Siti di scommesse affidabili nel 2026: chi ha la concessione ADM, e chi no

Updated Ottobre 2026
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Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026, con le concessioni verificate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e i titoli dichiarati dagli operatori nei propri termini.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall'ADM e di.

Che cosa rende affidabile un sito di scommesse, prima delle quote

Il modo più comune di cercare un bookmaker sicuro comincia dalla domanda sbagliata. Si parte dalla quota, dal bonus, dalla grafica dell’app, e solo dopo — se dopo — si guarda chi ha rilasciato il titolo per gestire quel sito. In Italia l’ordine è rovesciato: la prima cosa da stabilire è se il soggetto che accetta la schedina ha il diritto di farlo, e questo diritto non si deduce dall’estetica di una home page.

Il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto in Italia soltanto da chi possiede una concessione dell’ADM. La verifica non richiede competenze tecniche e non richiede di fidarsi di una recensione: l’Agenzia pubblica l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza sul proprio sito istituzionale, e ADM — d’intesa con la Guardia di Finanza — redige anche la lista dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, rendendole pubbliche sui siti dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. Due elenchi, due esiti opposti, la stessa fonte.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
L'autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi.

Un lettore che cerca «siti di scommesse affidabili» si aspetta probabilmente un giudizio, non un elenco. Il giudizio c’è, ma arriva dopo e vale meno di un dato che si può controllare in trenta secondi. Questa pagina fa la cosa meno spettacolare e più utile: spiega come si legge l’elenco, che cosa copre l’autoesclusione, che limiti si scelgono in registrazione, che cosa si perde davvero su un sito privo di titolo, e solo alla fine confronta dieci concessionari su ciò che le loro stesse condizioni e le loro schede tecniche dichiarano.

Prima di scendere nei dettagli conviene fissare un punto che ricorre per tutta la pagina. Una concessione non è una licenza aperta rilasciata a chiunque la chieda: le concessioni sono assegnate con gara pubblica, e il vincitore può gestire uno o più giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Il requisito, figlio del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 — il «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024 — comprende una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

Quel numero — 52 — è la ragione per cui la parola «trustpilot», «recensione» e «classifica» non bastano. Cinquantadue righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Il resto del mercato che si vede nei risultati di ricerca, o è autorizzato e sta in quelle righe, o non lo è e sta in un altro elenco.

Il marchio non è il titolare: si parte dalla società

C’è un fraintendimento che costa caro a chi legge in fretta. In Italia la concessione è legata al sito, non alla società che lo gestisce. Un’azienda può detenere più concessioni e gestire più siti: Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, per dire, porta Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Ancora più frequente è il caso del concessionario che non porta affatto il nome del marchio: Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited.

Da qui discende una conseguenza pratica. Chi cerca «bookmaker stranieri affidabili» in Italia spesso non sta cercando un operatore estero: sta cercando un operatore la cui licenza è formalmente straniera, cioè rilasciata fuori dal regime ADM, e che quindi non gode di nessuna delle tutele descritte in questa pagina. Un brand con sede societaria a Malta ma concessione ADM numero 16030 è un operatore italiano a tutti gli effetti per ciò che riguarda i diritti del lettore; un brand con licenza maltese e nient’altro no, per quanto il nome sia noto e il sito ben fatto.

Le condizioni di gioco sono il posto in cui questa distinzione si materializza. Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: AdmiralBet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito. È una frase che nessuno pubblicizza e che vale più di qualunque slogan, perché è verificabile contro l’elenco in pochi istanti.

Un posto in classifica non è un titolo

Vale la pena dirlo subito, perché è il tranello in cui cadono anche i lettori attenti. La presenza di un nome in una lista di confronto, o in un articolo come questo, non è una concessione e non è una verifica. ADM pubblica le righe autorizzate; un magazine pubblica opinioni. Le due cose non si sostituiscono.

L’elenco, inoltre, non chiude tutte le domande. Non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Questo significa che un nome presente sulle cinquantadue righe non dimostra da solo l’esistenza di un’offerta di scommesse sportive. A dimostrarla è il sito dell’operatore stesso, la sua app, il suo palinsesto.

Che cosa si può e che cosa non si può dedurre dal numero di concessione

Il numero, insomma, dice una cosa precisa e tace su tutto il resto. Dice che quel sito ha superato una gara, che risponde a un’Agenzia italiana, che è collegato al registro di autoesclusione e che applica gli strumenti di limitazione previsti. Non dice quanto è profondo il palinsesto, non dice se la sezione live è ricca o spoglia, non dice se i mercati sulle scommesse sono dieci o cento.

Su questo la legge italiana ha un meccanismo che aiuta a capire come funziona l’offerta. Il decreto del 2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa può essere accettata soltanto su eventi che stiano in quel palinsesto approvato. Gli eventi vengono autorizzati uno per uno: a settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Non esiste, insomma, un catalogo aperto in cui un operatore pesca liberamente; esiste un programma approvato, e la ricchezza dell’offerta dipende da quanto quel programma è stato costruito.

Il quadro normativo, per chi vuole leggere la fonte, assegna alla concessione i giochi offeribili a distanza: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissati per tutta la sua durata, il che è un dettaglio noioso e insieme prezioso: sapere che le regole del gioco non cambiano sotto i piedi è parte di ciò che significa «affidabile».

Il titolo serve a una cosa sola: spostare il rischio fuori dal lettore

Si arriva così al punto che rende questa materia meno arida di come appare. Un sito con concessione ADM non è affidabile perché è gestito bene, o perché ha un’assistenza rapida, o perché paga in ventiquattro ore. È affidabile nel senso stretto e limitato che il rapporto non è più soltanto tra il giocatore e un’azienda: c’è un’Agenzia italiana che impone strumenti di limitazione, un registro che blocca chi ha chiesto di essere bloccato, un elenco pubblico che dice chi può accettare schedine e chi no. Tutto ciò che sta fuori da quel perimetro torna a essere una questione privata tra chi deposita e chi incassa.

Per questo la domanda «quali sono i bookmaker più affidabili» ha una risposta meno interessante di quella che il lettore cerca. Non esiste un podio dell’affidabilità: esiste un insieme di operatori che hanno il titolo e un insieme che non lo ha. Dentro il primo insieme si può discutere di quote, di margine, di liquidità, di rapidità nei prelievi e di ricchezza del palinsesto. Fuori dal primo insieme non c’è nulla da discutere, perché manca la precondizione.

La normativa italiana: che cosa impone ADM a un concessionario

Il lettore che arriva da una ricerca su «bookmaker non AAMS affidabili» porta spesso con sé un vocabolario vecchio. AAMS, l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, non esiste più con quel nome: le funzioni sono passate all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che si scrive ADM (ex AAMS) alla prima menzione. Il mercato, però, continua a dire «AAMS», e la dizione «siti non AAMS» resta il modo più diffuso di indicare i siti privi di concessione italiana. Cambiare sigla non ha cambiato la sostanza: un «sito AAMS» e un sito con concessione ADM sono la stessa cosa.

Conviene allora mettere in fila che cosa quella concessione porta con sé, perché la lista è più lunga di quanto il marketing lasci intendere e più corta di quanto una lettura emotiva dell’elenco suggerisca.

La vigilanza: chi controlla, e con quali strumenti

L’Agenzia non è un ente che rilascia un timbro e si ritira. Redige e aggiorna le due liste — siti legali e siti inibiti — con la Guardia di Finanza e Sogei, e le pubblica. Chi offre gioco senza concessione commette un illecito, e il meccanismo sanzionatorio non punta soltanto il sito: i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. Esiste inoltre una disposizione, l’art. 22, comma 1 del decreto del 2024, che prevede un regolamento concordato con la Banca d’Italia per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per conto di operatori senza concessione; la sua entrata in vigore non è confermata, ed è bene leggerla per quello che è: una regola prevista, non una regola operativa.

C’è poi un capitolo che riguarda direttamente il modo in cui questi siti si fanno conoscere, e che spiega un silenzio che il lettore nota senza saperlo attribuire. Il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, noto come Decreto Dignità, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo: manifestazioni sportive, trasmissioni televisive o radiofoniche, stampa quotidiana e periodica, pubblicazioni, affissioni e internet. ADM lo ha ribadito in un comunicato del 28 febbraio 2024, aggiungendo che la pubblicità di operatori privi di concessione espone i mezzi che la trasmettono a provvedimenti di AGCOM, l’autorità che vigila sulla materia e che applica una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Il punto è che il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Nessun tetto statale ai bonus e nessun tetto ai requisiti di puntata è previsto: importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore, ed è lì che vanno letti. Chi cerca un limite di legge che protegga dagli eccessi di un’offerta promozionale non lo troverà, perché quel limite non c’è.

Un timbro con la data: la nuova gara e la durata della concessione

Chi legge «concessione» immagina spesso un permesso perpetuo, rinnovato per prassi. La disciplina attuale dice altro: le concessioni sono assegnate con gara pubblica e i vincitori possono gestire i giochi loro attribuiti per un massimo di nove anni, senza rinnovo. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, con un corrispettivo di circa 7 milioni di euro per i nove anni, e il nuovo regime è entrato in funzione il 13 novembre 2025.

Questa scadenza ha una conseguenza che il giocatore raramente considera. Il settore non è un insieme stabile di attori: è un insieme di titolari di titoli a termine, e chi guarda al lungo periodo dovrebbe sapere che la scena può cambiare per ragioni amministrative, non per scelte commerciali. Non significa instabilità dei conti dei giocatori — significa che la fotografia del mercato di oggi non è la fotografia del mercato tra qualche anno.

Un secondo dettaglio della disciplina riguarda la stabilità delle regole: le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissati durante la concessione. È la ragione per cui ha senso parlare di affidabilità come proprietà del sistema e non del singolo ufficio marketing.

Il fisco: chi paga, e su quale base

Sulla tassazione la confusione è alta, e conviene separare due posizioni diverse: quella dell’operatore e quella del giocatore.

L’operatore versa l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, prevista dall’art. 4 del decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, dopo essere state a lungo al 43 % e al 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel cosiddetto «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Per il giocatore la questione si presenta in modo diverso. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo è a carico del concessionario: è la formula della tassazione alla fonte, il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, nel 2024 come nel 2026, e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria; chi ha posizioni rilevanti fa bene a consultare un commercialista.

Il discorso cambia radicalmente fuori dal perimetro della concessione. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero ammontare ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta, una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va presa per quella che è — un’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, non una consulenza fiscale.

Le condizioni materiali: dal conto di gioco ai punti di ricarica

Il rapporto tra giocatore e concessionario comincia da un conto di gioco, e il conto di gioco richiede un’identificazione piena. Gli operatori offrono la registrazione con form e copia di un documento, oppure con SPID: BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. AdmiralBet chiede fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo e importa i dati automaticamente.

Sui pagamenti vale la pena di sgombrare il campo da un equivoco frequente. Le ricariche non sono un mondo di mezzi approvati per legge: i «punti vendita ricariche» previsti dall’art. 13 del decreto del 2024 sono tabaccai e ricevitorie iscritti in un registro tenuto da ADM, che ricaricano il conto online soltanto su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario o in contanti, fino a 100 € a settimana complessivi; non possono pagare vincite né erogare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno. Accanto a questo canale fisico, le pagine di confronto mostrano carte, PostePay e altre prepaid, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in tabaccheria con SisalPay e Mooney. L’elenco proprio di ogni operatore sta nei suoi termini, ed è lì che va cercato. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e nessuna norma che nomini mezzi approvati è nota.

Prevenzione e strumenti di tutela: i limiti che sceglie il giocatore

C’è una frase che circola spesso nelle discussioni tra scommettitori: «tanto non c’è un limite di puntata per legge, quindi non c’è nessuna protezione». La premessa è corretta e la conseguenza è sbagliata. Un tetto statale in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non è noto, ed è vero. Ma gli strumenti di contenimento esistono, sono obbligatori per i concessionari e hanno una caratteristica che li rende più seri di un tetto uguale per tutti: li sceglie il giocatore, e sono tarati sul suo comportamento.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
La richiesta di autoesclusione si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto.

L’art. 15, comma 1 del decreto del 2024 chiede al concessionario di offrire limiti di spesa, di tempo e di perdita autoimposti; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.

Il limite di deposito scelto in registrazione

Il momento in cui questi strumenti diventano concreti è la registrazione. In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La struttura di quel meccanismo è la più interessante dell’intera materia: abbassare è facile, alzare costa una settimana di attesa, e l’attesa è esattamente il tempo in cui una decisione presa a caldo può essere ripensata.

Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già in fase di iscrizione, con l’abbassamento che si applica subito e i sette giorni di attesa per alzarlo. Quale sia la cifra che ADM fissa nella gara non è noto, e del resto la domanda interessante non è quella: nessun altro sa quanto un lettore può permettersi di perdere.

Chi vuole usare bene questo strumento dovrebbe fissare il limite nel momento peggiore possibile, cioè prima di aver voglia di alzarlo. Un limite scelto con lucidità e mai ritoccato è un tetto più efficace di qualunque regola scritta, perché è l’unico tarato su un reddito e su una vita che la legge non conosce.

Il RUA, il registro che parla a tutti i concessionari insieme

L’autoesclusione è l’altro strumento, e in Italia ha una caratteristica che la rende insolita nel panorama europeo: è centralizzata. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, è stato istituito nel 2018 e blocca l’accesso a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e alle sale fisiche. Non è un’impostazione locale del singolo conto, è una condizione che il sistema nel suo complesso conosce.

L’autoesclusione dal gioco a distanza può essere trasversale — tutti i concessionari, con blocco dell’apertura di nuovi conti — oppure riferita a un singolo concessionario, oppure a una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. Quest’ultima possibilità merita un momento di attenzione, perché descrive bene la geometria del problema: chi vuole uscire dal casinò ma continuare a seguire il calcio può chiederlo, e il sistema lo registra con quella precisione.

La durata è la parte che sorprende chi la incontra per la prima volta. L’autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi; quella a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza. Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Vale la pena leggere questi due dati insieme, perché raccontano un cambiamento. Le finestre brevi di trenta, sessanta o novanta giorni convivono con una finestra lunga che arriva a nove mesi di attesa per tornare indietro. La direzione è chiara: il sistema tratta l’autoesclusione come una decisione, non come una pausa. La forma a tempo indeterminato è la più onesta delle tre, perché non promette una data che nessuno può garantire.

La richiesta si presenta in due modi. Si può fare dal portale ADM con SPID, oppure rivolgendosi a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Non è una procedura nascosta e non è discrezionale: durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile. Quell’ultima parte conta: il blocco non trattiene denaro che è già del giocatore.

Accanto a questo, la rete di sostegno: il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco, e per i residenti in Italia è indicato anche il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 che bet365 richiama tra i propri strumenti di gioco responsabile, insieme a periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione.

Il gioco responsabile come voce di bilancio

C’è una cifra che pochi conoscono e che dice quanto il legislatore prenda sul serio questa parte. L’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % del proprio ricavo netto, fino a un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Non è pubblicità: è l’obbligo opposto, e convive con il divieto di pubblicità del gioco che caratterizza il mercato italiano.

Il risultato di questa architettura è un mercato in cui l’operatore non può corteggiare il giocatore e deve invece fornirgli gli strumenti per fermarsi. Chi cerca un posto sicuro dove scommettere sta cercando, forse senza saperlo, di entrare in un sistema costruito così — e il modo per entrarci è uno solo, la concessione.

I dieci concessionari a confronto: criteri, numeri e lettura della tabella

Il confronto che segue ha un limite che è giusto dichiarare prima dei numeri: è costruito su marchi il cui titolo risulta dall’elenco ADM e le cui caratteristiche di offerta sono descritte dalle rispettive condizioni e dalle rispettive schede nelle app store. Non è esaustivo del mercato — altri concessionari esistono, e un marchio assente da questa lista non è per ciò solo privo di licenza. Le cinquantadue righe dell’elenco contano più di qualunque elenco redazionale.

Come sono ordinati, e che cosa l’ordine non significa

L’ordine non è un podio. Non esiste, per le ragioni già viste, una graduatoria dell’affidabilità: esiste un insieme di operatori con titolo e un insieme senza. Ciò che si può confrontare è il resto — la profondità del palinsesto, i mercati, il tipo di benvenuto, gli strumenti di limitazione, il modo in cui si apre il conto — e su questo le differenze sono reali.

Un criterio che molti lettori mettono al primo posto va invece trattato con prudenza: la quota. Le quote sono l’oggetto più volatile di questa pagina, cambiano per evento e per mercato, e nessun valore citato qui vale oltre il momento in cui è stato letto. Il margine che il bookmaker incorpora in un mercato, invece, è un dato strutturale e si può calcolare: è la differenza tra il 100 % e la quota di payout del mercato, dove il payout è 1 diviso la somma degli inversi delle quote di tutti gli esiti.

La tabella dei titoli, riga per riga

Marchio Concessione ADM e concessionario Che cosa dichiarano i termini e le schede dell’operatore
Betsson n. 16027, Azzurri Limited Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a spettacolo e politica
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, per nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco da impostare in registrazione, su base giornaliera, settimanale e mensile
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID; bonus di verifica da 5 € con registrazione manuale, dopo invio documenti entro 96 ore
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live
SNAI n. 16032, Snaitech Spa Singole, multiple e sistemi, con risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, e funzione Cash Out
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo a quote maggiorate
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport

Quello che la tabella mostra meglio di qualunque commento è una cosa che i lettori tendono a non aspettarsi: la varietà di ciò che un operatore con la stessa concessione mette sul tavolo. C’è chi costruisce il prodotto intorno al palinsesto — Eurobet, che dalle app risulta coprire discipline dallo scacchi alla Formula 1 fino agli eventi di spettacolo e alle elezioni politiche — e chi lo costruisce intorno alla struttura della scommessa, con sistemi, Cash Out e mercati sulle statistiche come fa SNAI.

Quello che la tabella non può mostrare è la profondità reale dei mercati su un singolo evento, e non per pigrizia: quel dato non è verificabile a distanza e cambia partita per partita. Chi sceglie un operatore per la ricchezza dei mercati deve aprirne il palinsesto su una partita che conosce bene, non fidarsi di un elenco di tipologie.

C’è poi un numero che la tabella non contiene e che nessun confronto può fornire: il margine medio effettivo di ciascun bookmaker. Il motivo è semplice, e vale la pena dirlo perché è il tipo di dato che il lettore cerca per primo. Le quote cambiano continuamente, e senza una fotografia datata di uno stesso mercato su più operatori un confronto sarebbe un’impressione travestita da misura.

Cosa guardare quando le quote si assomigliano

Con margini compressi dalla concorrenza, la differenza tra un operatore e l’altro si sposta su ciò che non è un prezzo. La prima voce è la struttura del palinsesto: quanti eventi, quali sport, che spazio ha il calcio italiano rispetto a campionati che il lettore non segue. La seconda è la meccanica della schedina: se esistono sistemi, se esiste il Cash Out, se la multipla si compone con facilità.

La terza voce riguarda il denaro in uscita più che in entrata, e su questa il confronto onesto è quasi impossibile a distanza: i tempi di prelievo dipendono dal mezzo scelto, dalla verifica del conto e dalla completezza dei documenti, e nessun elenco pubblicitario li rappresenta per come sono. Un conto validato in trenta giorni è un conto da cui non si preleva per trenta giorni, e questo dovrebbe entrare nella scelta più di qualunque percentuale di bonus.

Chi ha davvero un vantaggio in questa lista

Se c’è una conclusione che questa tabella autorizza, è che il vantaggio non sta nel marchio ma nella corrispondenza tra ciò che un operatore costruisce e ciò che un lettore cerca. Chi scommette poche volte l’anno su partite che già segue non guadagna nulla da un palinsesto sterminato; chi tiene una multipla ogni fine settimana non guadagna nulla da un mercato ippico profondo.

I dieci operatori con concessione ADM, uno per uno

Le schede seguenti descrivono ciò che le condizioni e le schede degli operatori dichiarano. Ogni concessione è rilasciata per il sito, non per la società, e il titolare dell’autorizzazione è la società indicata nella riga della tabella, non sempre il marchio che si vede sull’app.

Betsson: il catalogo ampio, pre-match e live

Il titolo è la concessione n. 16027, intestata ad Azzurri Limited per il sito Betsson. L’offerta di scommesse che l’app dichiara è ampia per costruzione: scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È la classica offerta da operatore generalista, quella che non punta su una nicchia ma sulla copertura.

La combinazione pre-match e live con un elenco di mercati che arriva fino ai marcatori dice qualcosa di preciso sul tipo di giocatore a cui il prodotto parla: chi vuole avere qualcosa da giocare su qualunque partita, anche quando non ha un’idea precisa sul risultato. È un certo modo di intendere la scommessa, e ha un costo — l’ampiezza dei mercati non è profondità sui singoli mercati.

Chi cerca un bookmaker per copertura, e non per un mercato specifico, si trova davanti a un prodotto che non ha buchi evidenti. Il catalogo è la sua forza e la sua cifra.

Eurobet: il palinsesto più eclettico del gruppo

Eurobet opera con la concessione n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. La scheda dell’app Eurobet Sport descrive un palinsesto che va dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, comprese le elezioni.

C’è una ragione strutturale dietro questa ampiezza, e non è solo commerciale. Il palinsesto è il programma di eventi approvato da ADM, e comprende eventi non sportivi; un operatore che investe su quella fetta si costruisce un’offerta che nessun concorrente può replicare in una settimana. Il risultato è un catalogo che assomiglia più a una redazione giornalistica che a un banco di quote, e che attrae chi scommette su ciò che segue in televisione.

Chi cerca il calcio italiano e niente altro non trova qui nulla in più che altrove. Il valore sta altrove, e sta nell’eclettismo.

StarCasinò: la concessione c’è, il baricentro è il gioco da casinò

La concessione n. 16026 è intestata ad Azzurri Limited, la stessa società che porta Betsson: un esempio di come un gruppo possa gestire più siti con titoli distinti. L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Il nome dell’operatore dice la verità sul prodotto, e non c’è nulla di scorretto: il titolo ADM consente a questo concessionario di offrire scommesse sportive e casinò, e l’ordine di presentazione della scheda riflette la gerarchia interna. Chi arriva qui cercando un bookmaker per il calcio trova una sezione funzionante ma non il cuore dell’offerta.

Per uno scommettitore puro la scelta non è sbagliata, è semplicemente poco economica: la sua attenzione viene venduta a un prodotto che non è quello che gli interessa. Chi invece alterna schedina e slot trova qui entrambe le cose sotto una concessione sola.

NetWin: un benvenuto con una soglia di ingresso bassa

NetWin detiene la concessione n. 16035 come Netwin Italia S.p.a. L’offerta di benvenuto sportiva, denominata Sport-50, è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.

Due dettagli meritano di essere letti come li scrive l’operatore e non come suonano. Il primo è la condizione di conto verificato: il bonus è riservato a chi ha completato l’identificazione, non a chi si è appena registrato, e questo sposta la promessa di qualche giorno in avanti. Il secondo è la modestia dell’importo: cinquanta euro di massimo non è un’esca, e per un nuovo giocatore è un modo di entrare senza costruire aspettative sproporzionate.

Un tetto basso e una soglia di deposito di venti euro raccontano un’offerta pensata per chi vuole provare l’operatore, più che per chi cambia bookmaker inseguendo la promozione più grossa. Chi cerca quest’ultima non troverà qui ciò che cerca, ed è un’informazione utile quanto le altre.

AdmiralBet: gli strumenti di contenimento scritti nella registrazione

La concessione n. 16048 è intestata ad Admiral Bet S.r.l., e il sito dichiara nei propri termini la concessione per il gioco a distanza e il servizio fornito tramite il proprio dominio. Il tratto distintivo di questa scheda non è un mercato né un bonus: è il fatto che gli strumenti di limitazione non siano un’impostazione nascosta dentro il profilo, ma una richiesta esplicita in fase di registrazione.

In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Su tre dimensioni — quanto si deposita, quanto si spende, quanto tempo si sta collegati — la configurazione avviene prima che il conto esista, e con un’asimmetria deliberata tra il ridurre e l’aumentare.

Il conto si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo e importa i dati automaticamente. Due strade con costi diversi in termini di tempo: la seconda è più rapida e presume che il lettore abbia già l’identità digitale.

Chi apre un conto solo per scommettere non nota la differenza tra questo operatore e un altro. Chi ha già avuto modo di desiderare un limite più basso e di non averlo messo per pigrizia trova qui la differenza: la domanda arriva quando è ancora facile rispondere con onestà.

William Hill: venti euro in bonus se l’identità è digitale

William Hill Malta Plc detiene la concessione n. 16044. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Due strade, due importi, e una che vale il doppio dell’altra.

Il dato che vale la pena di aggiungere è il tetto d’uso: per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Un tetto di cento euro per giocata non limita chi riceve dieci, ma dice che l’operatore ha una struttura pensata per bonus consistenti.

Chi ha SPID in tasca prende il doppio con meno passaggi. Chi preferisce la registrazione tradizionale aspetta la verifica dei documenti e prende la metà: la scelta tra le due non è tecnica, è una questione di quanto vale il proprio tempo.

bet365: il marchio internazionale che qui è un concessionario come gli altri

La concessione n. 16030 è intestata a Hillside (New Media Malta) Plc. È l’esempio più chiaro di come la nazionalità della società non dica nulla sull’affidabilità del sito italiano: il concessionario è maltese, la concessione è italiana, e ne discende lo stesso regime di tutele di ogni altro operatore in questa lista.

L’offerta sportiva dichiarata è ampia e orientata al grande pubblico: bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Tra gli strumenti di gioco responsabile l’operatore elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, con il riferimento al Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 per i residenti in Italia.

Su questo marchio pesa una reputazione costruita altrove, e il lettore dovrebbe separare le due cose. Il brand è noto nel mondo; in Italia vale per quello che è, cioè un concessionario con un numero come gli altri nove, soggetto agli stessi obblighi e allo stesso elenco. Sponsorship internazionali e notorietà non aggiungono tutele al conto di gioco.

SNAI: sistemi, statistiche e la possibilità di chiudere prima

Snaitech Spa detiene la concessione n. 16032. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

C’è una logica riconoscibile in questa combinazione. I mercati sulle statistiche — tiri, cartellini — sono quelli che interessano a chi guarda la partita con attenzione e non solo il tabellino finale. Il Cash Out aggiunge una variabile che cambia la natura della scommessa: la possibilità di uscire prima che l’evento si concluda trasforma una previsione in una gestione.

Chi usa la schedina come una scommessa secca non ha bisogno di nessuna delle due cose. Chi invece costruisce sistemi o segue i dettagli di una partita trova qui più materiale che altrove. Il prezzo della flessibilità è che il Cash Out non è mai gratuito: il valore che l’operatore riconosce a una schedina in corso è inferiore a quello che la schedina pagherebbe a fine partita, e la differenza è parte del margine.

Betfair: mercati combo e il nome legato al betting exchange

Betfair Italia S.r.l. detiene la concessione n. 16028. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

Il marchio è anche il nome associato in Italia al betting exchange, il gioco previsto dall’art. 6, comma 1, lett. e) del decreto del 2024 in cui il giocatore può essere puntatore o bancatore e il concessionario si limita a mettere in contatto in forma anonima i due lati, ed è descritto come il primo a operare con la concessione 16028. La documentazione dell’operatore è riportata stabilire regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul vincitore non grava alcunché, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali regole di commissione non è dato sapere.

Le quote maggiorate di una sezione combo sono una promessa che va letta con attenzione al confronto, non con entusiasmo: un prezzo più alto del normale è un prezzo che l’operatore decide di offrire su un mercato specifico, e il valore si misura mettendolo accanto al margine di quel mercato.

Chi ha familiarità con il funzionamento di un exchange trova qui un interlocutore storicamente legato a quel mondo. Chi cerca soltanto una multipla da fine settimana si trova davanti a un prodotto nella media, con un posizionamento costruito su una storia che non lo riguarda.

Goldbet: la schedina su tutto il calcio, più l’accesso digitale

La concessione n. 16009 è intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport.

La copertura dichiarata è quella del calcio nella sua interezza, non di un campionato di punta e qualche contorno: è un posizionamento che parla direttamente a chi segue anche i tornei minori, dove la liquidità è più sottile e il margine tende ad allargarsi. Non c’è qui nulla di spettacolare, e per certi lettori è esattamente il punto.

Sull’identificazione l’operatore rientra tra quelli che offrono anche il canale digitale oltre alla registrazione classica, con le stesse regole di validazione del conto entro trenta giorni. Chi apre il conto con SPID arriva al primo prelievo senza l’attesa della verifica documentale; chi carica una fotografia del documento fa la stessa strada con qualche giorno in più.

La schedina su tutto il calcio resta la ragione per sceglierlo. Chi cerca profondità nei mercati finanziari, nelle statistiche o nell’ippica guarda altrove.

Il costo reale di un’offerta: limiti di deposito e margine del mercato

Ogni volta che si parla di scommesse emerge la stessa domanda, formulata più o meno così: se le quote sono eque, quanto mi costa davvero giocare? La risposta sta in due numeri che quasi nessun confronto pubblica, e sta nella relazione tra loro.

Quanto costa un mercato, a prescindere dalle previsioni

Partiamo dalla meccanica del margine, che è l’unica cosa certa in una scommessa. In un mercato a due esiti il bookmaker non offre mai due prezzi che si annullano: la somma degli inversi delle quote è sempre maggiore di uno, e quella differenza è il suo margine. Il payout del mercato è uno diviso quella somma; il margine è ciò che resta per arrivare a cento. Un mercato con due quote identiche a 1,90 è l’esempio più pulito per vedere il meccanismo.

Che cosa resta di cento euro giocati su un mercato a due esiti

L’esempio da tenere a mente è deliberatamente semplice e non è una quota quotata da nessun operatore: un giocatore che ha scelto in registrazione un limite di deposito di 100 € a settimana e che deposita esattamente quei 100 € una volta, giocandoli per intero su un mercato a due esiti con quote 1,90 e 1,90.

Il margine di quel mercato si calcola sulla somma degli inversi delle due quote: ogni 1,90 contribuisce per circa 0,5263, la somma è circa 1,0526, quindi il payout del mercato è circa il 95 % e il margine circa il 5 %. In altre parole, il bookmaker trattiene in media poco più di 5 centesimi per ogni euro giocato su quel mercato, qualunque esito si verifichi.

Applicato ai 100 € del nostro giocatore, quel margine si traduce in un costo atteso di circa 5 € per una settimana di gioco in cui l’intera somma è puntata una volta. Non è una perdita garantita — su una singola giocata si vince o si perde, e il costo atteso è una media costruita su molte giocate — ma è il prezzo medio del gioco, quello che si paga per il servizio di mettere in contatto una convinzione e un prezzo.

Il conto cambia in modo sensibile se il giocatore non punta una volta sola. Cento euro giocati e rigiocati dieci volte in una settimana non costano cinque euro di margine, ma circa cinquanta, perché il margine si applica a ogni giro e non al deposito. È qui che il limite di deposito mostra la sua vera natura: non protegge dal margine, ma protegge dal numero di volte in cui lo si paga. La differenza tra un conto da cinquanta euro di costo atteso a settimana e uno da cinque sta interamente nella frequenza delle giocate, non nell’importo depositato.

Se il margine effettivo del mercato scelto fosse più alto di quello dell’esempio, lo stesso volume costerebbe proporzionalmente di più; se fosse più basso, di meno. Il costo atteso su un volume di 100 € resta comunque in una fascia che si conta in pochi euro, non in decine, finché le giocate restano una sola per deposito.

Vale la pena dire con chiarezza che cosa questo calcolo non dice. Non dice se la prossima giocata sarà vincente, non stima la probabilità di alcun esito e non promette né un ritorno né una perdita. Dice una cosa sola, ed è quella che serve: quanto costa in media il passaggio dal deposito alla schedina, su quel mercato, con quel margine, se il denaro viene puntato una volta.

Perché il bonus non sposta il margine

Da questo punto discende un corollario che dovrebbe ridimensionare parecchie attese. Un bonus di benvenuto non modifica il margine del mercato: modifica il capitale con cui si gioca, e quindi il costo atteso in euro, ma il prezzo per unità giocata resta identico. Il bonus rende più economico l’ingresso, non il gioco.

E c’è un secondo fattore che quasi nessuna offerta mette in evidenza: la struttura di puntata. Nessun tetto statale ai requisiti di puntata è previsto, e importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. Quando l’importo massimo di bonus utilizzabile su una singola scommessa è fissato a 100 €, la parte rilevante non è il numero in sé ma la condizione di prelievo che lo accompagna: il bonus non è immediatamente prelevabile e va giocato secondo il requisito previsto dalle normative ADM.

Domande frequenti su siti di scommesse e concessioni ADM

Come si verifica che un bookmaker abbia davvero la concessione ADM?

Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. In alternativa si legge la dichiarazione che l’operatore fa nei propri termini di conto di gioco, dove indica il numero di concessione e la società titolare, come AdmiralBet con la n. 16048.

Perché un operatore con concessione italiana usa un sito con dominio .it?

L’autorizzazione è legata al singolo sito, non alla società, e ciascuna delle cinquantadue righe dell’elenco corrisponde a un sito .it. È il titolo a essere rilasciato per quel dominio, e la concessione di un gruppo non si estende automaticamente agli altri marchi che il gruppo possiede.

Che cos’è il RUA e che effetto ha l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, blocca l’accesso a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Durante l’autoesclusione registrata dal concessionario non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma il saldo prelevabile resta disponibile.

Quali limiti di deposito si impostano su un sito con concessione ADM?

Il giocatore sceglie in registrazione un limite di deposito settimanale o mensile, e alcuni operatori chiedono anche limiti di spesa e di tempo di gioco. Un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per aumentarlo è previsto un periodo di attesa di sette giorni che rallenta le decisioni prese a caldo.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse senza concessione ADM?

Il sito non è collegato al RUA, non è soggetto alla vigilanza dell’Agenzia e può finire nell’elenco dei siti inibiti, con blocco del dominio a livello DNS. ADM ricorda che anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Per un concessionario ADM il prelievo è a carico dell’operatore e il giocatore riceve la somma netta senza dichiarare nulla, secondo una ricostruzione riportata dalla stampa di settore. Sui siti privi di concessione, invece, le vincite andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Che cosa cambia tra un sito con concessione ADM e un sito estero?

Una concessione porta con sé l’iscrizione al registro di autoesclusione, la vigilanza di ADM, gli strumenti obbligatori di limitazione e un foro competente italiano. Nessuna licenza straniera produce questi effetti in Italia: un operatore estero accetta giocate senza titolo italiano, e per il giocatore è un rapporto privato senza rete di protezione.

Che cosa significa scegliere, in pratica

La ricerca più diffusa su questa materia parte da una premessa che non regge: che esistano bookmaker più affidabili e bookmaker meno affidabili, e che il compito del lettore sia trovare quelli del primo gruppo. In Italia la struttura è diversa e più semplice. Esiste un insieme di siti con una concessione rilasciata da ADM, pubblicato in un elenco che si può leggere, e un insieme di siti che quella concessione non ce l’hanno. Il confine non passa tra buoni e cattivi: passa tra tutelati e non tutelati.

Dentro il primo insieme la scelta diventa un problema di corrispondenza, non di fiducia. Chi scommette solo sul calcio italiano e qualche volta in settimana trova la sua risposta in un operatore con la schedina completa su tutti i campionati e la registrazione digitale. Chi costruisce sistemi e vuole poter uscire da una schedina prima della fine guarda ai prodotti con Cash Out. Chi non ha un’idea precisa sul risultato e vuole solo qualcosa da giocare su una partita qualsiasi sceglie ampiezza. Chi apre una schedina per la prima volta nella vita ha a disposizione operatori che chiedono i limiti di spesa mentre si registra, e non c’è ragione di non rispondere a quella domanda.

C’è poi la variabile che i confronti non misurano e che pesa più di tutte: quanto si gioca. Il margine di un mercato è il prezzo del servizio ed è quello che è, ma si paga a ogni giro. Un conto con un limite di deposito settimanale basso e giocate rare costa una frazione di ciò che costa lo stesso deposito rigiocato dieci volte, e questo è vero in qualunque bookmaker si scelga. Il limite che si fissa in registrazione è lo strumento più efficace sul tavolo, e la sua efficacia dipende da quanto lo si tocca dopo.

Resta un ultimo punto, che non è tecnico. La concessione serve a spostare il rischio fuori dal giocatore: garantisce un registro che blocca chi lo chiede, un’Agenzia che vigila, un elenco pubblico e, nella lettura che ne dà ADM, la protezione giuridica del partecipante. Fuori da quel perimetro non c’è nulla di tutto questo, e le licenze straniere non hanno alcun valore in Italia. Prima di giudicare un bookmaker, quindi, si guarda il numero.

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