Scommesse Premier League 2026 — il campionato di calcio più seguito al mondo
La Premier League è il campionato di calcio più seguito al mondo: 380 partite in nove mesi, 20 club, un calendario che in Italia tutti guardano — e un palinsesto che si apre solo dentro un quadro preciso. Chi cerca dove puntare il sabato pomeriggio su una partita dell’Arsenal si trova davanti decine di siti, e questo è il problema: la maggior parte di essi non ha una concessione in Italia, e la differenza non è una questione di gusti. Un operatore con concessione ADM ha iscritto i propri conti di gioco al RUA, offre limiti di deposito e autoesclusione, e risponde di ogni mercato in un quadro normativo italiano. Un .com offshore non offre nulla di tutto ciò, e in più espone chi gioca a un reato — non un’omissione, un reato.
Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026 secondo il registro ufficiale dei concessionari di ADM.

La scelta resta però aperta, perché nessun operatore è identico a un altro: c’è chi apre mille eventi al giorno e chi ne apre quindicimila in diretta, chi butta dentro il calcio e chi allarga a scacchi e reality show. Questa pagina serve a orientarsi tra quelli con una concessione italiana, a capire dove si applicano i limiti, e a leggere le quote con un po’ di cognizione di causa: la Premier League è un torneo in cui venti squadre tirano in porta, ma i prezzi che trovi sono costruiti da chi vuole guadagnarci indipendentemente da come finiscono quelle partite.
Calendario Premier League e meccanica del torneo che conta per il palinsesto
Il calendario è la prima cosa da conoscere, perché ogni scelta di stagione — chi è promosso, chi è retrocesso, quando si gioca — decide quali eventi finiscono nel palinsesto e quanto a lungo una squadra resta un soggetto interessante per chi costruisce quote. La Premier League ha 20 club, ognuno dei quali gioca 38 partite a stagione (con ogni altro club in casa e in trasferta), con stagioni che di solito vanno da agosto a maggio. Un campionato settimanale, distribuito su nove mesi, con la pausa internazionale che spezza il ritmo e rimette in discussione ogni tendenza: nessun mercato regge una lettura di forma fatta solo guardando le ultime due uscite.

Il calendario della stagione 2026-27 è già fissato: la Premier League 2026-27 inizia il 21 agosto 2026 e termina il 30 maggio 2027. Il calendario della Premier League non è una decorazione sul sito degli operatori: è l’asse attorno al quale vengono costruiti i palinsesti settimanali. Ogni partita diventa un evento sul quale si aprono mercati, e ogni mercato ha una quota, un margine e un tempo di validità.
I punti assegnati raccontano la competitività: la Premier League assegna tre punti per una vittoria, uno per un pareggio e nessuno per una sconfitta; le tre squadre peggio classificate retrocedono in EFL Championship. Retrocedono in tre e salgono in tre — questo vale la pena di dirlo perché nel campionato italiano il numero è diverso, e chi confronta le due competizioni tende a confondere i formati.
La Premier League è stata fondata il 20 febbraio 1992 con il nome di FA Premier League: era il distacco dei massimi club inglesi dalla Football League, e ha portato con sé un’organizzazione commerciale che oggi fa sì che questo campionato valga per i bookmaker molto più di qualunque altro per la quantità di partite trasmesse e per la distribuzione oraria.
Il Manchester United ha vinto più titoli di Premier League di tutti, con 13: un primato costruito nell’era Ferguson e mai raggiunto da nessuno, nemmeno dal Liverpool, che ha vinto la Premier League 2024-25 mentre l’Arsenal ha vinto il titolo 2025-26, il suo quarto. Chi guarda il palinsesto di una stagione nuova incontra questo tipo di dato in ogni riepilogo storico, e per un certo verso serve: sapere che una squadra ha un’identità consolidata non dice nulla sul prossimo incontro, ma orienta la lettura di chi costruisce quote e la percezione di chi scommette.
Le promozioni sono meno spettacolari ma più utili per la lettura delle prime giornate: Coventry City, Ipswich Town e Hull City sono promosse nella Premier League 2026-27; West Ham United, Burnley e Wolverhampton Wanderers sono retrocesse dopo il 2025-26. Il calendario della Premier League distribuisce queste squadre in incontri che, per le prime settimane, hanno un’incertezza maggiore rispetto a quelli tra club con un blocco tecnico consolidato: le neopromosse hanno un organico costruito in gran parte in estate, e una fase di rodaggio che dura più di qualche domenica.
Perché il formato conta per chi scommette
Due elementi strutturali spiegano come vengono costruiti i prezzi su questo campionato. Il primo è il volume di partite: 380 incontri a stagione con 20 club offrono mercati che restano aperti quasi ogni giorno, e un operatore che non ha profondità di palinsesto finisce per coprire solo le partite delle prime sei-sette squadre — quella che gli italiani chiamano «copertura ridotta». Il secondo è l’uniformità oraria: la Premier League concentra le partite tra il pomeriggio e la sera del sabato e della domenica, con un’offerta televisiva che in Italia resta alta. Questo significa che un appassionato italiano che guarda la partita può anche scommettere live, se crede di vedere qualcosa che il mercato non ha prezzato. E significa che la liquidità di quei mercati è più alta di quella di altri tornei.
Un formato così regolare ha un effetto sulla costruzione delle quote: il margine sui mercati principali tende a essere più stretto rispetto ai campionati con un numero inferiore di incontri, perché la mole di giocate permette agli operatori di coprire le posizioni senza caricare ogni singola partita. Per un evento di cartello le differenze di quota tra operatori si assottigliano; per un incontro tra due squadre di metà classifica possono tornare a farsi sentire. Chi cerca il prezzo migliore, in questo campionato, non lo trova con una regola fissa: deve confrontarlo sul mercato concreto.
Il 1X2, i mercati principali e la lettura delle quote
Il mercato più diffuso è il 1X2: vittoria della squadra in casa (1), pareggio (X), vittoria della squadra in trasferta (2). Su questo mercato si concentra la maggior parte delle giocate, e su questo mercato si riverbera quasi tutta la struttura del campionato: il vantaggio del campo, il valore dell’organico, la forma nelle ultime settimane. Non è però l’unico: la Premier League offre un ventaglio che comprende il Under/Over sulle reti, il GG/NG (goal/no goal), l’handicap, il DNB — «rimborso in caso di pareggio», che nelle schedine italiane compare con questa dicitura esplicita — il risultato esatto, i mercati sui tiri in porta, sui cartellini, sui rigori e sulle espulsioni, e i mercati combo.
La quota è un numero decimale, e ogni operatore usa la virgola decimale: 1,85 e non 1.85. La lettura è immediata: la quota esprime quanto si ottiene per ogni euro puntato, comprensivo della puntata stessa. Una quota di 1,85 su una puntata di 10 € restituisce 18,50 €, di cui 8,50 € di profitto netto. Non c’è nulla di misterioso, ed è per questo che è strano vedere quanta poca attenzione venga dedicata a quello che sta *dentro* la quota: il margine.
Il margine che sta dentro ogni quota
Il margine del bookmaker è la differenza tra il 100 % e la percentuale che un mercato restituisce complessivamente. Si calcola prendendo il reciproco di ogni quota, sommando i reciproci di tutti gli esiti possibili e togliendo la somma da 1. Se il risultato è positivo, è la quota che l’operatore trattiene in media su quel mercato.
Prendiamo l’esempio di un mercato 1X2 costruito su quote illustrative a 2,10 / 3,40 / 3,60 — non è una quotazione reale né un prezzo che vedrai su un bookmaker specifico, ma un caso di scuola utile per capire la struttura. Se si scommette su tutti e tre gli esiti, il 1 ÷ 1,04809 dà una restituzione complessiva pari a circa il 95,4 % delle puntate, da cui un margine di poco inferiore al 4,6 %. Vale la pena di scriverlo con la sua condizione: quel margine vale *per un mercato 1X2 a tre esiti con quelle quote*, e cambia — sia verso l’alto che verso il basso — se il mercato ha un numero diverso di esiti, se è un mercato live, o se è una combinazione di più partite. Su un singolo incontro di cartello della Premier League il valore può scendere al di sotto del 5 %, ma non esiste un mercato a margine zero, e su un mercato secondario — un risultato esatto, un marcatore — la restituzione può scendere sotto il 90 %. La lettura è secca: più alto è il margine, più lunga è la strada per stare in pari; e la strada è tanto più lunga quanto più spesso giochi.
C’è poi un fatto di cui si parla poco: il margine su una multipla non è la somma dei margini delle singole partite, perché gli esiti sono collegati e l’operatore aggiunge una protezione ulteriore per il rischio che si accumula. Cinque partite in una multipla possono moltiplicare la quota a un valore molto alto, ma possono anche trasformare una lettura corretta su quattro partite su cinque in una schedina persa. Chi accetta un sistema di gioco costruito sulle multiple, in Premier League, sta accettando proprio questo.
Il palinsesto: quali eventi sono ammessi e perché non sono tutti uguali
C’è un vincolo che distingue l’Italia da quasi tutto il resto d’Europa, ed è bene chiarirlo subito: gli operatori non possono accettare scommesse su qualunque evento sportivo. La legge italiana definisce il palinsesto come il programma di eventi (sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi) e di tipi di scommessa preparato dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa può essere presa solo su eventi del palinsesto approvato. ADM aggiunge eventi uno alla volta: nell’ultimo periodo ha autorizzato per esempio la Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo la stampa di settore. Questo non è un cavillo: è la ragione per cui, di fronte a una partita di Premier League, il numero di mercati disponibili può variare tra operatori anche molto simili tra loro, e la ragione per cui alcune nicchie — gli esports, per esempio — restano incerte: se il palinsesto le comprenda non è dato sapere con certezza.
Un altro ambito merita una precisazione, perché viene confuso spesso: gli eventi simulati, cioè le competizioni virtuali generate al computer e mostrate con animazioni o con la riproduzione di un evento reale registrato, sono previsti dall’articolo 2, lettera v) del D.Lgs. 41/2024 e consentiti dentro una concessione per le scommesse sportive. Gli operatori li offrono in una sezione «Virtuali», e in questo caso si tratta di un prodotto diverso dal calcio: non c’è una partita della Premier League da guardare, c’è un algoritmo che produce un risultato. È una distinzione che conta per chi cerca un campionato reale con una telecronaca.
Classifica degli operatori per la Premier League: criteri e confronto delle concessioni
Prima di arrivare ai nomi serve capire su cosa si sta confrontando, perché un elenco di siti che offrono Premier League senza criteri dichiarati è solo una lista di preferenze. Questa pagina usa quattro criteri, e ognuno ha una ragione precisa.
Il primo è la concessione ADM e il suo numero: non è una formalità, perché la concessione è rilasciata per sito e non per azienda, e ADM pubblica l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza. L’elenco, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it, e una stessa società può detenerne più di una — per fare un esempio che chiarisce il meccanismo, Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. L’elenco non ha una colonna per i giochi: un nome presente non dimostra di per sé che quel sito offra scommesse sportive, lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore. Non essere in quell’elenco, invece, è una risposta chiara: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figurano tra le 52 righe alla data indicata.
Il secondo criterio è la copertura del campionato: quanta Premier League c’è, e con quale profondità di mercati. Un operatore che apre migliaia di eventi al giorno non è detto che ne apra più di un altro su quel campionato, ma offre più modi per costruire una giocata.
Il terzo è la presenza di strumenti di gioco responsabile e limiti di deposito, che è la parte dell’offerta che nessuno pubblicizza e che è la sola che interviene quando il conto va male.
Il quarto è la trasparenza sul margine, che non si legge dalle promesse ma dalle quote: due operatori con lo stesso mercato propongono numeri diversi, e la differenza è il prezzo che stai pagando.
Tabella panoramica: dieci operatori con concessione ADM per la Premier League
La tabella che segue raccoglie dieci concessionari. La colonna centrale riporta il numero di concessione e la società concessionaria così come si legge nei termini dell’operatore, che è il posto dove questa informazione è dichiarata. La terza colonna riporta ciò che i termini o le schede dell’app dell’operatore stabiliscono sull’argomento di questa pagina — la copertura della Premier League e più in generale l’offerta calcistica. Nessuna riga contiene una valutazione: quello è il compito dei paragrafi che seguono.
| Operatore | Concessione ADM e concessionario | Cosa dichiarano i termini e le schede dell’app sull’offerta calcistica |
|---|---|---|
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live; diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | Copertura dei principali campionati nazionali ed europei, Premier League compresa, e di Champions, Europa e Conference League, con oltre 20 tipologie di sport |
| Betfair | ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con una sezione dedicata ai mercati combo a quote maggiorate |
| William Hill | ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | Promozione Extra Bet Club per la stagione di Serie A, con freebet settimanale legata a una multipla di almeno 5 eventi |
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Copertura di Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con streaming per il live |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a spettacolo e politica |
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 € |
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco impostabili in registrazione su base giornaliera, settimanale e mensile |
Due righe della tabella richiedono una lettura un po’ più attenta, perché la terza colonna non sempre parla di Premier League. Sisal parla di volumi, non di campionati; William Hill parla di una promozione legata alla Serie A. È un limite della dichiarazione, non dell’offerta: la Premier League è tra i campionati quasi sempre presenti nel palinsesto di un grande operatore italiano, semplicemente non ogni scheda app la elenca per nome. Chi vuole la certezza su quel punto la trova in un posto solo: il palinsesto dell’operatore, consultato prima di puntare.
Il margine è l’unità di misura con cui si confrontano davvero due offerte, più delle promozioni. Se un mercato 1X2 a tre esiti con quote 2,10 / 3,40 / 3,60 restituisce circa il 95,4 % — un margine appena sotto il 4,6 % — questa cifra vale come termine di paragone, non come previsione: è la percentuale che l’operatore trattiene in media su quel mercato, non la percentuale di partite che vincerai. Su una giocata singola il margine è un dettaglio; su cinquanta giocate diventa la differenza tra un bilancio in pari e un bilancio in perdita, anche con una lettura delle partite corretta.
Panoramica delle scommesse sulla Premier League: come funziona la giocata
Prima di scegliere dove giocare, vale la pena di fissare cos’è una scommessa sulla Premier League nel mercato italiano, perché il gergo degli operatori mescola cose diverse. Una singola è una puntata su un solo esito: 10 € sul 2 fisso dell’Arsenal, per dire. Una multipla combina più esiti in una schedina unica, e la quota finale è il prodotto delle quote: due eventi a 1,85 e 2,10 danno una quota complessiva di 3,885. Il sistema è una combinazione di più giocate, alcune delle quali possono vincere anche se non tutte le partite vanno a buon fine. Poi ci sono le funzioni di gestione: il cash out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca, incassando una cifra che l’operatore calcola in base all’andamento, e che può essere inferiore alla puntata.
La scommessa pre-match si gioca prima del fischio d’inizio, la live durante la partita, con quote che si muovono in tempo reale. Il live è il terreno dove la differenza tra operatori si sente di più: non tutte le piattaforme hanno la stessa velocità di aggiornamento, e non tutte offrono la stessa profondità di mercati mentre la partita scorre.
Una puntata non è un investimento e non è una previsione garantita. È un accordo: tu paghi una somma, l’operatore te ne paga un’altra se l’evento va come hai scelto. Il margine sta dentro il prezzo di quell’accordo, e la sua presenza è ciò che rende il gioco sfavorevole nel lungo periodo a chi non ha un vantaggio informativo reale. Chi gioca per divertirsi deve saperlo, e deve decidere in anticipo quanto può permettersi di spendere: il resto è illusione.
Una cosa va detta con chiarezza perché è la trappola più comune: guardare un campionato con regolarità non è un vantaggio. La Premier League è seguita da milioni di persone, e le informazioni che hai sul Manchester City o sul Liverpool sono le stesse che hanno tutti gli altri, compreso chi costruisce le quote. La conoscenza di un campionato rende una giocata più consapevole, non più probabile.
Normativa e concessione ADM: chi può accettare scommesse sulla Premier League
La legge italiana fissa un principio che non ammette eccezioni: offrire giochi a giocatori in Italia senza una concessione è illegale. L’autorità è ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta «ADM (ex AAMS)» alla prima menzione, perché il mercato continua a dire «AAMS» e conviene sapere che si tratta dello stesso ente. Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le concessioni non sono licenze aperte: sono «concessioni» assegnate con gara pubblica.

L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori (betting exchange); bingo. Sotto l’articolo 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestirne uno o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5); i termini della concessione e il regime fiscale restano fissi durante il periodo (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3).
Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza», letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. La concessione è per sito, non per azienda. E qui c’è il punto che quasi tutte le guide sorvolano: l’elenco non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo in qualunque combinazione. Un nome sull’elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore. Gli operatori dichiarano numero di concessione e società nei propri termini, ed è lì che conviene leggerli.
C’è un secondo livello di verifica che riguarda chi non è sull’elenco: l’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. Chi fornisce accesso a internet o servizi di pagamento e viola un ordine di ADM è sanzionato da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, con aggiornamenti successivi che aggiungono decine o centinaia di domini, e i mirror ricompaiono nel giro di poche ore. La parola che rende l’idea è «oscurati».
Il betting exchange, un caso a parte
Il betting exchange è un gioco previsto separatamente dall’articolo 6, comma 1, lettera e) e definito dall’articolo 2, lettera u): il giocatore può essere scommettitore o bookmaker e il concessionario si limita a mettere in contatto gli uni con gli altri in forma anonima. Non è una normale scommessa contro la casa, ed è la ragione per cui Betfair — descritto come il primo operatore con questo prodotto, con concessione 16028 — ha regole proprie: la documentazione riportata parla di regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali regole di commissione non è dato sapere con certezza.
La tassazione: chi paga e cosa resta in tasca
Sul fronte fiscale, la situazione del giocatore è più semplice di quanto si creda. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, modificato dalla legge di bilancio per il 2025) è a carico dell’operatore: 20,5 % se incassata sulla rete fisica e 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite. Le scommesse a quota fissa sui cavalli pagano le stesse aliquote, mentre prima erano al 43 % e al 47 %; le scommesse virtuali pagano il 24,5 % sull’importo incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per salire al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.
Per il giocatore, le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le riceve e non vanno dichiarate, perché il prelievo grava sul concessionario: la formulazione che si legge è «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la conclusione corretta è di consultare un commercialista per il proprio caso. Discorso diverso per le vincite provenienti da siti non autorizzati o esteri: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’articolo 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota e la posizione va espressa come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale».
Pubblicità e bonus sotto il Decreto Dignità
Il Decreto Dignità, articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87 (convertito dalla L. 96/2018), è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e ad almeno 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). ADM aggiunge che la pubblicità di operatori non autorizzati può attirare provvedimenti di AGCOM sui media.
Il quadro applicativo degli ultimi anni è in movimento: AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di rimuovere il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: l’esito non è stato reperito e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Sui bonus la distinzione è netta: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non esiste un tetto statutario ai bonus né un tetto ai requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quote minime derivano dai termini di ciascun operatore. Ed è questo il punto che conta per il lettore: se una promozione non si può pubblicizzare, la si trova solo dove l’operatore la descrive, cioè nei suoi termini e nella sua pagina promozioni. Il che, per inciso, è il posto giusto dove leggerla comunque.
Gioco responsabile e limiti di deposito: le regole che proteggono il conto
La parte del quadro normativo che tocca direttamente il portafoglio è l’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024, che prevede: auto-limitazioni su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
In sede di registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile: le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale in fase di iscrizione, con effetto immediato per una riduzione e un’attesa di sette giorni per un aumento. La logica è sensata — rendere facile rallentare e difficile accelerare — e va letta al contrario di come la si legge di solito: se stai pensando di alzare il limite, sappi che passerai una settimana a convivere con quello vecchio. Il valore del limite di deposito che ADM fissa nella gara non è noto.
L’autoesclusione è lo strumento più forte, e passa da un registro nazionale. Il RUA — Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca l’accesso a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e alle sale fisiche. L’articolo 15, comma 1, lettera e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore. Un sito di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono il 1° febbraio 2026, e i periodi e le forme sono quelli che i termini degli operatori e la pagina di ADM indicano. Un punto va detto senza sfumature: i siti privi di concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso lì non è protetto da nulla.
C’è anche un obbligo informativo a carico degli operatori: ogni concessionario spende lo 0,2 % del proprio ricavato netto, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È poco rispetto ai volumi del settore, ed è la cifra che esiste.
Sul fronte dell’identificazione, un conto di gioco richiede l’identificazione completa. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento, oppure tramite SPID, e alcune anche tramite CIE attraverso un fornitore SPID. Senza SPID il conto deve essere validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi sono bloccati. È una regola che genera più attriti di quanto sembri: chi apre il conto di fretta e non completa la verifica si trova con il saldo fermo proprio quando vuole incassare.
Il Telefono Verde Nazionale per il Gioco d’azzardo — 800 55 88 22 — è il riferimento indicato per i residenti in Italia, e compare tra gli strumenti di gioco responsabile delle piattaforme. Vale la pena di scriverlo per esteso: 800 55 88 22. È un numero, non una formalità.
Sui pagamenti, infine, i punti vendita ricariche (art. 13, D.Lgs. 41/2024) sono un istituto specificamente italiano: ADM tiene un registro dei punti di ricarica (tabaccai, ricevitorie) che alimentano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana complessivi; non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Le rotaie che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, e voucher o ricariche in contanti in tabaccheria come SisalPay e Mooney; l’elenco di ciascun operatore sta nei suoi termini. Le criptovalute presso i concessionari ADM sono una questione aperta, e non è nota una norma che nomini le rotaie approvate. L’articolo 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione: l’entrata in vigore non è confermata.
Pronostici e strategia: come si legge una partita di Premier League senza inseguire una vincita
Una pagina che promette pronostici sicuri sulla Premier League sta vendendo qualcosa che non esiste. Nessuno può sapere chi vince una partita, e chi scrive il contrario lo fa per un motivo che non è il tuo interesse. Quello che si può fare è ragionare su come si costruisce una giocata, su quali mercati hanno un senso e su quanto costa sbagliare.
Il primo strumento è il bankroll: la somma che hai deciso di destinare alle scommesse, separata dal resto del denaro, e una quota di quella somma per ogni giocata. La regola più diffusa è di non superare il 2-5 % del bankroll per singola puntata, che su un bankroll di 200 € significa tra 4 € e 10 €. Il senso non è scaramantico: è che una serie di perdite è normale e va assorbita senza restare senza margine.
Il secondo è la lettura analitica, che nella Premier League ha alcune specificità utili. Il vantaggio del campo è reale ma non uniforme: una squadra di metà classifica che gioca in casa contro una big tende a esprimersi meglio di quanto la differenza tecnica suggerisca, e la quota del pareggio o della vittoria interna in questi casi può essere più alta di quanto il gioco espresso meriti. Le neopromosse, nelle prime giornate, sono le squadre con la maggiore incertezza: l’organico è nuovo e la preparazione estiva non dice tutto. Le squadre che giocano le coppe europee infrasettimanalmente tendono invece a pagare un prezzo di stanchezza, che ricade soprattutto sul secondo tempo.
Il terzo è la tendenza, che va usata con cautela. Una squadra che segna molto può vivere di un periodo favorevole; una che subisce poco può avere un portiere in forma. Il dato dei gol fatti e subiti nelle ultime cinque partite è utile come spunto, non come previsione, e su un campionato di 38 giornate il campione di cinque è piccolo.
Sui mercati, la Premier League si presta a un’analisi dei gol più che ad altre competizioni, perché il gioco è aperto e il numero di reti è alto rispetto alla media europea. I mercati Under/Over, GG/NG e Multigol trovano qui molto materiale, ma anche il margine dell’operatore su questi mercati è tendenzialmente più alto di quello del 1X2, perché il mercato è meno liquido. Nessuno regala niente: il mercato con la quota più interessante è spesso quello in cui l’operatore trattiene di più.
Sul capocannoniere vale un discorso a parte, perché è un mercato che viene proposto con continue variazioni di quota durante la stagione. Il capocannoniere della Premier League è una scommessa a lungo termine, e in quanto tale comporta un vincolo di capitale: il denaro resta fermo per mesi, e il cash out su un mercato stagionale non è la stessa cosa del cash out su una singola partita. Chi entra su questo mercato deve sapere che sta immobilizzando un capitale per l’intera stagione.
Sui sistemi e le multiple invece la posizione di questa pagina è netta: sono la forma di gioco in cui il margine complessivo è più alto e in cui l’illusione di un payout alto nasconde il fatto che basta un evento fuori posto per azzerare tutto. Chi li usa per divertimento lo faccia con puntate piccole e sapendo che il prezzo è più caro.
Operatori con concessione ADM: dieci piattaforme a confronto
I dieci profili che seguono descrivono gli operatori come si presentano nei propri termini e nelle schede delle proprie app. Ogni paragrafo valuta il profilo per chi cerca la Premier League, e ognuno chiude con un giudizio.
Sisal — volumi enormi e diretta streaming gratuita
Sisal è un concessionario storico del mercato italiano, con concessione ADM n. 16020 e Sisal Italia S.p.a. come società. La sua app dichiara oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Il catalogo non è solo calcio: il Virtual di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.
Il punto di forza è la profondità della diretta: quindicimila eventi live con streaming gratuito su quattro sport è un’offerta che pochi raggiungono, e per chi guarda la Premier League e vuole intervenire a partita in corso cambia concretamente l’esperienza. Il Virtual, però, è un mondo a parte: oltre 3.000 eventi al giorno su eventi simulati disegnano una piattaforma che spinge anche su un prodotto che non ha nulla a che vedere con il calcio reale, e chi entra in quella sezione deve sapere che sta guardando un algoritmo. Il profilo più adatto è quello di chi scommette live e vuole un catalogo ampio in cui muoversi.
bet365 — partner globale UEFA e copertura Premier League dichiarata
bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. La concessione è ADM n. 16030, con Hillside (New Media Malta) Plc come concessionario. La piattaforma copre sia il pre-match sia il live, con un posizionamento internazionale che la scheda dichiara esplicitamente: la Premier League compare per nome tra i campionati su cui si può scommettere, insieme alla massima competizione europea per club. Sul fronte del gioco responsabile gli strumenti comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Il palinsesto è costruito attorno al calcio europeo di vertice e la Premier League è nominata apertamente, il che su questa pagina conta più di un elenco generico di campionati. La partnership con la UEFA segnala una scala internazionale che va letta per quello che è: una posizione commerciale, non un vantaggio sulle quote. Chi cerca un operatore con un catalogo ampio e una presenza dichiarata sul calcio inglese lo trova qui; chi punta sul calcio di nicchia o su sport minori conta su un elenco più breve di quello di altri concorrenti.
Planetwin365 — campionati nazionali ed europei con oltre 20 sport
L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. La concessione è ADM n. 16007, Pwo S.p.a. La Premier League è nominata esplicitamente tra i campionati coperti, insieme ai principali tornei continentali, e la copertura si estende a più di venti discipline sportive con risultati aggiornati in diretta.
Il profilo apprezza chi vuole un catalogo ampio senza dispersioni: i campionati di calcio di primo livello sono tutti presenti, la Premier League compresa, e l’estensione a oltre venti sport dà margine a chi alterna il calcio ad altro. La copertura della Serie C insieme alla Premier League dice molto su come è costruito il palinsesto: non è un’offerta verticale su un campionato, è un’offerta orizzontale pensata per un appassionato generalista. Chi cerca un sito che gli permetta di giocare su un torneo di tennis minore la stessa sera della partita di Premier League trova qui una risposta.
Betfair — exchange, combo e mercati a quote maggiorate
L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La concessione è ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Betfair è descritta come il primo operatore con un betting exchange nel mercato italiano, e la sua documentazione riporta regole proprie per i conti sull’exchange: per esempio una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi. La struttura dell’exchange è diversa da quella della scommessa tradizionale, perché il giocatore può essere scommettitore o bookmaker e il concessionario si limita a mettere in contatto le parti.
Il prodotto interessante qui è la sezione combo, che propone mercati combinati con quote più alte — e la quota più alta è esattamente il modo in cui si paga il rischio maggiore. Un lettore attento nota che Betfair non costruisce la propria identità sulle funzioni di gestione della giocata, ma sulla varietà dei mercati; e il betting exchange resta una nicchia, con regole proprie e una curva di apprendimento non banale. Chi vuole provare qualcosa di diverso dalla scommessa contro la casa trova qui un prodotto che pochi altri offrono; chi cerca il mercato semplice del sabato pomeriggio sta guardando lo scaffale sbagliato.
William Hill — Extra Bet Club legato alla stagione di Serie A
L’Extra Bet Club di William Hill assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. La concessione è ADM n. 16044, William Hill Malta Plc. Si tratta di una freebet, non di un rimborso in denaro: la promozione premia una giocata multipla con un gettone da giocare, e la soglia di ingresso è alta — 20 € di puntata, almeno cinque eventi, quota totale minima 10.0 — mentre il massimo accumulabile nell’arco della stagione è 100 €.
La costruzione di questa promozione dice molto: la quota minima di 10.0 la esclude dal premio anche chi centra una multipla con quattro partite su cinque. Il gioco richiesto è quello ad alta varianza, e la freebet settimanale è la ricompensa per averlo praticato. Il tetto di 100 € sull’intera stagione, unito al fatto che la freebet non è denaro ma un gettone, ridimensiona l’attrattiva: chi cerca un bonus per abbassare il costo delle proprie giocate deve fare i conti con questa struttura. Va detto che la promozione è legata alla Serie A e non alla Premier League: è un dettaglio che sposta l’interesse di chi cerca specificamente il campionato inglese.
Lottomatica — serie storica di campionati, streaming e live
L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. La concessione è ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy). La Premier League è nominata esplicitamente, e la combinazione di quote in tempo reale, risultati e streaming definisce un’offerta orientata a chi vuole seguire l’evento e giocarlo insieme.
Il profilo è quello di una piattaforma che punta sulla continuità dell’esperienza: la copertura va dal calcio italiano a quello inglese, e si estende agli sport motoristici con Formula 1 e MotoGP. Per chi cerca la Premier League questo basta, e lo streaming aggiunge una funzione che molte piattaforme offrono solo su una parte del catalogo. Il punto debole non è nella copertura ma nella specificità: nulla nella scheda distingue l’offerta calcistica da quella dei concorrenti, e la valutazione resta affidata al prezzo che si trova sul mercato.
StarCasinò — sportbook affiancato a slot e casinò live
L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La concessione è ADM n. 16026, Azzurri Limited. Il posizionamento è chiaro dal nome: la scommessa sportiva è una sezione di un’offerta più ampia, che comprende slot e casinò live. Le tipologie di scommessa sono varie, e gli eventi coprono il panorama italiano e internazionale.
Su questa pagina, che parla di un campionato e non di un casinò, la collocazione conta. Chi vuole un operatore costruito attorno al calcio trova in StarCasinò una piattaforma che mescola il prodotto con un’offerta di gioco di tipo diverso, con una promozione e una pagina principale che parlano di slot prima che di partite. Non è un difetto in sé — chi cerca anche quel tipo di gioco trova una piattaforma integrata — ma è una distinzione che va fatta prima di aprire il conto, perché il modo in cui un operatore organizza la propria offerta dice dove investe.
Eurobet — palinsesto larghissimo, dallo scacchismo alla politica
L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). La concessione è ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. La Premier League rientra nella copertura calcistica, e la scheda racconta un catalogo che è tra i più larghi del confronto.
Il dato che colpisce è l’estensione agli eventi non sportivi: elezioni, musica, reality show. È un’offerta che intercetta chi vuole scommettere su qualsiasi cosa, comprese cose che con la Premier League non hanno nulla a che vedere. Il rovescio della medaglia è la dispersione: chi apre il sito per una partita di campionato inglese si trova davanti a una vetrina molto affollata, e un palinsesto che copre gli scacchi e le elezioni non è di per sé un palinsesto più profondo sul calcio. Un appassionato di Premier League trova qui tutto, ma anche molto altro; la larghezza è la caratteristica, non la specializzazione.
BetFlag — bonus di benvenuto del 100 % sul primo deposito
Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. La concessione è ADM n. 16008, Betflag S.p.a. Il bonus è un importo accreditato sul saldo — quindi una forma di credito da giocare, non un prelievo in denaro — e il tetto dei 5.000 € è il limite massimo dell’accredito, non una cifra che il giocatore medio raggiunge.
Due elementi tecnici meritano attenzione. Il primo è che l’accredito è «su saldo»: significa che il vincolo è nei requisiti che l’operatore applica al bonus, e quei requisiti vanno letti nei suoi termini prima di versare, perché il valore reale del bonus dipende da quanto si deve rigiocare e da quali quote contano. Il secondo è che BetFlag offre l’apertura del conto anche con SPID e CIE accanto alla registrazione classica: per chi ha già un’identità digitale è una scorciatoia che evita i 30 giorni di validazione, e vale più di qualche euro di promozione sulla comodità.
AdmiralBet — limiti impostabili alla registrazione
AdmiralBet, concessione ADM n. 16048 e Admiral Bet S.r.l., chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Il profilo che emerge è quello di una piattaforma in cui il controllo del conto è parte del processo di apertura e non una funzione nascosta in fondo alle impostazioni. La richiesta di fissare limiti di ricarica, spesa e tempo in fase di iscrizione è un attrito voluto: obbliga a decidere prima, quando il giudizio non è ancora sotto pressione. La finestra di sette giorni per aumentare un limite è lo stesso principio applicato al contrario. Chi apre un conto sapendo di volersi dare una regola trova qui lo strumento integrato nel flusso di registrazione.
Domande frequenti
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Sui soli eventi inseriti nel palinsesto approvato da ADM: l’articolo 2, lettera s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi e tipi di scommessa preparato dal concessionario e approvato dall’autorità. ADM autorizza gli eventi uno alla volta, quindi l’offerta concreta va verificata nel palinsesto del singolo operatore, non dedotta dalla concessione.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, dove ogni riga riporta un codice e il sito .it collegato: quello letto il 25 ottobre 2026 conta 52 righe, codici da 16000 a 16051. La concessione è per sito, non per azienda: Eurobet Italia S.r.l., per esempio, ne detiene più di una.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Si moltiplica la puntata per la quota decimale: 10 € a quota 1,85 restituiscono 18,50 €, di cui 8,50 € di profitto netto. In una multipla le quote si moltiplicano tra loro e il prodotto è la quota finale della schedina, con la puntata che resta unica su tutta la combinazione.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si prende il reciproco di ogni quota di un mercato, si sommano i reciproci di tutti gli esiti e si sottrae il totale da 1. Su un mercato 1X2 a tre esiti con quote illustrative 2,10 / 3,40 / 3,60 la restituzione è di circa il 95,4 %, quindi il margine è di poco sotto il 4,6 %: è un esempio, non una quotazione reale.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica grava sull’operatore. Le vincite da siti non autorizzati seguono invece l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, che le tratta come redditi diversi: per il proprio caso occorre consultare un commercialista.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano che una riduzione ha effetto immediato mentre un aumento richiede sette giorni di attesa. AdmiralBet chiede di fissare anche limiti di ricarica, spesa e tempo su base giornaliera, settimanale e mensile.
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