle impostazioni: in registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato richiede sette giorni. Sul fronte dell’autoesclusione, le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Il giudizio. Mettere i limiti davanti alla prima giocata invece che dentro un menu è la scelta che più cambia l’esperienza di un principiante, e va detta per quello che è: un attrito progettato, non un ostacolo. Il costo è reale e va accettato: chi vuole alzare un limite aspetta sette giorni, e chi non ha ancora un’idea della propria spesa settimanale deve darsela alla registrazione, senza il comodo periodo di rodaggio. Per un giocatore alle prime armi quella fretta mancata è il miglior servizio che il conto gli faccia.
Betfair: l’exchange come prodotto, non come variante
La concessione n. 16028 è di Betfair Italia S.r.l., e nel quadro italiano questa è la piattaforma che rappresenta una categoria a sé: l’exchange è ammesso come gioco separato dall’art. 6, comma 1, lett. e) e dall’art. 2, lett. u) del D.Lgs. 41/2024, dove il giocatore può essere battitore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima in favore di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, con il prelievo che cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è noto; Betfair è descritta come la prima, con la concessione 16028. Sul lato bookmaker, l’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate.
Il giudizio. L’exchange è l’unica via di questa lista in cui il margine non ve lo mette il bookmaker ma il mercato, e per un giocatore che sa valutare una probabilità è una differenza sostanziale: state comprando da qualcun altro, non dalla casa. Il prezzo è che il prodotto richiede di capirlo prima di usarlo, e che le commissioni e le regole dei conti italiani sono materia da leggere per intero. Chi cerca la comodità del cash out e delle quote già servite resti sul bookmaker tradizionale. Chi ha un’opinione propria e vuole vedere se il mercato la pensa come lui, qui trova l’unico posto dove la domanda ha una risposta diretta.
bet365: un partner globale con i controlli in evidenza
La concessione n. 16030 è di Hillside (New Media Malta) Plc. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Tra i suoi strumenti di gioco responsabile figurano periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Il giudizio. La partnership con la Champions League è un fatto di posizionamento commerciale e non una garanzia sulla quota: nessun accordo con una competizione rende il prezzo più conveniente, e vale la pena ricordarlo ogni volta che un marchio lo mette in vetrina come se lo facesse. Il valore vero qui è altrove e sta nella combinazione tra la profondità del palinsesto sui grandi eventi internazionali e un pacchetto di strumenti di controllo che pochi concorrenti espongono con la stessa chiarezza. Il numero verde elencato tra gli strumenti è un dettaglio, ma è il tipo di dettaglio che dice come la piattaforma pensa il proprio rapporto con il giocatore italiano.
Lottomatica: streaming e quote in tempo reale, con un dettaglio sul pagamento
La concessione n. 16010 è di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), la stessa società dietro Goldbet — il che, di nuovo, riduce il numero di interlocutori reali in questa lista. L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, Formula 1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. La funzione Bet Scanner permette di conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita. I Virtuali comprendono calcio, corse di cavalli (trotto e galoppo) e corse di levrieri, con scommesse come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. Lottomatica prevede bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco, con una procedura di registrazione descritta come più facile e veloce, e promozioni settimanali. Sul fronte dei pagamenti, il conto gioco accetta tra i metodi per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri, e l’accesso dall’app avviene con username e password.
Il giudizio. Streaming e quote in tempo reale sono l’argomento per chi gioca live, e su questo terreno la piattaforma ha una proposta completa: seguire la partita e giocarla nello stesso schermo è un vantaggio reale, non un fronzolo. La data di questa pagina, però, invita a una precisazione che vale per tutto il settore: l’ante-post e il live sono due mestieri diversi, e uno strumento costruito per il secondo non migliora il primo. Chi cerca la quota comprata con mesi di anticipo non ha bisogno di streaming. Chi invece vuole seguire la partita e giocarla in diretta ha un motivo concreto per guardare qui, e il fatto che depositi e prelievi passino anche da PostePay e PayPal aggiunge un’opzione utile a chi preferisce non legare una carta al conto di gioco.
Domande frequenti
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione?
Dall’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM. Si cerca il sito, non il marchio: la riga porta la società concessionaria, che spesso ha un nome diverso da quello del bookmaker. Il controllo si chiude leggendo i termini dell’operatore, che deve indicare numero di concessione e società.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita è la puntata moltiplicata per la quota. Puntando 10 € a quota 1,85, il ritorno è 18,50 € e il profitto netto è 8,50 €. In una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano tra loro in un unico prezzo, e il ritorno segue lo stesso calcolo.
Come si legge dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si dividono 1 per ciascuna quota di tutti gli esiti dello stesso mercato e si sommano i risultati. Se la somma supera 1 di cinque centesimi, il margine è del 5 %. Il margine cambia da mercato a mercato e da evento a evento, quindi va letto ogni volta.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, e un limite ridotto ha effetto immediato mentre un aumento richiede sette giorni. La cifra che ADM fissa nel bando di gara per il deposito non è nota. Il numero che conta resta quello scelto dal giocatore.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta unica cade sul concessionario: è la lettura riportata dalla stampa di settore, non una conferma dell’Amministrazione finanziaria. Su un sito senza concessione la posizione è diversa: consultate un commercialista.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non ADM?
Nessuno degli strumenti italiani vi copre: il RUA non blocca un sito senza concessione, i limiti obbligatori non esistono e non c’è un foro italiano. Il sito è esposto al blocco DNS, e la Legge 401, come ADM stessa la riassume, sanziona il partecipante con ammenda e arresto fino a tre mesi.
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